L'Italia senza divorzio? Bella, ma oggi non funzionerebbe

Il bilancio di quella scelta storica è controverso. Ma di certo la fine dell'indissolubilità del matrimonio ha cambiato il paese: l'individualismo ora è più centrale della famiglia

Marco Pannella inizia il digiuno per il referendum pro divorzio

«Mi alzerò presto, mi farò la barba e andrò a dire di sì, spensieratamente, alla distruzione della famiglia», così l'apocalittico Guido Ceronetti annunciò il voto a favore del divorzio. Ora che da quel referendum sono passati quarant'anni, cioè la durata media di un matrimonio indissolubile, si può tentare un bilancio fuori da ogni canone e ogni pistolotto celebrativo. Il referendum del 1974 sancì l'avvento della secolarizzazione e il progressismo diventò l'unità di misura: il discrimine non fu più tra giusto o sbagliato, costante o infedele, ma tra evoluto o arretrato, libero o coatto. Dopo venne l'aborto. Furono sconfitti la Chiesa e il suo braccio secolare, la Dc, che fu trascinata un po' recalcitrante nella battaglia antidivorzista, insieme alla destra missina. Sul fronte opposto anche il Partito comunista fu trascinato un po' recalcitrante nella battaglia divorzista, e non solo per ragioni di compromesso storico (il caso Allende in Cile era fresco), ma per indole conservatrice e puritana. Vinse invece il fronte laico, da Pannella ai socialisti ai liberali, vinse il '68, vinse la nuova borghesia. Il Pci vi si accodò. Di quella battaglia meritano di essere ricordate le eccezioni. Per esempio a destra Indro Montanelli fu da laico liberale a favore del divorzio. E a sinistra Pasolini l'antimoderno denunciò nel divorzio l'applicazione del consumismo ai costumi, il trionfo della dimensione irreligiosa del neocapitalismo, l'avvento dell'edonismo americano. Anche tra i neofascisti vi fu una frangia radicale e anticlericale che non condivise la scelta di Almirante di schierare l'Msi contro il divorzio. Una scelta politica, da partito d'ordine e possibile alleato della Dc di Fanfani, spezzando l'isolamento per il risorto Arco costituzionale, ma per indole e biografia Almirante non era contrario al divorzio. I catto-progressisti si schierarono a favore del divorzio; come notò Augusto Del Noce, essi preferivano unirsi ai progressisti non cattolici piuttosto che ai cattolici non progressisti. Il progresso era il loro punto fermo e il cattolicesimo la variabile secondaria. Il divorzio vinse nettamente, ma il fronte antidivorzista prevalse nel sud, senza le isole, nel Veneto e nel Trentino Alto Adige, dove la Dc, la Chiesa e la Controriforma erano più forti.
Tentando un bilancio oggettivo si può dire che col divorzio fece un passo avanti l'individuo e un passo indietro la famiglia. O per dir meglio e a rovescio, il divorzio vinse perché erano cresciute la centralità dell'individuo e l'autonomia femminile rispetto alla centralità della famiglia e al predominio maschile. Per superare la contraddizione tra nozze sacre e indissolubili e matrimonio civile e revocabile, una soluzione c'era: sciogliere il doppio regime. Ossia divorzio tra Chiesa e Stato, il matrimonio religioso resta indissolubile e chi non è d'accordo può scegliere il matrimonio civile. Si sarebbe rotto il patto concordatario e si sarebbe separata la sfera canonica da quella civile; un'ipotesi che non sarebbe dispiaciuta nemmeno ai più laici. Pasolini, all'epoca, denunciò che la Chiesa non ebbe il coraggio di passare all'opposizione rispetto al mondo. In questo modo, però, la Chiesa avrebbe scelto il destino glorioso di ridursi a minoranza ostile. Una scelta nobilmente suicida, decisamente più coerente sul piano dei principi ma non migliore ai fini della missione pastorale rispetto alla scelta ingloriosa che fece, di assecondare i tempi per non restarne fuori (e non perdere i benefit temporali). Chi difendeva il matrimonio sacro, la famiglia e la tradizione era posto in una condizione tragica: o cedere allo spirito dei tempi o trincerarsi nello spirito fuori dal tempo, a dispetto della realtà, certi della sconfitta. Un aut aut senza scampo. Per un cattolico è un dramma separare la Chiesa dal popolo, la vox populi dalla vox dei, la fede dal comune sentire.
Il divorzio poggia su un'altra visione della vita: il destino è revocabile, è possibile vivere più vite in una, la rinuncia non innalza ma impoverisce, la vita del singolo vale più della vita insieme.
In un bilancio onesto di questi quarant'anni si devono evidenziare sia i progressi che i regressi provocati dal divorzio, le nuove felicità e le nuove infelicità al posto di simmetriche infelicità e felicità dell'età precedente; la conquista della libertà, dell'autonomia e dell'indipendenza a prezzo della fedeltà, della comunità e della dedizione alla famiglia, lo sfaldarsi dell'intreccio tra diritti e doveri e il sorgere del nesso tra diritti e piaceri (i doveri li sancisce il giudice). Per non dire dei nuovi drammi dei separati e dei loro figli, le nuove povertà dei divorziati.
Il progressista dirà che non c'è paragone, si sta meglio oggi. Il reazionario dirà che non c'è paragone, era meglio ieri. Il conservatore che ama la tradizione ma dentro la realtà, dirà che il mondo cambia e non sempre in meglio o sempre in peggio, ogni cambiamento comporta perdite e vantaggi.
All'epoca, se avessi avuto l'età, avrei votato contro il divorzio e oggi non ne sarei pentito, nonostante tutto. Ma reputo saggio, umano e realistico che la Chiesa accolga i divorziati. Un conto è condannare il divorzio, un altro è dannare i divorziati. In definitiva, se paragoniamo la vita prima e dopo il divorzio dobbiamo ammettere due cose contrastanti: i legami di prima erano più saldi e migliori, ma oggi non li reggeremmo. Dire il contrario è da ipocriti o da invasati. Però era bella la famiglia di una volta, bella e irripetibile...

segue a pagina 19

Commenti
Ritratto di marforio

marforio

Mar, 13/05/2014 - 15:45

Parlo da futuro divorziato.Cosi continuando la societa civile sara´ disintegrata .Faremo anche in questo campo uso dei robot.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 13/05/2014 - 16:21

Il "matrimonio divorziabile" è giusto che ci sia per chi lo pretende. Invece chi esige il matrimonio indissolubile è giusto che abbia il matrimonio tradizionale, con tanto di capofamiglia. Infatti per il grembo materno, come per le case, si possono stipulare contratti diversi: quello dell'inquilino temporaneo e quello del padrone di casa. Il Comandamento "Non desiderare la donna d'altri" stabilisce che la donna debba avere un padrone. O no? Poi ci sono quelle possedute da tutti, giacchè non sono proprietà di nessuno.

leo74

Mar, 13/05/2014 - 17:22

caro Veneziani, condivido. Da cattolico indegnamente praticante, credo che le questioni possano essere queste: la Repubblica Italiana da 40 anni non è più cattolica, lo sono un certo numero di italiani; il matrimonio concordatario è da cancellare, separando il matrimonio civile da quello religioso; la società propone l'eterna fanciullezza e nasconde che dietro alle libertà individuali ci sono i doveri sociali; l'illusione della reversibilità degli impegni umani e relazionali non tiene conto che, nel frattempo, la vita passa e lascia dolore e solitudine. il Clero ha abdicato alla funzione di educare i giovani alla consapevolezza di cosa sia il matrimonio religioso (non scioglibile, se regolarmente contratto): per sposarsi si va dal sacerdote e si fissa la data.... anche se i due sposi non sanno neanche fare il segno della croce... per poi avere un divorzio che era già prevedibile.

mandilluforever

Mar, 13/05/2014 - 17:22

Detto questo io ho avuto la fortuna di avere avuto una famiglia solida e di averne altrettanto solida con tanti figli e spero di non divorziare mai perché la famiglia, se funziona, è la cosa più bella che ci sia ed è il fondamento della nostra società. No famiglia = Pessima società

Massimo

Mar, 13/05/2014 - 18:20

Caro Veneziani, come Lei (classe 1955) io (classe 1956) non votai, perchè la legge che portò al voto i diciottenni fu del marzo 1975. Ma feci campagna elettorale (come Lei, presumo e con gli stessi "volantini" ...). Per il SI. La domanda, secondo me, deve essere capovolta. L'Italia di oggi sarebbe così corrotta se avesse vinto il SI ? Io credo che l'Italia sarebbe migliore, perchè il divorzio fu il grimaldello, il piede di porco per una deriva morale di cui non vediamo ancora la fine.

mandilluforever

Mar, 13/05/2014 - 18:26

eh si ma i due commenti di prima??????

marco m

Mar, 13/05/2014 - 21:35

Gianfranco Robe, ma certo, la donna deve avere un padrone, poi reintroduciamo anche la schiavitu', tanto c'era anche quella nel Vecchio Testamento, no? E vogliamo forse farci mancare la lapidazione?

magnum357

Mer, 14/05/2014 - 00:05

Oggi non ci si sposa piu': il numero di matrimoni è crollato ed anche le nascite hanno avuto un drammatico calo. Questo è accaduto perchè i politici di qualunque schieramento NON hanno mai sostenuto politiche a favore delle famiglie italiane e del lavoro. Morale: i giovani sono sfiduciati senza lavoro e quindi prospettive di futuro. Si è preferito invece far arrivare famiglie di immigrati per colmare il deficit italiano di natalità: abbiamo non solo una classe politica di ladri ma anche di imbecilli.

Ritratto di stock47

stock47

Mer, 14/05/2014 - 02:26

Caro Veneziani, un esempio solo! Cosa fai se vedi una mela marcia in mezzo alle altre mele? Continui a lasciarla in mezzo alle mele sane oppure ti affretti a toglierla da tutte le altre? Il divorzio è una mela marcia, ha fatto già abbondanti disastri, sta distruggendo non solo un popolo ma l'esistenza stessa di una nazione, di una cultura, del nostro futuro. La mela marcia del divorzio ha già distrutto sufficienti mele sane, continuare a lasciarla nel cesto, mente si continuano a svuotare dentro di esso altre mele sane, è solo che folle. Sarà meglio che ti rinsavisci, solitamente sei persona di buon senso ma adesso stai dando proprio i numeri!

Ritratto di stock47

stock47

Mer, 14/05/2014 - 03:05

Il divorzio è da sempre stato una cosa per ricchi. La sua introduzione per legge, facendo credere che fosse per il bene di tutta la collettività, in realtà è stata fatta nell'unico interesse e comodità dei ricchi e dei potenti. Dato che per principio della collettività le leggi devono essere applicate in maniera uguale per tutti, la comodità per pochi si è trasformata nell'incubo e disastro di molti, contribuendo a distruggere il tessuto sociale di tutta la collettività. In altre parole l'interesse di pochi, permettendo l'introduzione di una legge che li riguardasse, ha finito per distruggere la morale e l'interesse di tutti. D'altronde questo sistema, per favorire l'interesse di pochi, è ormai applicato su molte cose che riguardano l'intera collettività, oltre che nel campo delle leggi anche nel campo economico e strutturale di tutta la nazione, stravolgendo tutti gli schemi economici e sociali sani per schemi a favore di pochi che fanno finire il tutto in uno sperpero insensato e in leggi che distruggono i sani rapporti collettivi. Il divorzio non è altro che una di queste situazioni che si sono create, facendole ovviamente passare per interesse della collettività, cioè per un sogno fantasioso di libertà personale ai primi fastidi che ci si vuole togliere dalle spalle, irrealizzabile senza denaro e potere, proprio perché la cosa è stata fatta per i ricchi e i potenti, e non per la massa che è stata utilizzata solo per portare a legare la catena dove gli si diceva di fare. Questa è una delle conseguenze del controllo del potere da parte di ricchi e potenti e di furbastri vari, e dell'ingenuità credulona di molti di credere alle favole. La massa è come Pinocchio, crede alle balle che il gatto e la volpe gli raccontano, finendo impiccato.

ben39

Mer, 14/05/2014 - 07:45

Il divorzio è uno strumento del demonio per distruggere la famiglia che è voluta da Dio come mezzo del suo progetto a riguardo l'umanità. Si potrebbe evitare facilmente attraverso una politica di educazione al matrimonio e non di una sua strumentalizzazione per diversi fini, anche religiosi e una consapevolezza sociale della famiglia con sostegni concreti. Insomma, meglio non sposarsi che farlo e poi divorziare... Bisogna precisare però che in uno stato laico come l'Italia, questo ragionamento è inutile e sarebbe stato valido unicamente prima dell'Unità e il Concordato mussoliniano ( e craxiano dopo) che non fu altro che una mossa politica, accomodante per la storica relazione Stato-Chiesa, tipicamente cristiana ( sia cattolica che protestante, mentre gli ortodossi erano più chiari su questo tema, per non parlare poi delle Teocrazie moderne islamiche come l'Iran...). La legge sul divorzio fu tra le prime manifestazioni di secolarizzazione della società italiana del '900 che in seguito si è allargata come una macchia d'olio all'occidente globalizzato, incrementando il libertinaggio in questa parte del mondo ( matrimomi e adozioni gay e altro di peggio).

biricc

Mer, 14/05/2014 - 08:44

Tra qualche anno sarà una legge inutile, ci saranno solo conviventi

marco m

Mer, 14/05/2014 - 15:11

stock47, quando parla di mela marcia immagino si riferisca a Berlusconi, che ha divorziato ben due volte

Ritratto di stock47

stock47

Gio, 15/05/2014 - 12:34

marco m, lei deve essere malato di fobia da Berlusconi. Sto parlando dell'istituzione "divorzio" e non di chi ha divorziato, tanto meno di uno in particolare che le sta così tanto sulle scatole. Parlo del peccato e non dei "peccatori", ovviamente per tutti ma non per lei. Si rifaccia fare le convergenze ai neuroni, ne ha bisogno urgente!

marco m

Gio, 15/05/2014 - 15:55

E' che mi sfuggiva questo panorama di nazioni distrutte e collassate, vivendo in paesi dove il divorzio e' realta' da anni, anche piu' dell'Italia, e la cosa non e' vista come la fine della civilta', anzi, le famiglie stanno aumentando. Ma certo non ho i suoi incredibili neuroni, e chiaramente non riesco a vedere la catastrofe in cui tutti viviamo, in confronto ai tempi felici del primo '900 per esempio.

Ritratto di stock47

stock47

Ven, 16/05/2014 - 05:41

marco m, vedo che cambia tema appena viene ripreso, peccato che il suo nuovo approccio non funzioni. Non si è accorto di nazioni distrutte e collassate solo perché le piace continuare a vivere nelle favole e non si guarda obiettivamente intorno. Il livello di crescita demografica è calato spaventosamente in quasi tutta Europa, tutti gli indici indicano che i popoli che ne facevano parte stanno morendo o scomparendo. Gli stessi USA, nazione straricca, riesce a mantenersi al minimo livello necessario solo perché è terra d'immigrazione. Peccato, però, che 30 Milioni dei suoi nuovi cittadini siano islamici. In Europa, da noi, è quasi peggio. Cosa c'entra il divorzio, dirà lei? C'entra per la distruzione dei nuclei familiari e quindi per la denatalità che porta all'invecchiamento e alla morte dei popoli. Un normale e minimo livello di crescita dovrebbe essere di 2,5% mentre in Italia, Francia, Spagna, Gran Bretagna e Germania e a livello di Uno, cosa che vuol dire che la natalità ha ormai preso una piega inarrestabile verso la scomparsa di quel popolo. Anche facendo sforzi erculei, per cambiare la tendenza generale dei grafici di natalità attuali, ci vorrebbe almeno un secolo per ritornare a livelli accettabili. Con l'egocentrismo personale, di uomini e donne, non si va da nessuna parte, si muore senza ricambi e senza futuro. I barbari che ci stanno invadendo, invece, non solo le loro donne le tengono alla catena ma si permettono piccoli harem personali che accrescono senza limite la loro natalità, barbarie a parte. Noi invece, con tutta la civiltà e il diritto, stiamo scomparendo a favore d'invasori barbari per l'eccesso di diritti e di stupidità, come nel caso del divorzio e proprio come la sua.

Ritratto di stock47

stock47

Ven, 16/05/2014 - 16:17

marco m, si veda questo documentario statistico, forse le schiarirà le idee, anche se ne dubito fortemente. http://www.youtube.com/watch?v=LuMxOvJGlsQ

marco m

Sab, 17/05/2014 - 09:35

Grazie, ma invece del documentario di uno sconosciuto messo in rete preferisco basarmi sui dati ufficiali, che mostrano come i numeri di natalità di cui parla siano panzane. In UK dove vivo, in particolare la natalità è in aumento ed ai massimi dagli anni 70 http://www.bbc.co.uk/news/uk-23618487. Un peccato quando la realtà non la pensa come noi, eh?