Fuori dall'euro o strangolati: il bivio del nuovo governo

Il nuovo esecutivo dovrà scegliere tra l'uscita dalla moneta unica e la politica cieca dell'austerità

Anche il ministro dell'Economia e delle finanze, Vittorio Grilli, dopo Mario Monti, ha dichiarato che i conti dell'Italia sono in ordine. Non ce ne eravamo accorti. Anzi, pensavamo il contrario: non perché disponessimo di dati diversi dai suoi, visto che ci atteniamo a quelli ufficiali, ma perché, oltre a leggere le statistiche (attività sconsolante), abbiamo l'abitudine esecrabile di osservare la realtà. Che è drammatica.

Quando un Paese registra un costante aumento della disoccupazione, e un altrettanto costante aumento di aziende costrette a chiudere i battenti, nonché la crescita del debito pubblico e la diminuzione dei consumi, per non parlare del Pil (quello dell'Italia è negativo e tale sarà nell'anno in corso), significa che i conti non sono affatto in ordine. Ci stupisce che uomini come Grilli e Monti facciano gli gnorri. Vabbè. Lasciamo perdere: avranno i loro cattivi motivi per non ammettere la verità. Che non induce all'ottimismo.
Da anni ormai siamo in recessione e la famosa luce che i tecnici continuano a vedere in fondo al tunnel è un'illusione ottica. La crisi, lungi dall'essere in procinto di terminare, si acuisce di giorno in giorno, e le conseguenze bruciano sulla pelle dei cittadini, sempre più sfiduciati e addirittura rassegnati. Tant'è che un milione e rotti di disoccupati hanno perfino smesso di cercare un lavoro, consapevoli di non poterlo trovare perché non c'è. Si lasciano vivere in attesa di miracoli improbabili.

Gli economisti alla Monti, quasi tutti (salverei il professor Alberto Bagnai), con le loro predizioni solenni hanno rivalutato gli astrologi. Si ostinano a stare aggrappati alla sottana di Angela Merkel, che è bravissima a tutelare gli interessi della Germania a scapito nostro, e ubbidiscono quali scolaretti timidi e impacciati ai precetti europei. Non notano, nonostante vantino un curriculum da scienziati, che l'Europa è un bidone e che il mercato unico non esiste né esistono i presupposti per dare omogeneità al continente. Il quale è solo un'espressione geografica, privo di un comune denominatore bancario, di vigilanza, di politica industriale, estera, militare e fiscale. Cosicché ogni Paese marcia per i fatti propri infischiandosene dei problemi altrui. Ciò crea un caos tutt'altro che calmo, nel quale il sogno europeista degenera in barzelletta.

Dopo oltre mezzo secolo di tentativi velleitari tesi a formare una Ue in grado di emulare gli Usa, siamo ancora ai nastri di partenza; anzi, più indietro; l'euro e la burocrazia di Bruxelles hanno spolpato vari Paesi deboli: Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda, Olanda, Cipro e altri. Il principio che regola i rapporti nell'area della moneta unica è «mors tua vita mea». La Germania infatti è florida. Gli imprenditori tedeschi prelevano soldi a credito pagando tassi irrisori; i nostri, vessati da un sistema che pratica legalmente l'usura e da un fisco predatorio, non hanno alcuna chance per reggere alla concorrenza internazionale né possono sfruttare il mercato interno, afflitto da una riduzione impressionante dei consumi dovuta all'immiserimento dei redditi.

O l'Italia riesce a sconfiggere la politica cieca dell'austerità, che fa tanto comodo ai tognini, e a correggere i protocolli comunitari vigenti, oppure le conviene valutare l'opportunità di uscire dalla moneta unica. Senza la quale saremmo all'altezza di gestire il debito pubblico? In proposito non risulta sia stato svolto uno studio acconcio. Che si aspetta ad avviarlo? Una volta accertato che è stato un errore entrare nell'euro, più tardi se ne esce e peggio è. È incredibile come, invece, i partiti politici abbiano quasi paura ad affrontare la questione: si rifiutano anche solo di discuterne a livello teorico. La sinistra poi, che un tempo era di lotta e ora è di salotto, pur davanti al disastro provocato dalle soffocanti restrizioni europee, considera chiunque ne attribuisca le responsabilità a Bruxelles una specie di nemico, comunque indegno di assurgere al ruolo di interlocutore.
Eppure perfino il premio Nobel per l'economia, Joseph Stiglitz, in un'intervista rilasciata a Repubblica si è espresso con chiarezza: «Il sistema attuale è instabile, incompiuto. Ci vuole più Europa oppure meno euro». È così difficile comprendere simile concetto? Il prossimo governo, qualunque sia, dovrà spremersi le meningi.

di Vittorio Feltri

Commenti
Ritratto di Memphis35

Memphis35

Dom, 14/04/2013 - 11:13

Persino il buon Marco Rizzo, levogiro d'antan, ha realizzato nel suo crapone che l'Europa è la madre di tutte le nostre sciagure economiche.

cgf

Dom, 14/04/2013 - 11:49

saranno in ordine però hanno sbagliato di 40 miliardi e come fanno ad essere in ordine?

PDA

Dom, 14/04/2013 - 11:51

Sarebbe una follia uscire dall'euro, il nostro debito pubblico dovra' comunque essere rimborsato in euro, non sara' mai piu' possibile svalutare la lira come fatto negli anni passati e anche fuori dall'euro rimarrebbero altri vincoli da rispettare: La sola soluzione potrebbe essere rinegoziare i limiti imposti sia dal fiscal compact che quelli di Maastrich, ma serve un'azione congiunta di altri stati importanti come la Francia e la Spagna. Certo che non sono passati neanche 9 mesi dalla ratifica del fiscal compact da parte dell'Italia e solo ora ci si accorge che rispettare questi limiti avrebbe compromesso qualsiaisi ripresa.

cgf

Dom, 14/04/2013 - 12:15

questo Berlusconi non l'avrebbe MAI permesso http://www.capiredavverolacrisi.com/i-titoli-di-stato-non-sono-piu-sicuri/ meditate gente, meditate, qui più che uscire dall'Euro conviene seguire l'esempio Islanda.

angelomaria

Dom, 14/04/2013 - 13:50

era meglio sestavi zitto incompetenti nel governare ma piu' che competrnti per salvarsi le banche altro figlio di cagna rabbiosa in cinta

unosolo

Dom, 14/04/2013 - 15:25

i troppi soldi li fanno sragionare , si sentono super solo perche qualcuno gli ha dato credito ma la realtà del totale fallimento la capiscono solo i lavoratori che hanno perso il posto e quelli che sono in cassa , poi ci sono i pensionati e gli esodati , la realtà del fallimento si vede dalla entrate che sono dimezzate per colpa scellerata di aumentare solo tasse e permettere ai comuni e regioni oltre alle province di aumentarle anche sulle addizionali . I tecnici possono ritirare tranquillamente in banca lo stipendio e poi la pensione per loro ci pensa lo stato ma per i privati ? egoisti politici e sindacati loro hanno lo stipendio assicurato dallo stato .Se falliscono imprese aumentano disoccupati e di conseguenza calano le entrate per i servizi . é stata creata volontariamente la recessione , la colpa di questo è stata solo del capo e delle ex opposizioni .

Boccato

Dom, 14/04/2013 - 15:52

GRILLI, GRILLINI, GRILLO...CI SONO INSETTI DI PIU IN ITALIA !

gpl_srl@yahoo.it

Dom, 14/04/2013 - 15:53

questi tre personaggi (grilli, Monti e passera) compongono un trio purtroppo nefasto per tutti gli italiani: dire che il buco che ci lasciano è solo di 40B è poco se si pensa ai fallimenti, agli esodati, ai senza lavoro , e cosi via: il fatto che la loro incompetenza ci abbia portato fin dove siamo arrivati non conta affatto perche secondo loro tutto è a posto: occorrerebbe un tribunale militare!

Ritratto di Maurizio Da Lio

Maurizio Da Lio

Dom, 14/04/2013 - 15:54

Basta sono anni che lo dico USCIAMO DA QUESTO CAZZO DI EURO CHE CI STA UCCIDENDO!!!!!!!!!!!!!!

mariahz

Dom, 14/04/2013 - 17:12

Alberto Bagnai non è un economista alla Monti, ma uno dei pochi economisti che ha fatto un'ampia opera di divulgazione tramite il suo blog ed aveva previsto, tra l'altro, che i salvataggi di Monti in realtà avrebbero affossato il paese. A me sembra chiarissimo che l'Italia avrebbe solo dei vantaggi a uscire dall'euro, Non comprendo i motivi di questa ostinazione a stare aggrappati a un sistema che sta facendo crollare una dopo l'altra le economie di tutti i paesi dell'Eurozona, Cipro è praticamente uscita dall'Euro, anzi sta avendo tutti i svantaggi dall'uscita dall'euro senza averne i vantaggi, la Grecia è un paese sull'orlo della guerra civile, il Portogallo si sta avviando a diventare un paese da terzo mondo, sono in crisi paesi considerati "virtuosi" come l'Olanda e la Francia. Il solo motivo per cui si difende ancora l'indifendibile è esclusivamente politico, chi ha creato questo incubo è costretto a non tornare indietro, per difendere la propria poltrona e l'egemonia del loro partito. Questo dimostra che chi ci ha governato fino ad ora non ha fatto e farà mai gli interessi del nostro paese.

mila

Dom, 14/04/2013 - 17:15

E, mentre si cerca un difficile accordo con altri Paesi europei, diminuire le spese dello Stato, comprese quelle militari, i contributi all'ONU eccetera, no?

roby55

Dom, 14/04/2013 - 17:26

Pagare quasi due mila lire un euro,finite le lire:pagare con 1xcento di interesse + spread per elemosinare cento euro. Anche un cretino l'avrebbe capita che era tutto studiato a tavolino per indebitare gli Stati e indebitandoli indurli a rinunciare alla sovranità nazionale per formare gli Stati Uniti d'Europa : una cazzata madornale.

vivaitaly

Dom, 14/04/2013 - 17:28

sarebbe il miracolo dell'Italia uscire dall'Euro e dall'Europa. Questa Europa non funziona. Se non usciamo dall'Europa va a finire che diventeremo uno stato multietnico, pieni di stranieri e clandestine e mussulmani. L'Europa diventera' mussulmana se non si divide. Dobbiamo fare tutto il possibile che questo non accade. Uscire dall'Europa e' la miglior soluzione.

roby55

Dom, 14/04/2013 - 17:32

La BCE non è una banca di stato, ma di privati. Eppure crea denaro quanto ne vuole senza comprarlo da nessuno. A noi se va bene paghiamo paghiamo 104 euro ogni cento euro. Chi ha un minimo di cervello non può pensare di continuare a stare nell'eurozona.

roby55

Dom, 14/04/2013 - 17:33

Perdere la sovranità monetaria (la possibilità di coniare moneta) è farsi patricare la castrazione. A buon intenditor...

roby55

Dom, 14/04/2013 - 17:37

Ogni paese europeo con la propria moneta era riuscito a trovare un suo, sebbene a volte con le stampelle, equilibrio. La moneta unica è stata la spallata per finire nel baratro degli speculatori. Come poteva finire, quando finite le lire ci siamo trovati a elemosinare da Bruxelles l'euro pagando in euro?

moshe

Dom, 14/04/2013 - 17:39

Solo se usciamo per primi dalla UE ci possiamo salvare. AFFRETTATEVI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Subito dopo, per risparmiare una valanga di miliardi euro, riportare tutti i militari a casa e rispedire tutti gli pseudo rifugiati ed i clandestini a casa loro !!!

marco555

Dom, 14/04/2013 - 17:51

"... è solo un'espressione geografica, privo di un comune denominatore bancario, di vigilanza, di politica industriale, estera, militare e fiscale." Anche culturale! Purtroppo, paradossalmente, ci stanno fregando i barbari ( e lo sono veramente, credetemi)

AG485151

Dom, 14/04/2013 - 17:54

FUORI DALL'EURO O CRAC ??? NO.C'e' un'altra via , la prima di tutte : TAGLIARE , LIBERALIZZARE , PRIVATIZZARE. 1-TAGLIARE : 8000 MUNICIPI,110 PROVINCE,20 REGIONI,MIGLIAIA DI ENTI,CONSULENZE,PRIVILEGI,AUTO BLU,SCORTE,PARLAMENTARI,STIPENDI DELLA P.A.,CARRIERE AUTOMATICHE,FINANZIAMENTI PUBBLICI,ORGANICI A LIVELLO DEI MIGLIORI PAESI. 2-LIBERALIZZARE tralascio l'elenco 3-PRIVATIZZARE : MUNICIPALIZZATE,BENI IMMOBILI E DEMANIALI,GESTIONI VARIE,AZIENDE NON STRATEGICHE , ECC... e lasciar fare al mercato. CON TUTTO CIO , IN 10 ANNI , SI AZZERA IL DEBITO,SI ABBASSANO LE TASSE DEL 30-50% , SI SALDANO I DEBITI CON LE IMPRESE,SI INVESTE IL RIMANENTE IN SCUOLA,AMBIENTE,INFRASTRUTTURE,WELFARE. CAPITO CARO DIRETTORE ? NON E' L'EURO LA CAUSA DEL NOSTRO DEBITO MA LA SPESA PUBBLICA CORRENTE CHE E' SEMPRE SUPERIORE ALLE ENTRATE.ALMENO SECONDO I CONTI DELLA SERVA.CHE FORSE NON VA PIU' DI MODA.

Ritratto di martello carlo

martello carlo

Dom, 14/04/2013 - 18:06

Giusto, Feltri, ma noi abbiamo anche dei vantaggi rispetto ai tedeschi: NON ABBIAMO LE CENTRALI NUCLEARI, ABBIAMO UNA CLASSE DIRIGENTE DI GRANDE SPESSORE COME GRILLO E PRODI EPPOI ABBIAMO UN FORTE PARTITO COMUNISTA CHE CREDE ANCORA NEL " SOL DELL' AVVENIR ", AL CONTRARIO DI QUELLI DELLA EX DDR CHE L' HANNO GIA'PROVATO. Non ti senbrano buoni motivi per sperare?

syntronik

Dom, 14/04/2013 - 18:16

Che cosa cambierebbe, peggio di così non potrebbe andare, debito alle stelle, disoccupazione alle stelle, povertà alle stelle, malcontento alle stelle, tasse alle stelle, tutto quello che può avvenire può solo che portare benefici, nache i grillini sono un beneficio, almemo fà ridere com le sue trovate fumettistiche.

Duka

Dom, 14/04/2013 - 18:17

Tutto ciò succede quando si affrontano crisi economiche come quella che stiamo vivendo in Europa e particolarmente in Italia, Grecia, Spagna Irlanda Portogallo e altri ancora, da cattedratici senza cognizione di causa. Un essere normodotato avrebbe declinato l'incarico vista la situazione per la quale non fosse all'altezza di affrontare invece il sig. Monti and Co. hanno pensato bene di distruggere un paese allegramente senza pensarci su più di tanto. Questa gente deve essere processata dal tribunale del popolo.

gamma

Dom, 14/04/2013 - 18:38

Uscire dall'euro e tornare alla Lira è possibile poichè un articolo del Trattato di Lisbona, l'articolo 50 lo permette e, occorre dire, anche abbastanza agevolmente. Lo è anche dal punto di vista economico se la cosa viene fatta bene. Non dimentichiamo che i debiti un paese li paga con la propria valuta nazionale. Se tornassimo alla Lira pagheremmo in Lire e non in Euro anche i titoli in mani straniere. Inoltre la Banca d'Italia, tornando al ruolo di banca emittente potrebbe convertire immediatamente un cospiquo quantitativo di titoli in suo possesso. Il Debito pubblico diminuirebbe magicamente di circa un 15%. D'improvviso lo stato si ritroverebbe con un notevole quantitativo di "valuta straniera" ovverosia Euro, ma pagherebbe in Lire. Considerato l'immediato effetto volano sulle nostre industrie, il gioco potrebbe valere la candela.

ceschina gricmais

Dom, 14/04/2013 - 18:40

BASTA CON LE IPOCRISIE!! STO MALEDETTO GOVERNO, E PURE CONFINDUSRTIA, PRIVA DI PALLE DI TESTA E DI CUORE DA ALMENO 5 ANNI, DOVETE DIRLO! BISOGNA VOTARE PDL, IN MASSA , E SE SIETE SERI COME DITE DI ESSERE VI METTETE AL SERVIZIO DI UN GOV BERLUSCONI SERIO E PROFESSIONALE PER FARE LE RIFORME IN ITALIA PORTANDOCI DENTRO I SINDACATI, PER FARLE IN EUROPA FACENDOVI AIUTARE DALL'AMERICA E DALL'INGHILTERRA SMETTETELA DI FARE I GIOCHI DELLE TRE CARTE, IPOCRITI MASCALZONI BUONI A NULLA SUPPONENTI E SNOB CHE NON SIETE ALTRO.

Oraculus

Dom, 14/04/2013 - 18:42

Chi vive sperando sappiamo di come muore...dunque l'Europa ha ormai scandito i suoi momenti migliori , una Comunita' che non esiste dopo tanti anni da' ormai un significato falso a quanto si prefiggevano i suoi fondatori...ma non tenevano conto del futuro con i vari leaders inglesi , tedeschi , francesi e altri di oggi , l'Europa oggi non esiste come non esiste l'europeo che resta ancora uno straniero fuori dai confini del suo paese. Che altro aspettare allora?...le prospettive sono delle peggiori , il nostro paese e' sempre piu' in/un ostaggio di economie straniere (Cina in primis) meglio solo dunque che mal accompagnati...siamo un popolo che solo nella nostra omogeneita' potremmo trovare l'interesse nell'impegno di vendere al meglio quell'alta percentuale d'arte che tutti ci invidiano . L'Italia dovrebbe essere un museo nazionale , un paese ospitale ed offrire i migliori servizi per una invasione turistica che ci potrebbe dare benessere e...cultura nel valorizzare il nostro passato per goderci il futuro che creano gli altri.... Chi fa da se'...fa per tre! .

colian

Dom, 14/04/2013 - 18:43

Grandissimo Feltri! Altro che giornalista, tu sei un profeta! Ti seguo da quando sulla rivista l'Europeo facevi inserire ogni settimana una casellina in prima pagina con l'ammontare, aggiornato, del debito pubblico. All'epoca cresceva di 500 miliardi di lire AL GIORNO, nell'indifferenza generale, soprattutto dei politici, anzi, con il compiacimento di chi investiva in CCT e lucrava il 15% di interessi esentasse. Come tutti i veri profeti, sei stato una voce nel deserto, solo ora che il debito pubblico ha abbondantemente superato la soglia della solvibilità i politici corrono ai ripari, come sempre DOPO che i buoi sono scappati. Ora sei di nuovo uno dei pochi che ha il coraggio di dire ancora una volta la più ovvia delle verità, così ovvia da apparire impronunciabile: sarà inevitabile uscire dall'euro? Curioso notare che gli stessi politici che 20 anni fa consideravano tabù parlare di debito pubblico (si accontentavano di dire che il deficit annuale era "solo" del 3%) oggi considerano tabù parlare di uscire dall'euro. E allora questi esperti dicano chiaramente che rimanere nell'euro costerà all'Italia 100 miliardi l'anno per almeno 50 anni! Storicamente i debiti pubblici giganteschi sono sempre stati risolti con un bel bagno di inflazione e di svalutazione monetaria. Almeno poi si riparte, come avvenuto peraltro nel dopoguerra.

vince50

Dom, 14/04/2013 - 18:47

Non sono un economista ne un plurilaureato e tantomeno alla Bocconi.Penso che uscire dall'Euro avrebbe qualche aspetto negativo ma il garande vantaggio di slegarci e anticipare quello che inevitabilmente accadrà.Bisognerebbe trovare il modo e maniera per collaborazione dei paesi mediterranei,Grecia Italia e spagna.E sono certo che la Germania smetterebbe di sottometterci e dettar legge in casa nostra.Per ottenere questo sarebbe necessario dei politici con le palle,e la piena presa di coscienza da parte di tutti noi tutti.

voceneldeserto

Dom, 14/04/2013 - 18:58

Io ancora non capisco come i nostri cari e sapienti 'statisti' che ci hanno portato nell'euro abbiano potuto pensare di poter fare una europa unita con stati che non parlano nemmeno la stessa lingua... Negli Usa almeno parlano in tutti gli stati una sottospecie di inglese e si sentono americani... NElla federazione russa tutti capiscono e parlano il russo, si sentono russi... Noi parliamo 20 lingue diverse e non ci sentiamo , perchè non lo siamo e non lo saremo mai, europei. Cosa abbiamo noi in comune con un olandese? o con un tedesco? Nulla. Ma di che stiamo parlando? E' stata l'operazione più fallimentare del dopoguerra. ammettiamolo.

Americo

Dom, 14/04/2013 - 19:05

Amico Feltri é una veritá banale quasi lapalissiana che la politica economica deve andare mano in mano con la politica fiscale. Questo é un soggetto da corso Economy 101. Che i nostri geni economici, e quí includo tutti quelli della zona Euro, hanno dimebticato, o volontariamente omesso, questo piccolo particolare e combinato questa quasi insormontabile crisi. Gli inglesi lo capirono subito perché si dettero conto che la loro economia, cioé fiscale e monetaria, andava su un bimario differente a quello che la zona Euro offriva.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Dom, 14/04/2013 - 19:11

Molti non hanno ancora capito.... TUTTO CIO' E' STATO VOLUTO, fin dall' inizio. L' obiettivo dell' Euro è privare gli stati della loro sovranità e quindi renderli COLONIE DEL REGIME DELLA FINANZA. Un piano evidente.

APG

Dom, 14/04/2013 - 19:28

La grandissima Margaret Thatcher lo aveva ben capito una ventina di anni fa che la moneta unica europea avrebbe tolto la sovranità economica e, di conseguenza, anche quella politica ai singoli paesi, schiavizzandone e affamandone i più deboli a favore di nazioni forti come la Germania. E non era neppure andata alla Bocconi, la meschina ....... Mentre i nostri politici, illuminati dallo spirito santo e "unti" (leggi "oliati") adeguatamente dall'alto per dire "sì" al mostro dell'euro, hanno accettato vergognosamente.

APG

Dom, 14/04/2013 - 19:32

La grandissima Margaret Thatcher lo aveva ben capito una ventina di anni fa che la moneta unica europea avrebbe tolto la sovranità economica e, di conseguenza, anche quella politica ai singoli paesi, schiavizzandone e affamandone i più deboli a favore di nazioni forti come la Germania. E non era neppure andata alla Bocconi, la meschina ....... Mentre i nostri politici, illuminati dallo spirito santo e "unti" (leggi "oliati") adeguatamente dall'alto per dire "sì" al mostro dell'euro, hanno accettato vergognosamente.

Ritratto di serjoe

serjoe

Dom, 14/04/2013 - 19:38

Basterebbe pensare ad una cosa banale come l'obbligo di tenere i fari accesi di giorno valido sia per la Norvegia che per la Grecia per capire nel casino che ci hanno cacciato.

gibuizza

Dom, 14/04/2013 - 19:50

Non si possono far parlare gli economisti di rango (quelli veri, che si confrontano sui dati e sulle analisi) invece dei soliti incapaci economisti politici (non sono riusciti nella vita) o i baroni universitari (hanno perso il contatto con la realtà)? Avete in casa Borghi, Porro, esistono i Bagnai, i Barnard, anche i Messora, i Blondet, i Krugman, facciamoli parlare invece di ascoltare sempre i Letta e i La Russa.

Ritratto di wilegio

wilegio

Dom, 14/04/2013 - 19:52

Scusi PDA ma quale divinità afferma che uscire dall'euro sarebbe una follia? Può darsi che lei sia dotato di una competenza sovrumana in materia, ma affermare le cose in questo modo lapidario è semplicemente idiota. Si rilegga l'articolo di Feltri al quale, come competenza politica ed economica, un minimo di credito mi sento di darlo! Lui non tuona dal pulpito come lei, ma molto più umilmente ipotizza che, magari, se ne potrebbe ancha parlare, anzichè continuare cone queste affermazioni terroristiche. Io non dico che abbia ragione grillo, ma quando fior di economisti... e sempre più numerosi... mi dicono che forse sarebbe il caso di prendere in seria considerazione un'uscita dall'euro, mi pongo se non altro il problema. E mi piacerebbe tanto che lo facessero anche i nostri governanti, e magari senza preconcetti... ma so che è chiedere troppo! Certo, l'uscita dall'euro non sarebbe una passeggiata e ci costerebbe parecchio, ma l'alternativa, cioè quella di restarci dentro, è forse gratuita? Giunti a questo punto drammatico, bisogna solo cercar di capire... in fretta... qual'è il male minore.

Giorgio Mandozzi

Dom, 14/04/2013 - 20:04

I nostri politici sostengono l'Europa nonostante le sue infamie, perché, senza, sono incapaci di gestire qualsiasi cosa. Hanno comunque bisogno di qualcuno che gli dica cosa fare e dove andare indipendentemente se giusto o sbagliato. L'esperienza Euro è la peggiore cosa che ci sia capitata dopo le guerre mondiali: con le quali la Germania non era riuscita nel sogno di dominare l'Europa e ci sta' riuscendo con la leva finanziaria e monetaria che le abbiamo gentilmente concesso. FUORI DALL'EURO!!!!

mares57

Dom, 14/04/2013 - 20:29

Dott. Feltri non ci sono più politici con un poco di buon senso? Capacità di governare il nostro Paese con lungimiranza e per il bene del popolo forse è chiedere troppo, ma se cominciassimo a cancellare completamente lo scempio compiuto dal governo Monti? che poi è ancora lì, semplicemente pazzesco!Ha fatto tutto il contrario di quello che avrebbe dovuto, ha creato i disastri che sono sotto gli occhi di tutti eppure si crede un genio ed è pure in buona compagnia. Basta sentire i vari talk di politica.Ma che dobbiamo fare noi poveri cristi?

Ferri Nicolò

Dom, 14/04/2013 - 20:42

Caro Feltri quest'articolo andrebbe preso e ficcato materialmente nella crapa del bocconiano Monti, senza dimenticare di ringraziare (di quanto sta accadendo, ma già preventivato), i due emeriti.......Ciampi e Prodi, esecutori materiali dei nostri guai sulla moneta unica. Se penso soltanto al fatto che siamo entrati in questo turbinio monetario, con l'avvento dell'euro senza un eventuale consenso degli italiani, mi girano vorticosamente i...cosidetti!!!

edoardo55

Dom, 14/04/2013 - 21:58

Bravo Feltri. Finalmente uno che ha il coraggio di perforare quasta cappa di disinformazione che ci ha soffocato da 20 anni. Questa crisi, generata dalla moneta unica, era stata prevista da illustri economisti e rappresenta un film già visto (ciclo di Frenkel). E' da più di un anno che il prof. Bagnai ed altri hanno spiegato le ragioni della crisi e soprattutto che il metodo Monti non avrebbe potuto funzionare. Continui così Feltri. Mi rammarica che anche Quinzi, intervistato da Fazio, sia uscito con la cavolata che se uscissimo dall'euro il pil italiano calerebbe del 30-40% Sarà buon industriale ma di politica economica capisce poco.

edoardo55

Dom, 14/04/2013 - 22:04

Non si è mai capito come mai la maggior parte dei giornalisti abbia sempre difeso la moneta unica nonostante la realtà e le tesi di economisti italiani ed internazionali. Capisco che la formazione giornalistica italiana sia prevalentemente giuridica e umanistica, ma non si spiega, se non con la malafede, questa loro ottusità. Quando cadranno dal pero, meravigliandosi, diranno che nessuno li aveva informati

Raoul Pontalti

Dom, 14/04/2013 - 23:15

Concordo con PDA su quasi tutto, meno che sulla svalutazione della lira una volta reintrodotta. Non solo sarà possibile svalutarla a piacere, ma sarà svalutata del 30% almeno dai mercati entro le 48 susseguenti alla sua reintroduzione perché si abbandonato l'euro e arriverà a svalutarsi fino all'60% in poco più di un mese secondo stime fatte, per la Grecia in verità, a suo tempo dagli esperti quando sembrava che ad Atene non si trovasse la quadra per restare nell'euro. Gli stipendi nominalmente saranno gli stessi, ma le merci rincareranno perché energia e materie prime (oltre che molti prodotti finiti) li importiamo dall'estero pagando in dollari ed euro. Offriremo a prezzi più competitivi solo un po' di prodotti dell'agroalimentare e i servizi turistici, null'altro. Domandiamoci invece perché i prodotti tedeschi, già carissimi, sono richiestissimi anche se continuano a rincarare.

Candio

Lun, 15/04/2013 - 00:06

Caro Feltri, mi permetta di dissentire dall'uso che, purtroppo anche Lei fa, del termine "politica di austerità". Infatti sarebbe più esatto chiamarla politica che provoca austerità. Se un padre di famiglia si trova in ristrettezze ed è quindi obbligato a fare una politica di austerità, taglia le spese. Lo stato invece le aumenta e poi va a rubare (i nostri soldi). Mi sembra sia esattamente il contrario dell'austerità!

piedilucy

Lun, 15/04/2013 - 01:02

per unosolo la penso come lei parlavo ieri con uno statale che mi ha detto che lui già a 18 anni pensava che voleva un impiego statale perchè sapeva che non sarebbe mai stato licenziato gli ho fatto notare che fra un pò chi pagherà le tasse perchè ha reddito saranno proprio questi statali e i pensionati e quei pochi dipendenti di aziende private, i politici ladri per tenere i conti a posto e mangiarsi gli stipendi alzeranno ancora le tasse e diveranno insostenibili anche per i cari statali, poi forse allora ci sarà finalmente una rivolta...

edoardo55

Lun, 15/04/2013 - 10:04

Per piedilucy: un corso serale di italiano le farebbe bene!

AG485151

Lun, 15/04/2013 - 18:39

ALLORA USCIAMO DALL'EURO. COSI' DI COLPO LA SPESA PUBBLICA VA A POSTO. IL DEBITO PUBBLICO SI CHIUDE E DIVENTIAMO CAPACI DI MANTENERE IL SISTEMA POLITICO-AMMINISTRATIVO-BUROCRATICO CHE CI DISSANGUA E CHE E' LA CAUSA PRIMA DEI NOSTRI MALI. CHE PER ME SONO SEMPLICEMENTE UNA TASSAZIONE DEL 60% DEL MIO REDDITO. QUI O SIETE TUTTI STRARICCHI O NON AVETE LE IDEE CHIARE E CONFONDETE CAUSE ED EFFETTI.

edoardo55

Mar, 16/04/2013 - 10:19

in risposta a AG485151 . Il debito pubblico esplose dal 81 al 90, in seguito all'imposizione europea di divorziare il Tesoro con la Banca d'Italia, costringendo lo Stato a finanziarsi sul mercato a tassi maggiorati dettati dalla speculazione. La inviterei a cercare un'intervista di Antonino Galloni, allora funzionario del Tesoro o Bilancio. Da quel momento il debito pubblico ed il cambio fisso della moneta che ha impedito la possibilità di fare piccole svalutazioni ha fatto il resto. Inoltre cerchi "il ciclo di Frenkel", l'aiuterà a capire il perchè ci troviamo in crisi. Con rispetto....

G.C.

Mar, 16/04/2013 - 14:31

Senza togliere meriti al prof. Bagnai - ottimo divulgatore ed economista molto preparato - per capire che l'euro è un metodo (dittatoriale) di governo e sta distruggendo il sud Europa, le PMI, i lavoratori e i cittadini, sono sufficienti pochi basici rudimenti di economia. Cose che Monti e prima di lui Prodi and Co sanno benissimo, infatti le hanno applicate al contrario, ovvero a beneficio degli attori che rappresentano (finanza e grandi corporations internazionali) e a danno dei cittadini e del nostro Paese. Sono contenta che oggi se ne sia accorto anche il Dr. Feltri perché sono stufa di essere guardata come una disadattata allucinata o una pericolosa nazionalista perché cito basiche nozioni di ECON101, Keynes, Krugman o Stiglitz... e sostengo che bisogna assolutamnte riappropriarci della flessibilità del cambio, interrompere la rovinosa austerità e riavviare un percorso democratico e una politica che realmente sostenga la nostra economia e la nostra crescita. Se posso permettermi, Dr. Feltri, è un po' in ritardo, ma molto coraggioso. LA PREGO, CONTINUI!!! Abbiamo bisogno che una corretta informazione si diffonda e sgretoli i luogocomunismi della propaganda mainstream. Mi chiedo se e quando ci arriverà SQUINZI, che dovrebbe rappresentare anche gli interessi delle PMI. Nella "sinistra" che teoricamente dovrebbe tutelare i diritti dei lavoratori non ho speranza, essendo la principale responsabile dell'entrata nell'euro e avendo superato a destra il Tea Party. Ho molto apprezzato che abbia citato con stima il prof. Bagnai, dichiaratamente di sinistra (quella vera, non il PD): non facciamoci fregare dalle false etichette "destra" e "sinistra" che servono solo a tenerci separati per poterci annientare. Questa battaglia la dobbiamo combattere insieme, cittadini, lavoratori e PMI, al di sopra delle parti per il bene comune, per la democrazia e la libertà.

edoardo55

Mar, 16/04/2013 - 18:27

Ho cercato di dare una spiegazione del fatto che la maggior parte dei giornalisti e degli intellettuali, economisti e non, abbaino taciuto e tacciano tuttora sul fenomeno euro e le conseguenze negative. Montanelli sosteneva che l'intellettuale italiano, per vizio o convenienza, è sempre campato alla mensa del Principe: sia che fosse il signorotto o il potere di turno: è stato col fascismo, poi col comunismo dopo la guerra, ed ora, i poteri forti sono costituiti dalla finanza. Per cui, tacendo o sosenendo le tesi di quest'ultima, l'intellettuale pensa di trarre un proprio tornaconto. Al servizio del Principe di turno. Quando il vento cambierà vedremo quanti giornalisti (esclusi i pochi) cambieranno idea.

Roberto Casnati

Mar, 16/04/2013 - 19:20

Non si potrebbe fare una colletta per regalare anche a Grilli, oltre che a Monti, un bel pallottoliere? Se metteranno all'attivo le palline rosse ed al apssivo quelle verdi si accorgeranno, forse, che i conti non tornano.

Roberto Casnati

Mar, 16/04/2013 - 19:30

Assolutamente, totalmente daccordo con Vittorio Feltri.

Roberto Casnati

Mar, 16/04/2013 - 19:30

Assolutamente, totalmente daccordo con Vittorio Feltri.