Proteine, nuoto, liposcultura La forma torna in tre mosse

Rimettersi in forma in tre mosse. L'estate alle porte ci offre ancora la possibilità di correre ai ripari prima di infilare shorts e bikini. Se con l'inverno abbiamo guadagnato qualche chilo e trascurato la nostra forma fisica, è ora di alzarsi dalla poltrona per cercare di recuperare tono. Secondo Fiorella Donati, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, con studio a Milano e Londra, occorre darsi un programma semplice ed efficace che prevede innanzitutto la dieta, l'esercizio fisico e, per i punti critici, qualche ritocco con la liposcultura.
La dieta «I due o tre chili accumulati durante i mesi freddi sono causati da ritenzione idrica e accumulo di grassi e per smaltirli è sufficiente adottare per una settimana un regime alimentare iperproteico - precisa la specialista - a cui far seguire 15 giorni di dieta ipocalorica». Senza aver la pretesa di indossare i panni del dietologo, Donati ha ottenuto buoni risultati con le sue pazienti che in prima battuta hanno dato la preferenza a tavola ad alimenti ricchi di proteine, quindi ridotto al minimo i carboidrati e gli zuccheri. Buona regola, da tenere sempre presente, «è bere tanta acqua». A chi combatte la cellulite a buccia di arancia, una raccomandazione: «eliminate il sale».
L'esercizio fisico Per bruciare i grassi, bisogna fare movimento aerobico: «Ottimi risultati si ottengono in piscina e facendo jogging; mentre la palestra e il pilates, vanno bene per il mantenimento della forma fisica - aggiunge Donati - non per recuperarla in un paio di mesi». Ben vengano i massaggi, anche quelli con i rulli: «L'aiuto forse è più psicologico che effettivo perché i dati scientifici raccolti su mille pazienti negli Usa non sono stati confortanti».
La liposcultura Si tratta di un intervento chirurgico vero e proprio che va fatto da uno specialista, in clinica e non in un centro di bellezza, in sedazione (il paziente dorme durante l'operazione, ma non è intubato perché respira con i propri polmoni) e che richiede, come tutti gli interventi, una serie di esami che vanno da quelli del sangue all'elettrocardiogramma e la presenza di un'anestesista. Si effettua in day hospital, cioè si entra la mattina e il pomeriggio si torna a casa, i lividi durano una settimana e a distanza di quindici giorni non c'è più traccia. Per essere certi di mettersi in mani sicure, è buona norma non affidarsi solo alle chiacchiere delle amiche, ma controllare nello studio medico gli attestati di laurea, di specializzazione e non farsi intimidire dal camice bianco se si desiderano chiarimenti e precisazioni. Con tagli infinitesimali (due millimetri) praticati in zone nascoste e microcannule, il chirurgo plastico può rimodellare diverse zone critiche del corpo, aspirando le cellule grasse del sottocute. «Si ottengono ottimi risultati per esempio sui fianchi perché la pelle, svuotata dalla parte grassa - spiega Donati - riaderisce perfettamente al tessuto muscolare sottostante. Anche il ginocchio grosso può essere ridotto per ridare alla gamba la sua forma armoniosa. È da sconsigliare, invece, prima dell'estate, l'intervento per assottigliare le caviglie: ci vogliono circa tre mesi perché il gonfiore scompaia del tutto».
Proteggersi dal sole Per preparare la pelle alla tintarella si possono assumere sostanze ad azione antiossidante, anti radicali liberi e riparatrici delle membrane cellulari (per esempio, vitamina A, C, E, Omega 3 e 6), sia sotto forma di integratori, sia come alimenti (carote, arance, meloni, pomodori). È molto utile anche rivitalizzare la cute con un cocktail di vitamine, acido ialuronico, antiossidanti e botulino per nutrirla in profondità. In questo caso ci vuole l'aiuto dello specialista: «Bastano delle microiniezioni superficiali nelle aree più esposte, come, per esempio, collo e décolleté, per arrivare sulla spiaggia con un viso luminoso e non correre rischi stando dell'aria aperta», conclude Donati.
Per godersi l'estate, è necessario in ogni caso proteggere la cute con creme a schermatura totale oppure con un livello di protezione contro raggi Uva e Uvb di almeno 50 ed evitare di stare di stare in spiaggia dalle 11 alle 16. La pillola anticoncezionale, gli antibiotici e gli antidepressivi, facilitano la formazione di macchie cutanee. Se non se ne può fare a meno, usare una crema a schermo totale. Per chi fuma, il fotoinvecchiamento aumenta dieci volte stando al sole appena 2 ore.