Il lavoro ai giovani? Pensate alle imprese

C'è un grande equivoco sugli sforzi che si stanno facendo per trovare uno sbocco lavorativo ai giovani. Vediamo senza ipocrisie il perché

C'è un grande equivoco sugli sforzi, apparentemente meritevoli, che si stanno facendo per trovare uno sbocco lavorativo ai giovani. In sintesi si cerca di sconfiggere il male curandone solo gli effetti. Vediamo senza ipocrisie il perché.

A Si ha un'idea corporativa della società. Si ritiene che i giovani siano una categoria a sé. Si pensa che siano necessarie misure ad hoc (che servono, ma tra poco vedremo quali) e non soluzioni più generali che mettano in moto il sistema produttivo. L'occupazione non si fa con i decreti dei governi, ma con la prosperità delle imprese. Isolare il club dei giovani per poi proteggerlo può fare solo danni.

B Alcune ipotesi di lavoro disegnano riduzioni del costo del lavoro solo per i giovani. Sarebbe una follia. Si creerebbe una nuova frattura sociale. I non giovani che hanno perso l'occupazione sarebbero meno appetibili per l'impiego e difficilmente riassorbibili dal settore produttivo.

C Il vero macigno da sollevare è la struttura del nostro welfare. Le pensioni dei più giovani saranno calcolate sui contributi versati: nell'arco della vita lavorativa si accumula 100 e al momento della pensione si otterrà 100 più gli interessi. La grande maggioranza dei pensionati di oggi ha invece assegni di quiescenza scollegati dai contributi versati. Abbiamo veramente voglia di ridurre il costo del lavoro, riducendo il cuneo fiscale? Si abbia allora il coraggio di dire che oggi assistiamo a un gigantesco trasferimento di risorse dai più giovani agli attuali pensionati. I primi costano caro per sorreggere un sistema di welfare che non li riguarda. L'accomodamento all'italiana nasce dal fatto che i genitori pagano il sostentamento ai figli sempre più grandi, grazie all'ingiustizia di cui proprio i figli sono vittime.

D Vi siete mai chiesti per quale motivo un cameriere in un ristorante americano è spesso un giovanotto? Per il semplice motivo che in un sistema di lavoro flessibile, la manodopera non è incastrata nel proprio destino per sempre. La flessibilità nel mondo del lavoro è una misura che si deve adottare per rendere la società più flessibile e meno statica. In un'economia che cresce poco immaginare un set di regole giuslavoristiche fisse e rigide, sia pure pensate per tutelare i più deboli, non fa che cristallizzare le loro posizioni per sempre.

E Infine occorre fare una grande operazione di verità sull'istruzione universitaria. Per l'80 per cento è finanziata dalla fiscalità generale e solo per la residua parte dalle rette degli studenti. La meritocrazia universitaria non può dunque essere un optional, ma la regola. L'università non è un diritto, ma una conquista che viene attualmente pagata dalla collettività. Molti giovani pretendono un posto di lavoro adeguato ai propri studi, dimenticando che quegli studi sono stati pagati da altri. E soprattutto che quegli studi, troppo spesso in Italia, non hanno risposto alle richieste lavorative della società, ma alle loro legittime curiosità di conoscenza. Non si riesce a capire dunque per quale motivo la collettività (dopo avere finanziato i loro studi) si debba occupare di finanziare la loro disoccupazione.

Commenti

rosalba cioli

Lun, 17/06/2013 - 10:10

Non sono sforzi meritevoli! Dr Porro, Lei mi è sempre piaciuto non solo per la sua bella capapità di trasmettere simpatia, ma per la sua concretezza che questo articolo mi conferma. Possibile mi chiedevo ascoltando il Ministro Giovannini a Porta a Porta la scorsa settimana, che i problemi della disoccupazione giovanile e non solo possano essere risolti utilizzando i fondi per la formazione professionale, professionale di cosa? Come ben spiega Lei è indispensabile che si dia la possibilità a chi ne ha le risrse e le capacità, di fare impresa in Italia, dimenticando le delocalizzazioni (possibile solo se vi sarà inversione di marcia riguardo alla tassazione, non a caso si va in Croazia dal dentista!)

chiara 2

Lun, 17/06/2013 - 15:27

Sono stata licenziata da una multinazionale pochiu mesi orsono. Ho fatto colloqui ma, visto il caos che regna, le aziende preferiscono buttarsi sul sicuro con personale meno qualificato e giovane, ovvero sotto i 30. Da qualche tempo ho deciso di autoimpiegarmi ma, nonostante abbia una garanzia che copre l'80% del credito, le banche non sborsano perchè trattasi di start-up, quindi non ti danno lavoro, non ti danno credito, non ti danno ammortizzatori....FATE VOI

angelo de marco

Lun, 17/06/2013 - 15:41

Concordo solo in parte con lei, infatti, relativamente al sistema pensionistico, non si può passare da un sistema forse non piu sostenibile ad uno truffaldino e ladro verso il contribuente. Mi spiego con un esempio: ieri tizio ha pagato contributi pari a 100. al momento del pensionamento gli è statariconusciuta, A FRONTE DELLA PERDITA DEI 100, quale rateo di pensione, un importo superiore alla rendita che in altri canali di investimento i 100 danno. Oggi caio paga sempre 100 e sempre di fronte alla perdita dei 100 stesso, si vedrà ricconosciuto un rateo di pensione calcolato sugli interessi dei 100. Come lei sa, se sempronio investe 100 in una qualsiasi forma di investimento a riscio basso, tipo l'acquisto di un immobile o in titoli di Stato, avrò si la rendita garantita dai 100 investiti ma conserverà per sè ed i suoi cari la proprietà dei 100. Sarebbe auspicabile, a questo punto, la piena libertà di decidere ognuno per sè sul proprio denaro e sul proprio futuro

m.m.f

Lun, 17/06/2013 - 15:45

perché non pubblicate il numero delle imprese che è andato e sta andando all'estero? come fanno a trovare lavoro qui? la gente sta andando all'estero qui è terra bruciata oramai.

Poliparo

Lun, 17/06/2013 - 15:59

Com'è possibile che uno che scrive cose così semplici chiare e incontrovertibili scriva su questo giornale? Lei è fuori posto! E perchè ciò che lei dice non lo sento mai da chi dovrebbe mettere in pratica queste semplici ma basilari fattispecie? Esempio illuminante: essendo l'economia fatta di lavori non sempre (anzi, sempre di meno) stabili, anche per le aziende, immaginiamo un appalto, che sia pubblico o privato non importa, della durata di 5 anni, in scadenza e mandato a gara per il rinnovo; l'appaltatore in scadenza si troverà, molto probabilmente con dipendenti che hanno già maturato una certa anzianità, con scatti vari etc, mentre magari, tra i concorrenti, ci sarà qualche impresa che avvalendosi degli ipotizzati contributi per le assunzioni dei giovani, potrà competere potendosi permettere un costo del lavoro enormemente più basso. Risultato, il vecchio appaltatore potrebbe perdere la commessa e dover licenziare i dipendenti (che magari avrebbero accesso alla cassa integrazione) ed il vincente avrebbe dipendenti che non pagano (o li pagano in misura ridotta) gli oneri sociali. Non vi sembra concorrenza sleale? In questo caso i cinesi non avrebbero nemmeno gli occhi a mandorla! Non aggiungo altro. Vedete un po' voi.

Rossana Rossi

Lun, 17/06/2013 - 16:17

Sono perfettamente d'accordo. Le imprese se ne vanno perché vessate da costi insostenibili o falliscono. Qui il problema non sono i giovani, E' IL MERCATO che non tira. l'economia è ferma. Io posso assumere un giovane anche a costo zero ma cosa lo assumo a fare se poi quello che produco NON LO VENDO e lo metto a magazzino dovendoci pure pagar sopra le tasse? Ma è così difficile da capire? Bisogna incrementare i consumi che vuol dire LASCIARE PIU' SOLDI NELLE TASCHE ALLA GENTE........

Ritratto di promfran

promfran

Lun, 17/06/2013 - 16:54

Questo è il risultato di politiche decennali atte a distruggere e non a costruire un Paese. Scientemente si è operato per la distruzione delle aziende, dell'educazione, delle scuole, e adesso del tessuto sociale se non si ferma lo sbarco dei clandestini. Siamo rovinati, tutto era già disposto ci hanno sacrificato per qualche cosa che non sapremo mai.

Lello Valente

Lun, 17/06/2013 - 17:05

Porro, Lei + l'unico a scrivere cose semplici ma molto sensate!! Aiutare i giovani a trovare lavoro o aiutare le imprese ad assumere giovani !!! Ma dove ? Chi ? Ma questa classe politica conosce veramente lo stato delle nostre piccole imprese e degli artigiani bloccate da Equitalia ? Se non fanno un provvedimento di pacificazione con il fisco (condono!!!)non riparte nulla!! Pr i miliardari ne hanno fatto uno al 5%, per le banche idem, adesso lo fanno anche per i carcerati ma per i piccoli non se ne parla!!! Ne riparliamo fra qualche mese, dopo che si saranno resi conto che la disoccupazione continuerà ad aumentare. O si fanno ripartire le imprese o non riparte MAI NULLA !!!

Duka

Lun, 17/06/2013 - 17:11

Parola d'ordine: "creare lavoro per i giovani" giusto e meritevole di attenzione ma chi non perde occasione per dire ciò, mi riferisco anche al presidente del consiglio, non si pone il problema che il lavoro occorre prima crearlo. Lavarsi la bocca con frasi belle da ascoltare e meritevoli di attenzione è molto facile tradurre in pratico è un bel po' più complicato.Certo chi ha sempre vissuto di stipendio sempre e comunque non lo capirà mai. Il governo precedente ha letteralmente distrutto l'economia reale del paese semplicemente perchè di economia reale non capisce niente; il governo attuale sta percorrendo la stessa strada. Viviamo in un contesto di economia globalizzata, la Cina lo ha capito al volo ed ha investito sulle proprie aziende esportatrici pagando, ad esempio, fino all'ultimo centesimo i costi della internazionalizzazione. E da noi? per avere dei semplici indirizzi dall'ufficio ICE che noi paghiamo devi versare e in anticipo cifre assurde senza alcuna garanzia di ottenere alcunchè. Questa è l'incresciosa situazione italiana, quindi i giovani si mettano il cuore in pace con questi sistemi da perfetti incapaci non si andrà da nessuna parte.

Lello Valente

Lun, 17/06/2013 - 17:36

Tagliare i costi della Pubblica Amministrazione: 1) Abolire le Province, tutte; 2) Ridurre il numero delle Regioni: 4 macro aree o macro regioni 3) Ridurre da subito del 30% i dipendenti della PA 4) Ridurre subito tutti gli stipendi del settore pubblico fino alla concorrenza del rapporto 1 a 12: il dirigete più alto in grado (nessuno escluso !) non può percepire più di 12 volte dello stipendio minimo della PA. Ci possiamo permettere stipendi da oltre mezzo milione di euro ? NO! 5) Licenziabilità dei dipendenti della PA che sono infedeli e che non raggiungono gli obiettivi prefissati; quelli beccati dalle Iene o da Striscia verranno tutti reintegrati dai giudici del lavoro!!! 6) Azzeramento con effetto immediato di tutti gli enti inutili; 7) Abolizione della casta dei notai: gli Atti diventano pubblici con la registrazione all'Agenzia delle Entrate e con la relativa pubblicazione su un albo on line; 8) Abolizione delle sovrintendenze ambientali ed archeologiche e trasferimento dei poteri ai Comuni. Queste sono riforme che incidono sui costi della PA, le altre sono coma la camomilla per un malato terminale!!

il veniero

Lun, 17/06/2013 - 17:44

lo stato pasticcione crea concorrenza sleale tra aziende e genera assunzioni finalizzate agli sconti fiscali .Le ditte serie non assumono solo x scontri contributivi , lo fanno quelle furbette . come al solito non capiscono un tubo .Auguri italioti,sta arrivando lo tsunami ...

Ritratto di luigipiso

luigipiso

Lun, 17/06/2013 - 17:51

@chiara 2. Una semplice domanda, per chiarire il lato oscuro del solito Porro. Ma la multinazionale che l'ha licenziata le pagava solo il lavoro o anche i duri studi fatti, di cui si approfittava per fare profitti? Io non ho mai capito perchè l'impresa non debba sobbarcarsi anche i sacrifici precedenti, se questi sono lo strumento del profitto, di solito sproporzionato. O le multinazionali sono formate da soli imprenditori superman che fanno tutto da soli e non hanno bisogno di altri?

Ritratto di Goldglimmer

Goldglimmer

Lun, 17/06/2013 - 19:03

L'occupazione non si può comprare con soldi, questo la gente lo capisce ma non lo capiscono i politici che sono sottoposti alle regole dettate loro dalle lobby specialmente quelle bancarie.

Ritratto di stufo

stufo

Lun, 17/06/2013 - 19:12

Qua da me (prov. TS) ci sono ormai molti nuclei familiari o single che vivono in Slovenia. Sì, si son trasferiti e fanno i pendolari. Comprano casa a buon prezzo ed assicurano che il gioco vale la candela. A Gorizia sopprimeranno il reparto di neonatalogia e studiano come fare per creare un punto nascita a Sempeter (N. Gorica).... Il nodo da sciogliere è burocratico. Ed è la BUROCRAZIA a soffocare l'urssitalia o itabia, fate voi. Cmq, se le aziende se ne vanno, di che cavolo di posti di lavoro si va cianciando ? I cinquantenni hanno per obiettivo la caritas ed i giovani posticini part-time con orari cazzuti e sottopagati. L'edilizia locale, coi prezzi al ribasso, langue per la concorrenza di qualsiasi venga da un pò più in là, non paga tasse sul territorio e non lascia niente di niente sul posto che il sudore. Intanto ci sono 250 negozi di cinesi aperti no stop pure la domenica e che non sanno cosa sia il ban-co-mat, gli stessi cinesi che usano i moneytrasfer per incrementare l'emorragia di euri (a proposito, quanti euri volano via per sempre dall'Europa...?). E continuano ad aumentare gli amici della K. con la mano tesa,che vedo comunque più in palla di molti miei concittadini. La vedo nera.

Ritratto di martello carlo

martello carlo

Lun, 17/06/2013 - 19:24

Articolo da INCORNICIARE. Io stesso non avrei potuto fare di meglio. Era da un po' che volevo commentare il tormentone del " lavoro ai giovani " ( e perché no ), alle donne. Complimenti al cuoco.

fermamarina

Lun, 17/06/2013 - 21:15

Anche i politici, come prima i tecnici sembrano arrivare da un mondo surreale... si chiedono: "Perché la disoccupazione giovanile?" Se ancora non lo hanno capito, vadano a chiederlo all'imbianchino, al giornalaio, al salumiere ecc. Sicuramento glielo spiegheranno! Solo chi lavora e deve sopravvivere, se ce la fa, a questa maledetta crisi sa che le tasse devono allinearsi a quelle europee, come gli stipendi, come le Burocrazie, che vanno ELIMINATI gli sprechi dei baracconi inutili, perché c'è bisogno di lavorare, di produrre, non di sussidi! Lasciateci lavorare! lasciateci produrre, toglieteci i vostri disonesti fardelli e potremo rinascere, giovani, vecchi, poveri e ricchi!

curcal

Lun, 17/06/2013 - 22:36

Dove sono andati a finire i lauti guadagni delle imprese nell'ul timo decennio con i prezzi al dettaglio rapportati 1 euro = mille lire e salari,stipendi e pensioni fermi al 2001? Con l'euro svalu tato nella realtà del 50%, la domanda doveva necessariamente(pri ma o dopo)contrarsi. Gli incentivi alle imprese non servono a nul la se non si riportano i prezzi al reale valore d'acquisto dell'e uro. Oppure non si adeguano salari,stipendi e pensioni. E già i supermercati hanno capito l'antifona. Poiche le elementari leggi economiche non si smentiscono, la formica sopravviverà e la cica la..chiederà gli incentivi allo stato. Mamma Fiat insegna:guada gni in svizzera e perdite allo stato. Ma credo che di ciambelle non ne circolano, neanche di quelle senza buco.

plissit1

Lun, 17/06/2013 - 23:15

La flessibilità in Italia non ha portato altro che precarietà, e, come ha anche dimostrato il professor Gallino, non c'è nessuno studio credibile che dimostri che essa aumenti l'occupazione. Cari studenti universitari, se per caso credevate che l'università fosse il tempio della conoscenza e della propagazione del sapere di un paese, vi sbagliavate. Nel mondo del signor Porro essa serve soltanto come fabbrica, una catena di montaggio che risponde alla domanda di beni e servizi della collettività, come gli assorbenti o le lamette da barba.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mar, 18/06/2013 - 00:49

Oltre alla sburocratizzazione occorrerebbe arrivare anche alla DESINDACALIZZAZIONE delle aziende. Per esempio la cancellazione definitiva dell'art. 18 porterebbe non pochi vantaggi all'occupazione dei giovani e anche di non giovani. I SINDACATI PERO' SI OPPONGONO. Quindi è colpa loro se tante imprese non assumono.

franco@Trier -DE

Mar, 18/06/2013 - 21:09

m.m.f magari vengono qui dalla culona vero? Poi criticate infami vi farei morire di fame se dipendesse da me.