L'Italia dice no agli Ogm. "È una caccia alle streghe"

Un decreto approvato ieri blocca la coltivazione del mais geneticamente modificato. L'ira del presidente di Confagricoltura, Mario Guidi: "Gli studi confermano che è più sano del tradizionale"

Roma - Stop alla coltivazione del mais geneticamente modificato «MON810» sul territorio italiano. Lo stabilisce un decreto interministeriale firmato ieri dai ministri delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo, della Salute Beatrice Lorenzin e dell'Ambiente Andrea Orlando. Una notizia che fa felice secondo Coldiretti il 76 per cento degli italiani, chissà quanto informati, poi, ma che lascia perplessi molti. Tra i quali Mario Guidi, presidente di Confagricoltura. Per lui la lotta agli Ogm è «solo caccia alle streghe».

Guidi, il no agli Ogm è saggezza o paura del progresso?
«Noi gradiremmo che le scelte del nostro Stato siano fatte sulla base di evidenze scientifiche e non di generiche enunciazioni. Gli Ogm nel mondo sono un elemento di successo, ci sono 170 milioni di ettari coltivati a Ogm nel 2012 negli Usa, in Brasile, in Argentina, in Canada, in Spagna. È chiaro che dove si adottano misure anti-Ogm non c'è nessuna spinta a un'ipotesi di verifica delle performance produttive del mais Ogm o dell'impatto della sua produzione nell'ecosistema».

Insomma, il mais Ogm è solo demonizzato?
«Secondo tantissime ricerche e studi, è assodato che il mais Ogm è più sano di quello convenzionale. Il mais transgenico produce da solo il Bacillus thuringiensis che lo difende dalla piralide e dagli insetti. Si tratta di un mais con molte meno microtossine, che sono uno dei fattori cancerogenetici più importanti. Mi piacerebbe che fosse la ricerca italiana a dire che con l'Ogm vengono compromessi la biodiversità e il made in Italy».

Slogan, slogan, slogan.
«Sì, è così. Io capisco che il Parlamento nazionale sulla spinta emotiva non potesse prendere una decisione differente da quella di oggi, tra l'altro forse impugnabile come in Francia, ma avrei preferito che si fosse percorsa la strada della clausola di salvaguardia che prevede che il motivo del divieto sia adeguatamente supportato dalla ricerca scientifica. Ventisei accademie hanno detto che gli Ogm, almeno certi tipi, sono positivi e non negativi».

Altro slogan è quello per cui il km zero sarebbe la salvezza dell'agricoltura italiana.
«In questo momento in Italia si dà attenzione solo al km zero facendo un assioma errato tra questo e il made in Italy. Il km zero è un percorso e un messaggio, ma il nostro Paese per conformazione e orografia non può avere un'alimentazione a km zero, a meno che non si voglia che il radicchio venga mangiato solo a Treviso o le arance solo in Sicilia. Chiamiamola autarchia: scommettiamo che ci piace molto meno? E poi prenda il vino».

Il vino?
«Certo. Oggi siamo i primi esportatori mondiali. Davvero vogliamo il vino a km zero?».

C'è però chi dice che il km zero possa sconfiggere la contraffazione alimentare...
«Ma no, la contraffazione è solo il segnale di come l'Italia abbia creduto poco nell'internazionalizzazione, non presidiando tutti i mercati. Forse se la politica agricola nazionale avesse aiutato i produttori a conquistare quei mercati non ci sarebbe stato il parmesan».

Aiutato come?
«La riforma dell'Ice è dell'anno scorso, l'inserimento dei soggetti agricoli nella cabina di regia a opera del ministro De Girolamo è dell'altro ieri dopo anni di attesa. Stiamo parlando di promozione, di affiancamento, di tutto quello che un Paese dovrebbe fare per avere una strategia agroalimentare come Germania e Francia».

Eppure il made in Italy è sempre un «plus»...
«Certo, ma grazie ai grandi imprenditori che lo hanno portato nel mondo, non certo grazie al governo e ai media, che premiano solo l'agricoltura a km zero».

Quantità e qualità possono andare d'accordo?
«È sbagliato pensare che la qualità debba essere remunerata all'infinito. Intanto dobbiamo essere più umili e considerare che il made in Italy va in concorrenza con il made in France, il made inGermany e qualsiasi altro made in... E poi da un certo punto in poi la competizione si gioca anche sul giusto prezzo, e cioè sull'equilibrio tra quantità e qualità. Noi abbiamo conquistato il mondo con prodotti anche industriali, che non vanno demonizzati. Anzi, dobbiamo ricongiungere agricoltura e industria in un percorso che ci renda tutti più competitivi».

Commenti

cgf

Sab, 13/07/2013 - 09:25

il 75% del mais consumanto in Italia è geneticamente modificato, il resto è dato per alimentazione zootecnica, il 100% del grano duro con cui si fa la pasta è geneticamente modificato, lo sono stati oltre 50 anni fa, ma lo sono. Anche l'uomo è geneticamente modificato, siamo più alti di 50 anni fa, si vive più a lungo di 50 anni fa, si... che facciamo, non mangiamo più pasta e cacciamo pure noi stessi?

prohalecites

Sab, 13/07/2013 - 09:39

un vecchio proverbio cinese dice: all'ignoranza c'è rimedio, ma contro la stupidità neppure gli dei possono. tieniamo anche presente che in Italia si fa ricerca sugli OGM, ricerca che viene applicata all'estero da dove poi ci ritornano i prodotti, mentre i nostri vanno in malora. già, quale futuro per questo paese? finiremo per esportare solo verdi, sindacalisti e postcomunisti.....ammesso che li voglia qualcuno

Ritratto di 02121940

02121940

Sab, 13/07/2013 - 09:43

La solita caccia alle streghe.

apostata

Sab, 13/07/2013 - 09:46

siamo nel medioevo anche nelle genetica vegetale!

edoardo55

Sab, 13/07/2013 - 09:53

Occorrerebbe sapere quali sono le valutazioni scientifiche alla base del decreto legge. Scientifiche ed economiche. Il ministro De Girolamo,avvocato con tutti i limiti culturali di tale professione, avrà consultato dei tecnici, degli esperti? O si è lasciata trascinare dall'onda demagogica del km 0, o di chi pensa di risolvere i problemi agricoli coltivando i pomodori sul terrazzo di casa?

Ritratto di Goldglimmer

Goldglimmer

Sab, 13/07/2013 - 09:54

"Gli studi confermano che è più sano del tradizionale" ....si per il portaoglio di Monsanto.

charliehawk

Sab, 13/07/2013 - 09:57

Dopo essere stato, praticamente, l'unico paese al mondo ad aver rinunciato, per sempre, all'energia nucleare, pur essendo circondati da "pericolosissime" centrali dei paesi limitrofi, adesso ci ripetiamo con le coltivazioni OGM. Qui i casi sono due : o siamo i più furbi e intelligenti, o....

Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Sab, 13/07/2013 - 10:08

L´Italia é un Paese che difende con la violenza la sua antiquatezza. É un Paese che deve morire, sparire dalla faccia della terra. Ce ne sono tanti altri migliori.

Ritratto di Limapapa02

Limapapa02

Sab, 13/07/2013 - 10:10

Siamo di fronte ad una colossale ignoranza di base: tutti vogliono vietare gli OGM, poi mangiano quotidianamente tonnellate di additivi, coloranti e sostanze preparate chimicamente, ma sane...a detta dei luminari Verdi ed ecologici. Per il mais invece no: impossibile! Forse gli stessi personaggi sono allergici alla forma della pannocchia?

Tobi

Sab, 13/07/2013 - 10:19

chiedete ai contadini anziani e vi diranno che molte delle piante coltivate da loro sono scomparse, non si trovano più. Oggi le multinazionali impongono di comprare i loro semi OGM che producono piante sterili, motivo per cui per iniziare un nuovo raccolto i contadini sono costretti a ri-comprare sempre da loro i semi che produrranno le stesse piante sterili modificate apposta per non produrre nuovi semi (altrimenti come fanno le multinazionali degli ogm a guadagnarci sopra se le loro piante producessero semi?). Il risultato è la scomparsa di tante varietà biologiche, sia di piante e sia di una moltitudine di insetti che entrano nell'eco-sistema di quelle piante. Si coltiverà sempre più ciò che impongono le multinazionali OGM con tutti gli effetti che potranno aversi sull'ecosistema e sulla salute. Qualcuno dice che da secoli produciamo OGM o che la natura stessa lo fa. Ma una cosa è il sapiente lavoro di incrocio o di variazioni naturali che avvengono nel corso di secoli o millenni, un'altra cosa è snaturare in un attimo un organismo biologico aggiungendo o togliendo interi geni come si fa con gli OGM. La natura non ha il tempo per compensare gli effetti, e questi sono del tutto imprevedibili sia sulla salute umana e sia sul resto della natura. L'unica cosa certa dell'industria degli OGM è che queste è che comanda il dio denaro, poi quello che succede succede. E i governi sono facilmente influenzabili dalle multinazionali (o dalle borsette piene di banconote regalate a qualh politico per indurre a far leggi a loro favore).

Tobi

Sab, 13/07/2013 - 10:31

Limapapa02, lei ha ragione, mangiamo già tante schifezze (" poi mangiano quotidianamente tonnellate di additivi, coloranti e sostanze preparate chimicamente, ma sane...a detta dei luminari Verdi ed ecologici."). Però non concordo con la sua logica. Non perché già mangiamo quotidianamente tante schifezze dobbiamo aggiungerne altre ancora. Non le pare? Eliminiamo tutte le schifezze, una per volta. Ora, in questo momento storico in cui siamo a rischio di subire la minaccia OGM facciamo un'opera di sensibilizzazione affinché gli OGM non diventino una delle tante schifezze già approvate e su cui poi regnerà in pratica una generale indifferenza come avviene già per tante altre schifezze che l'industria ci propina.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Sab, 13/07/2013 - 10:34

Il paese del no a tutto. Sta già sprofondando. Nel liquame paramafioso delle energie alternative. Estremamente redditizio ed ad alto rendimento energetico...per cosa nostra.

CiaoPepp

Sab, 13/07/2013 - 10:37

non pensavo che la lobby degli OGM facesse aggio sul Giornale.Un altro punto in meno.Peccato.

cgf

Sab, 13/07/2013 - 10:42

Senza gli OGM aumenterebbe l'import di frutta e verdura... ops! quella si che è OGM però non possiamo NON comprarla, arriva da un altro paese europeo e la CEE ammette gli OGM che si vorrebbero bandire in Italia!!! Proprio il periodo giusto, vero?? alla fine faremo come per l'energia elettrica?? Vorrei ricordare che il vento non deve fare dogana, abbiamo permesso che si costruissero impianti nucleari vicino ai nostri confini proprio perché potessero servire meglio l'Italia, ovvio il risultato che non solo dipendiamo da Francia e Svizzera, presto anche ad Est, ma paghiamo l'elettricità più cara. Le industrie di trasformazione, nb non esistono tante risorse naturali, a parte tanti deficienti che vedono solo il proprio giardino e pretendono di governare il Paese, di energia elettrica ne serve tanta, continuamo a deturpare i bei paesaggi che il mondo c'invidia con l'eolico? btw spesso alcuni di questi impianti sono fermi non solo perché manca vento, sul lato adriatico meridionale e nell'entroterra lo sono spesso perché di vento ce ne è troppo. Uno dei fondatori di Greenpeace, Patrick Moore ci ha messo tempo a capirlo, pensa un po.. lui ha studiato la materia, i nostri "deficienti" (in senso medico, vale a dire termine indica la presenza di un deficit nell'organismo di un individuo umano) oltre a soffrire di patologie ipocondriache nel loro ***riportarepersentitodire*** dimostrano di essere anche ignoranti, sempre nel senso letterale, dal latino in-gnarus, che non sa, e parlando **spessourlando** a sproposito dimostrando di avere molta poca conoscenza in materia.

Dario40

Sab, 13/07/2013 - 10:53

Nunzia De Gerolamo,Beatrice Lorenzin e Andrea Orlando da chi si sono informati prima di far approvare questo Decreto ? Mi auguro che il Parlamento lo bocci sonoramente.

Ritratto di pisistrato

pisistrato

Sab, 13/07/2013 - 11:24

@cgf - non è proprio come la racconti: il grano è diverso da quello di 100 anni fa perché esponendo alcuni cultivar ad un flusso intenso di radiazioni si sono determinate modificazioni genetiche che hanno portato alla creazione di nuove specie maggiormente produttive. C'era alle porte di Roma un sito scientifico che si occupava proprio di questo. Si è accelerato in pratica quello che in natura avviene in secoli. Ben diverso è però prendere il DNA del mais e metterci dentro un gene di una zucchina. In questo caso non stai più mangiando mais ma un'altra cosa anche se esteticamente sempre Mais ti sembra. A parte le implicazioni alimentari c'è anche un problema - secondo me - etico, in quanto il nuovo cultivar è brevettato e per essere seminato l'azienda agricola dovrà sempre pagare una royalty al produttore, costo che ricadrà ovviamente sul consumatore finale.

MEFEL68

Sab, 13/07/2013 - 11:29

Questi ecologisti da strapazzo, stanno rovinando la nostra economia. Poi, come se non bastasse, sono del tutto ignoranti nelle materie che pontificano. Io negli anni 60 ho lavorato per 8 anni in un Istituto statale che faceva sperimentazione sui cereali.Ebbene, specie il mais e il grano, già da allora, erano ottenuti dopo esperimenti di laboratorio atti a preservarli da parassiti e muffe. In altre parole, sono più di 50 anni che noi, verdi compresi, mangiamo ottima pasta e ottima polenta.

Ritratto di frank.

frank.

Sab, 13/07/2013 - 11:32

Caro Cuomo, sarebbe anche cosa buona e giusta, precisare che Confagricoltura è l'unica assocazione favorevole agli OGM, tutti gli altri, dalla Coldiretti in poi sono strenuamente contrari...forse sarebbe il caso di intervistare anche qualcuno di loro? Così, magari per dare ogni tanto un'informazione corretta!!

Raoul Pontalti

Sab, 13/07/2013 - 11:36

cgf non confondere la selezione genetica (sulla base dei fenotipi), o anche le mutazioni genetiche indotte ad es. con radiazioni, con l'ingegneria genetica perché si tratta di cose ben diverse. Ciò premesso va detto che non occorre essere dei "retrogradi da medioevo" per comprendere come gli OGM siano nocivi per la nostra economia. L'Italia vende ed esporta per la sua tipicità, se si riduce a produrre le stesse cose degli altri (a costi maggiori) decreta la fine della propria specificità con tutte le conseguenze economiche. Secondo il Tuo ragionamento dovremmo disfarci dei centri medievali e rinascimentali delle nostre città per sostituirli con edifici moderni e confortevoli. Si può fare naturalmente...E poi?

michele lascaro

Sab, 13/07/2013 - 11:47

Questa è una grande"toppata" della Di Girolamo, che non ha capito nulla delle sementi OGM. A parte il fatto che tutto il mondo sta ricorrendo a questa tecnica per sfamare gli affamati (non noi, che ci ipernutriamo), il cosiddetto cibo "biologico" favorisce la comparsa di aflatossine (ti diamo il benvenuto, tumore al fegato!). Ma nessuno si accorge che tutti i cibi importati per gli allevamenti, sono a base di OGM, per cui questi entrano nei prodotti che mangiamo, attraverso le multinazionali degli alimenti. Contenti e gabbati! Il motivo vero è che le sinistre, soprattutto, non vogliono far guadagnare le multinazionali (per es Monsanto) da cui comprare ogni anno le sementi. E allora si volta la frittata dando da bere agli Italiani che gli alimenti a base di OGM fanno venire le malformazioni, le neoplasie e altre baggianate simili. Prosit!

vaigfrido

Sab, 13/07/2013 - 11:52

Leggo dei bellissimi risultati in medicina ottenuti modificando geneticamente addirittura il virus dell' aids . Sono esterefatto di questa posizione e mi chiedo chi si nasconde dietro questa stupida decisione . Che il giornale faccia una bella indagine e metta a nudo gli interessi che hanno manovrato . Mi meraviglio di una persona come il ministro dell'agricoltura , la pensavo meno talebana al riguardo .

michele lascaro

Sab, 13/07/2013 - 11:53

A proposito, chi conosce il grano Ing Cappeli, il primo grano geneticamente modificato, con le tecniche di tanti anni fa, che costituiva l'orgoglio delle zone di produzione granaria italiana, e che gli stranieri ci hanno copiato e di cui si sono impossessati? Chi mangia la pasta preparata con questo tipo di grano, fa un pasto superlativo con i suoi caratteri organolettici. (il problema del nucleare lo rimandiamo, altro argomento in cui l'Italia ha fatto e continua a fare cilecca).

marchino.blu

Sab, 13/07/2013 - 11:55

@tobi Finalmente uno che capisce...

Tergestinus.

Sab, 13/07/2013 - 12:19

Apostata: magari fossimo nel medioevo, che fu un'età di notevoli progressi nelle tecniche agricole, a partire dall'invenzione del versorio e dell'aratro metallico. Qui invece stiamo ritornando non al medioevo, ma all'antichità classica, epoca antitecnica più di ogni altra. Il medioevo è stato infinitamente più vicino alla nostra idea di progresso rispetto all'antichità, però chissà perché nella cultura popolare si denigra il primo e si osanna la seconda. E' vero esattamente il contrario.

fabio tincati

Sab, 13/07/2013 - 12:30

ai tempi di Gesù Cristo si presuppone con certezza che la popolazione mondiale si aggirasse intorno ai 300 milioni di abitani,alla fine del 700 la popolazione si era praticamente raddoppiata superando i 600 milioni.Come mai erano così pochi,rispetto ad oggi? La mortalità infantile e senile faceva si che chi superasse la pubertà avesse una buona probabilità di arrivare ai 50 anni superare i 60 era difficile e se un individuo diventava un peso per la famiglia,lo facevano morire di fame.Si perchè produrre cibo era costosissimo ed un sacco di castagne o di carrube era un buon affare.La fame ha perseguitato l'umanità fino alla metà dell800 quando la popolazione iniziò a crescere verticalmente e a mangiare di conseguenza,il miracolo fu di abbassare il prezzo del cibo e distribuirlo in grandi quantità.Oggi con più di 7 miliardi di abitanti un'agricoltura (come alcuni visionari vorrebbero)naturale è un idea ridicola,da sindaci da domeniche a piedi per intenderci.Quanto ai guadagni delle multinazionali,se non ci fossero,non mangereste!E poi è molto provinciale guardare nell'orto del vicino,se non volete mangiare le galline dall'allevamento,cari i miei demagoghi e saputelli,allevatevele in salotto,la mucca in cortile mangia 50/100kgr.di fieno al gg.ricordatevi di pulire la lettiera e togliere il letame e di mungerla alle 5 del mattino tutti i gg. dell'anno (le mucche non fanno vacanza)Poi cantate le odi del naturale insieme a quegli stupidi (e furbi) che avete eletto

Raoul Pontalti

Sab, 13/07/2013 - 13:10

michele lascaro! Tu hai gli strumenti culturali e concettuali (sei microbiologo e infettivista!) per ricercare sui siti di agraria e zootecnica come si formino in campo (lato sensu) le micotossine (tra cui le aflatossine) e come queste pervengano a noi, in particolare l'aflatossina M1, quella realmente più insidiosa per noi (posto che è più facile che si assumano latticini che non pannocchie di granoturco). Scoprirai agevolmente che che quanto sostieni nel Tuo commento non sta in piedi. Di più: Tu stesso annoti che i prodotti OGM servono altrove per risolvere il problema della fame, non da noi. In Italia si giustificA solo un'agricoltura di qualità con caratteristiche di tipicità, non un'agricoltura "massificata" che non può essere concorrenziale con la produzione d'oltreoceano. Vogliamo la merda? importiamola a costi ragionevoli, noi è meglio che si produca merce di qualità rivendendola come tale.

cgf

Sab, 13/07/2013 - 13:13

@Raoul Pontalti e tutti gli altri... noi siamo VERAMENTE quello che mangiamo e.... perché non vi studiate come è nato il grano duro che si usa per fare la pasta, la farina gialla per fare la polenta, quella buona, che sa di antico, da quale mais arriva, la soia tanto amata dai vegnani e strausatissima in zootecnia? Andate, acculturatevi e tornate, non prima. bye bye

Raoul Pontalti

Sab, 13/07/2013 - 13:42

Altra cosa è la scienza (con lo studio, la ricerca, la sperimentazione) altra cosa è l'industria che afferma di applicare i risultati scientifici con il medium tecnologico. Ritenere che ciò che ci propina l'industria sia scienza è da imbecilli o da bambini (ma un adulto che ragiona da bambino è un imbecille). L'industria pensa agli affari suoi e noi dobbiamo pensare ai nostri sia in termini economici (complessivi, non solo individuali), sia in termini sociali che sanitari e ambientali. L'industria ha sfornato dopo la rivoluzione della chimica (poi con quella delle biotecnologie) una serie di prodotti spacciati come risolutivi che in realtà non non hanno risolto altro che i problemi di bilancio delle industrie stesse. Gli antibiotici ad es. sono utili, indispensabili anzi in determinate circostanze, il loro uso indiscriminato ha comportato disastri sanitari e ambientali: la quasi totalità degli antibiotici (antibatterici in genere) prodotti nel mondo trova impiego in zootecnia, nella conservazione di certi prodotti agricoli, etc. e spesso per scopi impropri (otre al terapeutico e profilattico, anche auxinico). Dire no a questi usi impropri fino al criminale e oltre non è essere oscurantisti o nemici della scienza, bensì al contrario essere nel pieno solco della tradizione scientifica che ricerca il vero e ammette gli errori.

brunicione

Sab, 13/07/2013 - 13:52

Tanto rumore per niente, se i partiti hanno votato questa legge, da una parte o dall'altra scopriremo che hanno preso soldi sottobanco

cgf

Sab, 13/07/2013 - 14:21

@xQuelliPreoccupati... secondo un rapporto ufficale FAO, ***World agriculture: towards 2030/2050***, l'incremento demografico mondiale degli.... animali da allevamento!! è pari al 5% ANNUO, questi polli, manzi, maiali, etc dovranno pur mangiare, no?? Siete degl'illusi solo a pensare che la soia di oggi è la stessa trovata dai marines in Vietnam durante la guerra, anche qualla che si coltiva in Asia..... Ma volete fare la cosa giusta? Bene, TUTTI VEGANI, nemmeno latte et derivati ne uova così aiuteremo anche ad abbassare l'effetto serra provocato dalla zootecnia, perché sempre in base a quel rapporto, l'effetto collatterale di tutti questi animali provoca l'effetto serra globale per un buon 25% quando i trasporti, tutti, navi ed aerei compresi, incidono per il 13%. meditate gente, meditate... stanno poi crescendo del 5% annuo!!! Invece che per sentito dire, informatevi, tra l'altro oggi è più facile, non serve più andare in biblioteca. Personalmente non sono preocupato dell'effetto serra, in passato la terra è stata anche più calda, un Paese quasi tutto ricoperto da ghiacchi si chiama Greenland perché una volta..... OK tra tre miliardi di anni il sole si 'mangerà' Mercurio, Venere e poi la Terra... so what?

Ritratto di marforio

marforio

Sab, 13/07/2013 - 17:02

Su questo tasto sono profano , ma per primciio contrario a modifiche nella natura.MI spegate perche in america ci sono cosi tanti cancri al colon ?Per non parlare addirittura di cancro alle mammelle maschili.Buona carne?, ottimo e schifoso fast food.

petra

Sab, 13/07/2013 - 17:16

Sono molto contenta. Andranno bene gli OGM per i paesi del terzo mondo, dove c'è tanta gente da sfamare. Ma sinceramente quando ti vedo certe melanzane che pesano mezzo kg ciascuna o peperoni grandi come un cocomero e dal sapore pari a zero, beh mi compiaccio di proseguire per così dire "al naturale".

fabio tincati

Sab, 13/07/2013 - 17:43

Marforio@I cancri al colon al seno i tumori vari che ci affliggono derivano dal ns. benessere prima morivamo di fame di peste di polmonite,fino al 1940 un setticemia era infausta,Luigi XV morì di vaiolo,Lorenzo il magnifico(se ricordo bene) a 57 anni morì improvvisamente,ma non c'erano medici a far diagnosi.In sostanza viviamo molto di più e mangiamo molto meglio.Mio nonno fece la guerra del 15 era alto 1,65 cm,mio padre 1,72 io 1,82,i ragazzi di oggi sono più alti perchè?!E' un luogo comune quello del buon cibo di una volta,una volta si faceva la fame,da chiarire poi che le pannocchie di granoturco degli indiani erano grosse come uno zucchino piccolo(il 20/30 %) di quelle di adesso,resistevano a tutto,ma sfamavano il 10% della popolazione di adesso.Certo che se poi uno mangia amburgher dalla mattina alla sera gli si toppano le vene,ma anche questa è una malattia del benessere,saluti

michele lascaro

Sab, 13/07/2013 - 18:15

Sig Pontalti, sono le sue argomentazioni che non stanno in piedi. Le neoplasie del fegato abbondano soprattutto nel sudest asiatico, dove le micotossine si trovano facilmente in tutte le derrate alimentari. In medicina valgono l'epidemiologia e il metodo statistico. Sul resto si può, sino ad un certo punto però, discutere. Se gli OGM fossero spazzatura, per usare un eufemismo che lei non usa, non avrebbero avuto larga diffusione mondiale. E, se lo ricordi, entrambi, io e lei, mangiamo cibi con tracce d OGM.

blackbird

Sab, 13/07/2013 - 19:28

OGM? No, grazie. Mai lo coltiveremo! Tanto lo importiamo dall'estero. Energia nucleare? No, grazie. Ma la importiamo da Francia e Slovenia. Yacht da diporto? Supertassati. E loro se ne vanno in Francia, Slovenia, Croazia e Grecia. Sperimentazione farmacologica sugli animali? No, grazie. Così le case farmaceutiche "emigrano" in Svizzera, Geramnia USA, e noi imporiamo i farmaci che avremmo potuto produrre. Autostrade? No, grazie, le merci viaggino su rotaia! TAV? No, grazie. Così le merci non viaggiano, le strade e autostrade sono congestionate, non si fanno investimenti sulle infrastrutture, ecc. ecc. Inceneritori? No, grazie. Poi siamo anche capaci di lamenterci che soffochiamo tra i rifiuti. Come disse quel tale? Governare l'Italia non è difficle, è impossibile!

Raoul Pontalti

Dom, 14/07/2013 - 00:53

michele lascaro! non ci siamo capiti: in questa sede si sta parlando dell'Italia e non del Terzo mondo asiatico o africano che sia e di mais e non di riso (anche se il discorso non cambierebbe molto) quindi il problema delle micotossine va riferito alla realtà italiana dove il pericolo maggiore per la specie umana in riferimento al mais viene dal latte che tutti consumano magari sotto forma di latticini e formaggi (perché le vacche sono alimentate anche con insilati di mais), mentre il mais viene consumato praticamente solo dai mangiatori di polenta e anche questi ne consumano meno rispetto al latte e ai derivati. La produzione di micotossine da parte dei miceti Aspergillus sp, Fusarium sp e Penicillium sp da noi dipende pressoché esclusivamente dalle modalità di conservazione dei foraggi e dei cereali, quindi l'OGM non c'entra un beatissimo cazzo, ossia per quanto concerne la presenza fungina effettiva nei cereali mal conservati che si tratti di OGM o di non OGM non si rileva differenza alcuna, tanto è vero che molti bananas hanno ricordato che noi già importiamo prodotti OGM per la zootecnia i quali conservati male pullulano di miceti produttori di micotossine al pari degli altri. Tu hai affermato che il cibo biologico favorisce le aflatossine (perché poi?) e correlativamente ancorché in modo implicito affermi che gli OGM non favorirebbero la produzione di aflatossine, ma a casa mia le aflatossine crescono su qualsasi substrato vegetale conservato a particolari condizioni di temperatura, umidità, aerobiosi (almeno microaerobiosi: miceti aerobi obbligati!) che comunemente si dice mal conservato. L'epidemiolOgia che ci interessa, in ultima analisi, non è quella del delta del Mekong ma eventualmente quella del delta padano.