Letta sceglie la prudenza e lascia solo Saccomanni

Il premier non interviene, per i decreti fiscali si profila una riscrittura di Brunetta e Baretta

Roma - Ore complicate al ministero dell'Economia. Secondo l'ultima cabina di regia (la settimana scorsa), la maggioranza si attende dal governo nuove coperture per quanto riguarda il decreto che rinvia a fine agosto la rata dell'Imu e per il rinvio di tre mesi dell'aumento dell'Iva. A Via Venti Settembre, invece, si attendono «consigli» (così li aveva definiti Dario Franceschini) da parte della maggioranza sulle nuove coperture. Risultato: assenza di contatto fra Economia e maggioranza, con rischio di impasse al vertice di maggioranza di domani.

Alla cabina di regia, poi, non dovrebbe partecipare il presidente del Consiglio. Se così fosse a Saccomanni verrebbe meno il principale alleato. Un alleato che, seppure non faccia mancare la solidarietà in privato, in pubblico preferisce la riservatezza: viste anche le posizioni della maggioranza, riterrebbe inopportuno esprimere pubblicamente la solidarietà al ministro.
Inoltre, lo stesso Enrico Letta si è mostrato piuttosto scettico (ed è un eufemismo) nei confronti delle coperture indicate dall'Economia per rinviare di tre mesi l'aumento Iva. Anche Palazzo Chigi si attende modifiche. Eppure, dall'Economia non giunge alcun segnale alla maggioranza. Nemmeno un contatto informale per capire quali margini ci possono essere.

D'altra parte, l'operazione messa in campo sabato, quando ha fatto filtrare diverse indiscrezioni sull'Imu (villette e non solo; ipotizzando anche l'annullamento della prima rata) è stata corretta dalle smentite arrivate ufficialmente da Palazzo Chigi ed in modo indiretto dallo stesso ministero: si sta lavorando a diverse soluzioni, ha fatto sapere via Venti Settembre. Nella sostanza, l'incomunicabilità sotterranea tra Economia e maggioranza rischia di sfociare domani in un altro vertice di tensione. Eppure, al momento, c'è un totale arroccamento dell'Economia, intenzionata a non modificare le vecchie coperture.

Un atteggiamento che viene visto con preoccupazione a Palazzo Chigi. La presidenza del Consiglio sa benissimo che al Senato, dove oggi inizia il proprio iter il decreto sull'Iva e sul lavoro, non può permettersi passi falsi. Palazzo Madama, tra l'altro, sta affrontando in seconda lettura anche il decreto Imu. Il governo non sembra orientato ad accogliere eventuali modifiche a questo provvedimento. Proprio a cavallo tra il decreto Iva ed il decreto Imu c'è una proposta di modifica sostenuta in modo trasversale non solo dalla maggioranza, ma anche da fette dell'opposizione come Sel e - molto probabilmente - anche M5S.
Il governo non si può permettere di veder approvato l'emendamento dall'assemblea di Palazzo Madama: minerebbe l'impianto dei due provvedimenti. Da qui, l'attesa per le mosse dell'Economia (che ancora non si vedono).

Non sarebbe la prima volta che in Parlamento vengono riscritte misure economiche. La seconda legge di Stabilità di Monti è stata interamente riscritta dai due relatori dell'epoca: Brunetta e Baretta, oggi rispettivamente capogruppo del Pdl alla Camera e sottosegretario all'Economia.