Un po' etniche, un po' british le nomadi di lusso di Armani

ParigiIl giro del mondo in un tessuto da cravatte, l'incontro estetico tra oriente e occidente, maschile e femminile lusso e modernità. È la magia di Armani per la collezione Privè della prossima estate in passerella ieri sera a Parigi negli smisurati spazi del Palais de Tokyo interamente ripensati per l'occasione. Lo stilista-imprenditore ha infatti deciso di organizzare in questo spettacolare edificio solitamente dedicato all'arte contemporanea la tappa parigina delle sue ormai celebri One Night Only che dal 2006 a oggi hanno toccato Londra, Milano, Tokyo, Pechino, Roma e New York. Così oltre ad allestire una nuova versione della magnifica mostra Eccentrico (aperta al pubblico da oggi per una settimana) ha fatto preparare da Davide Oldani una fantastica cena per 480 invitati servita su lunghe ed eleganti tavole «vestite» con lo stesso motivo cravatteria che serve da fondamento e da base per questa sofisticatissima collezione. Re Giorgio parla di una donna nomade che coglie dal mondo le cose più belle e se ne adorna: un colore, una pietra, un ricamo, un'attitudine nuova da imparare prima e dominare poi. Così su quell'inconfondibile jacquard compaiono intarsi, ricami, applicazioni che hanno un leggero profumo di altrove pur non essendo etnici e tantomeno folk. Qualcosa viene forse dal Tibet, la forma di alcune gonne ricorda vagamente il sarong indonesiano e certi pantaloni fanno pensare al classico modello sarouel del Nord Africa. Ma tutto è Armani 100 per 100, un'alta moda pensata per donne che non han più la carrozza e che magari girano in scooter, ma che vogliono e possono permettersi l'unicità. Ecco quiundi la piccola giacchina fatta da innumerevoli striscioline del tessuto da cravatte montate su tulle oppure il poncho-gioiello in cristalli, pietre dure e bordo ricamato che lo stilista fa sfilare sulla pelle nuda senza per altro suscitare il minimo scandalo perché la sola cosa che tutti vedono è l'incredibile bellezza del capo. Ecco soprattutto quell'indimenticabile tailleur pantalone interamente ricoperto da canottiglie dorate prima e dal magnifico pizzo di crinolina fatto in esclusiva per Armani. Il gioco di luci e ombre prosegue poi nei fantasmagorici gioielli e nelle preziose calottine di cristallo che accompagnano tutti i modelli da sera. Quelli da giorno sono invece presentati con lo stesso tipo di copricapo fatto però in raso e tessuto jacquard annodati dietro la nuca come un foulard con il preciso intento di rendere più piccola e ordinata la testa delle ragazze. «Le avrei fatte sfilare tutte con i tacchi bassi, ma anche le modelle hanno bisogno di slancio quando devono indossare delle gonne così importanti» spiega Armani nel backstage dando gli ultimi tocchi alle 55 uscite: una più bella dell'altra, tutte tarate sull'eterna ricerca del nuovo che fino a prova contraria è la ragione d'esistere della moda. Intanto, in cucina, Oldani guida un esercito di 22 cuochi, due pasticceri, 80 camerieri e 15 somellier per preparare in tempo utile uno speciale menù italiano che Parigi farà fatica a dimenticare. Si comincia dal cavolfiore con limone, capperi di Pantelleria fritti e rafano. Poi arrivano in rapida successione prima il gnocco soffiato con salsa di lattuga profumata all'anice e uova di trota arancione, quindi lo stinco di vitello con salsa di liquirizia calabrese. Infine è la volta del gelato di panettone alla crema di mandarino e dei commenti estasiati degli invitati. Armani con l'eleganza che lo contraddistingue non si siede a mangiare con nessuno, ma gira tra i tavoli e parla con tutti: il miglior ambasciatore dell'Italia che vale nel mondo.