La macchina del fango

Repubblica spara a zero contro l'articolo del Giornale sul giudice che ha condannato Berlusconi, ma senza fare verifiche. E questo non è giornalismo

La Repubblica, per definizione moralmente e culturalmente superiore a (quasi) tutti gli altri giornali, anche ieri si è distinta con un'operazione che lascia sbigottiti, volendo usare una espressione gentile. Ecco l'antefatto. Sabato, Il Giornale aveva pubblicato un servizio in cui si raccontava, sulla base di testimonianze, che il presidente della Cassazione, Antonio Esposito, alcuni anni orsono partecipò, in occasione della consegna di un premio, a una cena organizzata da un Lions di Verona. Nella circostanza egli si sarebbe lasciato andare a considerazioni negative su Silvio Berlusconi (arricchito da gossip circa le sue performance sessuali) e avrebbe annunciato a due commensali (con un paio di giorni d'anticipo) la sentenza di condanna che avrebbe emesso contro Vanna Marchi.

L'articolo, firmato da Stefano Lorenzetto, già vicedirettore vicario del Giornale a metà degli anni Novanta, forniva vari altri particolari che inquadravano la vicenda in modo tale da renderla assai interessante. Tra l'altro Lorenzetto è unanimemente considerato un giornalista serio e molto scrupoloso, distante anni luce dagli ambienti frequentati dai berlusconiani, cosicché il direttore di questa testata non ha esitato a ospitarne il pezzo con l'evidenza che meritava, data la sua attualità.
Si dà infatti il caso che Esposito sia il giudice che ha recentemente letto in aula il verdetto che inchioda il fondatore del Pdl. Un dettaglio rilevante. Davanti alle rivelazioni da noi pubblicate, come ha reagito La Repubblica? Si è guardata bene dall'accertare se le notizie fossero o no esatte, magari telefonando all'autore oppure interpellando lo stesso magistrato, ma ha caricato il fucile a pallettoni e ha sparato sul Giornale, dando per scontato che quanto da esso riportato fosse una colossale bufala. Peggio, cavalcando un luogo comune scaduto e desemantizzato, ha accusato la redazione di aver rimesso in moto la cosiddetta «macchina del fango» diretta dallo stesso Berlusconi.
La cronista del quotidiano debenedettiano, Liana Milella, per sostenere la propria tesi cita alcuni precedenti che a suo dire dimostrerebbero la nostra vocazione a inventare e/o ingigantire episodi marginali allo scopo di diffamare presunti avversari politici. Per esempio, i calzini color turchese esibiti dal giudice Francesco Mesiano (sentenza Mondadori) in un servizio televisivo di Canale 5 - e non del Giornale (si limitò a riprenderlo) - che costò a Claudio Brachino, responsabile di averlo mandato in onda, due mesi di sospensione dall'Ordine professionale; le dimissioni di Dino Boffo da direttore dell'Avvenire causate dal Giornale, allora diretto da me (fui punito con tre mesi di sospensione); la foto di Ilda Boccassini (ritratta mentre getta a terra un mozzicone di sigaretta), apparsa sulla rivista Chi e non commissionata da noi; infine, le critiche ad Alessandra Galli, magistrato che si occupò di altro processo al Cavaliere.
Il gioco di Liana Milella è scoperto: poiché Il Giornale è di proprietà di Paolo Berlusconi, fratello di Silvio, tutto ciò che mette in pagina è finalizzato a compiacere la «sacra famiglia». Come se noi dubitassimo della veridicità degli articoli della Repubblica solo perché l'editore si chiama Carlo De Benedetti. Ragionamento puerile che, se esteso ai libri, gran parte dei quali editi da Mondadori, costringerebbe a concludere che gli autori dei medesimi (in maggioranza di sinistra) sono domestici di Villa San Martino. Un'idiozia.
L'articolo di Lorenzetto, come tutto ciò che si stampa, può essere sì contestato ma solo dopo averne verificato l'eventuale infondatezza. Il che la signora Milella non si è neanche sognata di fare, forte della convinzione che le toghe abbiano sempre ragione, a prescindere, e che i giornalisti, tranne gli amici suoi, abbiano sempre torto. Un metodo di lavoro inaccettabile e affine a quello della «macchina del fango», che nella fattispecie non è il nostro ma - sottolineiamo - il suo.
Quanto a Lorenzetto, posto che anche lui non è infallibile benché non risulti che sia mai caduto in errore, non è lecito dire fino a prova contraria che abbia sbagliato. La Repubblica questa prova decisiva non solo non l'ha fornita, ma neppure cercata.

Commenti

Gianfranco Rebesani

Lun, 05/08/2013 - 08:50

Liana Milella probabilmente si sta guadagnando la pagnotta come giornalista di Repubblica. Non so se intruppata in pianta stabile nelle truppe cammelliere del quotidiano o quale precaria. Nel primo caso, avrà scritto l'articolo su richiesta ben definita (ordine) del principale; nel secondo, sperando nell'assunzione in pianta stabile da parte della direzione, ovvero del padrone. In entrambi i casi mi vien da pensare che non esiste solamente la prostituzione con il mercimonio del proprio corpo. Da qualche tempo Repubblica ci insegna che esiste anche il mercimonio del cervello, fatto ancora più grave.Così va il mondo.

Nadia Vouch

Lun, 05/08/2013 - 09:14

Capita di udire in giro persone dire :"Io leggo Repubblica" come per farne un proprio tratto distintivo. Una sorta di valore aggiunto alla persona. In quanto all'articolo di Lorenzetto, ho una perplessità sul perché egli non abbia denunciato prima un accaduto di tale gravità.

Ritratto di Uchianghier

Uchianghier

Lun, 05/08/2013 - 13:53

Anche certe giornaliste corrono il rischio di prendere la malattia di Michael Douglas.

cicero08

Lun, 05/08/2013 - 14:01

Se Esposito è il padre dell'altro magistrato che usciva con la Minetti le tesi di Lorenzetto escono rafforzate. Ma ora più che mettere in discussione la sostanza dell'articolo si deve discuterd su tempi e forma. Quello chd dice l'ex vicedirettore del giornale poteva condurre all'estensione del giudice o alla sua ricusazione. Prima però del giudizio. Oggi assume di sicuro altro significato.

1VULCANO

Lun, 05/08/2013 - 17:00

quotidiano repubblica = prrrrrrrrrrr ! non ti leggo di certo ! !

Ritratto di luigipiso

luigipiso

Lun, 05/08/2013 - 17:01

...e mi sa che il giudice si arrabbiato molto con questo giornale. Ne vedremo delle belle.

Ritratto di luigipiso

luigipiso

Lun, 05/08/2013 - 17:02

I due in foto snobbano questo giornale, difficilmente replicheranno vista la loro superiorità intellettuale

carlo-f

Lun, 05/08/2013 - 17:03

"Repubblica spara a zero contro l'articolo del Giornale sul giudice della Cassazione, Antonio Esposito, che ha condannato Berlusconi, ma senza fare verifiche. E questo non è giornalismo" ....... hahahaha, infatti il vostro e' vero giornalismo, che scarpe porta il giudice e di che colore: ricordatevi che un maiale con la cravatta e' sempre un maiale.

ilprof67

Lun, 05/08/2013 - 17:04

un altro giudice (quello chiattoncello) una volta si mise le dita nel naso..l'ho visto io..ed ho anche i testimoni...

Ritratto di marino.birocco

marino.birocco

Lun, 05/08/2013 - 17:04

E questo non è giornalismo. Perchè il vostro lo è ? Ma fatemi il piacere.

Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Lun, 05/08/2013 - 17:04

IN ITALIA LA INQUISIZIONE CHE FU DI JAGODA, EZOV E BERIA. C´é troppa superficialitá e ignoranza che non sa e meglio detto non vuole collegare tra loro gli eventi. Succede cosi che la interpretazione della realtá é meschina, distorta e volutamente falsata. É menzogna al servizio della mafia piú autentica ... La Veritá é che la "giustizia italiana" alla caduta del Muro di Berlino serví ad eliminare il riformismo di Craxi e a subbissare di processi quel Centro Destra che si metteva in alternativa ad una Sinistra ortodossa che era quella che la caduta del Muro indicava dovesse essere riformata. La riforma della Sinistra comunista che avveniva in tutto il mondo, esemplare il caso della Cina di Mao, in Italia veniva impedita e non c´é mai stata. Al suo posto si, una reazione poliziesca che con la persecuzione prima di Craxi, poi di Andreotti e quindi di Berlusconi (in mezzo a quelle di altri infiniti sconosciuti) da 23 anni bussa forte alla porta del potere del Paese. La doverosa evoluzione che chiede la onestá intellettuale di un De Gregori non é quella retorica e formale dell´abbandono della dizione di "comunista" nel nome del partito ma quella sostanziale dell´abbattimento dello statalismo e quella del cambio radicale di tutti i suoi dirigenti che in Italia, unica Sinistra al mondo, non sono mai avvenute. Se c´é un significato nella caduta del Muro di Berlino che é stato colto in tutto il mondo, ma non si vuole in Italia, é quello che non si puó accettare che un apparato burocratico statale opprima e sottometta il Paese reale e i suoi Lavoratori, e addirittura per "legge". Questo é quello che avvenne nei regimi del socialismo reale, che decretó il loro fallimento, quello che sta avvenendo in Italia da 23 anni. Con una spesa e un debito pubblici di uno intoccabile stato burocratico, struttura mafiosa e parassita sopra la pelle dei Lavoratori, sopra la voglia di vita e di futuro di tutto un Paese. C´é ancora chi non lo ha capito e chi si oppone con tutti i mezzi per affossare la Veritá. La Veritá in Italia é quella rivoltante di una inquisizione che con tutti i suoi mirabolanti pretesti é quella che fu di Jagoda, Ezov e Beria. Una inquisizione che da 23 anni avvelena il Paese, lo spinge alla cieca e totale distruzione... Ha da finí la nuttata. (Corriere, censuri perché non sei all´altezza di capire... Sei finito e nemmeno questo hai capito).

Lu mazzica

Lun, 05/08/2013 - 17:08

Infatti, a tutti i GIORNAMAIALAI della Signorina Repubblichina diciamo : " Questo non è Giornalismo, è GIORNAMAIALISMO !! " Rgds., Lu mazzica

giovanni PERINCIOLO

Lun, 05/08/2013 - 17:10

X cicero08 e Nadia Vouch. Non sarebbe servito a niente denunciare prima, tutte le richieste di ricusazione documentate, e normalmente accettate come giustificate per altri ricorrenti, dal collegio difensivo di Berlusconi sono sempre state respinte dal tribunale di Milano cosi come la richiesta di trasferire i processi in sede "neutra" furono sempre respinti da Roma.

Zizzigo

Lun, 05/08/2013 - 17:11

Tanti confondono i vari orifizi del nostro corpo, maschile e/o femminile... in tanta confusione taluni non sanno più nemmeno con cosa parlano...

benny.manocchia

Lun, 05/08/2013 - 17:11

Esposito e' un bugiardo.Infatti,"non poteva non sapere" che le sue parole sarebbero state "riprese" da qualcuno. un italiano in usa

giovanni PERINCIOLO

Lun, 05/08/2013 - 17:12

Certo che sentire quelle due belle facce come il c..o attribuire ad altri la gestione della macchina del fango richiede una certa ..."disinvoltura"!

villiam

Lun, 05/08/2013 - 17:14

ma sono quelli di repubblica ,la loro professione ,denigrare tutti coloro che non la pensano come il carlotto de benedetti ,d'altraparte barbapapà lo onosciamo il balilla comunista ,mauro ,non paga le tasse sulle case ,per il resto se non scrivono di fango cosa possono scrivere ,mi sembrano una ditta di autospurghi!!!!!!!!!!!

antiom

Lun, 05/08/2013 - 17:15

Ecco, ora che è comparsa la fotografia di questo ripugnante duo: sono costretto ad espormi, contrariamente a come sostenuto sul fondo di Guzzanti! Che schifo, che squallore!

Ritratto di centocinque

centocinque

Lun, 05/08/2013 - 17:16

Siamo onesti: repubblica ecorriere sono due giornali di m....

Ritratto di ersola

ersola

Lun, 05/08/2013 - 17:19

hahahahahh fantastico però io mi domando ma si può infangare il fango?

Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Lun, 05/08/2013 - 17:19

VOGLIAMO LA RIVOLUZIONE LIBERALE - VOGLIAMO ABBATTERE ANCHE IN ITALIA IL MURO DI BERLINO - La "legalitá" delle tasse sopra la pelle dei Lavoratori per mantenere i debiti dello stato mafioso e parassita, la "legalitá" della inquisizione di Jagoda, Ezov e Beria per mantenere in piedi in Italia la oppressione del muro di Berlino caduto in tutto il mondo ed eliminare qualunque dissidenza é "legalitá" che ci rivolta lo stomaco e che deve essere a tutti i costi sovvertita... VOGLIAMO LIBERARE IL PAESE E CHI LAVORA DALLA INFAME SFRUTTAMENTO DELLO STATO TOTALITARIO, DA TUTTI I PARASSITI CHE NEL PAESE DIFFONDONO E VIVONO DELLA "CULTURA MAFIOSA".

Ritratto di luigipiso

luigipiso

Lun, 05/08/2013 - 17:23

Io sono convinto che questi giornalisti sono dei furbacchioni e si divertono moltissimo a dare in pasto ai loro lettori questi tipi di articoli. Diamo ai polli il mangime quotidiano.

Ritratto di manasse

manasse

Lun, 05/08/2013 - 17:26

MA quando mai i sinistri hanno bisogno di prove,quando si tratta del NEMICO basta una voce un sussurro una soffiata e via discorrendo e allora si mette in moto il sistema SOVIET denigrare e ingigantire balle spaziali tanto il popolo bue che legge quelle porcherie le prende per oro colato,ho degli amici con i quali litigo regolarmente quando straparlano di Berlusconi ma quando chiedo perchè ce l'hanno a morte con lui non sanno rispondere,facendo un esempio un po azzardato sono come i papaboy che alla richiesta di un passo del Vangelo o della Bibbia fanno scena muta questo è quanto

Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Lun, 05/08/2013 - 17:27

Basta con la inquisizione di Jagoda, Ezov e Beria per la oppressione dello stato burocratico, mafioso e parassita sopra la pelle dei Lavoratori. Vogliamo anche in Italia la rovina del Muro di Berlino.

tonipier

Lun, 05/08/2013 - 17:27

" DA SEMPRE ESISTE IL SERVILISMO " " MENTRE, NON ESISTE PIU' DIRITTO, LEGGE E GIUSTIZIA" Non può, pertanto, essere annessa o riconosciuta natura o qualità giuridica agli ordinamenti illeciti e criminosi. la enunciazione fatta da Benedetto Croce nella Filosofia della Pratica che " la legge è irreale e, come tale, inattuabile; è tanto giuridica l'attività di colui che obbedisce alla legge come l'attività di colui che la viola.....

unosolo

Lun, 05/08/2013 - 17:28

chi è che non sa della tendenza politica del repubblica ? da anni hanno sempre scritto quello che i sx vogliono sentirsi dire ecco l'ultima . vi pare che un giornalista che o più giornalisti che da anni scrivono contro la dx oggi cambi e cerchi di dire ai suoi lettori una cosa che risulterebbe vera ? questo tipo di giornalismo serve solo ad appagare certe tendenze politiche mai un solo articolo che dica la verità , o quasi , si citano frasi inventate , litigi mai avvenuti , supposizioni e teoremi anche come le toghe , mai una smentita in una delle prime pagine ma sempre articoli piccini in fondo tra gli annunci funerari ( quasi) . In questi spazi scrivono , contestano ma moltissimi schierati solo per sviare la discussione sulla offesa sappiamo da quanti anni la sx e tutti gli estremisti lottano per insediarsi ai vertici , hanno occupato quasi tutta la magistratura ( almeno sembra ) contestatori da sempre cominciarono con MORO e ancora insistono , noi pazienti ad ostacolare lealmente questi presuntuosi , sappiamo le difficoltà passate con il sindacato ostile col " no a prescindere " Da Cofferati in poi , oggi se siamo ridotti in questo modo è solo da ringraziare la CGIL , ancora oggi il suo ex segretario oggi segretario del PD usa lo stesso linguaggio , scarica colpe al CDX , diventato ricco grazie a quei stipendi pagati dai lavoratori. Quante discrepanze nei politici che non riconoscono errori.

giovi bl

Lun, 05/08/2013 - 17:29

Signora Nadia mi sembra di avere letto che lEpisodio sia stato scritto nel2011 su un libro

cicero08

Lun, 05/08/2013 - 17:31

X giovanni PERINCIOLO: ma ora è servito solo a farsi accusare di gettare fango e, per giunta, inutilmente.

Ritratto di chris_7

chris_7

Lun, 05/08/2013 - 17:31

ma che bello anch'io sono giornalista: mi metto a sparare caxxxxe su tutti e tutto e fACCIO più voti di grillo hahahaahh

Davide Gambale

Lun, 05/08/2013 - 17:32

Dopo i soldi che si sono pappati per il lodo Mondadori a chi dovrebbero dar ragione.... "I nemici del Cavaliere" se trovo un editore ho un bel libro pronto...

Ritratto di ilvillacastellano

ilvillacastellano

Lun, 05/08/2013 - 17:34

Si, d'accordo, dir. Feltri. Qui bisogna agire, attaccandoli a vostra volta e rincarando i loro stessi sistemi d'attacco. Non ci si può porre, come spesso fate voi, sempre nei panni delle vittime. Così continuando a fare, prima o poi ci rimettete le penne. Fottetevene di tutti quanti e di quello che possono dire o pensare. E attaccate, attaccate e attaccate sempre più rincarando le dosi. Chi fa la vittima, come anche lei in quest'articolo, si pone già in una posizione di sconfitta. E' ora che facciate vedere "i sorci verdi", come amava dire un beniamino di quella stessa testata, a questi giornalini e giornalai da strapazzo.

Enzolino

Lun, 05/08/2013 - 17:35

Caro,carissimo Feltri,già che ci siamo perchè non provi a riesumare un pò la storia di un libro il cui editore era all`epoca proprio Berlusconi e una delle "sue" case editrici e sui perchè suddetto libro non fu mai più ristampato in Italia?Il titolo?IMPRIMATUR!Il resto me lo risparmio perchè dovrebbe esserti ben noto.Spero in una tua risposta,se sei cosi gentile per te non dovrebbe essere un problema ;-)

igiulp

Lun, 05/08/2013 - 17:37

Perché rovinare la testata del Giornale con l'esposizione di quelle due belle facce ? E noi, cosa abbiamo fatto di male per meritarcele ? Via subito!

Walter78

Lun, 05/08/2013 - 17:39

Ma se Lorenzetto è così serio e sapeva tutte queste cose, perchè non ha informato i colleghi Coppi e Ghedini, affinchè sollevassero in pubblica udienza la questione e ricusassero il giudice? No, meglio sollevarlo ora e piangere perchè "giudice cativo condanna Perluscone"... vorrei vivere per un momento in una dimensione parallela in cui Berlusconi è stato assolto e vedere se il Lorenzetto di quella dimensione abbia fatto comunque uscire quell'articolo...

Enzolino

Lun, 05/08/2013 - 17:40

IL BOICOTTAGGIO PERCHÉ QUESTO LIBRO Nemo propheta in patria…* * Prefazione degli autori alla nuova edizione italiana di IMPRIMATUR, stampata in Olanda dall’editore De Bezige Bij. Nel testo viene raccontato il boicottaggio di cui è stato vittima il libro in Italia La censura è sempre effetto d’un regime totalitario. Quando ne viene colpito, l’autore ha due possibilità: rinunciare a pubblicare, oppure farlo fuori dai confini nazionali. Se si opta per la seconda soluzione, conviene puntare su un paese in cui la libertà di parola sia particolarmente consolidata. L’Olanda è sicuramente un buon esempio. La storia recente tramanda il caso di Klaus Mann, il figlio di Thomas, che fuggito dalla Germania nazista, con l’aiuto di Gide e Aldous Huxley, fondò una sua rivista in Olanda. Più anticamente, ad Amsterdam si stampavano i libri di autori d’ogni paese perseguitati dall’Inquisizione. Ancora oggi questo romanzo, scritto in italiano, grazie alla disponibilità di un editore coraggioso e dinamico viene stampato nella lingua di Dante, ma in terra olandese. È bene ricordare che Imprimatur è tradotto in 22 lingue e 53 paesi, caso unico tra i romanzi storici italiani a parte Il Nome della Rosa. Solo nella terra degli autori, nella democratica Italia, il lettore non lo può trovare. Le recenti elezioni hanno portato al governo un nuovo schieramento politico: vedremo se abolirà la dittatura editoriale che impedisce il ritorno in patria dei nostri libri, o se, come nel romanzo Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, “tutto cambia affinché nulla cambi”. La singolare vicenda di questo romanzo inizia nella primavera 2001, quando il manoscritto viene acquistato da una casa editrice di proprietà d’un noto politico e imprenditore, nonché presidente del Consiglio. Il libro esce nel marzo 2002; nonostante una promozione pari a zero, entra immediatamente al quarto posto tra i dieci libri più venduti segnalati dal Corriere della Sera, e viene presto esaurito. La seconda ristampa arriva però con quattro settimane di ritardo. La terza edizione arriva ancora più lentamente, le librerie restano a secco per quasi tre mesi, le vendite si azzerano. Intanto, su un giornale milanese appartenente al fratello dell’editore-presidente del Consiglio, un noto storico cattolico pubblica una recensione insolitamente ostile, dove riferendosi agli autori (fino ad allora sconosciuti) commenta che «non se ne può più di gente così». Dopodiché, inspiegabilmente, il libro sparisce dalla circolazione. Su Internet si moltiplicano messaggi di lettori che ne cercano invano una copia. I librai chiedono un’altra ristampa all’editore, che risponde invariabilmente: «Sta per arrivare». Invece non arriva. Imprimatur viene anzi cancellato dai cataloghi dell’editore, quasi non fosse mai esistito, nonché dai siti Internet dove alcuni lettori avevano cominciato a segnalare le anomalie della sua pubblicazione. Dopo qualche mese si verifica perfino un piccolo terremoto politico. Il sacerdote che ha unito in matrimonio i due autori, arciprete e parroco della residenza estiva papale di Castelgandolfo, viene degradato a semplice prete e trasferito senza preavviso né valide spiegazioni in una lontana cittadina rumena sulle rive del Mar Nero, Costantia. È l’antica Tomi, dove l’imperatore Augusto esiliò il poeta Ovidio, colpevole di aver rivelato nei suoi scritti i segreti della casa imperiale. Il messaggio è fin troppo chiaro: è stato punito un peccato letterario. Il personaggio del sacerdote era infatti rappresentato nel romanzo (sotto altro nome ma facilmente identificabile) dal vescovo che inizia e conclude la narrazione. All’estero le cose vanno in ben altro modo. Imprimatur sale in testa alle classifiche dei bestseller in tutti paesi dove viene pubblicato, togliendo per alcune settimane anche lo scettro al Codice da Vinci. Questo fin nei paesi più lontani dalla nostra cultura: dalla Corea alla Turchia, dalla Bulgaria all’Ucraina. Dappertutto i giudizi della critica sono particolarmente generosi, alcuni grandi quotidiani e settimanali lo antepongono ai romanzi di Umberto Eco. I diritti dei libri seguenti vengono comprati blind, cioè ancora prima di essere scritti. Intanto in Italia la casa editrice del presidente del Consiglio presenta agli autori rendiconti con strane anomalie. Saturi di tante stranezze, gli autori e il loro agente chiedono di sciogliere il contratto, annunciando in caso contrario una causa in tribunale. La società del presidente del Consiglio accetta immediatamente. Giornali e tv di altri paesi intervistano gli autori sulla loro disavventura italiana, nei maggiori paesi europei vengono realizzati lunghi documentari dalla TV pubblica. Un quotidiano intervista perfino il sacerdote esiliato in Romania. Sui giornali esteri si diffondono commenti salaci sull’editoria del nostro paese. In Italia, silenzio. Gli autori intanto scelgono l’embargo. Basta con l’Italia; i loro libri usciranno d’ora in avanti solo all’estero, tradotti. Popoli di 20 lingue e 45 paesi diversi possono leggerli; l’originale italiano, invece, resta nel cassetto. Questo però fa fare una figuraccia al “sistema Italia”: a Francoforte e nelle altre fiere librarie internazionali la succosa storia corre di bocca in bocca. I boss dell’editoria italiana devono persino ingoiare pungenti battutine dai loro colleghi stranieri. Così, a sorpresa, nella primavera del 2005 si fa avanti il secondo gruppo editoriale italiano, l’unico in grado di competere col predecessore. L’offerta è ripubblicare Imprimatur e far uscire Secretum, il secondo romanzo della serie, già nell’autunno dello stesso anno. Strana fretta per i ritmi delle case editrici, che programmano quasi sempre con almeno un anno di anticipo. Gli autori si consultano con i loro editori esteri, che avvertono: attenti alle polpette avvelenate! Gli autori chiedono allora una data di uscita più distante e garanzie contrattuali pari a quelle che ottengono all’estero. Per tutta risposta l’editore svanisce nel nulla. Il lettore di questa prefazione di certo si chiederà: perché tutto questo? Come in ogni buon giallo, egli dovrà arrivare alla fine per trovare la soluzione. Leggendo Imprimatur, apprenderà che gli autori, facendo le ricerche per costruire il loro thriller storico, si sono basati su documenti originali. Scoprirà che alcuni di questi documenti, per secoli cercati invano dagli storici, rintracciati finalmente dagli autori nell’Archivio segreto vaticano e nell’Archivio di stato di Roma, e pubblicati nell’appendice di questo libro, fanno franare la reputazione d’un papa proclamato beato nel 1956. Un papa, si legge nel romanzo, responsabile di gravi crimini contro la stessa religione cattolica, e che ingiustamente è stato elevato agli onori degli altari. Dopo l’11 settembre 2001 in Vaticano si preparava per questo pontefice una mastodontica cerimonia di canonizzazione. Egli infatti era stato il protagonista della vittoria dei cristiani che nella battaglia di Vienna del 12 settembre 1683 erano riusciti a salvare l’Europa dai turchi. Per questo era stato destinato dal Vaticano a diventare santo: la sua canonizzazione doveva sancire ufficialmente l’appoggio della Chiesa allo schieramento internazionale anti-Islam. Uscito Imprimatur con le sue rivelazioni, il progetto va in fumo. Il resto è di pubblico dominio. In piazza San Pietro, il 27 aprile 2003 viene proclamato beato un personaggio di ripiego: l’ignoto frate cappuccino Marco d’Aviano, factotum a Vienna del poco virtuoso papa. La sua beatificazione, dopo 300 anni di lista d’attesa, era diventata improvvisamente urgente. Si cerca comunque di dare rilievo all’evento. Appaiono grandi articoli sui maggiori giornali italiani: “Quella beatificazione farà tremare l’Islam” titola il Corriere della Sera a tutta pagina. Da oriente rispondono ridendo: “Marco d’Aviano? E chi è?”. Del grande assente, del papa di Imprimatur, non si parla: la stampa ha dovuto acrobaticamente tacere il nome del pontefice che dava gli ordini a Marco d’Aviano. Come se in una biografia di Sancho Panza non si nominasse mai Don Chisciotte. Ecco come un semplice romanzo storico, ambientato nella Roma di tre secoli or sono, ha potuto mettere in agitazione giornali, case editrici e perfino il Vaticano. Non poteva andare altrimenti, del resto. Pochi chiari segnali (l’anatema dello storico cattolico, l’esilio del parroco di Castelgandolfo) avevano dato il “la” al boicottaggio di Imprimatur. E nessun editore-presidente del Consiglio, con una variegata maggioranza parlamentare da mantenere compatta a tutti i costi, poteva essere insensibile a tali richiami. Si è discusso molto in Italia se sia opportuno che la stessa persona sia proprietaria di squadre di calcio, di palazzi, di giornali, di assicurazioni, di metà dei canali televisivi, di librerie e della maggior concentrazione di case editrici, e che in più gli sia stato permesso di fare il presidente del Consiglio. Secondo la nostra esperienza la domanda (la cui risposta sarebbe quanto mai ovvia) è mal posta. Bisognerebbe piuttosto chiedersi se non sia il caso di farlo anche papa. Come finirà? Non lo sappiamo. Al momento, per noi non c’è posto in un paese dove i proprietari di quasi tutte le librerie e dei maggiori gruppi editoriali possono sedere comodamente intorno a un tavolino da quattro. All’inizio del 2005 questa concentrazione di potere, che non ha uguali in alcun paese civile, ha persino buttato fuori dalle proprie catene di librerie praticamente tutti i piccoli editori, ossia quelli che non siedono al famoso tavolino da quattro. Questo mentre sui soliti giornali di sistema vengono esaltati con accenti da piazzisti i soliti autori di sistema, propagandando oltretutto con incredibile faccia tosta cifre di vendita gonfiate fino al ridicolo (basta chiedere ai librai…). Come foglia di fico, vengono recensiti anche libri di editori indipendenti: tanto poi nelle librerie appartenenti ai famosi amici del tavolino da quattro, non si trovano. E il lettore, piuttosto che finire a mani vuote, si rassegna a comprare un libro di sistema. Così il cappio dittatoriale d’una élite fasulla, capeggiata dall’editore-Presidente del consiglio, si stringe attorno al collo di autori ed editori indipendenti, e soprattutto dei lettori, ai quali viene nascosta l’esistenza di migliaia di titoli. Non è una sorpresa se il “sistema Italia”, come ai tempi del Fascio, applica ai dissidenti il confino e va a infoltire le fila di paesi come Iran, Nigeria, Ciad o Albania, dove il mestiere di romanziere conduce all’esilio. Vedremo presto se la recente sconfitta elettorale dell’editore-presidente del Consiglio avrà il benefico effetto di riportare in patria i suoi esuli, oppure se il sistema è ormai troppo marcio per riprendersi. Si è formato anche, grazie a Internet, un Imprimatur fan club, un gruppo di lettori italiani desiderosi di raddrizzare questa paradossale situazione. All’incoraggiamento dei nostri estimatori, oltre che alle numerose richieste d’una ristampa, è dovuta questa edizione di Imprimatur, sebbene senza spezzare l’embargo di protesta che abbiamo opposto al “sistema Italia”: questo libro non sarà acquistabile nelle librerie italiane in Italia, ma solo tramite Internet, nelle librerie italiane all’estero e in quelle straniere in Italia. All’editore De Bezige Bij e al suo coraggioso direttore Robbert Ammerlaan va il nostro più sentito ringraziamento per averci permesso di soddisfare le richieste dei lettori.

robylella

Lun, 05/08/2013 - 17:43

Luigipiso, perchè non fai anche tu come loro vista la "tua" superiorità intellettuale? Se continui a scrivere qui allora ti ritieni intelletualmente inferiore....

Carmine Pirozzi

Lun, 05/08/2013 - 17:44

IO NON LEGGO "LA REPUBBLICA" E ME NE VANTO! Non dimenticate mai le mani di chi scrive certi articoli di chi sono! Così come il PD, non avendone la forza, preferisce battere la concorrenza (PDL) sempre più forte, meschinamente nelle aule dei tribunali, e non nei seggi elettorali, così anche il giornalismo di sinistra, che non riesce a fare articoli seri e costruttivi, preferisce demolire i giornali (più seri e costruttivi) infangandoli senza prove e senza documenti!!! La pasta è sempre quella ...!

antes1

Lun, 05/08/2013 - 17:51

Per ammissione dello stesso Feltri, Lorenzetto ha scritto che il giudice Esposito si "sarebbe" lasciato andare a considerazioni negative su SB e "avrebbe" annunciato a 2 non meglio precisati commensali la sentenza sulla Marchi con due giorni di anticipo. Le verifiche che Repubblica avrebbe dovuto fare sull'articolo di Lorenzetto, Lorenzetto le ha fatte sulla veridicità o meno di quanto riporta? Se le ha fatte e quanto affermato da lui è vero, avrebbe dovuto togliere i condizionali. Se viceversa non ha trovato sostegno alle sue affermazioni ciò vuol dire che ha gettato fango sul Giudice. Che poi questo giornale voglia dare lezioni di giornalismo agli altri fa semplicemente ridere.

ben39

Lun, 05/08/2013 - 17:51

Da che pulpito viene la predica?! La povera anima di Andreotti era l'unica che riusciva a mettere in un angolo della classe e in punizione, 'barba papà'... bastava nominargli Caltagirone. Costoro sono i veri e acerrimi nemici e calunniatori di Berlusconi, già dagli inizi... gentaglia!

Ritratto di fabiobonari

fabiobonari

Lun, 05/08/2013 - 17:52

Non so se le procedure che le aziende di Berlusconi hanno seguito per pagare meno tasse, fossero legali o no. Ma certo il danno che hanno recato all'erario è ben inferiore a quello della cassa integrazione che ci costarono le insipienze manageriali del gruppo Fiat, delle aziende IRI, e delle industrie farmaceutiche, che gonfiavano i costi con l'autorizzazione ministeriale.

enzo1944

Lun, 05/08/2013 - 17:53

Questi due non sono giornalisti!.....sono solo dei leccapiedi e servitori sciocchi dei poteri forti che comandano l'economia,la finanza e che sono disposti a qualunque cosa,pure a fare le guerre per il "dio denaro"!......del resto,sono 40 anni che dicono di fare gli interessi dei lavoratori,ma di fatto sono solo maestri di scandali,professori di malizie e cattiverie e geni della denigrazione del prossimo e degli avversari politici!.....sempre guidati ed all'obbedienza dell'ebreo svizzero,che ha tessuto trame velenose e bugiarde,ha fatto man bassa(complice il prodino mortadella)di aziende alimentari di Stato,della Olivetti ed altri beni che appartenevano ai Contribuenti Italiani!.....di professione sono solo dei ciarlatani e denigratori degli avversari politici!!

ego

Lun, 05/08/2013 - 17:54

Ritengo "Repubblica" il peggiore quotidiano italiano. Più che un giornale, Repubblica è un'entità di tipo massonico che pretende di imporre la sua linea politica secondo metodi che vanno dai deliri dietrologici alla scientifica persecuzione di coloro che avversano il suo progetto. Abbiamo la figura del "Gran Maestro" ravvisabile nello ieratico Scalfari (sepre più somigliante nella figura, nei gesti e nel pensiero ad un ayatollah talebano); il figurante direttore responsabile, dagli occhi da civetta, che ogni mattina dà la stura alle ..azzate del giono; nonchè una pletora di figurini tutti infervorati nella sacra missione di sparare balle contro le linee nemiche. Ma dietro, dietro a questo palcoscenico dell'opera buffa, si staglia nell'ombra-penombra la figura di LUI, l'Ingegnare. Dalla fedina imprenditoriale e...penale ricca di tanti edificanti episodi. Chi legge Repubblica è un fanatico estremista con smanie da intellettuale (fallito).

Rooster69

Lun, 05/08/2013 - 17:55

Tra Repubblica e il Giornale, le cose interessanti sono le ca...te che leggo nei post, il resto è fuffa. Un Sardo in Lombardia. (cit. Benny Pannocchia) Vi adoro.....specialmente quando parlate dei tempi che furono.

nalegior63

Lun, 05/08/2013 - 17:56

luigipiso@ quando difendi la liberta fai bella figura

Ritratto di benita

benita

Lun, 05/08/2013 - 17:58

voglio protestare per il comportamento di belpietro che nel suo giornale ha messo in discussione la rivalità tra le nostre brave deputate mariastella e mara su chi tra le 2 fosse la preferita di silvio.

marvit

Lun, 05/08/2013 - 18:02

Caro Feltri,lei forse sospetta che le polemiche di questi soggetti possano sottrarre qualche voto al centrodestra?? Ma Via!! Al limite porteranno a rinsavire qualcuno del centrosinistra. La loro attività non ha e non avrà mai nulla che sappia di obiettivo. PIATTI PER SEMPRE....altrimenti niente becchime

ego

Lun, 05/08/2013 - 18:03

per centocinque---------Sono d'accordo e il fatto che Rep. e Corsera siano in testa alle vendite fa concludere che la platea dei lettori italiani è, in maggioranza, una platea di m.

Ritratto di tomari

tomari

Lun, 05/08/2013 - 18:03

Perchè Repubblilecca non scrive delle condanne subite dal loro PADRONE De Benedetti? Il Grande IMPRENDITORE che è riuscito a far fallire l'OLIVETTI?

eso71

Lun, 05/08/2013 - 18:06

Per cercare la VERA macchina del fango...dovreste guardarvi in casa...

Ritratto di il bona

il bona

Lun, 05/08/2013 - 18:11

Ma con che autorevolezza giudicano gli altri, costoro? Si, questa razza di "giornalisti", scribacchini di quart'ordine, infangatori di professione (lunga la lista dei loro pettegolezzi e rumors pubblicati), redattori del più famoso dei rotocalchi (repubblichella 2000); ma dico: non si vergognano?

Ritratto di leopardi50

leopardi50

Lun, 05/08/2013 - 18:12

Spargere odio fa parte di una scientifica strategia di questo quotidiano in ossequio alle direttive impartite dal suo editore. Più è alimentato questo odio maggiori consensi si intercettano.

BTrac

Lun, 05/08/2013 - 18:13

Mai comprato quel giornale. @luigipiso superiorità di che?

cwo11

Lun, 05/08/2013 - 18:14

Caro Feltri, non le si addice la parte dell'indignato, soprattutto quando si discute di macchina del fango. Il giornalismo italiano è ridotto ai minimi termini e questo desolante primato è imputabile anche a gente come lei e Sallusti.

michele lascaro

Lun, 05/08/2013 - 18:18

Non ho mai letto Repubblica in vita mia, né me ne sono servito per buttare tra i rifiuti le teste di pesce, per non putrefarle ancora di più. Sono d'accordissimo con il commento, pacato ma reale, di Gianfranco Rebesani.

Ritratto di giangilo

Anonimo (non verificato)

Ritratto di marione1944

marione1944

Lun, 05/08/2013 - 18:19

luigipiso: superiorità intellettuale uguale alla sua, praticamente nulla.

bruna.amorosi

Lun, 05/08/2013 - 18:21

benita certo vogliamo mettere il confronto con te ? .

nikola

Lun, 05/08/2013 - 18:23

IN ITALIA LA INQUISIZIONE CHE FU DI JAGODA, EZOV E BERIA.... Ma cosa dici!!!! Lascia perdere che è meglio.. la storia è una cosa troppo seria!

Ritratto di marione1944

Anonimo (non verificato)

killkoms

Lun, 05/08/2013 - 18:23

@ersola,sì!con la merda!

Ritratto di Luigi.Morettini

Luigi.Morettini

Lun, 05/08/2013 - 18:24

Per ridare dignità, prestigio e democrazia all'Italia, vanno eliminati i due terroristi rappresentati nella foto.

Ritratto di Alberto43

Alberto43

Lun, 05/08/2013 - 18:26

Già che ci siamo ricordiamo a repubblichella 2000 e i suoi giornalai che anche la storiella della casetta di Montecarlo non era una bufala, che la telefonata del grissino di Torino non era una mozzarella e così via...ad essere comprensivi diciamo che il solleone in questo periodo fa brutti scherzi ed una bella doccia è l'ideale anzichè ostinarsi a rotolarsi nel fango!

Ritratto di rinnocent637

rinnocent637

Lun, 05/08/2013 - 18:26

Vi parlo da uomo anziano che per ben che vada un po di arterocleresi c'è e sono più giovane di Sclafari, penso a luiquanta ne avrà. comunque Repubblica ormai è noto a tutti che il suo editore un certo personaggio che ha mandato in fallimento l'Olivetti, che ha prso indebitamente soldi dallo stato quando cendette il Telex alle poste ormai decaduti perchè obsoleti con l'entrata del FAX e le poste li hanno gettati via. Dopo non contento a venduto la sua parte della Mondadori a un certo farabutto (sempre per Repubblica) sig Berlusconi, dichiarandosi contento dell'affare, ma dopo decenni si è inventato di essere truffato e allora vai da mamma dei giudici rossi che si inventano un fantomatico danno di milairdi di euri quasi il debito italiano. Allora cosa vogliamo aspettarsi da questi giornalai pieni di odio e cattiveria. MAURI Bell'esemplare di giornalaio

Pinozzo

Lun, 05/08/2013 - 18:32

Uah uah il Giornale che si permette di dare lezioni di giornalismo, e' veramente il bue che da' del cornuto all'asino. La vostra sfacciataggine non conosce limiti.

michetta

Lun, 05/08/2013 - 18:33

Ho sempre ritenuto la Repubblica un giornale idoneo per incartare il pesce e basta. Lo bandii dalla mia vista, fin da quando, un altro giornalista, foraggiato sempre dal suo fondatore e direttore Scalfari, getto' fango su un comandante in seconda di NAVE GARIBALDI, senza nessunissima ragione, ma venne, per fortuna, messo a tacere da tutto l'equipaggio di allora, per bocca del Sottufficiale segretario al Coordinamento, pena la carriera finita del super comandante in seconda di cui sopra, che invece farà poi una carriera luminosissima. In quella occasione (eravamo nel 1986) , addirittura, quel pessimo fasullo articolo, poteva far pendere la bilancia sul "si" o "no" in Parlamento, degli aerei sulla nave, vista la capacità di ingerenza che aveva quel barbapapa', che ancora oggi, pretenderebbe di dettare le condizioni al Paese, con le sue trite e ritrite considerazioni. Ma, non lo sa' che fra poco morira' anche lui? Che vada prima a confessare i suoi innumerevoli peccati.....E voi del Giornale, Fate un favore a voi stessi ed a noi, cancellatelo e non pubblicate più alcunché, ne' di questo, ne' di quell'altro di corsera. Grazie.

maxmello

Lun, 05/08/2013 - 18:35

Bisogna riconoscere a questo giornale che, per pudore, questo articolo sul "fango" non lo hanno fatto firmare a Sallusti. Complimenti

Cosean

Lun, 05/08/2013 - 18:36

La macchina del fango è quella che si inventa cose che non ci sono! Ma anche quelle che servono solo per infangare e basta! Esattamente quello che avete scritto!

Ritratto di michageo

michageo

Lun, 05/08/2013 - 18:40

....ma la Milella non è per caso imparentata(politicamente di sicuro) con la Milella del TG3...tanto per rimanere in famiglia, oppure vi è una predestinazione nel nome che comunque bene si attaglia all'obbiettività dell'informazione debenedettiana modello Cominform.

canova.emilio

Lun, 05/08/2013 - 18:44

Il "padrone" di questi due, si dice, ne abbia combinate e ne stia combinando di tutti i colori. In molti ne parlano e in molti sono stati testimoni. Questo negli ultimi quarant'anni. Berlusconi nei suoi confronti è un dilettante. Eppure in tutta la sinistra democratica, partigiana e sindacalista nessuno ne parla. Chissà perchè?

cast49

Lun, 05/08/2013 - 18:47

i giornalacci di sinistra agiscono come le toghe rosso sangue: le prove? e chi se ne fotte... il fango? camionate di fango solo a chi è berlusconiano, altro che balle...fate schifo al cazzo, maledetti figli di puttana, ladri ed evasori come quei due della foto, noi conosciamo le loro magagne, stiano attenti...

Ritratto di luigipiso

luigipiso

Lun, 05/08/2013 - 18:51

@robylella Finalmente una che l'ho capito. Se mi ritenessi intellettualmente superiore andrei a scrivere su quei giornali. @nalegior63 farla qui dentro la bella figura è inutile. Per avere valore servirebbe un luogo adatto. Hai visto quei 4 gatti cateterizzati di ieri, alla manifestazione, che magra figura hanno fatto? Quelli sono messi davvero male, hanno fatto brutta figura anche in luoghi come questo.

Comollo

Lun, 05/08/2013 - 18:52

Ma infatti sia il quotidiano "debenedettiano" sia il vostro "berlusconiano" sono solo un mezzo di propaganda e non d'informazione. Non siete giornalisti liberi, e neanche loro. Non a caso siamo al 69° posto nella classifica della libertà d'informazione. Siete semplici skiavi menzogneri.

il nazionalista

Lun, 05/08/2013 - 18:56

Quando c'è da giudicare niculino vendola, la supercasta padrona(dell' Italia) si assicura che a farlo sia una giudice amica di sua sorella e compagna di cene del suddetto; se poi un' altra giudice protesta e denuncia questo fatto, veramente sconcio, viene trasferita e tolta di mezzo ! Se invece da giudicare c'è Berlusconi, la supercasta incarica a presiedere la corte un giudice che pubblicamente ha stigmatizzato Berlusconi stesso. Doverosamente il pd tuona perché non si rispetta e onora la magistratura( e ti credo ! Se non ci fosse stata quella a tenerlo a galla, oggi, il pd esisterebbe ancora ??) Ordunque seguendo gli appelli di epifani, rospy bindi e ' compagni ' leviamo alte lodi ed encomi ai giudici: per la loro imparzialita, per la loro assoluta equidistanza e per la loro totale estraneità alla lotta politica. Ars boni et aequi: questa è l' unica formula con cui può essere connotato il loro operato.

marchino.blu

Lun, 05/08/2013 - 18:57

Bella gara tra chi fa' piu' schifo... repubblica vs il giornale

Ritratto di sekhmet

sekhmet

Lun, 05/08/2013 - 18:57

Off topic: perché i sinistri interlocutori sono così ridanciani, ed infarciscono di infinite sequenze da "a" e di "h" i loro interventi? I proverbi sono la seggezza dei popoli, ed uno di essi rammenta dove abbonda il riso. Sekhmet.

Ritratto di SilvioSalvo

SilvioSalvo

Lun, 05/08/2013 - 18:59

Per fortuna che ci sono giornalisti seri come Vittorio Sallusti e Alessandro Feltri che dicono la verita' su come stanno veramente le cose.Facesse bene il Giornale a sottoscrivere una mobilitazione a livello nazionale guidata dall esercito di Silvio occupare tutte le sedi nervose del paese e organizzare una fiera manifestazione a Brusellex. Il problema e' che li non sanno quanti cittadini europei e quindi italiani sono dalla parte del cavaliere e quindi dobbiamo muoverci in massa con i nostri parlamentari europei per denunciare la fazziosita' dei giornali italiani come repubblica e il fatto che infanghano ha ogni occasione il nostro amato e INNOCIENTE SILVIO BERLUSCONI

roliboni258

Lun, 05/08/2013 - 19:00

il vecchio e' un bugiardone, vino veritas,alla prossima bevi meno

Ritratto di Fradrys

Fradrys

Lun, 05/08/2013 - 19:05

Da sempre i Republico(yo)nes ensano che, leggendo quell'impasto di cattiverie, menzogne e storpiature (ad arte) della verità dia loro la patente di "intellettuale". Invece, basta leggerne 2-3 per avere la patente di BOCCALONE (a credere a tutte quelle idiozie) o di IPOCRITA MALIGNO (perché, capisce che sono cose false, ma si compiace di spacciarle per vere)!

audionova

Lun, 05/08/2013 - 19:12

SIETE VERAMENTE RIDICOLI,TUTTI,DX.SX.E CENTRO.MI RACCOMANDO NON C'E' BISOGNO CHE VI CHIEDIATE COME MAI LA NAZIONE VA MALE,BASTA CHE INTERPELLATE LETTA, SILVIO E CASINI.

electric

Lun, 05/08/2013 - 19:13

La Repubblica ha sempre agito cosi'...

Lofelo

Lun, 05/08/2013 - 19:18

Che bella tirata d'orecchio all'asino ! Bravo Vittorio

Ritratto di benita

benita

Lun, 05/08/2013 - 19:38

bruna amorosi non capisco perchè mi attacchi.

Nadia Vouch

Lun, 05/08/2013 - 19:43

Ringrazio i Lettori che hanno risposto al mio intervento qui. Ecco, mi chiedo quando in Italia sarà possibile per un cittadino andare a segnalare ciò che è di sua conoscenza senza timori. Ciò vale per le inchieste giudiziarie, così come per i comportamenti fiscali.Invece, dilaga la paura e, con essa, cresce l'omertà. Lo Stato, anziché essere amico, viene percepito come nemico. Il cittadino comune non si fida. Non si può andare avanti così. Lo Stato deve mettere in condizione i cittadini di poter segnalare fatti dei quali siano a conoscenza, con libertà e civiltà. Ciò converrebbe allo stesso Stato, perché ci sarebbe più senso di appartenenza e anche più armonia tra cittadino e istituzioni (un tanto perché rimembro le parole della Boldrini "innamorarsi delle istituzioni"...sì, ma dammi una serie di motivi per innamorarmi).

giottin

Lun, 05/08/2013 - 20:27

Ma, è vero che esiste repubblica? E' vero che esiste scalfari?. E' vero che esiste mauro? Mai sentiti nominare!!! Puah!!!!

Ritratto di arcistufa

arcistufa

Lun, 05/08/2013 - 20:57

il giorno che muore scalfari farò festa

piero1939

Lun, 05/08/2013 - 21:27

mi fanno pena

giovannibid

Lun, 05/08/2013 - 21:39

perché repubblica è un giornale? L'ho letto un paio di volte e, più che un giornale, mi è sembrato un "INNO" alla caricatura del giornalismo

Roberto Casnati

Mar, 06/08/2013 - 00:01

L'unico uso che faccio dei fogli di "Repubblica" è, in mancanza d'altro, come sostitutivo della carta igienica, oppure per incartare il pesce. Perché non lo fate anche voi?

a.zoin

Mar, 06/08/2013 - 07:32

E da tutta questa falsità dobbiamo prendere ad ESEMPIO??? Questo è peggio della dittatura comunista. Bisogna cambiare il motto, e mettere: "LA FALSITÀ REGNA AL POTERE", non "la legge è uguale per tutti".

vivaitalia

Mar, 06/08/2013 - 07:43

Ma questo e` normale. Cosa ci si puo`aspettare? Hanno sempre odiato B. figuriamoci adesso? Se potessero ci condannerebbero tutti....o no?

Ritratto di thunder

thunder

Mar, 06/08/2013 - 08:30

ersola, sei al naturale o di devi sforzare per esprimere il nulla.

ego

Mar, 06/08/2013 - 08:47

per eso71-----------------------E' arrivato il furbo....