La Lega vuole i secessionisti veneti in lista. E sbarca al Sud Europee, anche Borghi Aquilini reclutato dal Carroccio

Milano Il core business della Lega rimane il Nord ma ogni voto serve alla causa del Carroccio. Ecco perché il segretario della Lega Nord Matteo Salvini ha deciso di presentare le liste lumbàrd anche al Centro e al Sud puntando sul cavallo di battaglia della lotta all'euro: «Abbiamo deciso di presentarci in tutta Italia, nella campagna contro l'euro investiremo 10mila euro e sarà basata sul volontariato e sulla militanza», ha dichiarato il segretario federale padano in una conferenza stampa in via Bellerio. Fra i candidati indipendenti a sostegno della battaglia «Basta euro», Salvini ha indicato il professor Claudio Borghi Aquilini, milanese, economista docente dell'Università Cattolica di Milano, giornalista e ex managing director di Deutsche Bank ed editorialista del Giornale, che sarà candidato nel Nord-Ovest, oggi alle prese con il «Basta euro tour» anche se la mossa a sorpresa potrebbe essere quella di candidare uno dei presunti secessionisti veneti ancora in carcere («Ci stiamo ragionando», ammette il leader leghista). La richiesta di uscita dalla moneta unica tema è il tema della campagna elettorale anche di Francesca Donato, candidata nelle isole e nel Nord-Est. «La Lega si apre al mondo imprenditoriale, associativo e culturale per liberarsi dalla gabbia dell'euro», ha aggiunto Salvini. Non ci sarà invece Roberto Cota, presidente uscente della Regione Piemonte: «Ha detto no - ha sottolineato Salvini - e per questo ha il mio apprezzamento».

Commenti

gyxo

Sab, 12/04/2014 - 12:19

Prodi quando siamo entrati nell'euro,ci ha violentato stabilendo arbitrariamente il valore dell'euro a 1929,36 lire.Se si dovesse recedere dall'euro,per soffrire di meno e rendere meno traumatico il debito pubblico non si potrebbe arbitrariamente, come ha fatto prodi,stabilire che l'euro non vale 1929,36 bensi' 1500 lire?Questo non andrebbe a raddoppiare il debito pubblico,e permetterebbe di stampare moneta a tutto spiano,rilanciare l'economia e diventare immediatamente concorrenziali.Non sono per niente economista e non pretendo di esserlo,ma mi interesserebbe un parere del professore Carlo Borghi Aquilini.Bonjour esperanse.

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ermetere

Sab, 12/04/2014 - 15:47

@ Gyxo: I cambi, per la Lex Monetae, si fanno 1 a 1. Un Euro, uguale 1 Nuova Lira. I prezzi vengono bloccati, quindi paghi 1 Lira il caffè, 700 l'affitto o il mutuo, guadagni 1300 Lire, eccetera. Cosa cambia allora? Cambia nel momento in cui uno Stato decide: A) di essere Sovrano e stampare la propria moneta, con una Banca Centrale di Stato, ed una Banca Commerciale di Stato (se vuoi restare nel SEBEC, non dovresti prestare soldi direttamente a te stesso, ma puoi aggirare la cosa prestandoli alla Banca Commerciale Statale, che li presterà allo Stato dietro interessi ridicoli magari con titoli a 55 anni rinnovabili. Ed usando gli interessi per Statuto, per finalità istituzionali, come prestiti a privati e imprese a tassi superagevolati. Cosa che la Germania fa da decenni. E che possiamo fare pure senza uscire dall'Euro. B) Nel momento in cui decidi di uscire, i prezzi sono bloccati, ma i depositi restano in Euro, valuta straniera. Semplicemente, per la Lex Monetae, vengono imposti i pagamenti in Lire. C) La seconda cosa da fare, per essere competitivi, è una svalutazione. in genere, 20-25%. Per la parte di debito italiano, la maggioranza, non cambia nulla, vengono pagati in lire, e sono tutti in mano alle banche italiane. Cambia per la parte in mano all'estero. 450 miliardi. Che, siccome verranno pagati 450 miliardi... di Lire, si vedranno defraudati della svalutazione, legalmente. 450- 25%= 337,50. E naturalmente, cessiamo di pagare interessi, visto che prestiamo i soldi a noi stessi e possiamo decidere di pagare semplicemente stampando denaro per cancellare il debito precedente, a mano a mano che scade, per non pagare interessi. Vi sono anche altri modi, ma non è la sede per parlarne. Garantisco che si possono cancellare 1300 miliardi interni in tre mesi scarsi, e saldare i 450 esteri in meno di un anno, senza nemmeno uscire dall'Euro, aumentando il PIL del 10% allo stesso tempo. Questo solo a livello contabile. Poi tutto di pende dalla crescita reale successiva, data dal non pagare più somme enormi alla BCE. il giorno che lo si faccia, non hanno nemmeno uno stuzzicadenti per minacciarci. Cordialità