Il grande caos del concorsone Ora la polizia sospetta la talpa

Dopo le polemiche di precari e sindacati, è stata aperta un'inchiesta per fuga di notizie: non c'è pace per il test che darà la cattedra a 11mila insegnanti

Roma - Concorsone senza pace. Prima investito dalle polemiche di precari e sindacati, poi sepolto dai ricorsi degli esclusi per titoli, infine pure sotto inchiesta da parte della Polizia Postale per fuga di notizie. Nonostante tutto però il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, continua a difendere strenuamente la sua scelta di indire un concorso pubblico per 11.000 immissioni in ruolo al quale si sono iscritti, come in molti avevano predetto, 320.000 candidati, che a questo punto avranno più o meno il 3 per cento di possibilità a testa di guadagnare il tanto agognato posto fisso. L a massa dei candidati è ingestibile e dunque è stata prevista una prova preselettiva prima del concorso vero e proprio all'unico scopo, non dichiarato, di sfoltire il numero dei partecipanti.

E se il buongiorno si vede dal mattino il caos nel quale è già precipitata la procedura preselettiva non è certo di buon auspicio per le prossime prove. Qualche giorno fa il ministero ha pubblicato sul suo sito il pacchetto di 3.500 domande, divise in moduli da 50 quiz ciascuno, sulle quali gli iscritti al concorso potranno esercitarsi in vista della prova che si terrà il 17 ed il 18 dicembre, le scuole ospitanti dovranno sospendere l'attività didattica a meno che non si riesca ad organizzare la prova senza intralcio per tutti.

L'esercitazione è importante perché proprio tra queste domande verranno scelte quelle da affrontare per superare la prova preselettiva. Non appena il simulatore è stato reso disponibile i partecipanti hanno scoperto che in caso di risposta errata non veniva fornita quella giusta. Subito è scattata la protesta: a che scopo esercitarsi, hanno chiesto i candidati, se non ci danno la risposta esatta?

Prima ancora che il ministero decidesse di intervenire il problema è stato risolto con la miracolosa apparizione del software completo di risposte esatte sul web. In alcuni casi offerto a pagamento, dai 25 ai 50 euro. Oltretutto con il rischio che alcuni di questi sistemi siano taroccati e non offrano le «vere» domande e risposte esatte.

Comunque anche quello buono, quello del ministero insomma, è andato in rete con tale velocità da insospettire la Polizia Postale che ha ritenuto di dover aprire un'indagine sulla fuga di notizie. Insomma non è difficile immaginare quello che è successo: una talpa all'interno del ministero ha immesso il software in rete con le risposte una manciata di ore dopo che il ministero aveva aperto il simulatore. E il sospetto più grave è che possa averlo fatto dietro compenso. Non è la prima volta che la Polizia Postale si vede costretta ad indagare su una fuga di notizie di questo tipo. Era già successo circa un anno fa per il concorso destinato ai dirigenti scolastici.

Le polemiche non si esauriscono qui. Molti candidati hanno espresso forti perplessità rispetto alla tipologia delle domande. Non stupisce se si tiene conto che la media di età dei partecipanti è oltre i 38 anni e molti di loro insegnano già da oltre un decennio come precari. La prova per forza di cose «generalista» comprende test che prevedono il calcolo delle probabilità e l'insiemistica che i candidati con preparazione umanistica giudicano troppo sbilanciati a favore di quelli con preparazione scientifica.