Il caso Grande Stevens e il "no" dell'Europa alla doppia sanzione

La sentenza della Corte europea dei diritti umani è arrivata e ha esteso il principio giuridico del "ne bis in idem"

La sentenza della Corte europea dei diritti umani sul caso Grande Stevens, citata dal professor Franco Coppi durante la sua arringa in Cassazione, è arrivata lo scorso 4 marzo. E ha esteso il principio giuridico del «ne bis in idem» (quello cioè che prevede che non si possa essere condannati due volte per lo stesso fatto), sinora limitato alle sanzioni penali, anche alle pene amministrative. La corte di Strasburgo ha infatti stabilito che, istruendo un processo penale contro Franzo Grande Stevens e Gianluigi Gabetti per Ifil-Exor (poi conclusosi con l'assoluzione), l'Italia ha commesso un abuso, perché i due erano già stati condannati in via amministrativa dopo una procedura promossa dalla Consob. Di qui, per Strasburgo, la violazione dell'articolo 4 del protocollo 7 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, che stabilisce che non si può essere giudicati e puniti due volte per lo stesso reato. Secondo l'avvocato Coppi il verdetto di Strasburgo ha attinenza con la vicenda del Cavaliere in quanto «affronta il problema della cumulabilità delle sanzioni penali e rileva che qualora una sanzione accessoria, non importa se di natura penale o amministrativa, incide su diritti fondamentali, allora non può essere cumulata con un'altra sanzione simile». Per il «ne bis in idem».

Commenti
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WjnnEx

Mer, 19/03/2014 - 08:46

Nel quartier generale forzista a nessuno è sfuggito che la bocciatura dell'ipotesi di una candidatura del leader sia stata recapitata da Bruxelles da quella Viviane Reding che, oltre a essere commissario europeo alla giustizia, è un esponente di spicco del Ppe. Il messaggio lanciato dalla grande famiglia popolare europea alla quale Forza Italia aderisce è chiaro: una forzatura sulla candidatura del capo, condannato e interdetto, non verrebbe accettata dai moderati europei e, se portata alle estreme conseguenze, potrebbe condurre all'espulsione.

gioch

Mer, 19/03/2014 - 08:56

Sì! Ma vuoi mettere la "longa manus" FIAT?

Ritratto di Luigi.Morettini

Luigi.Morettini

Mer, 19/03/2014 - 08:57

Sicuramente quello che la Corte di Strasburgo ha sentenziato per Franzo Grande Stevens e Gianluigi Gabetti non verrà applicato per Berlusconi. Per il Cavaliere sempre e solo sentenze "ad personam"!

Howl

Mer, 19/03/2014 - 09:58

Risposta lapidaria : PRETESTUOSO ( per chi conosce il principio del "ne bis in idem" )............... e mi meraviglio che l'avvocato Coppi si presti a questi mezzucci retorici. Se porterà questa tesi alla Corte di Strasburgo sarà deriso ma capisco che "pecunia non olet" Consiglierei all'avvocato Coppi di rinunciare alla difesa se non vuole rovinarsi la reputazione ( ha già perso un paio di processi in Italia farlo anche alla Corte di Strasburgo sarebbe la chiusura della sua brillante carriera )

Ritratto di Farusman

Farusman

Mer, 19/03/2014 - 10:08

Gioch, i tempi sono cambiati: la longa manus è diventata una "mano morta". Si metta il cuore in pace: questo è semplicemente diritto. Che poi venga applicato anche dai giudici dello stivale, beh, questa è un'altra faccenda.

vince50_19

Mer, 19/03/2014 - 10:15

La corte di Strasburgo ci ha sanzionati a suon di decine di milioni di euro, abbiamo un arretrato di oltre 2500 sentenze della predetta corte da rendere esaustive (lo dice perfino Il Fatto Quotidiano), siamo il peggior paese della Ue in tema giustizia e c'è chi spera che in Italia la giustizia venga quantomeno ammodernata senza il nulla osta di certi soggetti che definire arroganti è il meno, resa più agile evitando che certi interpreti di leggi facciano il loro comodo? Come al solito le leggi in certe procure si applicano alla lettera o si interpretano a seconda dell'imputato. Questa è la mia impressione. Sorrido quando penso che c'è un "canuto" tizio che parla costantemente, ossessivamente, rimbrotta a destra e a manca, definito massone dal massone Gioele Magaldi, parla di cessione di parte della sovranità nazionale alla Ue (e qui nessuno si è seriamente incazzato) dove albergano personaggi squallidi, simil cornacchie e/o avvoltoi, ma che il predetto sulla giustizia non si sforza più di tanto. Sempre su Il Fatto Quotidiano lo definirebbero un "untouchable". E questo signore non è certo il solito SB che toglie il sonno a personaggi luigiappisolati. A questo punto e in tema giustizia la cessione di sovranità gliela mollerei volentieri alla Ue, così poi vediamo cosa potrebbe accadere in casa nostra: avvisi di garanzia per tutta la Ue? .. oooooooooh... ma che ridere.. Se poi ci fosse chi si volesse prendersi la briga di leggersi l'art. 35 dell'E.S.M., allora possiamo dire che il livello di giustizia europeo s'inceppa laddove il dio euro ha parte preponderante.-

vince50_19

Mer, 19/03/2014 - 10:21

Howl - Evidentemente lei ha esperienza in materia superiore a quella del cassazionista prof. Coppi che non è certo stato infallibile anche prima di accettare l'incarico dal noto diavolo di Arcore (che io non solo non difendo ma che non ho mai votato). Un pò di più prudenza e meno otelmite non guasterebbe, a mio modesto avviso. Quanto al pecunia non olet hai voglia a guardarsi intorno, a 360°: ce ne sono di ogni tipo ed "etnia"..

Sapere Aude

Mer, 19/03/2014 - 10:25

A chi vorrà fare affari il messaggio è chiaro: confessate subito il reato tacendo sul grosso del malloppo, spingete per una condanna pecuniaria la più lieve possibile e dopo...godetevi il resto. E rei e giudici vissero felici e contenti dei loro successi. Non provateci se siete dei poveri diavoli: il malloppo non è mai abbastanza grosso da giustificare l'intrigo!

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mortimermouse

Mer, 19/03/2014 - 10:27

due pesi e due misure. vedremo se l'europa adotterà questi precedenti, oppure risponderà ai richiami delle sirene comuniste italiane... :-)

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Laura64

Mer, 19/03/2014 - 11:57

Scusate signori che significa? Se non ho capito male dovrebbe essere così più o meno: un tizio che ha ucciso risponde di omicidio però se risarcisce "prima" il danno ..."poi non deve" essere processato. Credo che questa cosa sia assurda...(ammesso che io abbia capito)... comunque in ogni caso, la sentenza di Strasburgo va letta bene e sicuramente vanno comprese meglio le determinazioni per eventuali analogie (ammesso che ce ne siano). Per quanto riguarda il Prof.Coppi quoto al 100% il pensiero di Howl, ad oggi i risultati sono davanti agli occhi di tutti e le sbavature dei 3 legali del Cavaliere non bisogna essere dei Tesla del diritto per vederle, a meno che....

Raoul Pontalti

Mer, 19/03/2014 - 15:45

Il ne bis in idem è sacrosanto (salvo il fatto che nel diritto penale internazionale non esiste e potrebbero impararlo i marò...) solo che mentre nel caso Grande Stevens ci furono due giudizi da parte di fori diversi per lo stesso fatto e conseguenti sanzioni, nel caso di Silvio il giudizio è sempre quello, spezzettato a causa dei ricorsi ma è sempre unico. La legge Severino poi, almeno a giudizio della Suprema corte ma anche della Consulta in merito alla analoga legge previgente che riguardava dai consiglieri circoscrizionali ai regionali escludendo parlamentari nazionali ed europei, non è propriamente sanzionatoria ma disponente dei requisiti per poter accedere alle cariche pubbliche, in particolare la fedina penale non troppo sporca. Chi non ha il requisito della fedina penale non proprio immacolata ma nemmeno troppo inzaccherata, così come chi non ha l'iscrizione alle liste elettorali per svariati motivi è escluso dalla competizione elettorale, così come chi non ha il diploma di scuola superiore non può iscriversi all'università, etc. Silvio ha subito sulla base della legge Severino non già un processo bensì una ricognizione del suo titolo a ricoprire la carica di senatore ed avendo avuto esito negativo per lui la ricognizione (prevista dalla Costituzione che all'art. 66 stabilisce siano Camera e Senato per i rispettivi membri a valutare i titoli di ammissione alla carica, mentre non è così per il Parlamento europeo dove in subiecta materia sono competenti gli uffici elettorali nazionali composti da magistrati) è stato dichiarato decaduto. La pena accessoria della interdizione ai pubblici uffici è quindi cosa ben diversa dall'incandidabilità prevista dalla legge Severino ed esplica i suoi effetti anche in altri ambiti dai pubblici uffici ai gradi e dignità accademici, etc. Si tenga presente poi che le cause di ineleggibilità sono svariate (pur costituendo un numerus clausus) e non si può certo sostenere che venendo a cumularsi perché l'interessato ricade contemporaneamente in diverse ipotesi vi sia un indebito aggravio di pena.

gioch

Mer, 19/03/2014 - 16:24

Farusman-L'Avvocato e gli eredi potevano sempre non sapere e Gianni era Senatore a vita.I miliardi che Margherita pretende non sono in Italia.Franzo e Gabetti l'hanno combinata grossa ma se la sono cavata con una miseria.Più che il cuore in pace,bisogna parlare di vera,prona,rassegnazione.Così va da noi.

Ritratto di Laura64

Laura64

Mer, 19/03/2014 - 18:58

xRaoul Pontalti: La ringrazio per la sua disponibilità.