Decollano gli scali asiatici A terra Malpensa e Fiumicino

Pechino, Jakarta e Dubai: tre capitali emergenti nella top ten mondiale per numero di passeggeri. L'Europa si difende ancora. Italia a parte

Sembra inesorabile: il baricentro del mondo si sta spostando verso Est, soprattutto verso l'Asia, dove crescono le nuove economie. Intanto, gli Stati Uniti tengono, l'Europa sopravvive, l'Italia declina. Questa fotografia, che illustra bene i grandi mutamenti in corso, viene dall'universo del trasporto aereo e soprattutto dagli aeroporti, che misurano i flussi e le destinazioni, quindi la geografia della mobilità. Il primo aeroporto del mondo resta Atlanta, negli Usa, dove nel 2012 sono transitati 95 milioni di passeggeri; Atlanta, va ricordato, è la base e il più grande hub di Delta. Dopo Atlanta viene Pechino: 81,9 milioni di passeggeri, seconda posizione nel mondo; ma non è questo che stupisce, stupisce la sua crescita straordinaria, visto che nel 2006 non era nemmeno presente tra i primi dieci aeroporti e che da allora la sua clientela è raddoppiata.
Questi dati sono stati diffusi e commentati nei giorni scorsi all'undicesima edizione di Biz Travel Forum, a Milano, appuntamento annuale per la mobilità e il turismo. Come ha spiega Luca Patanè, presidente di Uvet (turismo e viaggi d'affari) e di Federviaggio, i numeri dell'indagine provengono da fonti aeroportuali elaborate da Uvet -American Express. «Nei prossimi cinque anni - dice Patanè - la metà dei primi dieci scali saranno in Paesi emergenti».
Tra i primi dieci aeroporti, oltre a Pechino, sono entrati Jakarta e Dubai, che precedono ormai grandi scali come Francoforte, Hong Kong e New York Jfk. Londra Heathrow, con quasi 70 milioni di passeggeri, è il terzo scalo del mondo e saldamente primo in Europa davanti a Parigi (61,6 milioni di passeggeri). Va ricordato il Londra-New York resta sempre il primo collegamento di lungo raggio nel mondo. Gli aeroporti delle capitali del vecchio continente, stando ai dati Uvet, sono in leggera crescita: dallo 0,9% di Heathrow, all'1,1% del Charles De Gaulle, all'1,9% di Francoforte e al 2,6% di Amsterdam. In grande sofferenza Madrid (- 9% anche a causa della fusione di Iberia con British) ma non Barcellona (+ 2,2%). In forte crescita lo scorso anno lo scalo di Istanbul (+20%), con oltre 44 milioni; molti passeggeri europei diretti nell'Estermo Oriente fanno scalo nella città turca, che offre un percorso più diretto di altri hub alternativi. In difficoltà i due grandi aeroporti italiani con Roma Fiumicino che arretra la sua quota passeggeri dell'1,8% e Milano Malpensa sceda nel 2012 del 4%. Il trasporto aereo italiano è in particolare sofferenza, specchio anche di una crisi economica che da noi è più aspra. Su Fiumicino si riflettono poi la situazione di Alitalia e le scelte del partner commerciale Air France. Su Malpensa pesa la paradossale concorrenza dell'altro aeroporto milanese, Linate, che, da una posizione più vicina alla città, alimenta i grandi hub europei. «Il mercato aereo in Italia - spiega Patanè - conta 117 milioni di passeggeri con tre compagnie che si dividono la maggioranza delle quote. Alitalia è ancora leader con il 21% delle quote, seguita da Ryanair 19,5% e easyJet il 9,9%. La metà dei circa 30 milioni di passeggeri domestici appartengono ancora ad Alitalia, il 22% hanno volato con Ryanair, il 9,6% con Meridiana e il 9,3% con easyJet».
Tra le compagnie aeree mondiali dominano quelle americane: la fusione American Airlines e Us Airways ha creato un colosso da quasi 190 milioni di passeggeri, Delta è seconda con 164 milioni, poi seguono United Continental con 140 milioni e Southwest con 135 milioni. Quinta al mondo e prima compagnia europea è Lufthansa che negli ultimi 6 anni ha raddoppiato i passeggeri da 51 a 103 milioni. La Business Travel Survey di Uvet Amex segnala inoltre l'incalzare delle tre compagnie cinesi - China Southern Airlines, 86,5milioni; China Eastern Airlines 73,1 milioni; Air China 72,4 milioni - tra le quali si posizionano Ryanair (79,6 milioni di passeggeri) e Air France-Klm (77,1 milioni).

Commenti

Mario-64

Lun, 02/12/2013 - 09:50

Tutto come previsto ,ennesima ragione per non cedere Alitalia ai francesi. Che crescano gli aeroporti dell'Asia e' normale,basta vedere il p.i.l. di questi paesi. In Italia di aeroporti ne abbiamo tanti ,forse troppi visto che al nord ce n'e' uno ogni 50 km ; in totale sono piu' di quaranta , tutti internazionali. Eppoi aeroporti come Dubai e Heathrow ( e altri) sono cresciuti come aeroporti di transito ,in virtu' della loro posizione geografica e del fatto di essere base di grandi compagnie aeree. Chi viene a Milano o Roma non lo fa' per transitare verso altri scali ,nella gran parte dei casi lo fa' perche' si ferma li. Mettiamoci pure il treno alta velocita' ,che sulle tratte interne italiane ha tolto parecchi passeggeri all'aereo , e il gioco e' fatto . Cominciamo a togliere voli a Linate e ampliare ( e ristrutturare ) Fiumicino , i passeggeri arriveranno.

sergio_mig

Lun, 02/12/2013 - 12:06

Il declino dell'aviazione civile italiana è iniziata già da molti anni, principalmente per restrizioni burocratiche di potere e conseguentemente di intrallazzi con tornaconti finanziari illegittimi, x le quali hanno nomi e cognomi, poi per la crisi economica. A tutt'oggi la musica non è cambiata tant'è ke nei posti di potere (ENAC) si perpetuano le nomine dei vertici(vedi Riggio) o con personaggi che garantiscano la continuità degli intrallazzi occulti protetti da una ragnatela di poteri dove agiscono anche magistrati. Questa è l'aviazione civile in Italia.