Il popolo dei forconi non molla

Proteste, blocchi stradali e mercoledì la "marcia su Roma". Letta e Alfano non li sottovalutino: la rabbia sta per scoccare. E sarebbe un cataclisma

 

Datemi un forcone e vi solleverò le chiappe da quelle maledette poltrone sulle quali siete incollati: ecco lo slogan dei nuovi contestatori. Gente incazzata che non ha programmi eccetto uno: spedire tutti a casa. Tutti chi? Chiunque abbia una cadrega, una responsabilità pubblica, un incarico burocratico. Quelli dei forconi non hanno un capo che li guidi, ma dispongono di piedi robusti e non si stancano di andare di qua e di là a fare casino per dimostrare che non ne possono più: del governo, del Parlamento, del fisco e degli impiegati postali. Che c'entrano gli impiegati postali? C'entrano, eccome se c'entrano. Perché sono loro a distribuire a domicilio le cartelle con cui Equitalia chiede soldi a chi ha un lavoro, anzi a chi l'aveva e ora non ce l'ha più o ne ha poco, insufficiente a mandare avanti la baracca e la famiglia.

La protesta dilaga. Si sa dov'è cominciata - in Sicilia - ma non si sa dove finirà e chi travolgerà. Monta ogni giorno di più nonostante non abbia il lievito di un'ideologia, ed è questo che preoccupa i sedentari gestori del potere politico. I quali non conoscono il nemico e non sono capaci di prevenirne le mosse. Sperano che gli insorti si fiacchino, che presto o tardi siano logorati dalla loro stessa inconcludenza e tornino quindi all'ovile con le pive nel sacco. Può darsi che abbiano ragione le autorità quando dicono: lasciamo che queste teste calde si sfoghino, o che provveda il generale inverno a raffreddarle e che poi rientrino nei ranghi, rassegnate all'impossibilità di fare la rivoluzione. Ipotesi, illusioni.

Per il momento è chiaro solo un concetto: gli italiani di vari ceti sociali, piccolissimi imprenditori, contadini, operai e ora anche qualche studente, non sono più disposti a subire continue vessazioni da parte dell'élite di coloro i quali ubbidiscono agli ordini dell'Europa, fottendosene delle conseguenze che ciò comporta: l'esproprio della sovranità nazionale, l'accanimento fiscale, l'impoverimento generalizzato del popolo. I forconi sono per adesso il simbolo del malessere, ai limiti della rabbia, di chi - la maggioranza - non è più in grado di assicurare a sé e ai propri figli l'indispensabile per vivere decentemente. Ma è noto che i movimenti nati spontaneamente dall'esasperazione dei cittadini anonimi, qualora siano sottovalutati da lorsignori, sono destinati a crescere. Poi sono guai perché essi sfuggono al controllo, come fiumi in piena, e possono minacciare seriamente l'ordine costituito.

Le masse imbufalite prima o poi si lasciano sedurre da un leader furbo - ce n'è sempre uno pronto a cavalcare la collera dei diseredati - e allora si salvi chi può. Letta Enrico e i suoi boy scout osservano allibiti le manifestazioni rumorose delle orde barbariche e le snobbano solo perché non sono capaci di affrontarle. Probabilmente sognano che cessino per intervento divino. Si affidano al Padreterno consapevoli di non potersi fidare di se medesimi. Pregano, ignari perfino del vecchio adagio: aiutati che il ciel ti aiuta.
Difatti il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, non ha ancora mosso un dito per capire, se non per sedare, i tumulti in corso. Fin qui si è rifiutato di incontrare una delegazione degli inferociti dimostranti allo scopo di ascoltarne le ragioni e di trattare con loro per cercare di calmarli. Il premier, Letta il Giovane, è troppo impegnato nel rilasciare quotidiane dichiarazioni televisive per occuparsi di questa «robetta», forse considerata innocua, rigurgiti di fascismo mai sopito, come si diceva un tempo, quando le piazze s'incendiavano pressoché ogni dì. Il Palazzo d'altronde è sempre stato mille miglia distante dal popolo e dalle sue pene; ha badato soltanto a sopravvivere e a conservare il potere.

Ciò che sorprende è che i partiti - tutti i partiti - sin qui abbiano trascurato i forconi, evitando per paura o per scempiaggine di apparentarsi con essi per condurli verso un quieto traguardo politico. Dubito che sarà sempre così. Se la folla con la bava alla bocca non mollerà la presa, ci sarà pur qualcuno che ne assumerà il comando e la trascinerà con sé alla conquista degli scranni. Le motivazioni per lottare non mancano: l'euro e la gabbia dell'Unione sono un ottimo spunto per combattere. Basti notare che il 60 per cento dei cittadini Ue sono contrari ai diktat della Commissione europea, giudicandoli causa di ogni male economico-finanziario del continente. In Francia, Marine Le Pen si avvicina al 30 per cento dei consensi grazie alla propria ostilità nei confronti di Bruxelles. La moneta unica ha una pessima reputazione praticamente in ogni Paese, inclusa la Germania che pure se ne è giovata.

Recentemente la Coldiretti è esplosa per via dei maiali tedeschi importati con «passaporto» italiano: un vero e proprio attentato all'italianità dei nostri prodotti suini assai pregiati. Il settore alimentare è quanto di meglio abbiamo, ma viene attaccato brutalmente dai dittatorelli europei: le quote latte sono state stabilite con criteri folli; i coltivatori di pomodori e di arance sono costretti a distruggere i raccolti, loro unica ricchezza, in ossequio ai mentecatti Ue.

Non solo non siamo tutelati (semmai penalizzati) dalle superiori disposizioni europee, siamo altresì condannati dal nostro governo a soggiacere a regole da manicomio. Era fatale che non si potesse proseguire così in eterno. La sollevazione di chi imbraccia il forcone non sarà elegante, non piacerà alla sinistra col birignao, sarà sgangherata, ma bisogna prenderne atto e ammettere che è giustificata.

A noi non vanno a genio le piazze in fermento, non sopportiamo i cortei e i comizi (personalmente ho in antipatia anche le processioni), figuriamoci se apprezzo i forconi. Eppure è da allocchi stupirsi che milioni di uomini miti per natura non si dimostrino più lenti all'ira e minaccino sfracelli. Nel momento in cui fra loro si infiltrassero violenti vocazionali, addio: sarebbe un cataclisma. Alfano, svegliati, che l'ora sta per scoccare.

Commenti
Ritratto di combirio

combirio

Dom, 15/12/2013 - 15:32

Nella mia città stanno aprendo tantissimi empori cinesi anche nelle zone più ricche della città Hanno tutto! Dalla lampadina all' abbigliamento. Tanta rumenta, ma hanno tutto! Dove sono finite le regole del commercio? Una volta quando ti serviva un prodotto trovavi una persona che si dedicava a una certa tipologia di prodotti e ti poteva anche consigliare nelle scelte. Ovviamente il prodotto costava di più, ma contavi su qualità servizio e durata, che generava ricchezza per tutti anche per lo stato. Purttroppo storicamente era intollerabbile soprattutto dalla sinistra, vedere che un piccolo imprenditore lavorando duro potesse permettersi di stare discretamente bene e magari farsi anche una seconda casa. Uno per tutti Ferrari che da una piccola officina arrivò a fare un eccellenza nel mondo. Ma ciò contribuì a fare Grande anche l' Italia, creando ricchezza e lavoro. Poi venne l' avvento della grande distribuzione e già ci fù la prima mazzata per il commercio. Attualmente vedo che ogni supermercato, soprattutto alimentare tende a farsi la propria etichetta nei prodotti, praticamente decidendogli il prezzo a chi gli fornisce la merce. Con ciò assistiamo che il cliente ha un prezzo più basso dell' articolo a discapito della qualità del prodotto, i commessi dei supermercati prendono già una paga da fame, e marchi come il prosciutto di Parma o il Parmigiano Reggiano rischiano l' estinzione. Praticamente prodotti che hanno reso ricca l' Italia e fatto raggiungere certi traguardi di benessere sociale al nostro paese rischiano di scomparire. I nosti politici che permettono tutto questo sono i peggiori responsabili sostenuti da tante teste vuote. Grazie a Prrrr...odi recentemente proposto come Presidente Della Repubblica per i suoi meriti, primi fra tutti la svalutazione della Lira verso l' Euro e gli accordi più stretti con la Cina, assistiamo Ad una invasione degli esercizi cinesi. Ciò sembra peggio di un invasione di cavallette, sommerggendoci di prodotti scadenti facendo morire del tutto il nostro già malato commercio.Senza contare che loro stessi lavorano 18 ore al giorno senza nessuna tutela e senza nessun diritto con paghe da schiavi. Continuando così la Camusso fra breve dovrà discutere con loro i diritti sindacali e ci sarà da ridere, anzi da piangere. Inoltre qualcuno deve spiegare ai nostri politici che gli utili di questi signori vanno tutti in Cina incrementando il nero che loro cercano. I famosi slogan di quando andavo a scuola dei miei compagni La CINA è VICINA! e PAGHERETE CARO, PAGHERETE TUTTO ! Sono ora più che mai attuali. Solo che adesso ci sono di mezzo anche gli stupidi che lo dicevano. Forse i sinistri capiranno quando gli verrà tolto tutto causa forza maggiore.

Silvano Tognacci

Dom, 15/12/2013 - 15:35

Vi prego di far giungere questo messaggio in ogni casa, in tutta Italia. Datelo all'ANSA e ai quotidiani nazionali e locali e alle TV. I giornalisti e il potere debbono sapere che non possono giocare più sulla Jaguar di Danilo Calvani, né sugli estremisti di destra e di sinistra. Questa volta è tutto il popolo che si sta muovendo. Ci vediamo il 18 dicembre alle ore 10,30 al cinema "Capranichetta" di Roma, Un abbraccio Antonio Pappalardo

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WjnnEx

Dom, 15/12/2013 - 16:26

Forconi spaccati, Sicilia e Veneto si tirano fuori I leader: "A Roma rischio infiltrazioni e violenze"

Ritratto di WjnnEx

WjnnEx

Dom, 15/12/2013 - 16:29

Mercoledì 18 dicembre non saremo a piazza del Popolo a Roma. Ad annunciarlo all’Adnkronos è Mariano Ferro , leader dei Forconi. «Temiamo che possano esserci degli “infiltrati” e che la manifestazione da pacifica si trasformi in qualcosa di lontano dalle nostre intenzioni». NO A STRUMENTALIZZAZIONI - «Siamo convinti da quello che sta accadendo nelle ultime ore che organizzazioni trasversali potrebbero creare disordini. Noi - ribadisce Ferro - non possiamo rischiare di farci coinvolgere in situazioni simili e anche un presidio potrebbe essere una miccia pericolosa. C’è una destra in questo Paese che vorrebbe strumentalizzare la protesta e non possiamo permetterlo né alla destra né alla sinistra». La protesta continua ma «non a Piazza del Popolo. Vogliamo fare pressione al governo in maniera pacifica, nei territori».Mercoledì 18 dicembre non saremo a piazza del Popolo a Roma. Ad annunciarlo all’Adnkronos è Mariano Ferro , leader dei Forconi. «Temiamo che possano esserci degli “infiltrati” e che la manifestazione da pacifica si trasformi in qualcosa di lontano dalle nostre intenzioni». NO A STRUMENTALIZZAZIONI - «Siamo convinti da quello che sta accadendo nelle ultime ore che organizzazioni trasversali potrebbero creare disordini. Noi - ribadisce Ferro - non possiamo rischiare di farci coinvolgere in situazioni simili e anche un presidio potrebbe essere una miccia pericolosa. C’è una destra in questo Paese che vorrebbe strumentalizzare la protesta e non possiamo permetterlo né alla destra né alla sinistra». La protesta continua ma «non a Piazza del Popolo. Vogliamo fare pressione al governo in maniera pacifica, nei territori».

eureka

Dom, 15/12/2013 - 16:38

I partiti hanno evitato incontrarli perché non sanno come muoversi. Non hanno capito che le persone di ogni ceto sociale partecipa senza cortei e senza sindacati perché entrambi sono sempre al servizio di qualche partito. La Camusso parla di 'inclinazioni autoritarie e repressive non si capisce cosa vogliano'. La CGL e la Camusso sapendo quello che il governo (Monti-Fornero-Saccomanni) ha fatto ha condiviso tutto standosene zitta ed andando a cena con Monti. Nessuno al governo si accorge che questi a questi blocchi stradali dei forconi si uniscono molti cittadini a cui non viene chiesto nulla, aderiscono perché con l'euro gli stipendi e le pensioni sono state convertite nel giusto cambio mentre la spesa viene fatta con 1€=1000 lire di una volta non permettendoci arrivare a fine mese. Le tasse sempre in aumento, blocchi sulle rivalutazioni pensioni immediate ed invece il finanziamento pubblico dei partiti forse.....lo toglieranno nel 2017. Dov'è la contropartita per il cittadino? Se una mano da l'altra prende, non possiamo sempre e solo dare mentre i sigg.politici guazzano nel benessere a nostre spese. Il benessere piace tutti e tutti lavorano per raggiungerlo, perché portarci via quel poco che riusciamo a conquistarci? Questo movimento aumenterà e se fossi nel governo comincerei a preoccuparmi.

Miraldo

Dom, 15/12/2013 - 17:50

I forconi usateli nelle stalle ci vuole ben altro per fare una rivoluzione gran parte di queste persone sono i soliti noti che fanno manifestazioni per passatempo.

Bocca della Verità

Dom, 15/12/2013 - 18:20

Al-Fini (Giuda impenitente… ) nulla puó, per propria costituzione. É auto-predestinato ad affondare, insieme alla folta combriccola che s' é scelta quale famiglia "diversa", nel Titanic parlamentare governativo. Che sia la volta buona… BdV

Ritratto di manasse

manasse

Dom, 15/12/2013 - 18:47

la proposta che consiglierei ai forconi di chiedere al governo di fare una LEGGE che possa mandare a casa le eminenze grigie della burocrazia in special modo gli incapaci na anche quelli capaci che dopo un tot di tempo devono levare le tende sono LORO i veri DETENTORI del potere senza mai essere stati ELETTI e quidi fuori controllo dal cittadino e per i parlamentari 2 madati e poi fuori dalle balle perchè la POLITICA cos com'è risulta un posto da lucrarci sopra a vita e anche dopo visto che i benefi t che si cuccano possono riversarli sugli eredi e/o amiche/amici mentre se un cittadino titolare di pensione muore la moglie si vede la stessa decurtata come se no dovesse pagare lo stesso affitto e le varie spese mentre se il titolare rimane solo la pensione rimane invariata e questa contraddizione dovrebbero spiegarla in modo CHIARO

FRANGIUS

Dom, 15/12/2013 - 21:04

BRAVO FELTRI ! LETTA DICE: NOI ABBIAMO ALTRI VALORI.... HA RAGIONE..."MANGIARE" E BERE A SPESE DEGLI ITALIANI RIDOTTI DA LORO ALLA FAME.PROVATE GUARDIE DEL CORPO DEL GOVERNO A FARE SCIOPERO UN GIORNO....SAREBBERO TUTTI ASSERRAGLIATI IN CASA COLPITI DA VIOLENTE SCARICHE DI DIARREA ! I FORCONI NON HANNO LA SCORTA E NON SONO PAGATI DAI VS/ SINDACATI VENDUTI.ALFANO....INTANTO RENZI TI HA GIA' LIQUIDATO,MEGLIO CHE TORNI A CASA...CARO MINISTRO DELL'INTERNO !