Partiamo dalla Patria e rifacciamo l'Europa

L'Europa deve cambiare meta. La soluzione non è uscire dall'Unione, ma farla diventare soggetto coeso e libero al suo interno

Sì, Presidente Napolitano, ha ragione, l'Europa deve cambiare rotta. Ma deve cambiare anche meta. Quest'Europa non funziona così come è stata congegnata. No, non fraintendete. La soluzione non è uscire dall'Europa, ma entrare finalmente in Europa. Non sto pazziando. La soluzione non è barricarsi negli Stati nazionali, sognare l'autarchia e gridare l'antieuropa. La vera scommessa è invece rifare l'Europa sul serio, ovvero fondarla come soggetto politico, militare, sociale, culturale coeso rispetto all'esterno e libero al suo interno. Il contrario di quel che è oggi l'Europa, un continente di latta rispetto all'esterno e una caserma di piombo rispetto ai suoi popoli e ai suoi cittadini.

L'Unione europea di oggi è incapace di una sua politica estera, di una politica protettiva rispetto all'esterno, anche protezionistica, se occorre; è incapace di una politica unitaria davanti all'immigrazione, è fragile e divisa rispetto alle crisi internazionali e alle turbolenze mediterranee; è incapace di sfidare l'egemonia statunitense, di arginare l'offensiva cinese, di frenare la minaccia islamica e di riconoscere la sua matrice mediterranea; è priva di una sua forza militare unita, è senza un governo politico eletto dai cittadini, magari dopo un referendum costitutivo del sovrano popolo europeo, dimentica le sue radici e la sua civiltà. In compenso è oppressiva al suo interno mediante i diktat agli Stati, i rigidi parametri e le tirannie economico-finanziarie; è un'Europa ferocemente astratta, come la finanza speculativa, preoccupata della contabilità e non della vita reale dei popoli e delle famiglie. Il razzismo imperante si chiama rating, come le omonime agenzie.

Quest'Europa è complice e succube del colpo di stato contro i popoli europei, ben documentato da Luciano Gallino nel suo libro omonimo uscito in questi giorni. Patisce il debito sovrano, l'unica sovranità che riconosce e che coincide con la sua schiavitù. Non crediamo ai complotti, come ora scrive perfino la Repubblica, ma vorremmo credere all'Europa, non ai suoi spettri. C'erano due modi di fare l'Europa: uno era concepirla come dis-integrazione delle patrie e degli Stati nazionali, l'altro era intenderla come integrazione delle patrie e degli Stati nazionali. Il primo nasceva come domanda di globalizzazione e gradino verso di essa, il secondo sorgeva come risposta alla globalizzazione e argine rispetto a essa. Si scelse la prima via e questi sono i risultati. Oggi ci vorrebbe un movimento non anti-europeo, ma pro-Europa, passando dai popoli, gli Stati e le patrie e non contro i popoli, gli Stati e le patrie. La nostra Europa, libera dentro i suoi assetti e unita rispetto al mondo.

Commenti

PANTALONE

Mer, 04/12/2013 - 09:22

Bisognerebbe ritornare e applicare l'idea originale dei grandi politici che l'avevano immaginata. Ma purtroppo politici di quel livello non ne vedo in giro ne in Italia ne nel resto dell'Europa.

Ritratto di Agrippina

Agrippina

Mer, 04/12/2013 - 09:56

Concordo con Veneziani,aggiungo che mai come ora si deve fare blocco con la francia ed i paesi del mediterraneo per riequilibrare la tendenza nordeuropea.Una costituzione europea e' necessaria,una revisione degli equilibri politico finanziari pure.Credo che il problema trascende gli schieramenti politici,ne abbiamo avuto riprova in casa nostra con gli ultimi tre governi che hanno piegato la testa dinanzi ai diktat della bce.Ecco un europa che gestisca la bce e non viceversa avrebbe un altro senso e significato.

Alfredo57

Mer, 04/12/2013 - 10:44

Ma l'Europa che dici tu Marcello è l'Europa che stampa moneta direttamente e non affida a banche private la stampa.E l'Europa dei cittadini e non delle banche e delle multinazionali.E l'europa della biodiversità e non quella della globalizzazione alimentare e transgenica.

rosalba cioli

Mer, 04/12/2013 - 10:44

a volte ed in particolare al governo Berlusconi, è toccato l'obbligo di agire come ha agito, la dissonanza da Francia e Germania ha portato Monti al Governo, ben fatto per l'Europa? non scordiamo l'attacco vorrei dire quasi unilaterale della Francia alla Libia. Dr. Veneziani, come non darle atto di aver centrato l'obbiettivo nella sua diagnosi sull'Europa? tuttavia il mio tarlo continuo resta la domanda: "ma che cosa fare e in fretta per non precipitare dalle attuali montagne russe?"

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Mer, 04/12/2013 - 15:32

Stavolta concordo Veneziani, non pensavo che, in fin dei conti, anche Lei fosse europeista, io lo sono da sempre. Noto però una possibile contraddizione col precedente articolo "Cinque stelle e mille ragioni" in cui concordava con Grillo sulla stravagante idea di sopprimere tutte le Regioni. Tenga presente che in Europa esiste il Comitato delle Regioni, organo consultivo che ospita i rappresentanti delle Regioni e delle autonomie locali di tutti i 28 Paesi dell'UE. Perchè l'Europa del futuro non può essere solo l'Europa delle Nazioni, ma anche l'Europa delle Regioni e delle autonomie locali (leggi comuni), stante i principi di decentramento e di sussidiarietà ormai affermati a tutti i livelli di governo, e presenti anche nella nostra Costituzione.

ro.di.mento

Mer, 04/12/2013 - 15:35

dire no agli stupidi europei e, come fa la francia, farci le nostre regole, stracciado le spese della PA . iniziamo togliendo il senato e le regioni, tutti gli enti inutili e i sindacati!

unosolo

Mer, 04/12/2013 - 15:36

allora partiamo subito da soli abbassando l'IVA e le ritenute IRPEF , subito dopo le tasse delle aziende e le banche aprano i crediti e diano possibilità scadenzata a imprenditori neo entrati con un portafogli di almeno 500,000 euro per partire , sono pochi ma serviranno a far partire la produzione industriale , quello che serve allo stato , più lavoro più girano soldi , ripartirebbe in pieno l'edilizia e di conseguenza tutti i lavori fermi per mancanza di denaro sonante , all'edilizia sappiamo sono legate moltissime altre attività industriali oggi rallentate . diventeremo subito un paese da invidiare per la velocità della nostra ripresa . AVANTI CORAGGIO , una botta di vita .

Anita-

Mer, 04/12/2013 - 15:41

Ah ritrovo il nostro Veneziani! Ma lo sa che mi aveva messo paura ieri? Sì, è ovvio dobbiamo rimanere nell'Europa, rifarla in meglio, sbagliando s'impara, abbiamo sbagliato, speriamo di non dimenticare la lezione. Ma tornare una nazione individualista, una contro tutti, mai più. Uniti, uniti meglio e meglio uniti!

acam

Mer, 04/12/2013 - 15:48

ecco che vi fate scippare i principi da matteo e alla finte mano avanti mano dietro non coprite niente. il problema non é l'euro ma la sua applicazione dentro a tutti i costi fu la piu Grand bestiata. il 65 % delle imprese italiane all'non erano pronte e attirate da facili guadagni si sono arbitrariamente collocate all'altezza di ditte mitteleuropei ma avendo ancora i cessi rotti e sporchi, incartando col giornale merci che dichiaravano essere all'atezaa della produzione avanzata, con il risultato che quel 35% in grado ci competere sta competendo e le altre ancora danno colpa all'euro delle loro mancanze e incompetenze, non é vero agrippina? Bossi ha imparato ad essere come gli altri difatti non nomina piu la roma ladrona. dopo aver sentito le ultime di renzi, da chi lo facciamo contrastare, c'era in lista angelino ma su non scherziamo la lingua non é piu adatta, Fitto non ci spiega bene Cosa vuol fare rimango del parere che 24 ordini di potenze del 10 non sono per tutti...

Soldato

Mer, 04/12/2013 - 15:51

Lucido ed essenziale come sempre Veneziani!... Partendo dalla sua analisi aggiungo che, col senno di poi, si vedono le tappe che hanno portato al punto in cui siamo e mi pare che due siano fondamentali: 1) la messa in minoranza del progetto di "Europa delle Patrie" di cui parlava De Gaulle a favore di una concezione burocratico-mercantilista; 2) il cambio di strategia delle sinistre di ispirazione comunista dopo che il muro di Berlino gli è caduto sulla testa. Prima erano ferocemente antieuropee (ricordate il voto del PCI contro la CEE e poi contro lo SME?), dopo sono diventate filoeuropee col solito dogmatismo. Hanno deciso di ricostruire l'URSS nell'UE e hanno fatto dell'euro un veicolo ideologico. Noi non siamo stati capaci di impedire tutto questo e ormai temo sia tardi. In ogni caso, il più vicino alle mie idee che proponga l'uscita dall'euro alle prossime elezioni europee avrà il mio voto!

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mer, 04/12/2013 - 15:51

No, caro Marcello; è il caso di dire: “NONDUM MATURA EST”. Concordo, ovviamente, sulla necessaria successione logica da te prospettata e che prende spunto da una diffusa convinzione e condivisione dei singoli. Ma se questa manca o non è ancora avvertita se non in minima parte, non potrà esservi rimedio alternativo vicariante. L' entusiasmo con cui fu accolta la realizzazione di una idea da tempo auspicata fu asincrono e ingiustificato, direi, quasi ludico. Non si può ragionevolmente fondare una entità giuridica senza una preventiva e precisa analisi funzionale, degli scopi e delle competenze da sostituire a quelle sperimentate e consolidate nazionali. Qui mi pare che si sia puntato su un numero attendendo che sia quello vincente, si sia giocato d'azzardo con superficialità, approssimazione e dilettantismo, lasciando il resto al caso o al 'poi si vedrà', ci vorremo bene, saremo fratelli. Basterebbe considerare le quotazioni di cambio monetario negoziate per esprimere un fondato giudizio negativo. E che siamo in mano ad un gruppo di inconsapevoli dilettanti allo sbaraglio, lo dimostra, peraltro, il fatto che, da un lato abbiamo perso identità giuridica e sovranità, e dall' altro, si lavora per riformare la Carta Costituzionale che non serve più. Accetto e condivido la tua analisi esecutiva, ma la ritengo soltanto un mero esercizio accademico. Premessa essenziale e condicio sine qua no per la elaborazione di un contratto è la concorde volontà dei contraenti sull' an e sul quantum. Una volontà senza un preciso contenuto comporta la nullità e la inefficacia dell' atto concluso e, nella migliore delle ipotesi, potrebbe indurre soltanto ad un accordo preliminare. Qui hanno operato tutto al contrario. Tutto da rifare ex novo, dunque, sempre che le vicissitudini sperimentate non inducano a più consapevoli e realistiche rinunce, per intempestività e per vaghezza dei contenuti. Il destino di un popolo merita più attenzione e cautela.

acam

Mer, 04/12/2013 - 15:55

ecco che vi fate scippare i principi da matteo e alla fine mano avanti mano dietro non coprite niente. il problema non é l'euro ma la sua applicazione dentro a tutti i costi fu la piu Grand bestiata. il 65 % delle imprese italiane allora non erano pronte e attirate da facili guadagni si sono arbitrariamente collocate all'altezza di ditte mitteleuropee ma avendo ancora i cessi rotti e sporchi, incartando col giornale merci, che dichiaravano essere all'altezza della produzione avanzata, con il risultato che quel 35% in grado di competere sta competendo e le altre ancora danno colpa all'euro delle loro mancanze e incompetenze, non é vero agrippina? Bossi ha imparato ad essere come gli altri, difatti non nomina piu la roma ladrona. dopo aver sentito le ultime di renzi, da chi lo facciamo contrastare, c'era in lista angelino ma su non scherziamo la lingua non é piu adatta, Fitto non ci spiega bene Cosa vuol fare rimango del parere che 24 ordini di potenze del 10 non sono per tutti...

benny.manocchia

Mer, 04/12/2013 - 16:20

Cercarono di fondare l'Unione Europea partendo dagli Stati Uniti. Nessuno puo' negarlo.Senonche' gli SU si formarono nel corso di molti anni,uno Stato alla volta,dapprima sotto il controllo degli inglesi (che imposero la loro lingua).Si formarono perche' nel mondo c'era la fame e la gente andava in cerca di un lavoro. L'America era una terra fertile,piena di oro,argento,minerali vari capaci di dare lavoro a milioni di persone.Vennero qui e lentamente dovettero abituarsi alla vita imposta dal gruppo "ricco".Washington nel 1812 venne incendiata dai britannici e da allora capi' che doveva dare ampia liberta' agli Stati che venivano formandosi.Cosicche' il Vermont (per esempio) e' completamente diverso dal Texas (politicamente e per altre ragioni).Tutti riconoscono la bandiera a stelle e strisce e sono pronti a difendere la nazione,ma al di la' di questo ogni Stato si fa i casi suoi.Inutile aggiungere che una lunga,dispendiosa campagna pro-patria ha fatto si' che la gran parte degli americani metta la mano sul cuore quando segue l'inno nazionale.La UE non potra' mai essere come gli Stati Uniti.Le nazioni del vecchio continente sono vecchie come il mondo,non si sono formate con l'arrivo degli immigranti (come in usa)ed ognuno parla la lingua dei suoi avi.C'e' troppa gelosia,invidia in Europa.E' la tara tipica della gente vecchia,appunto,come il mondo. un italiano in usa

Mario-64

Mer, 04/12/2013 - 16:27

In teoria giusto ,in pratica la vedo dura. L'Europa e' fatta di stati ,stati sovrani e popoli che se le danno di santa ragione da duemila anni. Un po' troppo per diventare fratelli con un colpo di bacchetta magica. Alla fine qualcuno dovrebbe pur "comandare" ,e questo qualcuno inevitabilmente sarebbe un tedesco o un francese o un italiano... e ragionerebbe da tedesco o da francese o da italiano. Non da europeo. E gli altri popoli non capirebbero.

DoctorMR

Mer, 04/12/2013 - 16:33

Caro Veneziani, so che è politicamente scorretto dirlo: l'unica formazione politica italiana che propone quanto lei dice (e che molti altri ormai considerano ineludibile) è Forza Nuova. Lo stesso, più o meno, fa il Front National francese. Forse sarebbe il caso di prestare ascolto a queste realtà invece di trinerarsi dietro l'antifascismo (senza più il fascismo).

Ritratto di semovente

semovente

Mer, 04/12/2013 - 16:43

Veneziani, la parola Patria va scritta sempre ed ovunque con la P maiuscola. Va bene che il 90% non ne conosce nemmeno il significato ma almeno quando si scrive questa parola diamole l'importanza che merita e non come i trinariciuti che sempre l'hanno avversata.

eloi

Mer, 04/12/2013 - 17:12

Se dovesse essere messam in piedi una costituzione Europea, mi raccomando, a rappresentare l'Italia i non italiani vorrebbero Prodi.

Ritratto di stock47

stock47

Mer, 04/12/2013 - 17:34

Caro Veneziani questa volta non concordo con lei. Temo che vi fate attrarre, lei e gli altri che concordano alla sua visione, dalla fantasia, bella fin che si vuole, in questo concordo, ma all’atto pratico falsa al massimo. Un illusione, un sogno da favole che non possono esistere nel mondo reale. Gli USA hanno potuto fare una cosa del genere solo perché hanno una lingua in comune, una storia in comune, gente che si era lasciato alle spalle la propria identità per adeguarsi alla nuova nazione, una moneta comune e un territorio vergine che si è adeguato ad essere facilmente unito in Stati Federati, nonostante una guerra civile dovuta a diversità economiche tra zone industriali e zone agricole, più che a motivi razziali. L’Europa è un insieme geopolitico, economico e culturale profondamente diverso dagli USA, non sono possibili paragoni. Nonostante l’apparente similarità culturale vi sono, in realtà, profonde differenze, spesso non compatibili, perfino all’interno di uno stesso Stato nazionale come l’Italia, figuriamoci tra Stati diversi come Spagna, Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Nazioni nordiche e Nazioni slave. Indubbiamente ciascuno di noi ammira e apprezza parte delle caratteristiche culturali e nazionali delle altre ma un conto è apprezzare, e un altro paio di maniche costringere la gente ad adeguarsi e a cambiare le sue modalità espressive e sociali, nemmeno a pensarlo! Come lo stesso Euro ha dimostrato, vi sono necessità economiche, linguistiche e culturali diverse tra le varie nazioni, è la classica Torre di Babele. Un corpo per funzionare deve possedere dei sistemi arteriosi e nervosi comuni, che permettano il fluire dei liquidi e delle azioni, affinché il corpo agisca unitamente ed efficacemente. L’Europa, purtroppo, non ha tali caratteristiche unitarie e comuni, né riuscirà ad averle mai, troppe cose vi si oppongono, ostacoli insuperabili, checché ne pensino i politici e gli idealisti come lei. Storia, lingua, economia, cultura, esigenze sociali, direzioni del pensiero del proprio sviluppo. L’Europa ha funzionato finora, nonostante gli errori e i drammi, proprio perché è profondamente disunita e arroccata nei suoi particolari, diversità che l’ha sempre resa ricca e piena d’iniziative, in costante competizione con tutte le altre nazioni che la compongono. Pensare di farne un unicum si è già dimostrato tragico. Non era solo l’Euro a creare l’attuale disastro, come lei crede di ravvisare, ma la profonda incomprensione tra una nazione e l’altra, quando si tratta di agire in comune sia verso l’esterno che a favore di nazioni interne in difficoltà. Una o più nazioni non sono in grado di mettersi nei panni culturali e sociali di una o altre diverse nazioni, non condividono, non collimano, ma non per colpa o indifferenza ma per totale incomprensione. Fare Patti economici e alleanze militari in Europa va bene ma tentare di assemblare caratteristiche, sociali, culturali, economiche, storiche e linguistiche diverse non funziona. Ecco perché esistono i confini territoriali, affinché ciascuno si gestisca casa propria come meglio crede e come le esigenze interne richiedono. Tentare di fare un Europa unita vorrebbe dire fare come fece Stalin, che trasferì intere comunità nazionali da una parte all’altra dell’Unione Sovietica, creando contrasti e genocidi. L’Europa in questo sarebbe in condizioni peggiori dell’Unione Sovietica, date le profonde diversità. Oltre i trattati economici e la Nato non si può andare, è il disastro, perciò perseverare su questa idea sarebbe solo che diabolico. Occorre uscire non solo dall’Euro ma anche dall’Unione Europea e tornare ai semplici trattati economici bilaterali o multilaterali fra nazioni europee. Tra l’altro tutta questa assurda situazione l’hanno creata i veri Governi che, nei trattati internazionali, si sono sentiti liberi di fare come gli pareva, senza avere il consenso del popolo italiano. In pratica si sono permessi di rubarci la nostra sovranità, di scipparcela letteralmente dalle mani con questa scusa dei trattati internazionali, dove il popolo non ha parola per costringerci a cambiare tutta la nostra società e le regole nazionali. Una cosa inammissibile che è stato un vero Colpo di Stato mascherato da trattati internazionali. Se si dovrà rivedere la Costituzione, sarà necessario chiarire anche questo punto fondamentale, affinché la cosa non si dovesse ripetere alle spalle del popolo italiano, come hanno di fatto attuato, portandoci al disastro attuale.

giuliana

Mer, 04/12/2013 - 17:46

Come è possibile unificare paesi diversi se in ogni paese (vedasi Italia) i politici non sono stati capaci di rispondere alle esigenze diverse tra nord e sud, se all'interno degli stessi paesi covano esigenze di autonomia? No. Ogni nazione deve fare per sè curando, per prima cosa e in assoluto, il benessere dei propri cittadini. Eventualmente si possono stringere accordi dopo aver vagliato, di volta in volta, se convengono. Più si allontana il governo dal territorio, meno i cittadini possono controllare. Non insegnano nulla il fallimento, lo spreco e il disastro totale dei carrozzoni regionali? Il carrozzone europeo è mille volte peggiore. L'europa deve restare una definizione geografica, come è sempre stata.

patrenius

Mer, 04/12/2013 - 17:48

Da giovane sono stato funzionario della Comunità Europea (allora si chiamava cosi) cioè vitalizio, pensione favolosa e benefici incredibili. Quindi non parlo per sentito dire. Diedi le dimissioni, rinumciando a tutto, inorridito. oggi se noi prendiamo una trentina di paesi i piu disparati possibili, creiamo una babele di lingue, una burocrazia elefantiaca,organismi complicatissimi senza nessun controlo tanto paga pantalone, cosa volete che venga fuori? Domanda: avete mai visto un euroburocrate che non è felice e sorridente? Grazie: contratto a vita, stipendi i più alti del mondo, pensioni da favola,cassa malattia senza limiti, rimborsi a gogò... lavoro aria fritta? Chiunque sarebbe sorridente

diegom13

Mer, 04/12/2013 - 18:12

Caro Veneziani, quel movimento era stato creato, ma non ha mai avuto la meritata attenzione da parte della grande stampa, e so anzi che alcuni collaboratori che volevano parlarne sono stati bloccati. Nato in Francia grazie a Franck Biancheri (fondatore di Aegee, che poi salvò il programma Erasmus dai cestini dell'euro-burocrazia), il movimento si estese in tutta Europa, Italia compresa, prima di morire in silenzio. Il problema è che ora la situazione non è molto cambiata, e quel tipo di movimento avrebbe gli stessi spazi (=0). A meno che intellettuali che ne invocano l'esistenza non vi si impegnino direttamente.

sea

Mer, 04/12/2013 - 18:30

Vi e' senz'altro un malessere di fondo :l'Europa non e' riuscita costruire una unione su basi stabili. Forse una delle ragioni di questo insuccesso e' stata la mancanza di solide basi morali. Quando i servizi segreti di una paese spiano illegalmente tutti i livelli dell'amministrazione e del governo di un altro paese che dovrebbe essere "amico", mentre dal punto di vista economico si tende a favorire i propri interessi a "scapito" di quelli degli altri paesi alleati, il risultato non puo' essere che il fallimento che e' sotto gli occhi di tutti. Il bene comune e' un valore cristiano, ma l'unione europea, che si proclama cristiana, e' ben lontanta dal volerlo, purtroppo.

Ritratto di stenos

stenos

Mer, 04/12/2013 - 18:31

Impossibile, con dentro tedeschi, inglesi, francesi e i politicanti italiani e' praticamente mi possibile.

Ritratto di mariosirio

mariosirio

Mer, 04/12/2013 - 18:40

intanto la capitale d'europa è cannata, in belgio han vinto appena una coppa uefa!

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Mer, 04/12/2013 - 18:48

"Rifare l'Europa sul serio, ovvero fondarla come soggetto politico, militare, sociale, culturale coeso rispetto all'esterno e libero al suo interno. Il contrario di quel che è oggi l'Europa, un continente di latta rispetto all'esterno e una caserma di piombo rispetto ai suoi popoli e ai suoi cittadini" dice Veneziani. E io raccolgo 'in toto' la sua esortazione. Sapete da quando l'Europa è stata grande, vitale, culturale, modello di pensiero? Quando ci menavamo l'uno con l'altro! RITORNIAMO A FARCI LA GUERRA, verrebbe da dire! Stasera mi gira male, ma francamente me ne infischio!

gi.lit

Mer, 04/12/2013 - 18:50

Utopie. Bisogna prima azzerare l'Ue così com'è restituendo la sovranità alle Nazioni. Poi, si possono studiare tutte le forme di collaborazione possibili in tutti i settori. Finiamola di scimmiottare gli Stati Uniti d'America che nacquero con ben altri presupposti, soprattutto l'omogeneità culturale e linguistica.

gi.lit

Mer, 04/12/2013 - 18:50

Utopie. Bisogna prima azzerare l'Ue così com'è restituendo la sovranità alle Nazioni. Poi, si possono studiare tutte le forme di collaborazione possibili in tutti i settori. Finiamola di scimmiottare gli Stati Uniti d'America che nacquero con ben altri presupposti, soprattutto l'omogeneità culturale e linguistica.

Maurizio Fiorelli

Mer, 04/12/2013 - 19:31

Leggendo il commento di "Stock 47" sono convinto che non ci sia più granché da aggiungere.Ha riassunto tutto ciò che si diceva già trent'anni fa.Un federalismo all'americana,ciascuno padrone a casa propria con la propria moneta e tutti saranno contenti.

Ritratto di abraxasso

abraxasso

Mer, 04/12/2013 - 19:39

Se non ci proponiamo di raggiungere un sogno, un traguardo, un ideale, una meta appunto, non andiamo da nessuna parte. Deve essere la decima volta che lo scrivo.

marranchinu

Mer, 04/12/2013 - 20:02

Realisticamente parlando, come superare gli egoismi della Germania ed il suo strapotere economico che esclude qualsiasi tentaivo di riallineamento con i Paesi europei, con particolare ai PIIGS?... Adesso come adesso, con una Germania ed il suo colossale surplus di centinaia di miliardi di Euro non c'è da fare altro che uscire velocemente dall'Euro, a meno che la Germmania sia disponibile a ripartire equamente con i paesi PIIGS il surplus illegittimamente accumulato grazie all'Euro, ai notevoli sforamenti del 3% di deficit e lo scherzo della inflazione dell'1,50 circa, assai più bassa del 2% imposto dalle Autorità monetarie dell'UE.

marranchinu

Mer, 04/12/2013 - 20:26

Caro stock47, Il tuo commento è un capolavoro nella forma e nella sostanza! Potrebbe facilmente diventare un cartello politico da seguire dettagliatamente e con estrema cura!... Sarebbe un vero peccato che questo tuo commento si perdesse negli archivi del Giornale, senza farne dono alle persone di buona volontà, pertanto se me lo permetti lo metterò nel mio blog, dove potrà essere a disposizione di tutti coloro che vorranno leggerlo e condividerlo!

ammazzalupi

Mer, 04/12/2013 - 21:22

Caro Marcello, la tua tesi non farebbe una piega se i FURBI non tirassero la coperta dalla sua parte. Vedo che hai dimenticato la storia. Quella storia che, ancora oggi, è maestra di vita. In Europa ci sono alcuni STATI che hanno sempre approfittato della loro forza per schiacciare altri STATI. Noi siamo stati sempre divisi e schiacciati! Sperare in un'Europa dei popoli, unita e solidale, è una pura fantasia, una utopia! I fatti quotidiani ce lo dimostrano: Francia e Germania... lo hanno messo nel di dietro a tutti. Con buona pace per chi si ostina ancora a sperare nell'Europa.

Ritratto di lazari fabio

lazari fabio

Mer, 04/12/2013 - 23:28

Invero, altrimenti detto, la Buona Europa sarebbe la risposta dei popoli alla globalizzazione integrando la loro identità-storica, sociale, statuale -nell'unicum del Soggetto Transnazionale diventato nelle more del processo costitutivo "amalgama di garanzia" del particolare nell'universale (europeo). Forse una vana speranza dal retrogusto kantiano...

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Gio, 05/12/2013 - 00:34

Proposta utopistica. Dopo circa 57 anni dall'unione degli stati europei siamo arrivati alla situazione attuale. Burocrati che misurano la lunghezza delle zucchine e curvatura delle banane. CHI CREDE ANCORA ALL'EUROPA NON E' SOLTANTO ILLUSO MA ANCHE UN PO' GONZO.

a.zoin

Gio, 05/12/2013 - 05:31

L`idea di un`EUROPA UNITA, è il sogno della popolazione. Se prendiamo gli Stati Uniti d`America, non li hanno costruiti in un decennio!!! Per UNIRE diversi stati ci sono volute "GUERRE" dove famiglie intere,si sono scherate contro per far valere i propri PRINCIPI. Ancora oggi ci sono molte rivalità interne, e cosi sarà in eterno. Come possiamo in EUROPA, fare un`UNIONE, quando nell`Europa stessa, c`è ancora una colonia INGLESE? (GIBILTERRA). Oltre a ciò abbiamo dei paesi SOVRANI,(INGHILTERRA) con molta, (troppa)influenza al parlamento Europeo, la guida delle loro auto è sulla sinistra e usano ancora,"la sterlina". La Germania,come i cavalli gente lavorativa e sempre avanti, hanno perso DUE guerre mondiali e su questo sono molto vendicativi,VOGLIONO essere il meglio e lo dimostrano con ARROGANZA,copiando a modo loro dai loro alleati le materie prime. La Francia, la vecchia signora che si dimentica CATERINA de MEDICI, che l`ha salvata dalle barbarie. Poi abbiamo i paesi sul Mediterraneo che sono i più CORROTTI del mondo intero. Senza dimenticarci degli stati dove ,IL VERO COMUNISMO ha lasciato una scia di CORRUZZIONE, e la maggioranza della popolazione non conosce altro che RUBARE e IMBROGLIARE IL PROSSIMO. Il Belpaese,che vive del Passato,che si dimentica dei tempi che cambiano, e che i CIARLATTANI della POLITICA cercano di corrompere anche il tempo. COME È POSSIBILE COSTRUIRE "UN`UNIONE DI STATI" CON DIFFERENZE COSI GRANDI, PAESI CHE HANNO PORTATO LA CIVILTÀ NEL MONDO E SI SONO CORROTTI NELLA DECADENZA!!! Forse i secoli a venire potranno darci una risposta, MA, ora come ora, c`è troppo MANGIA-MANGIA e troppa ARROGANZA.

mila

Gio, 05/12/2013 - 05:51

Dissento totalmente da quanto scrive Veneziani, mentre sono abbastanza d'accordo con quanto dice Stock47, anzi, sarei piu' recisa. L'Europa dovrebbe sfidare l'egemonia statunitense? Ma se l'America ha sempre favorito la creazione di un'Europa unita; l'American Committee for united Europe risale al 1948; vuol dire che la UE e' funzionale ai suoi interessi. Inoltre, chi ha insistito per far entrare tanti paesi dell'Est europeo? Ufficialmente Bruxelles, ma certamente c'e' dietro qualcun altro; forse la Germania era interessata a far entrere la Polonia o la Croazia, ma credo che neppure a lei vada bene ammettere l'Ucraina. Tutti Paesi che vanno aiutati con i soldi dei contribuenti dell'Europa occidentale, ma servono per far avanzare la NATO verso Est e mettere indifficolta' la Russia. Quindi nessuna politica estera indipendente e unitaria e' possibile. Quanto agli ideali europei degli Italiani per lo piu' sono consistiti nella speranza che i Paesi europei piu' ricchi si addossassero gran parte del nostro debito pubblico (accumulatosi per vari motivi che sarebbe troppo lungo esaminare). Naturalmente gli altri Europei, soprattutto i Tedeschi non avevano nessuna intenzione di fare cio', anzi, se ne sono approfittati. Ma il popolo italiano, avendo ceduto con leggerezza la propria sovranita', se lo merita, e anche Veneziani, mi spiace, non puo' pretendere che in un'unione il piu' forte non comandi.

Ritratto di workinprogres

workinprogres

Gio, 05/12/2013 - 08:27

Bella questa visione dell'Europa ma utopia. Non siamo gli Stati Uniti d'America che sin nel breve periodo, partendo dal 1600 e quindi con una storia di pochi secoli, ha trovato la sua conformazione nella quale si specchia la sua attualità. La storia dell'Europa è millenaria, costellata di culture profonde, radicate, e diverse, che ogni stato ha difeso nei secoli, pagando a caro prezzo quel che fino a ieri era la Sovranità conquistata. Un processo tale di nuova Europa, necessita di grande lungimiranza ed il sacrificio di decine e decine di generazioni che non sono disposte a perdere i migliori anni della propria vita. Un sacrificio che involontariamente e forzatamente è già in atto e, come tale, ne presenta il prezzo da pagare. Le guerre trasversali dei potentati bancari e di tutto ciò connesso, sta già mostrando da tempo la sua arrogante supremazia, puntando alla tempia degli stati da assogettare, l'arma dello spread e facendo tintinnare le manette del declassamento, a comando, mettendo in ginocchio gli stati più deboli e poi, domani, quelli non allineati ad un pensiero politico. Quanto tempo servirà per abbattere queste egemonie? Io penso un tempo infinito. Una macchina mostruosa è in azione ed è un fatto, che si stiano cancellando secoli di cultura del fare e di storia. Io non ci credo.

Ritratto di Never_a-Dhimmi

Never_a-Dhimmi

Sab, 14/12/2013 - 17:00

Ma se siete i primi a doversi rifare dalla testa ai piedi! Da cinquecento anni non siete piú l'esempio di nulla da imitare: voi lí vi siete fermati, al Medioevo. La vostra sola speranza è che i paesi anglosassoni e del Nord Europa vi civilizzino e ammodernizzino un po', altrimenti rimarrete in coda come il resto dei paesi cattolici e simili e sarete preda dell'invasione musulmana, divenendone i cittadini di serie B (dhimmi).