Stecche e tangenti? All'estero sì che ci sanno fare

In tangenti e corruzione gli italiani sono dei principianti. Basta leggere una settimana di "Financial Times"

Siamo dei principianti. In tema di stecche, tangenti, corruzione, mazzette siamo dei principianti. Questa settimana sembrava essere andata alla grande. Si parte con il milioncino dell'Expo, si passa per i finanzieri Magnoni, addirittura si pizzica Nanni Bazoli con i suoi amici bresciani e poi Giampiero Pesenti e la barca con lo sconto grazie al leasing dell'Ubi. Come sempre si propongono nuove leggi e maggiori pene. Ma non ci siamo. Bastava sfogliare il Financial Times di questa settimana e accorgersi che, rispetto al resto del mondo, siamo dei dilettanti. Occorre imparare. A smazzettare, si intende.

Lunedì si parte con Barclays. Ancora, qualche informato potrà dire. Eh sì: altro che Greganti e Frigerio. Fu la prima a cadere in «tassi puliti» e confessare. Questi galantuomini un paio di anni fa si misero a truccare il Libor, i tassi di interesse interbancari, in combutta con altri soci (Royal Bank of Scotland, Société Générale, Credit Agricole, Hsbc, JPMorgan, Citigroup, Deutsche bank e Ubs), ammisero la colpa, fecero fuori i loro capi e fecero pagare ai propri azionisti complessivamente un paio di miliardi in multe. Ebbene lunedì scopriamo che la medesima banca avrebbe allungato circa 400 milioni di commissioni a un suo azionista per evitare il fallimento. Le autorità inglesi indagano.

Ma non finisce qui. Questa volta è il procuratore generale di New York a prendere di mira Barclays (con Goldman Sachs e Credit Suisse). È un'inchiesta delicatissima sugli scambi ad alta frequenza e su piattaforme (su cui si scambiano titoli) piuttosto oscure. Per darvi un'idea, sul mercato italiano (nonostante la Tobin tax, inutile anche su questo) circa il 22 per cento degli scambi si svolge in queste forme. Manipolare tassi di interesse e scambi sul mercato, per un'istituzione finanziaria, è il peccato peggiore che si possa immaginare.
Non è un caso, la notizia è di ieri, che il mercato dell'argento nato a Londra 117 anni fa, il prossimo 14 agosto chiude battenti: chi si fida di questi trader?

Martedì scopriamo che Bnp Paribas, una delle principali banche francesi, e il solito Credit Suisse, sono nuovamente nei guai con gli americani. I francesi rischiano una multarella da 3,5 miliardi (praticamente l'Imu sulla prima casa). Mica un fulmine a ciel sereno: a Parigi si aspettavano una sanzione da un miliardino. Triplicata. I banchieri avrebbero fatto affari con paesi sotto embargo, e avrebbero continuato a farlo anche quando pizzicati dalle autorità americane. Si tratterebbe della multa più alta mai pagata da una banca in America. Il record, di due anni fa, era di Hsbc che versò 1,2 miliardi per aver riciclato i dollari dei narcotrafficanti. Il quel caso, visto che si raggiunse un accordo con il dipartimento di giustizia, venne coniato il termine (solo per le tangenti bancarie anglosassoni): too big to jail, troppo grandi per la galera. Il ministro delle Finanze francesi si è presentato in America per fare lobby, ma il procuratore generale lo ha spaventato e in un video ha detto che nessuna banca è più too big to jail. Si è dimenticato del passato.

Mercoledì c'è poco da segnalare. Non vorrete commentare Bernie Ecclestone. Il boss della F1 si presenta al tribunale di Monaco con aereo privato, limo, traduttrice privata, stuolo di avvocati e parcheggia nel sotterraneo riservato ai giudici. Con questa pattuglia di assistenti ascolta il suo accusatore che la spara: Bernie mi ha offerto una mazzetta di 80 milioni di dollari per cedere la sua quota della F1. E mi ha anche spiegato che conveniva farlo a Singapore, perché si tratta di un porto sicuro: non paghi le tasse e non ti beccano. Peanuts. Bernie prende il suo jet e se ne va: altro che Maltauro. Giovedì ci si diverte. I giudici cinesi mettono sotto accusa l'inglese Gsk. Il colosso farmaceutico avrebbe pagato stecche a non finire su tutto il territorio cinese, per vendere i suoi medicinali al prezzo otto volte superiore al resto del mondo. Già sentita questa storia. L'indagine va avanti da 10 mesi. Il gruppo licenzia alcuni manager di vertice. Nell'ultimo trimestre del 2013 Gsk, vede crollare le vendite in Cina quasi del 30%. Le autorità parlano di «corruzione su larga scala».

Ma torniamo alle nostre banchette. Proprio nel giorno delle indagini su Bazoli & Pesenti, scopriamo che una delle più grandi istituzioni americane, Citi, licenzia 11 dirigenti chiave in Messico. Avrebbero prestato 400 milioni di dollari, grazie all'emissione di fatture false e senza vedere indietro il becco di un quattrino. Poca roba rispetto all'indagine aperta contemporaneamente in Massachusetts, sulla medesima controllata di Citi in Messico, per un'ipotesi di riciclaggio del narcotraffico.

Venerdì scopriamo, sempre sulla prima pagina del Ft, che il capo di Deutsche bank se la prende con i propri trader. Invia loro una mail dicendo di non dire più parolacce. «È tutto registrato e al prossimo scandalo (del genere manipolazione tassi di interesse) farebbe molto male alla reputazione della banca, vedere il linguaggio scurrile con cui parlate» è più o meno il senso della richiesta. Venerdì è un giorno buono per la stampa specializzata in corruzione, cioè quella finanziaria. Ci sono i broker americani che pagano prostitute per i propri clienti, c'è la casa automobilistica che non cambia elettronica difettosa e potenzialmente mortale, c'è il tycoon brasiliano che vende le sue azioni il giorno prima del fallimento e nessuno lo può toccare. Insomma c'è, come sempre, di tutto.

Resta il fatto che siamo dei dilettanti. Ma dei professionisti nel pensare presuntuosamente di essere peggio di tutti al mondo.

Commenti

amtitti

Lun, 19/05/2014 - 15:39

Chissà come mai però quei pazzi di transparency continuano a considerarci sessantanovesimi nella classifica dell'anti-corruzione, dietro a Botswana, Lesotho e Arabia Saudit. Sarà l'ennesimo complotto contro l'Italia...

Ritratto di Giuseppe.EFC

Giuseppe.EFC

Lun, 19/05/2014 - 19:09

Nel 1971 Frederick Forsyth parlando di un paese africano in preda alla corruzione, scriveva: "L'unica cosa che lui (il co-protagonista del romanzo) sapesse del paese era che un funzionario si era lasciato corrompere. Ed allora? Lo stesso sarebbe pouto accadere a Londra, o a Washington. L'unica cosa che cambiava era l'entità della tangente." Nel 1971.

wizardofoz

Lun, 19/05/2014 - 20:26

A amtitti: Lei lo dice con tono ironico, ma non è lontano dalla realtà. Le varie mafie cinesi, giapponesi, russe e i grandi cartelli della droga fanno affari loschi ben più importanti di quella italiana. La corruzione che alberga in Cina è notoria, ma tra Medio Oriente, Oriente e Africa non parliamo! I casi descritti in questo articolo sono notissimo. Nel mondo finanziario internazionale "gli incentivi sottobanco" sono la regola. Le multe miliardarie comminate a gruppi bancari svizzeri, inglesi, francesi, tedeschi, ecc. per l'assistenza nell'evasione fiscale negli USA ammontano a miliardi di EUR. E ce ne sarebbe da dire molti di più. Transparency guarda il dito e non vede la luna. Fa comodo così. L'importante è dire che gli Scandinavi sono i più onesti del mondo e che le cosiddette grandi potenze vengono a ruota. Tanto i dati glieli danno loro. Da noi i Di Pietro hanno comprato paginate di giornali internazionali per dire che Berlusconi è un mafioso. Gli altri lo sono senza dirlo.

Ritratto di scandalo

scandalo

Lun, 19/05/2014 - 20:54

ogni popolo ha il suo prezzo !! gli africani delinquono per 10 euro , i terroni per 1000 , gli anglosassoni per un 1.000.000 !!

DoctorMR

Lun, 19/05/2014 - 21:10

Gentile amtitti, nonostante tutti i nostri enormi difetti, lei crede che una organizzazione che colloca, nella mondiale classifica della corruzione, l'Italia dietro il Lesotho, il Botswana e l'Arabia Saudita sia un'organizzazione seria? Ma siamo seri!

Mario-64

Lun, 19/05/2014 - 21:18

amtitti ,corruzione "percepita" ,che in Italia significa tutto e niente. Uno che gira in Porsche da noi ha la "percezione" di essere povero... Comunque anche in quella classifica abbiamo pur sempre 108 paesi dietro di noi ,il che e' tutto dire.

killkoms

Lun, 19/05/2014 - 21:24

@amtitti,è che in Italia lo si urla ai 4 venti,mentre gli "altri" i "panni sporchi" li lavano in famiglia! p.s.,chissà perchè,nel settre dell'amministrazione della giustizia,ci clasifichiamo al 158/9° posto,dietro una pletora di paesi asiatici,africani e sudamericani!e tutto questo nonostante abbiamo (per "loro" stessa ammissione) una delle magistrature più potenti,numerose e pagate del mondo!sarà forse perchè come disse Giovanni Falcone una volta "..l'Italia,paventata culla del diritto,ne sta diventando la tomba.."!

syntronik

Lun, 19/05/2014 - 21:27

Ci volete scommettere, che da domani inizieranno indagini sul solito personaggio sfigato?? presto sentiremo anche le demenziali sparate dei penta..sfigati, si!!!! sotto il cuoio cappelluto.

marchino.blu

Lun, 19/05/2014 - 21:29

A differenza dell'Italia li vanno dentro sul serio.. falso in bilancio e evasione fiscle ti becchi 15 anni minimo...

Ritratto di enkidu

enkidu

Lun, 19/05/2014 - 22:44

per amtitti: non è un complotto contro l'Italia. E' un complotto degli italiani contro sè stessi. L'Italia è come una persona che si ostina a mandare in giro le immagini della rettoscopia invece che la foto migliore (come fanno tutti). Certo c'è corruzione in Italia e nessuno lo nega ma le varie classifica anti-corruzione o sulla libertà di stampa vengono redatte da istituti legati a doppio filo ai vari gruppi economici. A lei sta bene pagare una crisi nata in America per le belle idee dei primi della classe di transparecy ? La questione è quello che mandi in giro: quando morì uccisa la moglie di quel Ascoli (mi perdoni ma non rammento il suo nome) un giornale svedese titolò : "Donna uccisa in Sud Italia (Ascoli?) ma la Mafia non c'entra".

diegom13

Lun, 19/05/2014 - 23:36

@amtitti: se oltre ai numeretti tu andassi a vedere le spiegazioni, sai, quelle frasettine che spiegano di che tipo di dati si tratta... Fai un giretto anche sul sito di Transparency International, e scopri che correttamente hanno sempre presentato la loro lista dei cattivi come "indice della percezione della corruzione". Tendenzialmente corrisponde alla realtà, ma non sempre: i Paesi del Mediterraneo, Italia in testa, hanno notoriamente il complesso di Calimero, pensano di essere piccoli e neri e che per questo tutto vada loro male. La percezione della corruzione è un po' falsata. E anche quando non lo è, devi considerare che laddove c'è una corruzione di basso livello ma abbastanza diffusa la percezione è alta, mentre una corruzione meno diffusa, anche se di livello molto più alto, genera meno percezione di corruzione. Credo che il caso dell'Italia sia il primo, corrompono in tanti ma con due noccioline e quattro perline, in confronto a quanto fanno all'estero. E quindi Porro ha ragione: siamo dei dilettanti.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mar, 20/05/2014 - 00:38

All'estero non hanno i "periti" specializzati nella denigrazione del loro paese. Noi possiamo vantare di avere una mafia che lucra su loschi affari di droga e delinquenza varia. IN PIÙ ABBIAMO ANCHE UN'ALTRA MAFIA CHE LUCRA CIANCIANDO INUTILMENTE DELLA MAFIA VERA. Siamo nella mani di una banda di masochisti internazionalisti che godono a distruggere l'immagine del nostro paese.

Sapere Aude

Mar, 20/05/2014 - 08:08

Mettiamola così, più che un inno alla corruzione Porro vuole distruggere il mito “the italian do it better” (gli italiani lo fanno meglio). Mito che ci aveva appiccicato addosso Madonna Luisa Ciccone rinverdendo l’orgoglio nazionale. L’articolo racconta che lontano dalle lenzuola siamo invece una frana. E che oltre le Alpi, banchieri e finanzieri beccati a copulare contro le ferree leggi economiche pagano pegno e tutto finisce lì. I nostri invece vengono spogliati e obbligati a martellarsi i così detti davanti al mondo e per questo relegati nei bassi fondi delle classifiche mondiali sulla corruzione. È insomma una questione di visibilità il nostro problema. Robredo e Bruti Liberati prendano nota.

plaunad

Mar, 20/05/2014 - 08:18

amtitti. No, all' estero sono soltanto piç furbi. Malgrado abbiani gli armadi pieni di scheletri li tengono ben chiusi ed i panni sporchi se li lavano in casa. Non come noi che, da bravi nasochisti, addirittura facciamo film per propagandare le nostre porcherie ed addirittura li mandiamo a Manifestazioni internazionali cosicché tutto il monda possa conoscerle. Complimenti!

edo1969

Mar, 20/05/2014 - 08:54

Bell'articolo, anche se fa un po' paura a pensare quanto denaro non ufficiale si muove al mondo. Ed anzi si parla essenzialmente di mondo occidentale nell'articolo. Chissà le nuove potenze economiche, India, Cina etc. con la massa di soldi che muovono. che non siamo i soli. Insomma: mondo globale mazzetta globale, i nostri greganti e compagnia appaiono quasi dei simpatici dilettanti un po' nostrani con mazzettine da qualche migliaio di euro, se vogliamo riderci sopra (ma non troppo). Quindi ci restano la pizza, il gelato e il cappuccino, quelli sono primati sicuri e amati in tutto il mondo. E meno male.

Giacinto49

Mar, 20/05/2014 - 09:27

Niente di nuovo. L'uomo, come risaputo, è uguale a tutte le latitudini, ed i grillini, per inciso, non sono da meno. Famiglia, scuola, esempi, se sani, possono migliorarne i comportamenti, ma saranno comunque vani in assenza di bastone (tanto) e carota (q.b.) applicati con continuità e su larga scala.

enrico09

Mar, 20/05/2014 - 09:40

Ora, nello slancio di legalità di questo giornale, cerchiamo pure di giustificare le nefandezze cercando di mostrare che gli altri fanno peggio?

killkoms

Mar, 20/05/2014 - 18:20

@enrico0',come le ha già detto "qualcuno",(se ha la bontà di leggersi i post precedenti),la crisi che stiamo pagano è stata scatenata dai "primi della classe" per trasparenza pubblica!