L'ex socialista signore delle tessere che fu arrestato per ordine di Gratteri

Antonio Gentile, il politico che mette in crisi il governo Renzi, venne inquisito negli anni Ottanta dal futuro procuratore antimafia ma poi fu prosciolto

Cosenza - «Marcello Lippi non può rimanere alla guida della Nazionale: le intercettazioni telefoniche e gli interessi del figlio Davide hanno compromesso la sua immagine. Deve lasciare subito».
Garantista in politica, giustizialista sui campi di pallone, il senatore Tonino Gentile. Se qualcuno gli avesse dato retta, nel maggio del 2006, l'Italia non avrebbe vinto i Mondiali e lui, forse, non sarebbe mai arrivato a rivestire la carica di sottosegretario alle Infrastrutture, per la quale è diventato un caso nazionale. Ironia del destino, per una telefonata neppure sua ma di un signore di nome Umberto De Rosa, tipografo, che la sera del 18 febbraio chiama l'editore del giornale stampato per bloccare l'articolo sul coinvolgimento nell'inchiesta sulle consulenze d'oro dell'Asl cosentina del figlio del senatore, Andrea. Che dal canto suo l'editore lo aveva già cercato con un fraterno sms: «Ho avuto modo di parlare con Umberto. Volevo ringraziarti sinceramente per quanto farai». Andate a vuoto le sollecitazioni, l'indomani quel giornale, L'Ora della Calabria, non è arrivato in edicola per un guasto notturno alle rotative. Ed è scoppiato lo scandalo. Pure perché lo stampatore-telefonista samaritano, per mera coincidenza astrale, è ai vertici di una società controllata dalla Regione. Che a sua volta è guidata da un presidente dello stesso partito del senatore, Peppe Scopelliti, alfiere del Nuovo centrodestra. E in giunta siede come assessore ai Lavori pubblici (ed alle infrastrutture) il fratello del senatore, Giuseppe.
È lui l'ombelico della galassia gentiliana. La sua scalata al potere è fulminante. La parete è quella socialista. In cima c'è (e comanda) Giacomo Mancini. Sono gli anni Settanta: i Gentile fanno cordata a sé. E mentre Pino, geometra all'Aterp, diventa prima consigliere comunale, poi assessore quindi sindaco, e nel 1985 consigliere regionale, un altro fratello, Raffaele si fa largo nella Uil. Tonino, invece, dottore in geologia e giornalista pubblicista, dipendente Usl, a 29 anni è già segretario provinciale. Entra nel direttivo della Cassa di Risparmio. Nel 1987, insieme al resto del cda, è raggiunto da un ordine di cattura per i 46 miliardi di crediti facili, concessi senza garanzie. Il mandato porta la firma d'un giovane Nicola Gratteri, all'epoca giudice istruttore a Locri. Gentile ne esce prosciolto, ma indebolito: nel '92 Mancini lo tiene fuori dalle liste per il Parlamento.
Sembra la fine, è solo un nuovo inizio. Soffia Tangentopoli, ma i Gentile restano in piedi. Pino, diventato assessore regionale, lascia i socialisti per il Pri: 9.000 voti che lieviteranno fino a sfiorare i 20.000 delle ultime Regionali, ed uno slogan che diventa il marchio di fabbrica della votata ditta: «La gente lo vuole, il potere lo avversa».
È il 1995: pochi mesi dopo, aderisce a Forza Italia, di cui diviene uno dei leader nel Meridione. La strada per il Parlamento si riapre. Tocca a Tonino: nel 2001 è eletto senatore con la Casa delle Libertà, nel 2006 con Forza Italia, col Pdl nel 2008 e nel 2013. E nel 2011 per sei mesi veste i panni del sottosegretario, sostituendo all'Economia il dimissionato Nicola Cosentino. Nelle aule parlamentari diventa famoso quando, nel 2002, candida al Nobel per la pace Silvio Berlusconi. Finisce nel nulla, ma lui passa comunque alla storia come fondatore (nel 2005) del primo Napoli club in versione Parlamento. Attento alle ragioni del tifo, chiede la destituzione di Lippi e presenta un progetto di legge per istituire una commissione d'inchiesta «sulla gestione del pianeta calcio». E pazienza se la commissione non si fa: resta tempo per condannare la classe arbitrale per un rigore dubbio dato all'Inter nella sfida col Brescia («C'è aria di assoggettamento alle grandi squadre», dichiara preoccupato il 7 novembre del 2010) o invocare (lo scorso agosto) la chiusura della curva della Juve per condannare i cori contro i napoletani: «Il razzismo va combattuto con severità».
Pino e Tonino Gentile hanno abbracciato Alfano dopo aver mollato Berlusconi, ma non lo scettro del comando. Ed ora puntano al governo.

Commenti

michele lascaro

Lun, 03/03/2014 - 11:13

Si vede che questo tale è protetto in modo abnorme (se fosse vissuto fuori dalla sua regione non avrebbe avuto "protezioni") E mi spiego anche, con volo pindarico, la mancata nomina di Gratteri a ministro della giustizia.

Ritratto di ..beautifulDay.

..beautifulDay.

Lun, 03/03/2014 - 18:34

la "politica" ai tempi di casta nostra

paolinobg

Lun, 03/03/2014 - 18:34

assolutamente questo tomo se ne deve andare a casa subito! E' una vergogna per il paese avere gente come lui (ed altri) in un governo. Poi pero' lasciatemelo dire, state menando uno che fino a ierl'altro era un fandisilvio scatenato e nel vs partito sin dagli albori! inoltre come fate a dimenticare chi avete messo voi nei vs governi e persino fatto ministro... un po' di fosforo che torna la memoria farebbe bene (previti, cosentino, dell'utri, verdini, etc etc....)

curatola

Lun, 03/03/2014 - 18:39

lasciamo che i pm indaghino e accusino: è il loro mestiere. Il danno avviene quando vogliono fare politica o condizionarla accusando ed intentando processi contro i politici loro avversi. Per uscirne rimettiamo la intoccabilità dei politici durante il loro mandato e impediamo che vi siano più di due mandati.

Ritratto di EdyLampadina

EdyLampadina

Lun, 03/03/2014 - 18:43

Mah! vederemo se ha delle colpe, certo la faccia non lascia presagire nulla di buono. La tipica faccia mafiosa!

Gioortu

Lun, 03/03/2014 - 18:43

Michele lascaro,concordo in toto.

Ritratto di navigatore

Anonimo (non verificato)

Ritratto di navigatore

navigatore

Lun, 03/03/2014 - 18:47

gENTILE DI NOME E DI SENSO... CON GLI AMICI E GLI AMICI DEGLI AMICI SI AIUTANO SEMPRE. QUESTA E´LA VERGOGNA ITALICA, IN UN PAESE DIVERSO SAREBBE GENTILMENTE AL GABBIO.

Il giusto

Lun, 03/03/2014 - 18:48

Il politico tipico del pdl-fi...

fedele50

Lun, 03/03/2014 - 18:50

gia dalla faccia non promette bene , toglietegli la cravatta, vestitelo un po dismesso e poi ne riparliamo,per finire frugategli le tasche , attenti al ferro..

Ritratto di rapax

rapax

Lun, 03/03/2014 - 18:53

ma insistere sugli indagati pd..esempio la Barracciu noo ee?? date retta lasciate stare renzino..

mifra77

Lun, 03/03/2014 - 18:54

Ci sono ancora dubbi che il governo nel suo insieme sia stato nominato con il benestare di Mafia, Camorra e Ndrangheta?

Tommaso Berretta

Lun, 03/03/2014 - 19:00

Se la faccia è lo specchio dell'anima...... Ma come, Angelino, il politico tutto d'un pezzo fa fatica adesso che si trova a ballare a vestire i panni del rigore???? E Cicchitto? Che bella compagnia!!!

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Lun, 03/03/2014 - 19:02

Il nuovo che avanza, sponsorizzato dal rottamatore e dai suoi amici.

Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Lun, 03/03/2014 - 19:04

Lúnica cosa positiva per il Paese che dovrebbero fare questi magnaccia dell´apparato mafioso sopra il Paese che lavora e produce sarebbe quella di togliersi di mezzo ... Ma é chiedere un miracolo, un atto di responsabilitá a una casta di lestofanti unica al mondo per enormitá e ferocia, che non hanno mai lavorato in vita loro, che solo hanno appreso a prosperare ingannando la gente onesta del Paese con le piú schifose menzogne ... Come andrá a finire? ... Per la oppressione di questi parassiti inamovibili il Paese sta deperendo ogni giorno ... Arriverá il momento che tutti i debiti che questi delinquenti accollano ai Lavoratori ogni giorno raggiungerá una cifra totale che sará veramente insopportabile ... Sará default e il giorno di una violenza senza eguali, ma sará anche l´unico modo per il Paese onesto di disfarsi per sempre di questi feroci pidocchi .

Ritratto di CADAQUES

Anonimo (non verificato)

Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Lun, 03/03/2014 - 19:08

Lúnica cosa positiva per il Paese che dovrebbero fare questi magnaccia dell´apparato mafioso sopra il Paese che lavora e produce sarebbe quella di togliersi di mezzo ... Ma é chiedere un miracolo, un atto di responsabilitá a una casta di lestofanti unica al mondo per enormitá e ferocia, che non hanno mai lavorato in vita loro, che solo hanno appreso a prosperare ingannando la gente onesta del Paese con le piú schifose menzogne ... Come andrá a finire? ... Per la oppressione di questi parassiti inamovibili il Paese sta deperendo ogni giorno ... Arriverá il momento che tutti i debiti che questi delinquenti accollano ai Lavoratori ogni giorno raggiungerá una cifra totale che sará veramente insopportabile ... Sará default e il giorno di una violenza senza eguali, ma sará anche l´unico modo per il Paese onesto di disfarsi per sempre di questi feroci pidocchi .

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stenos

Lun, 03/03/2014 - 19:15

Che ceffo.

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geode

Lun, 03/03/2014 - 19:23

Da noi non si può gioire quando qualcuno viene condanato o liberato, poichè spesso si tratta della partita a scacchi che il potere conduce pretendendo di vincerla ad ogni costo.

Ritratto di geode

geode

Lun, 03/03/2014 - 19:24

Da noi non si può gioire quando qualcuno viene condanato o liberato, poichè spesso si tratta della partita a scacchi che il potere conduce pretendendo di vincerla ad ogni costo.

scipione

Lun, 03/03/2014 - 20:12

Il TRADITORE continua a " imbarcare " persone " PER BENE " e gli italiani sicuramente lo premieranno. Lo attende un futuro radioso alla FINI.

roliboni258

Lun, 03/03/2014 - 21:06

il giusto-ingiusto-non mi piace neanche a me quella faccia,se vuoi fare il giusto com'e' la faccia dello svizzero PD TESS.1,