FUGA DI SOLDI ALL'ESTERO Allarme Pil, solo la Grecia è peggio di noi. Ventimila statali a rischio licenziamento

Gli uomini e i soldi si comportano sempre alla stessa maniera. Male. O bene? Dipende dai punti di vista. Diciamo che si difendono come possono: sono dotati di un formidabile istinto di conservazione, per cui non ci sono leggi né divieti che tengano. I portafogli e i loro proprietari vanno dove li porta la convenienza. La conferma viene da Bankitalia, i cui dati non mentono. Da maggio 2010 allo stesso mese di quest'anno, 24 mesi in totale, dai conti correnti e dai depositi del nostro Paese sono spariti la bellezza di 274 miliardi di euro, una fortuna.
Dove sono andati a finire? Indovinate. A occhio e croce, hanno preso la via dell'estero. Probabilmente, Svizzera, ma non escludiamo altri porti dove la ricchezza non è considerata un delitto, un peccato. Solo nel mese scorso, con l'acuirsi della crisi a onta delle cure di Mario Monti, al quale molti attribuiscono virtù taumaturgiche, hanno preso il volo dall'Italia 23 miliardi, ovviamente di euro, planando chissà su quali istituti di credito stranieri. Segno che tra spread ballerino, inasprimenti fiscali, caccia agli scontrini e alle streghe, borse che sembrano montagne russe, i risparmiatori della penisola (furbi, disonesti o altro: giudichi il lettore) si sono spaventati e hanno deciso di salvare i loro quattrini dalle fauci dello Stato più tassaiolo del mondo.
Sinceramente, non sappiamo come si faccia a esportare capitali senza rischiare di essere beccati in fallo. Ma qualche sistema abbastanza sicuro ci deve essere se è vero, come è vero, che una montagna di palanche che era qui adesso è là, oltre i confini. Quando si tratta di proteggere la tasca, la fantasia della gente si sbizzarrisce, e ne inventa di ogni colore. Ci è giunta notizia, per esempio, che molti non trasferiscono di peso somme dalle banche italiane a quelle elvetiche, lasciando così tracce indelebili di operazioni illecite. Nossignori.
Alcuni si affidano ai vecchi spalloni (un tempo dediti al contrabbando di sigarette) che parevano estinti e, invece, si sono rianimati. Altri hanno scoperto un sistema che ha colto impreparata la Guardia di finanza: il conto postale svizzero al momento non soggetto a controlli. Lo apri con 20/25 mila euro e contestualmente ritiri una carta di credito con la quale (...)

(...) movimenti quanta valuta desideri.
Dicono che in questo modo non si corrano pericoli. Sarà. In mancanza di prova contraria, noi ci crediamo. D'altronde, le cifre che abbiamo fornito sopra sono ufficiali. E siccome il denaro non evapora, se è sparito dalle banche di casa nostra, è fatale abbia trovato rifugio in altri luoghi sconosciuti o inaccessibili alla Agenzia delle entrate.
La morale della favola è scontata: chi fa la guerra al denaro è destinato a perderla. Ha voglia Monti di tassare, proibire, imporre balzelli eccetera: crisi o non crisi, i ricchi la fanno sempre franca. E lui fa la figura dello sprovveduto. Trecento miliardi sottratti alla Patria sono tanti: oltre un settimo del debito pubblico. Complimenti al governo e ai suoi sostenitori.

segue a pagina 3

Cramer, Filippi, Forte e Parietti alle pagine 2-3

di Vittorio Feltri