Una frana blocca i treni per la Francia

Massi sull'Intercity Milano-Ventimiglia che esce dai binari: per ripristinare la circolazione ci vorranno settimane

Basta guardare il locomotore dell'Intercity fuori dai binari, adagiato ad una ringhiera alta non più di un metro a strapiombo sul mare, per rendersi conto dello scampato pericolo. La frana che ha fatto deragliare il treno Intercity Milano-Ventimiglia ha provocato «solo» 5 feriti lievi e alcuni contusi ma guardando quell'immagine è chiaro a tutti quanto sia andata davvero di lusso. «Non ci sono vittime, è stato un miracolo», ha detto Franco Floris, sindaco di Andora.

Succede tutto intorno alle 12. Una frana si stacca dalla parete che sovrasta la linea ferroviaria nel tratto da Andora e Cervo, in direzione della Francia. Il treno Intercity 660 Milano-Ventimiglia è investito da massi e detriti e il locomotore, il primo vagone e la carrozza numero 8 escono dai binari là dove a dividere i binari dal mare c'è solo quella piccola ringhiera. Feriti lievemente i due macchinisti, entrambi ricoverati al Santa Corona di Pietra Ligure, ed il capotreno, ricoverato ad Albenga in stato di choc.

Il caso, ma non solo, ha voluto che il bilancio non fosse ben più grave. A causa dell'allerta meteo di tipo 2 (il più grave) diramato dalla protezione civile per la giornata di ieri, è stato disposto che i treni su quel tratto non viaggiassero a più di 30 chilometri orari. E proprio la ridotta velocità dell'Intercity ha permesso che l'incidente non si trasformasse in tragedia.

I circa 200 passeggeri che si trovavano a bordo del treno sono rimasti infatti praticamente illesi anche se difficilmente si scorderanno della giornata di ieri. «Le porte erano bloccate, eravamo intrappolati», raccontano alcuni testimoni. Una volta usciti dal treno, alcuni hanno raggiunto a piedi la stazione di Andora che dista circa 500 metri dal luogo dell'incidente o l'Aurelia dove sono stati soccorsi solo intorno alle 14 e trasportati verso Ventimiglia con un pullman messo a disposizione da Trenitalia. Non senza polemiche per essere rimasti al freddo e sotto la pioggia per quasi due ore «senza nessuna assistenza», hanno denunciato in molti.

Passata la paura si fa il conto dei danni e dei disagi. La linea ferroviaria verso la Francia, che nel tratto dell'incidente è ridotta ad un unico binario, è ovviamente fuori uso e non è dato sapere quando sarà riaperta. La frana è ancora in attività e andrà messa in sicurezza nei prossimi giorni, ma secondo le prime ipotesi resterà off limits per almeno due settimane. Tra Albenga e Diano Marina è stato attivato un servizio bus sostitutivo per i treni regionali mentre per gli Intercity il treno si ferma a Savona e a Ventimiglia si arriva soltanto in bus.
Intanto in Liguria si continua a guardare con apprensione verso il cielo. Lo stato di allerta 1, il più lieve, resta in vigore sino alle 18 di oggi solo per lo spezzino e il Tigullio ma le forti piogge di questi giorni hanno causato ingenti danni un po' dappertutto con il Ponente letteralmente in ginocchio.

La situazione più critica è nell'Imperiese: a Ceriana, è crollata una casa e in Valle Argentina e valle Armea diversi comuni sono isolati per frane e smottamenti. Stessa situazione tra Imperia e Sanremo con i torrenti tenuti sotto stretta osservazione. Gravi disagi anche sull'autostrada dei fiori. Situazione difficile anche in provincia di Savona con allagamenti e frane ad Albenga, Alassio, Capo Mele e Ceriale. Paura anche nel Tigullio e nello spezzino, già colpito duramente dall'alluvione di due anni fa. I torrenti Entella e Magra hanno superato abbondantemente il livello di guardia.

Danni, anche se meno gravi, anche a Genova: allagata la caserma di Bolzaneto e traffico in tilt in centro città dal tardo pomeriggio per l'allagamento, e la conseguente chiusura, del tunnel di Caricamento, nei pressi dell'acquario.