Il Pd fa decadere Letta

I democratici hanno fretta e vogliono accelerare l'espulsione di Berlusconi dal Senato

Il tempo non è galantuomo. Quello di Letta sta finendo per colpa del Pd. È chiaro ormai che la sinistra si prepara a espellere il più in fretta possibile Berlusconi dal Senato. Non ci sono più veli e ipocrisie, non ci sono neppure più chiacchiere e trattative. La decadenza del leader Pdl significa la fine immediata del governo. Solo il premier continua a credere nel futuro. Berlusconi per domani ha convocato i gruppi parlamentari del suo partito. È un segnale. I ministri del Pdl, però, non dovrebbero aspettare che sia il grande capo a dare il via alla svolta decisiva. Tocca a loro dire qualcosa. Spetta a loro manifestare con atti concreti il disagio di questa situazione. Il Pd ha fatto la sua scelta. Non tutti nel partito sono convinti che sia quella migliore, ma alla fine prevale il timore per le reazioni dei fondamentalisti antiberlusconiani, Repubblica in testa. Fatto sta che la scatola si è rotta. E i ministri berlusconiani devono dire con chiarezza da che parte stanno. Non serve più temporeggiare. È inutile traccheggiare. Non c'è più spazio per terze vie sotterranee e per equilibrismi tattici. Questa partita si decide andando alle elezioni, e forse anche il buon Napolitano deve farsene una ragione. Sono tanti gli errori fatti in questi ultimi anni. Uno su tutti: votare la legge Severino che è servita a salvare Penati e a condannare il leader del Pdl all'esilio politico. Qualcosa, a quanto pare, non ha funzionato.
Non è il caso neppure di improvvisare diaspore, alternative, cordate generazionali e il solito gioco di chi spera di salvare carriera, poltrone e futuro politico. La sindrome da teatro Olimpico, quando in molti cantarono il de profundis di Berlusconi, sarebbe un errore strategico. Il Pdl mai come adesso deve mostrarsi compatto, tutelare il suo leader e prepararsi alla sfida elettorale. Il rischio, altrimenti, è di disperdere tutto il patrimonio del centrodestra e accontentarsi di un ruolo marginale per anni e anni, elemosinando alla sinistra un diritto alla sussistenza. Non è questione più di falchi o di colombe, o di altri animali esotici, ma di sopravvivenza politica. Ci sono milioni di italiani che non vogliono arrendersi e non accettano di rinunciare alla loro rappresentanza politica. E pensano di dimostrarlo con il voto. Sacrificare Berlusconi non significa aprire un'alternativa, ma negarsi un futuro.

Commenti
Ritratto di Agrippina

Agrippina

Mar, 10/09/2013 - 09:03

anzitutto non si tratta di sacrificare proprio nessuno,ma di prendere atto dei fatti,in secondo luogo,la penso in maniera diametralmente opposta,ovvero senza berlusconi e con il conseguente crollo del pdl,ci sarebbe l'opportunità storica di resettare tutto,di far emergere una nuova generazione politica in grado non più di dover perdere tempo su questioni personali,ma finalmente lòibera di esprimere una Destra diversa da quella fallimentare che c'è stata negli ultimi 20anni.Non servono le macchine elettorali,se poi dopo qualche successo,non si è capaci a governare,piuttosto serve una nuova classe dirigente che venga dal territorio e si selezioni meritocraticamente.E prima o poi questo che vi piaccia o meno,accadrà.

Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 10/09/2013 - 14:21

Ripeto. La sinistra sta pregustando una duplice vittoria, fino a qualche anno fa insperabile: 1) caduta ignominiosa di Berlusconi; 2) nuovo governo di sinistra con PD-Sel, più transfughi vari dal M5S in cerca grano e 4 voti aggiunti al Senato, grazie al Colle. Al momento vi è un solo ostacolo: il governo Letta, che reggerebbe di sicuro se il Pdl non staccasse la spina, rispettando il desiderio degli Italiani, ma che sarà fatto cadere proprio dal Pdl per difendere un'indifendibile bandiera, cioè Berlusconi. Pare che nel Pdl, un poco per congenite difficoltà di capire, un poco per contingente mancanza di lucidità, non si rendano conto di essere sul punto di cadere nella trappola e faranno ciò che Bersani, Renzi e parte consistente del PD aspettano speranzosi proprio dal Pdl, ma che non avrebbero il fegato di fare da soli, specie stante Napolitano sul Colle. Intanto il popolo del Pdl, con parte cospicua del popolo italiano, aspetta anche lui speranzoso che ad Arcore il buon senso trionfi, ma l'impressine è che resterà ancora una volta deluso, però questa per molti sarà l'ultima volta e per il Pdl sarà l’inizio della fine.

Gioa

Mar, 10/09/2013 - 19:05

MENO MALE CHE IL TEMPO NON E' GALANTUMO....CADI ERCOLINO CADI!!!

LAMBRO

Mar, 10/09/2013 - 19:40

NULLA DI NUOVO !!! IL PCI-DS ecc ..HANNO SEMPRE TRADITO TUTTI: da NENNI (CRAXI incluso), a MORO, a BERTINOTTI , a MASTELLA ecc... PERCHE' NON DEVE TRADIRE LETTA,il PDL e gli ITALIANI?? IL SUO SOCIO NATURALE E' UN FASCISTA come GRILLO !!! e FINALMENTE POTRANNO AVERE UNA DITTATURA COMPIUTA!!