Ora il terremoto ci insegue in spiaggia

Alla fine, per fortuna, è stata solo una giornata di mare rovinata.
Nessuno si è fatto male a causa del terremoto registrato alle 8.44 di ieri, nella zona del Monte Conero, tra i comuni di Numana, Sirolo e Portonovo. Anche l'allarme su un presunto disperso in mare è rientrato verso le 11.30, dopo i controlli della Capitaneria di porto di Ancona nello specchio d'acqua davanti alla Spiaggiola di Numana. Perché la paura per questa nuova scossa - l'ennesima, che fa parte di una sequenza iniziata a fine giugno e che ha prodotto da allora venti eventi - l'hanno provata soprattutto i molti turisti in spiaggia. Il timore maggiore quando un grosso blocco di calcare, a causa del sisma, si è staccato da una parete del Monte Conero franando giù sulla sabbia. In quel tratto di costa, tra la spiaggia dei Gigli e i Lavi di Sirolo, che è sì interdetta alla balneazione - proprio perché la falesia è considerata da tempo a rischio frane - ma si trova pur sempre in un'area molto frequentata dai turisti. LAcuni dei quali, inutile dirlo, ogni tanto quel divieto di accesso lo aggirano.
Non ieri, anche se la scossa di magnitudo 4,4, con epicentro a dieci chilometri dalla costa, è stata lunga e a molti fatto paura, ha ricordato quella delle 3 di notte del 21 luglio scorso, quando i sismografi registrarono un movimento tellurico di magnitudo 4.9.
Episodi che fanno parte, ha spiegato il funzionario dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Alberto Basili, «di una sequenza in atto, generata da una struttura che si estende per circa 20 km». Movimenti che avvengono circa otto chilometri di profondità, quindi ad un livello abbastanza superficiale, e sono di tipo «trascorrente»: due lembi della crosta terrestre che scorrono l'uno contro l'altro sullo stesso piano.
Quella del 2013 è in generale un'estate ad alto «tasso sismico»: il mese di luglio, ha reso noto l'Ingv, è da record annuale, con 2874 eventi registrati, una media di oltre 90 al giorno.
Tra le aree della Penisola più colpite, oltre a quella marchigiana, l'appennino centro-settentrionale, tra la Toscana e l'Emilia, dove la scossa più forte (magnitudo 3.9) è stata quella dell'11 luglio a pochi chilometri da Bagno di Romagna, nella provincia di Folrì-Cesena. E la Lunigiana, dove il 21 giugno una scossa di magnitudo 5,2 fra le province di Lucca, Massa Carrara e La Spezia fu avvertita non solo lungo tutta la costa della Toscana, nel centro di Pisa e di Livorno, ma anche a Milano e in Emilia. E anche in quel caso molte persone che erano in vacanza a Marina di Carrara scesero in strada spaventate.
Tra fine luglio e inizio agosto altri terremoti si sono verificati nella zona del Gargano e in più parti della Sicilia: da Gioiosa Marea, nel messinese, dove il 16 agosto c'è stata una scossa di magnitudo 4,1, avvertita anche nelle isole Eolie e seguita da uno sciame sismico, all'area del siracusano, tra Pachino e Portopalo, che ha tremato il 29 luglio.
Insomma, uno può anche andare in vacanza, ma non dalle scosse di terremoto.
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