Ma la Patria non si sfascia

Cari italiani del Veneto, va bene reagire alla crisi ma lasciate stare la secessione

Italiani di Venezia, di Verona, del Veneto, lasciate stare la secessione. Non si reagisce alla crisi e al malgoverno sfasciando un Paese. Una patria non è un contratto che cambi gestore se l'offerta non è più vantaggiosa. Siamo uomini, non telefonini. Abbiamo dentro un cuore e una mente, non una sim-card. Una patria è la storia da cui provieni, la geografia in cui ti muovi, la lingua che parli, l'arte che vedi, la terra degli avi, i loro sacrifici, tuo padre, tua madre. Capisco la vostra esasperazione, ma per ragioni uguali e diverse è proprio quello che vi accomuna a tutti gli italiani. Proprio nella voglia di una rottura siete radicalmente italiani. Se volete la secessione perché vi fanno versare ingiustamente allo Stato più di quel che ricevete, allora perché applicare il criterio alle regioni, entità generali come le patrie, e non direttamente e più concretamente ai singoli cittadini? 

Chi come me viene dal sud e vive a Roma ma paga molte più tasse dei servizi che riceve, cosa dovrebbe fare, proclamarsi una sua repubblica indipendente? Non siamo tutti squinzi, agnelli & moretti, che dopo aver campato sul marchio italiano, minacciano poi di fuggire all'estero. Vi rendete conto che ritorcendo lo stesso criterio sulla regione veneta, un domani le province più ricche del Veneto potranno chiedere di separarsi da quelle più povere, il Trevigiano dal Polesine, e via all'infinito? Ma poi, separandovi dall'Italia, dove andreste? Vi fate annettere dalla Russia, come una Crimea improvvisata, aderite con spirito retroattivo all'Impero Ottomano, o restate – com'è più probabile - in Europa e allora sfasciate una nazione per poi restare, da nani, sotto la stessa cappa che ci sta soffocando? Credete davvero che se gli Stati nazione, con tutta la loro storia, la loro forza e il loro impatto, non riescono a tener testa ai poteri multinazionali e alle oligarchie tecno-finanziarie, ci possano riuscire gli staterelli regionali? La vostra voglia d'indipendenza sorge dopo il fallimento della Macroregione del Nord, la Padania, crollata in Piemonte e in mezza Lombardia per abusi propri e assalti giudiziari. Ma in Italia non ci vogliono le Macroregioni, semmai urgono le Magroregioni, regioni dimagrite di soldi e poteri. Almeno snellitele, le regioni, se non volete abolirle, come sarebbe decisamente meglio. 

Il vostro referendum ha senso se è una clamorosa denuncia del malessere, se vuol essere un campanello d'allarme e un segnale per dare una scossa, ma non fate passi ulteriori, vi prego. Il Veneto è Italia, l'Adriatico è mare nostrum, Lepanto riguarda noi tutti, non solo voi veneti. Non si tratta di difendere semplicemente lo Stato unitario, e nemmeno solo una nazione, ma la civiltà italiana. E sarebbe uno sfregio proclamare l'indipendenza nell'anno che si accinge a ricordare la Grande Guerra, con milioni di italiani che vennero a nord per unire l'Italia, e migliaia di veneti, alpini e non solo, che combatterono per lo stesso motivo, lasciandoci la vita.

Non si può buttare a mare una patria perché non è più conveniente. E sbagliando pure il calcolo... Il Veneto è Italia da sempre e in Italia noi ci sentiamo quando veniamo a Venezia, a Verona, in provincia.

Lo sappiamo pure noi pugliesi, affacciati per secoli sul Golfo di Venezia e vissuti a lungo all'ombra del Leone di San Marco. So che la minaccia non vi spaventerà, ma se vi sfilate dall'Italia cambio cognome. Via col Veneto è solo il brutto refuso di un bel film.

Commenti

Mario-64

Dom, 23/03/2014 - 09:48

D'accordo con l'articolo ,non e' certo tornando alle signorie e ai liberi comuni che si puo' sperare di aver successo in un mondo globalizzato. L'Italia ha avuto in passato tantissime "grandezze" ,Roma ,la repubblica di Venezia ,la Firenze dei Medici ,la Milano dei Visconti ecc. ecc. Persino Palermo ad un certo punto e' stata grande ,la citta' piu' ricca d'Europa al tempo di Federico secondo. Ma tutto cio' appartiene inesorabilmente al passato ,adesso siamo Italia e l'Italia bisogna far funzionare. E se persino gli stati europei saranno troppo piccoli per competere su scala mondiale bisognera' far funzionare l'Europa, pur nel rispetto delle varie identita' nazionali e regionali. Indietro non si torna ,la strada e' una sola ,in avanti.

MEFEL68

Dom, 23/03/2014 - 11:26

Non condivido le pretese dei veneti, ma li capisco. Non li condivido perchè la secessione riduce riduce l'importanza degli stati. Non a caso le Nazioni più autorevoli sono quelle di grandi dimensioni (Stati Uniti, Cina, Russia, Germania, ecc.). La Repubblica di San Marino non entrerebbe mai a far parte del G8. Li capisco, perchè, il sentirsi di appartenere ad uno Stato che fa acqua da tutte le parti, inefficiente e vessatorio, fa venire la voglia di scappare e tentare di autoamministrarsi. Con questa mentalità, però, si potrebbe arrivare alla richiesta di secessione da parte della Padania del nord nei confronti della Padania del sud o del Nord-est nei confronti del Nord-ovest.

Ritratto di rapax

rapax

Dom, 23/03/2014 - 15:42

Caro Veneziani, chiediamo la secessione dai COMUNISTI!! E' questo il grave problema dell'italia LA SINISTRA E IL PAPA..due palle al piede secolari, tutti e due INTERNAZIONALISTI, tutti e due che mettono gli interessi italiani dietro il lavoro internazionalizzato, le genti globali e i diritti in senso lato..tutti e due "dentro" il paese, tutti e due CHE NON LAVORANO PER NOI...anzi..ora la sinistra dopo decenni da cameriera dell'urss..ha cambiato padrone? La nazione? Macche'..e quando maiii la Ue e le banche..pertanto..penso che e' inutile se dopo la secessione..all'interno del "libero" veneto rimangono i "liberi" comunisti veneti, e la "libera" madre chiesa veneta..risponderanno sempre alle case madri..e' ovvio, ergo..

max70809566666

Dom, 23/03/2014 - 17:20

Con la presente’ e’ mio desiderio “rispondere” a coloro i quali si sono letteralmente scatenati, facendo una specie di gara, a congratularsi con il “popolo veneto” per la raggiunta “indipendenza” dallo “Stato Italiano” oppressore e, addirittura, “colonizzatore”. In questa orgia di tipo mediatico-secessionistica che sembra pervadere per ogni dove la mia amata Penisola, mi siano consentite alcune, modeste e, mio malgrado, lacunose, riflessioni. Premettendo di comprendere il disagio economico di gran parte di tutti noi (compreso il sottoscritto che non naviga certo nell’oro ma che al tempo stesso non ha nessuna intenzione di secedere certo dall’Italia in alcun modo ne’ tramite computer, ne’ tramite gazebo piu’ o meno assolati). Di seguito: 1) Autodeterminazione dei popoli si parla tanto di “popolo” veneto e che questo avrebbe il diritto di autodeterminarsi e quindi scegliere il proprio destino in base ai suoi interessi. Non sono un esperto di diritto internazionale, ma la domanda nasce spontanea : siamo sicuri che si possa parlare di “popolo” in questo caso? Il popolo e’ quello Italiano tutt’al piu’…quali requisiti sono necessari perche’ si possa parlare, correttamente da un punto di vista formale, di “popolo”. Esiste un popolo delle dolomiti concettualmente separabile da quello del Polesine? Si puo’ parlare di popolo veronese allora? E quello rodigino no? Esiste allora anche un popolo “texano” o dello stato di “New York” o ancora del “Wisconsin”? Di questo passo esisterebbero piu' “popoli” che Stati… Quando sento parlare di popolo “senza patria” mi viene in mente quello curdo che e’ stato massacrato da piu’ parti e che non disponde di una propria terra.Non certo quello Veneto, con tutto il rispetto. Attendo risposte (possibilmente educate).

Anonimo (non verificato)

max70809566666

Dom, 23/03/2014 - 17:21

5) E’ evidente da parte di tanti Italiani la voglia di denigrare, di distruggere, di rinchiudersi nel proprio “particulare” avendo solamente a cuore il perseguimento dei propri interessi materiali. Mi appello alla generazione dei nostri padri che, in un’Italia devastata dalla Guerra civile susseguente alla sconfitta nella seconda Guerra mondiale, seppero tra mille difficiolta’ e mille intoppi ricostruire la propria Patria. La generazione di cui faccio, ahime’, parte sembra solo preoccupata e dedita al mantenimento delle proprie posizioni e ad approffittarsi del prossimo appena possibile. Abbiamo bisogno di ritrovare quello spirito dei “Padri Fondatori” altro che secessioni piu’ o meno legali e mascherate e perpetrate da signorotti locali solo desiderosi di vedere ritagliato un loro profilo sui media regionali e nazionali. 6) Sull’articolo che ho letto sul Giornale (non ricordo il nome dello scrivente chiedo scusa) sembrava fosse manifesta l’idea che gli Stati Nazionali sarebbero passati quasi di “moda” e dunque si aprirebbe una nuova “stagione” di nascita di Stati piu’ vicini ai bisogni della gente. E l’articolo continuava con vari esempi: Belgio, Scozia, Catalogna…..io penso che non sia questa la strada anche perche’ ritorneremmo ad un Europa medioevale, feudale in cui il particolare trionfa. Come competere con Cina, Russia, Stati Uniti? Con la Repubblica Veneta ed il Regno delle Due Sicilie? Questi nuovi Stati sarebbero piu’ efficienti solo perche’ “piu’ vicini alla gente”? che vuol dire? Io penso che la vera discriminante perche’ si possa avere uno stato efficiente sia invece la ricerca di una classe dirigente (non solo politica!) competente e onesta! A prescindere dalla forma di stato! Che esso sia di stampo “federalista” o meno. 7) Perche’ non si uniscono le nostre forze per denigrare, tutti insieme, l’Europa dominata da Francia e Germania che curano solo i loro interessi avendo spregio e disprezzo di tutti noi? Ho letto con grande curiosita’ il fatto che lo stato francese sia entrato nel capitale della Peugeot in evidente difficolta’ finanziaria. Ohibo’! Non e’ questo un aiuto di stato? Severamente vietato dai trattati europei? Che facciamo? Gli 85 milioni per Alitalia sono aiuti di stato ed il miliardo di euro (se non di piu’) da parte del governo francese non lo sono? E’ questa l’europa che si vuole? Dove trionfa il prepotente di turno? Se non sbaglio, inoltre il Parlamento tedesco pochi giorni fa’ ha approvato un pacchetto di aiuti (se non sbaglio 10 miliardi di euro) all’Ucraina che se fosse vero griderebbe vendetta! Ma come non volevano aiutare neanche la Grecia! Ed aiuterebbero l’Ucraina che con l’Europa non c’entra nulla! Dove sono le voci indignate delle moltitudini di Italiani a difesa dei nostril interessi. Non le sento perche’ non ci sono. Buona Italia a tutti e scusate la lunghezza da esodo biblico ma la material lo merita max

Ritratto di Ausonio

Anonimo (non verificato)

Ritratto di robertoguli

robertoguli

Dom, 23/03/2014 - 18:33

Condivido l'opinione di Marcello. Distinti saluti. Roby

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Dom, 23/03/2014 - 18:34

l' UE sta distruggendo le nazioni.

petra

Dom, 23/03/2014 - 18:42

Che ragionamenti astrusi. Sig. Veneziani, di quale patria parla? La patria del Veneto è la Repubblica millenaria di Venezia, cancellata da un plebiscito nel giro di una notte, prima dell'unità d'Italia, senza chiedere il parere dei veneti. Non come è successo in Crimea. Cancellando d'un botto cultura, tradizioni, imponendo tassazioni insostenibili fin da subito, approffittando di un popolo pieno di laboriosità, onore, dignità, intraprendenza, senso del dovere e della giustizia, quel popolo che finalmente ha capito di essere la vacca da mungere e che è venuto il momento di dire addio alla matrigna. Non sono veneta, ma auguro ai Veneti di tornare liberi e indipendenti. Torneranno agli antichi splendori che fu la Repubblica di Venezia. I veneti se lo meritano.

pastello

Dom, 23/03/2014 - 18:42

Un articolo in difesa dei salari sociali, delle pensioni false di invalidità e dei forestali calabresi. Quanto spreco di spazio, bastavano due righe.

m.nanni

Dom, 23/03/2014 - 18:45

l'Italia dei golpe, dell'oppressione fiscale, delle persecuzioni giudiziarie, delle burocrazie fameliche, dei diritti negati, degli sputtanamenti in tv, degli inviti impuniti a sbarcare da noi, anche a milioni, dei sessismi se apri bocca anche a dire che è una bella donna, dell'incubo dell'omofobia se dici di preferire senza se e senza ma che sei ordinato a difendere e centomilavolte a preferire il matrimonio vero a quello gay, se preferisci il festival della canzone italiana a quello della pubblicistica dei maschi che si pomiciano in tv, se difendi tuo padre e tua madre che ti va giù storto chiamarlo genitore uno e genitore due, dicevo, a tanto sta arrivando l'Italia a prendere le distanze da lei, soprattutto dal suo vero Popolo! E perfino noi sardi a “preferire” l’Algeria o la Tunisia, di domenica la Spagna, con lo schiaffo al giorno dal governo romano che ti toglie la Patria, di torno!

roberto zanella

Dom, 23/03/2014 - 18:47

Lei caro Veneziani mi dispice dirglielo capisce poco della storia veneta e parla a vanvera. Lasci perdere la Patria lei e Gnazio Larussa e andate a sentire i vs di FdI in Veneto e poi scoprirete che hanno votato convinti. Le dico 1000 anni di storia caro Veneziani,di storia fatta dai soli veneti. Non è come i Bizantini odierni ci vengano a dire che paradossalmente l'unico Stato era il Regno delle due Sicilie. Il meridione ha avuto greci,arabi,normanni,spagnoli...non hanno 1000 anni di storia univoca come i Veneti,i Veneti non sono mai stati invasi,se non per quel fascista di Napoleone.Io sono un nativo e avrei voluto votare pur residente in Piemonte. Non è solo un problema di tasse,perchè anche questa è una furbata deviante che viene sollevata da FI,FdI...e anche la Lega...non è solo un problema di tasse,certo è il terminale,degli schei dei veneti il sud ha fatto strame basta vedere oggi la Sicilia del PD Crocetta.E' un problema anche di cultura caro Veneziani,1000 anni di storia non si dimenticano

pastello

Dom, 23/03/2014 - 18:47

Corre voce che un milione/un milione e mezzo di italiani campano di politica, senza fare un cazzo, alle spalle di chi si spacca la schiena 10 ore al giorno per mille euro al mese. Caro Veneziani, è questa l'Italia a cui tiene tanto?

Libertà75

Dom, 23/03/2014 - 18:48

Caro Veneziani (e pure questo "Max" che fa simili confusioni), le rammento che tutte le regioni d'Italia a statuto speciale avevano a loro tempo intentato un processo secessionistico. Non è colpa dei Veneti se sono stufi di non poter attuare proprie strategie, semmai la colpa è di Roma che se ne frega di organizzare uno Stato a dovere. Il federalismo non è un dogma, è solo un sistema di efficienza e mutualità, ne esistono di migliori sicuramente, ma non il finto regionalismo italiano con le tasse centrali che non calano e quelle locali che schizzano non funziona. Sinceramente penso, dopo questo referendum, che se entro un paio di anni non si fa il vero federalismo con il trasferimento di competenze e denari allora i Veneti farebbero bene a farsi una loro Repubblica. Se Roma non li rispetta perché essi dovrebbero fare altrettanto e non rispettarsi?

Giacinto49

Dom, 23/03/2014 - 18:51

Considerato doverosamente che la fortuna del Nord è anche, e forse soprattutto, dovuta ai meridionali che ci si sono trasferiti per trovare lavoro, credo che il sistema più giusto per riequilibrare l'economia nazionale, insieme a riduzione della spesa pubblica e lotta all'evasione, sia il......ripristino della ghigliottina per ladri ed approfittatori di Stato!!

Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Dom, 23/03/2014 - 18:51

Ha ragione Veneziani. La seccessione é roba vecchia ... INIZIAMO A TAGLIARE LE ZUCCHE DI TUTTI QUELLI CHE NEGLI ULTIMI 25 ANNI SONO INGRASSATI CON IL DENARO PUBBLICO A SPESE DELLE FABBRICHE CHIUSE E LAVORATORI TIRATI SULLA STRADA: D´Alema, Napolitano, Scalfari, Bersani, Fini, Rosi Bindi, De Bortoli, Santoro ... Ce ne sono migliaia ... Stato, parastato, disinformazione ... Un apparato mafioso abnorme unico al mondo ... Inizieremo a mozzare queste schifose zucche e non si sa quando finiremo la festa.

Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Dom, 23/03/2014 - 18:54

IL POPOLO UMILIATO SI SVEGLI. Basta retorica delle chiacchiere che servono solo a conservare i parassiti al potere ... Si inizi con il taglio delle zucche ... Sará un´altra musica.

Anonimo (non verificato)

simone64

Dom, 23/03/2014 - 18:59

max70809566666ç sono pienamente d'accordo con Lei, Non sono veneto, capisco pienamente la rabbia che provano e il conseguente desiderio di staccarsi ma lo trovo anacronistico e anche se applicabile, si tratterebbe di una soluzione solo parziale dei problemi. risulterebbe più complicato di quello che pensano. piuttosto chiederei l'autonomia

untergas

Dom, 23/03/2014 - 19:00

sarà la sua patria...

galerius

Dom, 23/03/2014 - 19:12

Non è che gli stati unitari non possano tener testa ai poteri multinazionali eccetera : non vogliono, non lo fanno, non ci provano neanche. Per cui quest'ironia sui 'nani' non la capisco tanto...uno stato piccolo ma deciso - proprio per l'esigenza di difendere la sua identità e le sue realtà - potrebbe dare più rogne di uno stato unitario ma dalla consistenza del burro ; chi lo può dire ?

Anonimo (non verificato)

Ritratto di .free..bird.

.free..bird.

Dom, 23/03/2014 - 19:14

la Patria è stata già sfasciata, spolpata e depredata...benvento da marte al signor veneziani

Ritratto di .free..bird.

.free..bird.

Dom, 23/03/2014 - 19:14

la Patria è stata già sfasciata, spolpata e depredata...benvenuto da marte al signor veneziani

Anonimo (non verificato)

Max Devilman

Dom, 23/03/2014 - 19:18

Mi dispiace Sig. Veneziani ma non concordo con il suo articolo. Ora lo motivo: il titolo dice "la patria non si sfascia", e io dico perchè no? Dove è scritto? Ma perchè allora sfasciare l'impero austro ungarico? Perchè non rimettere i confini del sacro romano impero? Viviamo in un mondo che cambia, in continuazione, le specie che sopravvivono sono quelle che più si adattano ai cambiamenti le altre sono destinate all'estinzione, è la legge della natura. Persino la spocchiosa e arrogante europa sancisce il diritto alla autodeterminazione dei popoli, se i veneti non si sentono più italiano chi diavolo sono io lei o altri commentatori per IMPORRE il contrario. Il fatto che poi vorranno fare uno stato a sè oppure federarsi con l'italia è tutto da vedere. Lei dice che al loro interno potrebbero esserci altre micro-secessioni, dubito, i veneti sono un popolo UNITO al contrario degli italiani, lavoro con loro da anni, potrebbero comunque fare una repubblica cantonale, non ci vedo nulla di sbagliato. Vedo in loro la voglia di cambiare di smettere di essere trattati come sudditi dallo stato italiano e dall'europa. Uno stato che toglie ricchezze alle imprese per REGALARLE all'assistenzialismo statale, perchè lo stato sa bene che ci sono migliaia di persone in italia che vivono di voto, mantenute dallo stato, contrariemante ci sarebbero state tensioni sociali che sarebbero già sfociate in una guerra civile già da anni. Vogliamo parlarne? 2 esempi? I finti lavoratori nell'agricoltura, le migliaia di forestali, per non parlare della sola sicilia: regione + costosa e improduttiva d'italia. Signori, sono DATI non opinioni, mi raccomando di non confondere le cose. I veneti facciano quello che ritengono giusto, se avranno torto ne pagheranno le conseguenze NOI NON SIAMO NESSUNO per impedigli di scegliere per il loro futuro. Tirare in ballo guerre del passato è semplicemente ridicolo, altrimenti io rivoglio i confini del sacro romano impero, "con tutti i morti che ci è costato", ripeto, scusa ridicola.

Ritratto di rapax

rapax

Dom, 23/03/2014 - 19:27

E' l'obbiettivo sbagliato, e' chiaro che se il veneto diventa indipendente SBATTERA' FUORI A CALCI CATERVE DI IMMIGRATI in quanto le leggi sull immigrazione non varranno e si fara' un apparato legislativo autonomo?? Dichiarera' fuorilegge il comunismo? E tutti quei movimenti che possono mettere in pericolo la sua autonomia??. Magari con un misero referendum??

Roberto Casnati

Dom, 23/03/2014 - 19:38

No! La patria, quando invece di "MADRE PATRIA" è "PATRIA MATRIGNA" si sfascia eccome! Si deve sfasciare!

Ritratto di bobirons

bobirons

Dom, 23/03/2014 - 19:40

@ max70809566666 - Egregio commentatore, la sua lunga ed interessantissima esposizione mi trova pienamente d'accordo. Il concetto di Patria, nel caso dell'Italia, deve prevalere sul concetto di popolo. La Patria è quella che si è costituita tramite lunghi processi aggregativi, spesso cruenti anche se volontari, ed è quindi Una, Sola, Immutabile. Il "popolo" è altra cosa, specialmente in Italia dove secoli, in alcuni casi millenni, di vicissitudini storiche, mentre forgiavano la Patria di cui sopra, costituivano un'agglomerazione di popoli, inteso nel senso di razze, costumi, in ultima analisi culture, differenti quando non addirittura diverse. Con tutto il rispetto verso ogni Cittadino italiano, mi domando se da un punto di vista di tradizioni, mentalità usi e costumi ci può essere qualche affinità fra un Calabrese ed un Ligure, un Pugliese ed un Toscano, un Campano ed un Veneto. Pertanto, mentre si protegge e salva l'integrità territoriale e storica del territorio ed abitanti della Repubblica Italiana, non si può ne si deve disconoscere il diritto di essere tutti primi fra pari. Chiaramente, ne discende la considerazione che siamo, di fatto, non una Nazione, bensì una federazione di Popoli che costituiscono una Patria. E federativamente dovremmo costituirci. Poi, visto che ci piace tante scimmiottare gli altri, prendere a modello gli USA dove gli stati, da noi regioni, hanno ampia autonomia locale pur rimanendo uniti sotto un governo centrale che legifera solo su gli argomenti di portata generale.

Ritratto di bobirons

bobirons

Dom, 23/03/2014 - 19:40

@ max70809566666 - Egregio commentatore, la sua lunga ed interessantissima esposizione mi trova pienamente d'accordo. Il concetto di Patria, nel caso dell'Italia, deve prevalere sul concetto di popolo. La Patria è quella che si è costituita tramite lunghi processi aggregativi, spesso cruenti anche se volontari, ed è quindi Una, Sola, Immutabile. Il "popolo" è altra cosa, specialmente in Italia dove secoli, in alcuni casi millenni, di vicissitudini storiche, mentre forgiavano la Patria di cui sopra, costituivano un'agglomerazione di popoli, inteso nel senso di razze, costumi, in ultima analisi culture, differenti quando non addirittura diverse. Con tutto il rispetto verso ogni Cittadino italiano, mi domando se da un punto di vista di tradizioni, mentalità usi e costumi ci può essere qualche affinità fra un Calabrese ed un Ligure, un Pugliese ed un Toscano, un Campano ed un Veneto. Pertanto, mentre si protegge e salva l'integrità territoriale e storica del territorio ed abitanti della Repubblica Italiana, non si può ne si deve disconoscere il diritto di essere tutti primi fra pari. Chiaramente, ne discende la considerazione che siamo, di fatto, non una Nazione, bensì una federazione di Popoli che costituiscono una Patria. E federativamente dovremmo costituirci. Poi, visto che ci piace tante scimmiottare gli altri, prendere a modello gli USA dove gli stati, da noi regioni, hanno ampia autonomia locale pur rimanendo uniti sotto un governo centrale che legifera solo su gli argomenti di portata generale.

LANZI MAURIZIO ...

Dom, 23/03/2014 - 19:54

I VENETI HANNO RAGIONE, LA PATRIA CONTA MA PURTROPPO NON ESISTE PIU'. CI SONO PIU' ITALIE, QUELLA DEL NORD E' COMPLETAMENTE DIVERSA DALL'ALTRA. AL SUD PURTROPPO CI SONO TUTTE LE MAFIE CHE SOPPRIMONO LA VITA E LE ATTIVITA' E QUINDI...E' MEGLIO STACCARSI E CREARSI UN NUOVO STATO MIGLIORE.

beale

Dom, 23/03/2014 - 20:22

Veneziani e la retorica della patria.Siamo sicuri che chi ci rappresenta(?) a Strasburgo e a Bruxelles sia informato agli ideali di patria? Non ho questa sensazione.La storia è fatta di avvenimenti che corrono e ricorrono. Non ha punti fermi e ci viene raccontata dopo.

arkkan

Dom, 23/03/2014 - 20:25

@bobirons - Dom, 23/03/2014 - 19:40 se parliamo di stato federale, siamo d'accordo. Mi permetta però di dubitare del concetto di Patria, così come da Lei esposto, applicato all'Italia. Non è stato ancora assimilato dagli italiani. Ai miei tempi di scuola (primi anni 70) parlare di patria significava farsi dare, al minimo, del fascista. Idem cantare l'inno nazionale italiano. Pensa che i popoli del territorio italiano siano nel frattempo maturati ed abbiano assimilato nell'animo il concetto di patria. Siamo patrioti solo nel tifare la squadra di calcio, la Ferrari, quando ci sono le olimpiadi. L'amor patrio deve venire dal cuore, quanti italiani secondo Lei possono dire di averlo?

Anonimo (non verificato)

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Dom, 23/03/2014 - 20:38

Caro Veneziani, ti sembra che i veneti vogliano la secessione perché sono cattivi , rozzi, egoisti e incolti o perché ne hanno piene le scatole di uno Stato sanguisuga? Lo sai che il Veneto è primo nella classifica degli imprenditori suicidi? È necessario spiegarne il motivo? Qualcuno si è chiesto su quali coscienze questi suicidi pesano? Eppure, con tutta l’intelligentjia che alberga nelle testoline putrefatte dei nostri governanti, non dovrebbe essere difficile trovare una risposta. I veneti tendenzialmente non amano campare con il denaro pubblico. Non discuto che possa apparire più chic lavorare (si fa per dire) per lo Stato, fare i funzionari di partito, i sindacalisti o gli intellettuali, ma queste attività non rientrano granché nella tradizione dei veneti. Per favore lasciamo perdere la Patria e i teneri sentimenti deamicisiani. PATRIA EST UBICUMQUE EST BENE e i veneti hanno il diritto a voler separare il loro destino da quello cui sarà condannato dal governo centrale. L’ITALIA SE LA TENGA CHI LA SPREME E CHI ACCETTA DI LASCIARSI SPREMERE.

Ritratto di Goldglimmer

Goldglimmer

Dom, 23/03/2014 - 20:40

Dichiarare uno stato indivisibile è come dire io sono immortale. Nel ventesimo secolo abbiamo scoperto che neanche l'atomo è indivisibile .....figurarsi un territorio geografico.

ENRICOCARLO

Dom, 23/03/2014 - 20:42

Il VENETO è la PATRIA. L'Italia è lo Stato. Sveglia VENEZIANI !!!!

fabrizio de Paoli

Dom, 23/03/2014 - 20:53

Marcello Veneziani, in genere trovo nei suoi articoli buon senso, NON IN QUESTO, ma cosa sta dicendo? Stiamo parlando di uno stato che è FALLITO e di una patria che NON È MAI ESISTITA per cui non è nemmeno da sfasciare. L'unica cosa di BUON SENSO da fare è SECEDERE. Se lei non ha perso il buon senso allora vuol dire che questa è una marchetta spudorata ed un'offesa a tutte le persone intelligenti e di buon senso. Se proprio ci tiene ad avere una patria se ne faccia una nuova con quello che resterà dell'Italia. Il cammino della storia sarà inesorabile.

ENRICOCARLO

Dom, 23/03/2014 - 21:09

L'Italia '' una e indivisibile '' ? e che è ? la SS.Trinità ?

CALISESI MAURO

Dom, 23/03/2014 - 21:11

Veneziani, l'Italia e' fallita, il sud sara' abbandonato, il centro sara' papalino e il nord diventera' il terzista della Germania. Sotto il re ed il fascismo il sud stava avvicinandosi al nord, dal dopoguerra il sud ha strangolato il nord affondando il tutto. Chi perde in ogni caso e' l'Italia e sopprattutto i bravi italiani che si trovano in differenti percentuali sparsi per tutta l'Italia. E' finita bisogna prenderne atto. Il Veneto ha ragione, vivra', ma fara' il servo del potente.

Ritratto di corvo rosso

corvo rosso

Dom, 23/03/2014 - 21:17

Patria, Nazione, Stato.....ma se la secessione fosse solamente dalla politica, brutta, corrotta inefficiente,sporca, lei Veneziani sarebbe d'accordo ? In fondo il Veneto è quello che da il mangiare a molta gente che non fa un cazzo, questa è la verità che fa rosicare molte persone che senza Veneto dovrebbero preoccuparsi; lasci perdere la storia ,la patria e quant'altro,qui vale solamente "Franza o Spagna purchè se magna" e questa purtroppo, è una amara verità.

Ritratto di corvo rosso

corvo rosso

Dom, 23/03/2014 - 21:17

Patria, Nazione, Stato.....ma se la secessione fosse solamente dalla politica, brutta, corrotta inefficiente,sporca, lei Veneziani sarebbe d'accordo ? In fondo il Veneto è quello che da il mangiare a molta gente che non fa un cazzo, questa è la verità che fa rosicare molte persone che senza Veneto dovrebbero preoccuparsi; lasci perdere la storia ,la patria e quant'altro,qui vale solamente "Franza o Spagna purchè se magna" e questa purtroppo, è una amara verità.

Giorgio5819

Dom, 23/03/2014 - 21:20

La Patria l'hanno sfasciata gli anni, troppi, della politica criminale dei catto-comunisti, non scherziamo, hanno distrutto un intero paese con la loro spocchiosa ideologia del fallimento, adesso non servono i sermoni sull'unità della nazione, adesso la gente è stufa di mantenere i parassiti statali.

Ritratto di pediculus

pediculus

Dom, 23/03/2014 - 21:23

Caro Veneziani, concordo con lei quando dice che "una patria è la storia da cui provieni, la geografia in cui ti muovi, la lingua che parli, l'arte che vedi, la terra degli avi, i loro sacrifici, tuo padre, tua madre" ma proprio per questo, giusto per fare un esempio in certo qual modo eclatante e riassuntivo di due diversi mondi su una "terra mal combinata" le faccio questa domanda: "cosa pensa che unisca un veneto di cultura medio-elevata ad un tipo come il noto dottor Esposito che emette sentenze ? L'ha sentito parlare ? A quale patria ci si riferisce parlando del veneto e dell'illustre personaggio ?

Giorgio5819

Dom, 23/03/2014 - 21:26

Caro Max tanti numeri, il popolo è quello che suda,lavora,rischia del suo e fatica per campare, il popolo non è quello che deve SERVIRE la cloaca romana e le sue scempiaggini. Il popolo è quello che DEVE pensare al proprio futuro, cosa che a roma non sanno nemmeno cosa significhi perchè abituati da sempre a campare sulle spalle degli Italiani veri, quelli che lavorano. Rispetto per gli Italiani VERI significa rispetto per l'autodeterminazione, l'autolesionismo di sinistra se lo tengano pure, quando saranno soli moriranno soffocati dal loro triste fancazzismo.

Ritratto di jasper

jasper

Dom, 23/03/2014 - 21:27

Ma quale Patria? La mia Patria è la Toscana e del resto d'Italia non me ne frega assolutamente niente. La Puglia e la Sicilia per es. mi sono estranee come la Finlandia o la Spagna.

Ritratto di jasper

jasper

Dom, 23/03/2014 - 21:29

Molti non hanno ancora capito che l'Italia non è più, fortunatamente, uno Stato sovrano e lo sarà ancora meno quando saranno fatti gli Stati Uniti d'Europa.

Luigi Fassone

Dom, 23/03/2014 - 21:40

Caro Veneziani,sto con lei al 1000 per 100. Aggregarsi (popoli,partiti,associazioni,varie ed eventuali) altro che dividersi...!

Massimo

Dom, 23/03/2014 - 21:41

La Scozia è stata annessa alla Gran Bretagna da molti più anni di quelli che il Veneto ha passato sotto Roma e così la Catalogna con la Spagna,eppure considerano Patria la Scozia e la Catalogna, non la Gran Bretagna e la Spagna.Il voto veneto è un voto patriota,molto più dei sermoni di Napolitano, Renzi, Boldrini e Grasso.La secessione è da loro, non dalla Patria.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Dom, 23/03/2014 - 21:57

Caro Veneziani,questa volta mi ha deluso.Se una certa IDENTITA'-AFFINITA',per tanti motivi non è più sentita,da chi vive all'interno di un contesto territoriale,non la si può disconoscere,ed affermare che "l'unità"(comunque avvenuta), sia "insindacabile",e tanto meno suggerire forme di aggregazione,federali o non,che sono di spettanza dei soli interessati al fenomeno!(decideranno i 'separatisti" cosa fare della loro "separazione").Per le probalità di "soccombere",come qualcuno paventa,non mi sembra che,su questo pianeta,piccoli STATI AUTONOMI(ma veramente tali),se la passino male,anzi! Qualunque cosa,i Veneti facciano dopo questo "referendum",è comunque un forte segnale "pacifico" di rottura. Una "identità" nazionale,laddove una minoranza della popolazione,subsidia fortemente,la maggioranza dalla creazione di questa Repubblica,si trova ad avere,all'opposto una "rappresentanza" fortemente minoritaria,in tutte le principali istituzioni(Governo,Esercito,Marina,Aviazione,Giustizia,Scuola,Polizia,GdF,Banche,Enti Pubblici di varia natura),con una "visione",sulla gestione del fenomeno "immigrazione",completamente in disaccordo,sul "resto",che rema contro,che deve fare?Continuare a sostenere l'andazzo?Cosa fa il "resto",per modificare le cose?Cosa fa il SUD per incentivare i Veneti,a investire in risorse umane in Calabria,in Basilicata,piuttosto che in Romania? Troppo bello lamentarsi,"DOPO"!!!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Dom, 23/03/2014 - 22:08

Io non sono veneta, ma credo che le intenzioni degli abitanti del Veneto siano giuste e sarei contenta se la loro volontà potesse trovare attuazione.

Luigi Fassone

Dom, 23/03/2014 - 22:17

Il Veneto,così come il Piemonte,la Lombardia e la Liguria sono regioni progredite anche per mezzo del sudore della fronte di tanti meridionali operosi (mica sono tutti sfaticati,finiamola con gli sciocchi stereotipi)e sarebbe profondamente ingiusto far finta di scordarselo...

Ritratto di ottimoabbondante

ottimoabbondante

Dom, 23/03/2014 - 23:24

Veneziani, tu non hai capito un caxxo. Il Veneto non ha fatto mai parte dell'Italia se non per un brevissimo periodo napoleonico e dopo il plebiscito fraudolento del 1866. Fraudolento perché é stato celebrato con frode, con l'imbroglio. La Serenissima Repubblica di Venezia, esiste da 1300 anni. L'Italia dal 1866. Al tempo di Cesare l'Italia arrivava al Rubicone. Oltre si denominava Gallia. Venezia non é entrata mai a far parte dell'impero d'occidente ma bensí é stata per secoli nell'orbita di Bisanzio. Quindi che stai cianciando. Ruggisci forte Leone Marciano mentre in alto nel cielo volano l'Aquila Tirolese ed il Grifone Aquileiese. Viva San Marco. Avanti cosí che i tempi sono maturi. Uno scrollone per togliersi di dosso i pidocchi ed avanti per la propria strada.

Ritratto di magicmirror

magicmirror

Dom, 23/03/2014 - 23:29

caro veneziani, il postulato è errato. l'Italia non è un popolo, non è una cultura, non è uno spirito,non è una patria.

wydma

Dom, 23/03/2014 - 23:40

La patria di chi?

wydma

Dom, 23/03/2014 - 23:44

Veneziani, ti ritengo troppo intelligente per non capire la vera causa dello sfascio italiano: la "cultura" del meridione, fatta di mazzette, inciuci, omerta, amicizie, magna magna e, sopra a tutto, anzi alla base di tutto la malafede. Siccome sei meridionale posso solo pensare che tu sia in malafede.

Ritratto di dellelmodiscipio

dellelmodiscipio

Dom, 23/03/2014 - 23:57

Molti scrivono irridendo a questa istanza dei veneti di distaccarsi (io direi distinguersi) dal resto degl'italiani. E si rammenta l'Italia dei Comuni, oltre che il regno delle due Sicilie, la repubblica veneta, il granducato toscano ecc. come cose del passato. Va tenuto presente e va forse URLATO che la repubblica italiana E' l'Italia dei Comuni (anche molto più che l'Italia delle regioni). La sanità, i servizi sociali, l'urbanistica, l'edilizia, la polizia locale, l'istruzione, il FISCO, e giù giù fino agli stemmi e infine al SINDACO, autorità monocratica oltre che genuinamente democratica, sono nel potere dei cittadini di ogni comune. Allo Stato come parlamento e governo sta il compito di ARMONIZZARE le decisioni del popolo dei comuni. Una cosa tiene saldamente in pugno un governo NATISTA come il nostro, permettendosi quando gliel'ordina il padrone USA, di dar strada ai bombardieri che fanno il loro sporco lavoro qua e là come è stato in Libia. Per il resto, si provi il parlamento a far cose sgradite al popolo dei comuni! Si provi anche a DICHIARARE guerra a un paese che non ci fatto niente! Dovrebbe far intervenire i famigerati marines, o mitragliarci coi droni! Tutto questo sembra a qualcuno un'utopia? Ne riparliamo a giugno, quando io sarò sindaco di Capraia e Limite e darò vita alla CONFEDERZIONE ITALICA dei liberi comuni, sul glorioso esempio della cnfederazione elvetica e a dispetto dei PARTITI, la vera MAFIA ove la democrazia non ha posto.

PaoloCragnolini

Lun, 24/03/2014 - 00:15

Appartengo ad un'altra area politica, quella contrapposta del PD, ma condivido pienamente l'articolo. Credo che su questi temi vada realizzata un'alleanza forte destra-sinistra, la sola capace di fronteggiare le spinte alla disgregazione dell'unità italiana che è una preziosa eredità da difendere e sviluppare. Penso che sia in atto un attacco agli stati nazionali da parte delle forze economiche che dominano i processi della globalizzazione che vada contrastato nel giusto modo, e che di nuovo su questi temi vi possano essere alleanze fuori dalle canoniche contrapposizioni. Rispetto alla crisi della nazione italiana vorrei infine citare un intervento di Alfredo Reichlin sull'Unità del 12 marzo 2013, che si conclude con un'autocritica per la tardiva comprensione del messaggio di Mazzini.

Ritratto di claudio52

claudio52

Lun, 24/03/2014 - 00:21

PRIMA DI PARLARE DEL VENETO, E DI FARE COMMENTI NON PERTINENTI, SAREBBE UTILE CONOSCERE LA NOSTRA STORIA. CHI VOLESSE CAPIRE COSA E' STATA LA REPUBBLICA DI VENEZIA SI LEGGA QUALCHE SAGGIO DI STORIA ES. "LA REPUBBLICA DEL LEONE DI ALVISE ZORZI",(QUESTO E' SOLO UN ESEMPIO MA DI VOLUMI SULLA REPUBBLICA DI VENEZIA CE NE SONO A MIGLIAIA)DOPO FORSE, POTETE FARE QUALCHE COMMENTO. GRAZIE P.S. NELLO STATUTO DELLA REGIONE VENETO, PER CHI NON LO SAPESSE, GLI ABITANTI DEL VENETO NON SONO DEFINITI POPOLO ITALIANO MA POPOLO VENETO.

gibuizza

Lun, 24/03/2014 - 00:34

Egregio Veneziani, tutto vero quello che lei ha scritto, però a me sembra che questa Italia non sia una realtà omogenea, la storia da cui provienamo è diversa, la geografia in cui ci muoviamo è diversa, la lingua che parliamo è diversa, l'arte che vediamo è diversa, la terra degli avi e i loro sacrifici non si parlano minimamente. Se il Veneto, che ha una storia, una cultura, una lingua, una tradizione omogenea e millenaria, vuole separarsi perche no? Cosa diventerà? Viste le dimensioni e la potenza economica direi potrebbe diventare come una Finlandia, Norvegia, Austria, Moldavia, Bosnia, Croazia, Danimarca, Slovacchia. Sicuramente più grande e potente di una Islanda, Cipro, Lettonia, Estonia, Slovenia, Lettonia, Albania, Lituania, Irlanda. Cosa hanno queste 17 nazioni più del Veneto?

Pizzamano

Lun, 24/03/2014 - 01:17

Spett. Veneziani, il punto di divergenza sta proprio sulla Patria. La Patria per un veneto non è mai stata realmente l'Italia come non lo era stata l'Austria alla quale Venezia si ribellò nel 1848. La crisi economica non centra nulla con il mal di pancia dei veneti. Non è corretto quello che lei asserisce dicendo che " Il Veneto è Italia da sempre e in Italia noi ci sentiamo quando veniamo a Venezia, a Verona, in provincia." Noi con una storia millenaria siamo stati annessi al Regno d'Italia nel 1866, cioè cinque anni dopo l'Unità d'Italia, grazie all'alleanza di quest'ultimo con la Prussia, vincitrice dell'Austria a Sadowa, quindi come "preda" di guerra, come l' Istria tolta all'Italia e assegnata alla Jugoslavia dopo la Seconda Guerra Mondiale e che è divenuta dal 1991 parte della Croazia. Il 17 ottobre 1866 i reparti italiani entrarono a Mestre, il 22 ottobre si votò all'unanimità per l'annessione al Regno d'Italia con un "referendum" che non è stato un'esempio di limpidezza (in Crimea in questi giorni viene contestato il risultato di un simile referendum). Quel regno non c'è più e il re, ancor prima di essere cacciato, ha abbandonato il suo popolo, il quale, per lui ha combattuto la Grande Guerra, al grido di Savoia (non Italia), che è stata una tragedia per tanta gente. Senza il sacrificio a Lepanto della Repubblica Serenissima la storia sarebbe stata ben diversa e forse oggi l'Italia non esisterebbe neanche.

tonino33

Lun, 24/03/2014 - 04:34

Argomento 1: Lasciate stare la secessione che l'italia e' la patria. Si, la tua. Parafrasando: "Una patria è la storia da cui provieni (Repubblica di Venezia, 1000 anni di storia, MILLE ANNI), la geografia in cui ti muovi (Veneto), la lingua che parli (Veneto), l'arte che vedi (Veneta), la terra degli avi (Veneto), i loro sacrifici (per la Repubblica di Venezia nel corso di mille anni, ripeto MILLE ANNI, non i neanche due spiccioli di secoli dello stato parassita fallito), tuo padre (Veneto), tua madre (Veneta)." Quindi secondo il tuo ragionamento la patria dei Veneti e' il Veneto. Grazie per aver confermato l'ovvio. Argomento 2: Lasciate stare la secessione perche' se ci proibite di parassitare su di voi le vostre regioni ricche si staccheranno a loro modo e vi proibiranno di parassitare su di loro. Solo i comunisti sono cosi ossessionati di parassitismo da credere che la pensano tutti cosi. Guarda che esiste gente alla quale non interessa vivere alle spalle degli altri, gente che ha dignita'. Veramente pensi che se i Veneti delle regioni povere non potessero parassitare sulle regioni ricche che si straccierebbero le vesti? Pensi davvero che i Veneti hanno una mentalita' meridionale?

Ritratto di vecchiomontanaro

vecchiomontanaro

Lun, 24/03/2014 - 06:57

Il problema da verificare è se il Veneto sia stato annesso al Piemonte ( poi diventato Italia ) con una occupazione militare per cui chi è stato occupato si senta o no di far parte della nazione che ora lo ingloba. Certamente bisogna salvaguardare l' Europa, ma anche riconoscere le singole entità, visto che la democrazia esiste solamente, per alcuni, se il responso elettorale dice quello che quelli che comandano vogliono, altrimenti è " illegale " ( vedi Crimea ).

Doc71

Lun, 24/03/2014 - 07:03

Scusi Veneziani, ma Lei si è' mai fatto un giro in Veneto prima della crisi, 6-7 anni fa e adesso dopo che è' crollato tutto. Prima era un fiorire di pmi , fabbriche ovunque , laboriosità', creatività', innovazione, tutto ciò generava benessere, tranquillità e soprattutto tasse, tante, troppe, nella casse del tuo socio occulto, lo Stato che poi nel momento di difficoltà' cosa ha fatto, invece di premiare tale spirito lavorativo in un momento di Crisi Internazionale Ti ha massacrato portando la pressione fiscale a livelli "comici". E' sparito quasi tutto Signor Veneziani, forse Le è' sfuggito! Le grasse vacche venete sono state stramunte, non c'è' più latte, anzi non c'è' quasi più nulla. Capannoni vuoti, centri commerciali vuoti (tranne quelli Cinesi, ma li il registratore di cassa non C'è., viene venduto a parte .....). Altro che Secessione Veneziani, altro che Civile protesta!! Il gioco delle parti e' finito e non per colpa dei Veneti!

alvisecontarini

Lun, 24/03/2014 - 07:17

"Una patria è la storia da cui provieni, la geografia in cui ti muovi, la lingua che parli, l'arte che vedi, la terra degli avi, i loro sacrifici, tuo padre, tua madre." Sono gli esatti argomenti dei Veneti. Marcello, lo stai dicendo TU. Dire che la questione è solo economica è molto ingeneroso. O anche tu sei tra qelli che fanno finta di non capire?

blues188

Lun, 24/03/2014 - 07:22

Veneziani, sei un furfante! Matricolato e in cattiva fede! Prima ti vuoi distinguere affermando che sei fiero di essere meridionale (e bada, NON ITALIANO!), quindi tu per primo vuoi essere diverso dal Nord! Ora che il Veneto si è stufato delle tue prese in giro, tue e dei tuoi connazionali, fai il dolente per il voto veneto? Voto che è già tardivo, visto che i tuoi amici, pugliesi, calabresi, siciliani, napoletani, eccetera, avete dilapidato tutto quanto era dilapidabile, sfasciando tutto e mangiando a più non posso. Avete occupato tutti i posti con la scusa dello Stato. Ora che avvertite il pericolo alzi la voce per l'Unità? Quale unità, quella che vi mantiene e che vi permette di avere senza dare?

Ritratto di cokieIII

cokieIII

Lun, 24/03/2014 - 07:46

Caro Veneziani, per una volta non sono d'accordo. Se a te va bene pagare ad libitum per mantenere parassiti, affari tuoi. A me non sta bene. La seccessione non e' necessaria (e non e' stata rivendicata direttamenete), basta autonomia amministrativa (come in Svizzera) prima di tutto.

brunog

Lun, 24/03/2014 - 08:01

Non sono daccordo con l'autore per tre motivi, primo se stati come il Lussemburgo sono pienamente integrati e rispettati in un contesto europeo a maggior ragione il Veneto, secondo se un predicozzo deve essere fatto allora va indirizzato a chi e' la causa di questo referendum e qui mi riferisco a quella parte d'Italia che riceve piu' di quello che da e lo usa anche male, terzo in quanto veneto preferisco essere governato da una classe politica stile teutonico che da una oligarchia meridionale. Caro Veneziani, lei dice che non si puo' buttare via l'Italia perche' non e' piu' conveniente, ma si puo' chiamare l'Italia uno stato degno di questo nome? Meglio lasciare perdere il patriottismo, qui si tratta di sopravvivenza. Il senso dello stato bisogna averlo non solo per i diritti ma anche per i doveri, infatti Kennedy diceva: chiediti cosa puoi fare per il tuo paese e non cosa il tuo paese puo' fare per te.

minestrone

Lun, 24/03/2014 - 08:16

Quale patria?Questa barca bucata che affonda?Si salvi il Veneto e si salvi ognipopolo/regione che decide di staccarsi da questo baccanale di nazione distrutta dai ladri mafiosi.Ogni popolo dewcida per se.

eolo121

Lun, 24/03/2014 - 08:35

diceva metternich che l italia è solo una espressione geografica forse non aveva tutti i torti... dall unità son passati 150 anni l italia non è ancora ben amalgamata troppi squilibri fra territori anche oggi

simonesan

Lun, 24/03/2014 - 09:29

Buongiorno Gentilissimo Marcello Veneziani. La mia Patria è il Friuli e il Nord-Est. Altre non ne riconosco. Io rispetto Siciliani, Sardi, Campani etc. etc. e la loro Patria ma non fanno parte della mia Patria. Punto e a capo. Il resto sono suoi sogni. Cordialità Simone

simonesan

Lun, 24/03/2014 - 09:29

Buongiorno Gentilissimo Marcello Veneziani. La mia Patria è il Friuli e il Nord-Est. Altre non ne riconosco. Io rispetto Siciliani, Sardi, Campani etc. etc. e la loro Patria ma non fanno parte della mia Patria. Punto e a capo. Il resto sono suoi sogni. Cordialità Simone

simonesan

Lun, 24/03/2014 - 09:32

Buongiorno Gentilissimo Marcello Veneziani. La mia Patria è il Friuli e il Nord-Est. Altre non ne riconosco. Io rispetto Siciliani, Sardi, Campani etc. etc. e la loro Patria ma non fanno parte della mia Patria. Punto e a capo. Il resto sono suoi sogni. Cordialità

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Lun, 24/03/2014 - 09:57

VENESSIANI, NO STAR A CANBIARE NOME E IN CASO DE SECESSION TE SPETEMO IN VENETO E TE DAREMO LA CITADINANSA ONORARIA.

Ritratto di jasper

jasper

Lun, 24/03/2014 - 11:17

L'Italia fu fatta con la forza. Prima della c.d. Unità ogni Stato grande o piccolo che fosse usciva dalla disentegrazione dell'Impero Romano e prima dell'Impero Romano non era mai esistita una nazione Italia. La penisola italiana era composta da tanti popoli: gli Etruschi, i Latini, i Sanniti, i Sabini, i i Greci, i Galli, i Veneti, i Reti ecc.ecc. ed ognuno aveva la sua lingua. Cosa ben diversa dai Germani che erano tante tribù, ma tutti germani erano e parlavano più o meno tutti un identico linguaggio. Per questo l'unità dei Tedeschi fu facile sotto Bismark. In Italia le cose erano del tutto differenti e per questo solo con guerre di aggressione e plebisciti fasulli fu possibile unire (si fa per dire) l'Italia.

Ritratto di bobirons

bobirons

Lun, 24/03/2014 - 11:48

Egrregio ARKKAN - Lei ha ragione, ma, mi consenta, non vale. Perché rifugiarsi verso l'indolenza, l'ignoranza se non addirittura la vera e propria volontà disgregatrice non sono motivi sufficirenti per negare l'esistenza del concetto di Patria. Beato Lei che ha fatto le scuole negli anni '70, io a quei tempi avevo già il mio bel diploma in tasca e lavoravo da due lustri. Anche a me davano del fascista ed io replicavo che non lo ero, fascista nero, se non altro per ragioni anagrafiche, da una parte, e certamente non fascista rosso che rifiutavo per pura coerenza e coscienza. A parte ciò, la Patria esiste e sta a chi, come Lei, magari anche come me, certo come molti altri, continuare a comunicarne il concetto. Odio sentire o leggere, quando alcune cosa fanno letteralmente schifo, che uno non si sente più italiano. Io invece mi sento ancora di più, proprio per tentare e portare il mio bicchiere d'acqua al mare dei cambiamenti necessari per far sentire l'Italia la Patria degli italiani. Non pretendo che ci dichiariamo superiori (anche se per molti versi lo potremmo essere) a chicchessia, ma guai a coloro che pretendessero di classificarci come cittadini europei di secondo grado.

Ritratto di MARINA58

MARINA58

Lun, 24/03/2014 - 13:21

Tenerissimo Veneziani: mi commuovo sempre quando la leggo,per la passione...che Lei in ogni suo cucù,trasmette...credendoci, e sicuramente sognando, un 'ITALIA...che di fatto non esiste e non esisterà mai.Io non sono Veneta; ma di questo popolo, ne compriendo, senza alcuna difficoltà...tutta la "rabbia" lo scontento e la frustrazione...che poi in fondo, non è diversa da quella di altri popoli, dello Stivale,ai quali han tolto voce e sogni...l'ITALIA...è persa e non da oggi.CON STIMA e tanto affetto, sua Marina.HOLA.ore 13;21.

mila

Mar, 25/03/2014 - 05:59

L'Italia non e' piu' uno Stato sovrano (cioe' un vero Stato) da quando ha sottoscritto i vari trattati europei. Quindi anche le secessioni non sono piu' cosi' scandalose. Mi chiedo pero' se siano veramente utili, dato che gli eventuali Stati che sorgerebbero dovranno restare parte della UE, cioe' non avranno neppure loro una sovranita'. Inoltre, un Veneto indipendente dovra' accollarsi la sua parte di debito pubblico italiano.