Prende a picconate i passanti: a Milano due ore di follia

Un giovane ghanese con precedenti per rapina aggredisce sei persone e le deruba: un morto e due in condizioni disperate. Al momento dell'arresto dice solo: ho fame

Milano - Il bilancio finale di due ore di follia è quasi da attentato terroristico: un morto, due in fin di vita, altri due feriti e una sesta persona sfuggita per miracolo alla morte. Un striscia di furore iniziata alle 4.30 e conclusa alle 6.35 quando finalmente i militari, allertati purtroppo con grande ritardo, sono riusciti a bloccare l'omicida, un africano di 31 anni che ha detto solo: «Ho fame».

Quartiere Niguarda, periferia nord di Milano, una tranquilla zona residenziale sviluppatasi attorno al grande ospedale edificato a fine degli anni Trenta. Sono le 4.30, il quartiere dorme ancora mentre per le strade si aggira un «mostro» armato di spranga. Incrocia Andrea Carfora, 23 anni, sta rientrando dopo una serata trascorsa con un amico. Gli si para davanti gli fa cenno con la mano di avvicinarsi. Poi appena a tiro gli sferra un colpo. Il ragazzo lo para con il braccio sinistro poi scappa. Fa il giro dell'isolato, vede che l'aggressore è sparito, si infila in casa e va a letto. Si sveglierà tre ore dopo dolorante e andrà in ospedale dove scoprirà di aver aperto una lunga lista di feriti.

Alle 5.15 tocca a Francesco Niro, 50 anni, operaio di rientro dal turno di notte, non sa chi e cosa l'abbia aggredito alle spalle, una botta in testa, cade a terra svenuto. Quando riprende conoscenza, torna a casa sanguinate, la moglie Antonella chiama il 118 che lo porta in ospedale. Poco dopo le 6 Antonio Marisco, 56 anni, esce per portare fuori il cane. Vede l' africano, che nel frattempo ha cambiato arma, venirgli incontro con un piccone in mano, si insospettisce e quando nota che, appena superato, questi si gira. Lui si infila a razzo nel portone. Salvo per caso. Come è salvo per caso quel signore che ieri in piazza raccontava come lui a quell'ora sia solito farsi un giro in bicicletta: ieri ha forato ed è rimasto a casa. Alle 6.22 portava a spasso il cane anche Ermanno Masini, 64 anni, pensionato. Non fa in tempo ad accorgersi di nulla e viene colpito alla testa. Raccolto in coma, viene ricoverato in prognosi riservata.

Non aveva sonno Alessandro Carole, 40 anni, forse anche perché è disoccupato e non riesce a trovare lavoro. Saluta la mamma, appena rimasta vedova, «Vado a prendere un caffè» e appena in strada incontra la morte. Su di lui l'africano si accanisce con particolare ferocia, dopo il primo colpo che lo fa stramazzare a terra, ne sferra altri 4, alla testa e all'addome. Portato d'urgenza in ospedale, verrà dichiarato morto alle 8.32. Stessa sorte appena cinque minuti dopo per Daniele Carella, 21 anni. A differenza degli altri, tutti colpiti sotto casa, lui viene da Quarto Oggiaro, qualche chilometro più a ovest. Ha accompagnato il padre che distribuisce giornali alle edicole. Anche per lui una gragnuola di colpi a tradimento, sferrati con tanto foga da spezzare il manico del piccone. È più grave di Masini, le sue condizioni sono disperate.

Solo a quel punto arriva finalmente una chiamata al 112, un passante segnale «Un giovane dalle pelle nera con un'ascia in mano». Alle 6.28 viene diramato l'allarme agli equipaggi, alle 6.35 l'uomo viene individuato. Vendendosi braccato, scaglia il piccone contro i militari poi tenta una fuga disperata. Viene raggiunto e immobilizzato, nonostante si dibatta come un forsennato. Portato al comando provinciale di via Moscova, ha lo sguardo allucinato, ma non sembrerebbe in preda ad alcol o droghe. Non parla italiano, provano con l'inglese, ottenendo qualche risposta confusa. Si riesce solo a capire «dormo per strada» e «ho fame».

Inutile chiedergli perché lo abbia fatto. Dalle impronte digitali si risale ad Adam Mada Kabobo, nato in Ghana nel 1982, sbarcato in Italia, Puglia per la precisione, nell'estate 2011, dove chiede asilo. Rinchiuso al Centro accoglienza richiedenti asilo di Bari, il 1° agosto partecipa a una rivolta e finisce in carcere. Ottenuta la libertà ricompare a Foggia dove viene nuovamente arrestato per una rapina. In galera distrugge un televisore, non è tipo tranquillo, poi però viene scarcerato il 17 febbraio 2012. Nel frattempo la sua richiesta d'asilo viene respinta, lui fa ricorso e per questo non può essere espulso. Ricompare a Milano dove viene fermato e controllato il 15 aprile di quest'anno. Poi più nulla, fino a ieri mattina.

Commenti
Ritratto di Japiro

Japiro

Dom, 12/05/2013 - 08:24

..."la sua richiesta d'asilo viene respinta, lui fa ricorso e per questo non può essere espulso" Certo uno che non conosce nemmeno l'italiano dopo 2 anni che si trova in Italia fa ricorso, finche ci saranno avvocati di sinistra che speculano su l'immigrazione saremo costretti a convivere con questo genere di individui!!!

bret hart

Dom, 12/05/2013 - 09:16

mandate questo articolo hai comunisti boldrini e vendolino e vediamo se hanno voglia di fare entrare ancora cani e porci in italia con tutto il rispetto dei cani e dei porci ma io mi dico se fosse successo alle loro famiglie sarebbero dovuti intervenire i marines ecc si dovrebbero solo vergognare questi rossi x le loro proposte di legge vale ha dire fare entrare gli immigrati liberalizzare la droga adottare i bambini x i gay e farli sposare ecc via il ministro del congo e tedesco l italia agli italiani!!!!!!! ciao e w silvio berlusconi

Paolo-gpf

Dom, 12/05/2013 - 09:28

Se tutti coloro che hanno fame ti prendono a sprangate e a picconate, stiamo freschi! Io credo che questo squilibrato andava immediatamente abbattuto. Il cervello di questo è malato come quello che gli hanno permesso di appellarsi e di non averlo espulso immediatamente. Ora qualcuno dovrebbe giustificare alla famiglia del povero morto e a chi si ritrova con la testa fracassata perché questo individuo era in giro.

Ritratto di Marco Tullio C.

Marco Tullio C.

Dom, 12/05/2013 - 09:33

Se cose come queste succedono la società civile si deve difendere. Non solo dai Kabobo, ma di chi permette loro di girare a piede libero. La comunità vuole nomi. Nomi di avvocati che campano aiutando le persone espulse a fare ricorso, nomi di associazioni che si battono per mantenere i Centri di detenzione rendendoli più umani (hanno ragione) e di altre associazione che li vogliono chiudere definitivamente (sono i nemici della convivenza civile). Gli amici degli assassini sono questi ultimi.

linoalo1

Dom, 12/05/2013 - 10:32

Ma chi se ne frega,tanto noi ospitiamo tutti!Guai se così non fosse!Susciteremmo le ire Vaticane e dei Comunitari!Che importa se la maggioranza di questi sfortunati,non ha lavoro!Che importa se,per mangiare,debbono delinquere?Che importa se sono delinquenti noti già con foglio di via?Lasciamoli delinquere ed uccidere !Tanto,lo sanno in tutto il mondo, in Italia si può fare tutto quello che si vuole,tanto la Giustizia è solo dedicata a cercare di incolpare Berlusconi!Lino.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Dom, 12/05/2013 - 10:38

"Fa il giro dell'isolato, vede che l'aggressore è sparito, si infila in casa e va a letto." ?????

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Dom, 12/05/2013 - 10:54

Due ore (diconsi due!) prima che qualcuno si decidesse ad allertare chi di dovere. Questo pazzo assassino vomitato dalla sociologia d'accatto e dall'imperante politically correct dei salotti radical chic e della principale testata della Milano che conta ha, evidentemente, potuto contare anche sulla complicità del menefreghismo sempre più diffuso nelle grandi metropoli.

previlege

Dom, 12/05/2013 - 11:00

BASTA DU BLA BLA BLA DOBBIAMO FARE COME IN U S A UNO COSI LO AVREBBERO UCCISO SUL POSTO COSI SI FA , COSE DA PAZZI DELINQUENTI CHE VANNO IN GIRO A UCCIDERE DELLA GENTE LE POI SI CERCA DELLE SCUSE , SE AVREBBE ASSASSINATO UN PARENTE DELLA BOLDRINI ? LO AVREBBE PRESO A CASA SUA MAGARI , NON CE GIORNO QUE NON CI SIA DELLE CRONACHE NERE COSI ADESSO B A S T A

previlege

Dom, 12/05/2013 - 11:01

MILANESI PISAPIA LO AVETE VOTATO VOI ADESSO VE LO TENETE BRAVI AVETE QUELLO CHE MERITATE

Ritratto di stegalas

stegalas

Dom, 12/05/2013 - 11:10

Ecco come la parola-comando "RAZZISMO" ha ridotto il Paese: un allevamento di conigli. Un secolo fa, dopo la prima aggressione, il nostro "affamato esotico" sarebbe stato ridotto a brandelli dalla folla inferocita ("tu chiamala, se vuoi, "reazione civile"). Oggi la gente prende una botta "va a casa e si mette a letto" per poi comodamente leggere la notizia del massacro su Facebook...

Ritratto di Baliano

Baliano

Dom, 12/05/2013 - 11:16

Dategli la Cittadinanza Italiana a questi rifiuti umani.

Ritratto di illuso

illuso

Dom, 12/05/2013 - 11:22

Il principale responsabile della morte del povero Alessandro Carone, non è il Ghanese, bensi le deboli e vigliacche istituzioni italiote che non sono in grado o non vogliono cacciare a calci nel sedere, i clandestini che delinquono. Spero di non vedere al funerale di Alessandro rappresentanti politici o istituzionali...Si vergognino.

Roberto Alfano

Dom, 12/05/2013 - 11:28

Signora Boldrini: vogliamo il ghanese a casa sua, e non in galera, perche' siamo internazionalisti, socialisti e libertari. Attenda il rientro a casa della sua figliola e lo inviti a cena. Soprattutto, senza la scorta che il popolo italiano le paga: tanto, e' solo uno dei suoi CLANDESTINI in Italia.

Ritratto di stegalas

stegalas

Dom, 12/05/2013 - 11:31

"Solo le montagne non s'incontrano mai" è il titolo del capolavoro della letteratura mondiale appena edito dalla "Signora dei Barconi". Quanto avrebbe voluto essere una montagna il signor Carole...

steluc

Dom, 12/05/2013 - 11:33

@ Memphis35 -- Concordo , anch'io sono rimasto basito nell'apprendere che il pazzo ha scorrazzato quasi due ore , ma la tua diagnosi di menefreghismo è secondo me un po' riduttiva. Credo che nessuno si sia fatto vivo prima per paura , paura di dover esser coinvolti magari in un processo , di dover testimoniare contro un extracomunitario , la nuova specie protetta e d eletta, e quindi nessuno si è manco sognato di fermarlo , perché se solo lo tocchi vai nelle grane .Un paese che produce tutto questo è indegno , e non è un caso se stiamo andando a remengo.

Ritratto di Tora

Tora

Dom, 12/05/2013 - 11:36

Se fossi un parente delle vittime farei causa allo Stato per negligenza, per non aver ottemperato ai doveri che esso ha nella tutela dei propri cittadini. Perché se lo Stato dichiara di non essere più in grado di tutelarci o di non volerlo più fare perché orientato alla libera circolazione di chiunque sul suo territorio, allora dovrebbe anche concedere ai cittadini di NON pagare più nessuna tassa. Io ti pago, tu mi proteggi, tu non mi proteggi io NON ti pago! Lo scimmione Kabobo non avrebbe dovuto circolare liberamente con un piccone in mano...in paesi molto più civili del nostro, la folla lo avrebbe linciato!

Ritratto di Reinhard

Reinhard

Dom, 12/05/2013 - 11:42

Ci pagano le pensioni e fanno i lavori che gli italiani non fanno più... E intanto Kabongo ha risolto i suoi problemi di vitto e alloggio.

cgf

Dom, 12/05/2013 - 12:00

poteva andare direttamente [col piccone] dalla bAldrini e fare presente le sue rimostranze.

Ritratto di Luigi.Morettini

Luigi.Morettini

Dom, 12/05/2013 - 12:02

Vuoi vedere che nei prossimi TG apprenderemo che il culattone Pisapia, la gallina Boldrini e la ministra negra Cécile Kyenge, si recheranno in ospedale a visitare i poveretti massacrati dal negro ghanese Mada Kabobo ? Nel caso, spero proprio che a dare il benvenuto al trio monnezza ci siano i familiari e gli amici delle vittime, con i picconi in mano!!

Ritratto di Mario Galaverna

Mario Galaverna

Dom, 12/05/2013 - 12:07

Altro che Balotelli. Questo deve fare da testimonial alla Kienge

Ritratto di genovasempre

genovasempre

Dom, 12/05/2013 - 12:09

Questi morti e centinaia di altri condotti da stranieri che possono scorazzare liberi in casa nostra a loro piacimento,ammazzandoci ,violentando,rapinando,sono dA ADDEBITARE UNICAmente a chi ci governa,alle nostre istituzioni che voi tromboni del nulla vi riempite la bocca senza sapere come vivono le persone, chiusi nelle vostre dimore pagate da noi con scorte e privilegi inauditi.Se fossimo un paese civile, sareste da condannarwe come traditori per quello che state facendo sottoponendoci alla furia omicida di questi folli a cui voi non fate nulla per fermarli e allontanarli.Anzi fate ministri che li vogliono in aumento e non passibili di denunce.Se dovessi scegliere fra il vostro regime e quelli che avete detto fossero stati dei dittatori, non avrei il minimo dubbio a scegliere loro,almeno un gheddafi un milosevic un saddam forse aveva piu a cuore il suo popolo di voi

antonio54

Dom, 12/05/2013 - 12:18

Questa persona inutile, come quelli della sua razza, non doveva rimanere un solo secondo in Italia, perché oltre che essere clandestino è un delinquente abituale, e con i delinquenti bisogna usare il pugno di ferro senza tante remore. Così deve essere trattata questa gentaglia...Altro che accoglienza.

honhil

Dom, 12/05/2013 - 12:18

E’ prassi oramai consolidata che in Italia, se entrano i ladri in casa e ci si difende, un processo e la relativa condanna non la toglie nessuno. Tuttavia, per un verso o un altro, non si riesce ad espellere dallo Stivale un irregolare, indipendentemente, da tutto quello che combina. Omicidio compreso. E se ci si sforza di capire perché tutto questa possa succedere, il minimo che possa capitare è di venirsi appioppata l’accusa di razzista. E’ surreale, ma cosi è. E poiché, dati i tempi difficili che si attraversano, le rapine in casa aumentano in modo vertiginoso, una domanda al pm e al gip: come ci si deve difendere dai ladri in casa? Perché delle due l’una: o si cerca di difendere, come meglio si può, se stessi, i propri familiari, e, perché no, anche i propri averi, o si lascia furtivamente la propria abitazione, con la speranza di non essere beccati sull’uscio di casa. Altra via non c’è. Almeno di non fare parte di quel ristretto club di famiglie con nutrita guardia del corpo. Sarebbe troppo chiedere alla magistratura un vademecum al riguardo? Anche per conoscere in anticipo il segreto pensiero di quel potere dello stato che amministra la Giustizia. Perché se è vero che in punta di legge e di filosofia è la legge che deve disbrigare le pratiche di illegalità è anche vero che non si può obbligare i cittadini a dare collaborazione alla malavita tutte le volte che si presenta in casa. Eppure, nella pratica della vita quotidiana è questo che succede ed è questo che chiede la legge. Innescando tra l’altro una contraddizioni in termini ogniqualvolta si processa un commerciante o un imprenditore per aver pagato il pizzo,senza denunciare i suoi vessatori. Perché in modo speculare, con la non resistenza al furto in casa, è questo che si chiede alla gente. O no?

honhil

Dom, 12/05/2013 - 12:19

E’ prassi oramai consolidata che in Italia, se entrano i ladri in casa e ci si difende, un processo e la relativa condanna non la toglie nessuno. Tuttavia, per un verso o un altro, non si riesce ad espellere dallo Stivale un irregolare, indipendentemente, da tutto quello che combina. Omicidio compreso. E se ci si sforza di capire perché tutto questa possa succedere, il minimo che possa capitare è di venirsi appioppata l’accusa di razzista. E’ surreale, ma cosi è. E poiché, dati i tempi difficili che si attraversano, le rapine in casa aumentano in modo vertiginoso, una domanda al pm e al gip: come ci si deve difendere dai ladri in casa? Perché delle due l’una: o si cerca di difendere, come meglio si può, se stessi, i propri familiari, e, perché no, anche i propri averi, o si lascia furtivamente la propria abitazione, con la speranza di non essere beccati sull’uscio di casa. Altra via non c’è. Almeno di non fare parte di quel ristretto club di famiglie con nutrita guardia del corpo. Sarebbe troppo chiedere alla magistratura un vademecum al riguardo? Anche per conoscere in anticipo il segreto pensiero di quel potere dello stato che amministra la Giustizia. Perché se è vero che in punta di legge e di filosofia è la legge che deve disbrigare le pratiche di illegalità è anche vero che non si può obbligare i cittadini a dare collaborazione alla malavita tutte le volte che si presenta in casa. Eppure, nella pratica della vita quotidiana è questo che succede ed è questo che chiede la legge. Innescando tra l’altro una contraddizioni in termini ogniqualvolta si processa un commerciante o un imprenditore per aver pagato il pizzo,senza denunciare i suoi vessatori. Perché in modo speculare, con la non resistenza al furto in casa, è questo che si chiede alla gente. O no?

giseppe48

Dom, 12/05/2013 - 12:20

hanno votato pisapia ? hanno quello che si meritano.

Ritratto di genovasempre

genovasempre

Dom, 12/05/2013 - 12:27

Sul banco degli imputati assieme a questo senegalese devono andarci e avere pene da complici morali tutti quelli che hanno ridotto lo stato in queste condizioni,agevolando e permettendo a questi criminali di impadronirsi delle citta

macchiapam

Dom, 12/05/2013 - 12:29

No, ma va bene così: provvederà il ministro Kwengye a ospitarlo a casa sua. Non è un assassino, no: è un poveraccio vittima della crudeltà del mondo occidentale. E guai a chiamarlo clandestino: è un immigrato, un rifugiato, un'altra cosa. E che vada in giro a picconare i passanti è la legittima manifestazione della sua insofferenza. Avanti, gente: sotto col dialogo e coll'integrazione. Così staremo più freschi.

Abia68

Dom, 12/05/2013 - 12:36

Mi sarei aspettato una ferma condanna della Presidentessa Boldrini per gli italiani che evidentemente non hanno capito le buone intenzioni di questo povero "migrante" sfuggito da chissà quale guerra per... Il suo silenzio di fronte all'ennesima tragedia provocata da uno dei suoi cari clandestini, cara la mia presidentessa, è assordante !!!

Ritratto di genovasempre

genovasempre

Dom, 12/05/2013 - 12:36

PISAPIA e compagnia bella, a MILANO C'è LA CACCIA GROSSA.Questi importati di cui dicono che non possiamo farne a meno in quanto gli italiani non vogliono lavorare,hanno scambiato i milanesi per degli animali da abbattere.Speriamo che almeno girino nei dintorni di voi super eroi e vip

fedsam

Dom, 12/05/2013 - 12:52

Questo episodio e' solo la punta di un iceberg: la societa' italiana sta' peggiorando e non c'e' modo di invertire la rotta. Dobbiamo ringraziare sociologi, giudici e tutti i "progressisti" come Letta, Boldrini, Kyenge e Pisapia. Anche i partiti di centro-destra hanno la loro pesante responsabilita'. Sebbene abbiano governato la nazione negli ultimi anni non hanno contrastato il fenomeno dell'immigrazione dai paesi del secondo e terzo mondo. Quando si accolgono gli abitanti da questi paesi sottosviluppati si importa anche la loro cultura, incluso il disprezzo per la vita umana. Il governo nei prossimi mesi aprira' le porte agli immigrati africani...povera Italia! Il Pdl cosa aspetta a far cadere il governo??? Non bastano l'immunita' parlamentare per Berlusconi, le promesse sull'Imu e lo "spread" per giustificare l'appoggio a Letta & Co. Uno tsunami si sta' per abbattere su tutti noi!!

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Dom, 12/05/2013 - 18:14

come c...o è possibile che uno che devasta un CIE venga ancora lasciato libero di calcare il nostro suolo ???????????????????????????????????????????????? A processo chi l'ha reso possibile.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Dom, 12/05/2013 - 18:15

La Baldrani almeno sta zitta.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Dom, 12/05/2013 - 18:16

A questo punto si deve votare Forza Nuova. Mi spiace.. ma non vedo alternative.

Ritratto di Luigi.Morettini

Luigi.Morettini

Dom, 12/05/2013 - 18:18

In questo enorme dramma accaduto a Milano l'unica consolazione auspicabile, anche se ormai il peggio è successo, è che le vittime dell'aggrassione abbiano votato per Pisapia, anche se 5 su 5 mi sembra difficile.