Uno su due è single ma la politica litiga sui matrimoni gay

A Milano uno su due vive da solo. Ma i single non sono una lobby e non pretendono leggi ad hoc

Quasi una famiglia su due, a Milano, è composta da una sola persona. E questo dato è frutto di un aumento dei single del 34 per cento in dieci anni. Più notizia di questa, cosa pretendiamo. Pochi dati che scassano nello stesso tempo l'idea del «mammone» e della centralità della famiglia come istituzione sociale. Milano non sarà l'America, come cantavano i Timoria, ma certamente è simile a Londra, da questo punto di vista, ed è la città che, per mille ragioni, riesce ad anticipare tendenze che poi si diffondono su tutto il tessuto nazionale. E dunque, come succede altrove, l'inverno del nostro Paese, che invecchia e si intristisce, ci lascia immaginare gente che, alla sera, rientra in una casa silenziosa, rapporti reticolari e destrutturati, e metropoli ridotte a una collezione di solipsismi. Ne parleranno i futurologi. L'esercito in crescita dei single, ovviamente, è il frutto di un combinato disposto di precarietà, separazioni, individualismo, solitudine.

È un dato che non deve creare allarme ma costringe a riflettere sul cambiamento radicale che sentimenti come l'affettività, la solidarietà, la familiarità, stanno conoscendo nella nostra epoca liquida. E dovrebbe aiutare chi assume decisioni pubbliche, in primis la politica, a far da parte i proclami ideologici e mettere al centro delle proprie analisi una lettura attendibile dei fenomeni sociali. Una volta tanto, che gli specialisti si mobilitino e ci raccontino a cosa stiamo andando incontro, e come un mondo single-a-metà cambierà il nostro sistema sociale. La singletudine di massa è un fatto che interesserà soprattutto i grandi centri urbani, dove la mobilità è maggiore e lo sradicamento una precondizione della residenza; ma sappiamo che la tendenza storica è quella all'inurbazione, e dunque, come si diceva, ciò che è già accaduto a Milano è scenario plausibile per l'Italia intera. Nel calderone dei single ci entrano i giovani precari, che non riescono a metter su famiglia (o non vogliono).

Ci sono i single per scelta, che amano la loro libertà, e ci sono i single per sfiga, che si trovano a fare i conti con l'emarginazione. Ci sono i single di ritorno, padri e madri separati (padri soprattutto: quasi il 90 per cento di loro viene spedito fuori casa dalle ordinanze, senza che nessuno si ponga il problema di dove andranno a vivere), una categoria in crescita costante e progressiva, stando al fatto che ormai una coppia sposata su due è destinata a separarsi. E, infine, ci sono gli anziani, sempre meno sorretti dalle proprie famiglie nel bisogno di cura e attenzione. L'esplosione dei single sta già cambiando le abitudini sociali: fare la spesa solo per se stessi, ad esempio, rende il carrello del single comparativamente molto più costoso di chi fa la spesa per una famiglia. Aumenta il car sharing, per abbattere i costi del trasporto, e magari crescerà ancora la vendita di automobili biposto, adatte al traffico metropolitano e non a portare i figli in piscina. Precari, separati, anziani: queste categorie hanno bisogno di politiche ad hoc nell'housing, nell'assistenza, nei servizi sociali. Si tratta di milioni di persone. Se questi dati li presentiamo così, sarà difficile che qualcuno non ammetta che il fatto è evidente e il problema è serio.

Solo che, finora, il dibattito politico e pubblico ha fatto finta di niente, sottovalutando l'enormità della faccenda. Magari dedichiamo grande spazio e attenzione alla battaglia civile sui Pacs, invischiando gli italiani in una frattura incapacitante, perché questa battaglia possiede meccanismi di radicalizzazione che la rendono decisiva non per una centralità oggettiva, ma per il tam tam mediatico che la sostiene. E il grande tema del futuro resta muto. Certo, dedicarsi a scoprire chi e quanti e come sono i single contemporanei non ha lo stesso appeal, non ha lobby e gruppi di pressione che sostengono la necessità di leggi ad hoc. Eppure è sufficiente una sosta a un supermercato o in un grande magazzino per capire dove sta andando l'Italia. Nazione di persone meglio sole che male accompagnate?

segue a pagina 17

Commenti
Ritratto di BIASINI

BIASINI

Mer, 29/01/2014 - 17:08

la politica litiga sui matrimoni gay?! Localmente anche sulle biciclette e le moschee. Un po' di fumo negli occhi a tutti noi per far vedere che lavorano, si occupano di cose importanti. Uno schifo colossale. Vomito

rossini

Mer, 29/01/2014 - 17:10

Secondo me i cosiddetti "matrimoni gay" o unioni civili hanno di mira un solo scopo: la pensione di reversibilità. Si mira in buona sostanza a garantire al compagno o alla compagna dello stesso sesso una buona fetta della pensione di cui godeva il superstite. Così come avviene ora fra le persone di diversa sesso unite dal matrimonio. Ce lo possiamo permettere con le casse dell'Inps ridotte al lumicino che fra poco non saranno in grado neanche di pagare le pensioni ordinarie? Tenete presente che l'Istituto della pensione di reversibilità non è neanche conosciuto in tutti i paesi d'Europa. E che in quei paesi in cui è riconosciuto, lo è con limiti molto maggiori rispetto a quelli vigenti in Italia. Io credo che, se si allarga la platea di coloro che possono usufruire della pensione di reversibilità anche alle persone dello stesso sesso unite dallo pseudomatrimonio che si vuole introdurre, sarà giocoforza ridurre il tetto massimo. Morale della favola è bene che chi è coniugato, con un matrimonio vero e proprio fra uomo e donna, lo sappia. Poiché non si può dare tutto a tutti, se si concede la pensione di riversibilità a gay e lesbiche, la pensione degli sposati regolari dovrà essere ridotta. Uomo e donna avvisati, mezzo salvati.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mer, 29/01/2014 - 17:23

Analisi chiara sul fenomeno,che andrebbe senza dubbio approfondito,con un'indagine statistica(al di la delle tante "proiezioni",che i partiti fanno fare,a ns spese,quasi tutti i giorni....),ed una "proiezione" sulle conseguenze a lungo termine.

libertyfighter2

Mer, 29/01/2014 - 17:35

Continuate a fregare i giovani che si sposano regalando case, auto e stipendio alle mogli che si separano e poi stupitevi che ci sono sempre più single. Grazie al caxxo. Sposarsi significa rischiare il bailout economico se per caso non è la donna giusta.

vince50

Mer, 29/01/2014 - 17:59

Attualmente sposarsi è da irresponsabili e in particolar modo per i maschietti,molto meglio la libertà con gli inevitabili pro e contro.Due cuori e una capanna?favole per allocchi,chi ci rimette sono sempre gli stessi capanna compresa.

andrimail

Mer, 29/01/2014 - 18:11

,..la lobby dei gay e' una delle piu' potenti al mondo, occupano posti di potere a tutti i livelli nel mondo, forse sono secondi solo agli ebrei,..

Alby1988

Mer, 29/01/2014 - 18:21

Per rispondere a chi ha sollevato la questione della reversibilità della pensione... Secondo me chi la pensa così ragiona con il portafoglio e non con il cuore. Usando lo stesso ragionamento in momento di crisi dovremmo togliere la pensione di reversibilità a tutti. Che differenza c'è tra una coppia etero che sta assieme tutta la vita e una coppia gay nel momento in cui uno dei due partner scompare? Per me assolutamente nessuna e quindi è assurdo che il nostro Stato sia così indietro su temi dei quali tra qualche anno ci vergogneremo di essere stati così arretrati e bigotti. Dovete aspettare forse solo il giorno in cui vostro figlio o vostra figlia vi dirà di essere omosessuale per vedere sulla vostra pelle quanto ingiusta sia la nostra società verso le persone omosessuali. Paragonare single e coppie come fatto in quest articolo per me non ha alcun senso, come per me non ha alcun senso fare distinzione tra coppie etero e coppie gay. Circa poi il matrimonio gay per il quale sono favorevolissimo vorrei condividere questo ragionamento con voi. Il matrimonio su cosa si fonda? Sull unione tra due persone. Che caratteristiche devono avere queste due persone? Molti dicono uomo e donna. Io mi domando il perché, altrimenti se non sappiamo il motivo potremmo dire che si possono sposare solo bianchi con bianchi e neri con neri,.. Allora quale e' il motivo? Perché è scritto nella bibbia? Beh lo stato e' laico quindi non si possono utilizzare motivazioni religiose... Perché uomo e donna possono procreare? Beh allora in questo caso dovremmo impedire il matrimonio alle persone sterili o anziane. La verità e' che non esiste altra risposta che sia "l amore". Il matrimonio si fonda sull amore tra due persone punto. Se poi vogliamo parlare delle adozioni, tutti gli studi scientifici dimostrano che non è vero che i figli di coppie omosessuali sono diversi dai figli delle coppie etero. Se sosteniamo questo, oltre che non avere nessun riscontro scientifico nei migliaia di studi fatti dagli anni 80 ad oggi, a questo punto dovremmo sostenere anche che i bambini che sono cresciuti solo con un genitore hanno problemi perché non hanno avuto la figura maschile o femminile in famiglia. La verità e' che molti parlano senza sapere, avete mai visto una famiglia omosessuale con dei bambini? Io si è proprio per questo motivo sento di avere gli elementi sufficienti per esprimere e condividere con voi il mio parere.

jakc67

Mer, 29/01/2014 - 18:22

Continuano a "rompere" con la storia del "matrimonio" gay con il solo semplice scopo di agire contro la chiesa cristiana, con il risultato unico di penalizzare le coppie di fatto, gay o etero che senza costoro sarebbero felicemente uniti secondo eque regole di "unione civile" con gli stessi diritti e doveri delle coppie sposate...

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Mer, 29/01/2014 - 18:27

@rossini, si è mai posto il "problema" che i cittadini omosessuali in Italia pagano le tasse esattamente come le persone eterosessuali? È come se lei dicesse a tutti loro "pagate le tasse pur non godendo degli stessi diritti". Le riporto, per sua conoscenza, l'articolo 3 della nostra Costituzione: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Che ne pensa?

Ritratto di RoseLyn

RoseLyn

Mer, 29/01/2014 - 18:43

La vita da single, di ritorno oppure no, non è male nemmeno in provincia se si riesce ad essere indipendenti quanto basta. I politici? Loro sono solo preoccupati di dare piena reversibilità ai propri vitalizi, sempre e comunque, solo questo li appassiona.

ugsirio

Mer, 29/01/2014 - 18:43

Perché non sanno dare altro

LAMBRO

Mer, 29/01/2014 - 19:56

MI SEMBRA CHE L'ART. 29 DELLA COSTITUZIONE RECITI: La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. E CHE LO ABBIA VOLUTO UN CERTO PALMIRO TOGLIATTI. IN CLIMA DI DECADENZA VOGLIAMO STRAVOLGERE ANCHE QUESTO? O BASTA UNA FORMA DI CONTRATTO CIVILE ?

Luigi Farinelli

Mer, 29/01/2014 - 20:58

Un articolo esemplare, a parte l'accenno al fatto che "il dato non deve creare allarme". Lodevole poi (cosa rara in tempo di politicamente corretto da non contraddire mai) l'accenno ai single di ritorno "...padri soprattutto: quasi il 90" di lor viene spedito fuori casa dalle ordinanze, senza che nessuno si ponga il problema di dove andranno a vivere...". Andranno a vivere spesso come barboni per concludere la loro vita col suicidio, ma di questo non bisogna parlarne perché non è politicamente corretto. Il politicamente corretto (gestito dal Ministero "Pari" Opportunità) se ne frega dei padri separati, e infatti è il primo responsabile del fenomeno dei suicidi di chi fra loro non riesce a sbarcare più il lunario perché una giurisprudenza basata sull'ideologia (femminista) e sulla truffa del "femminicidio" impedisce che si affronti il problema su basi razionali e umane. Ma pur nella sua grande gravità quello del genocidio dei padri separati voluto dalla sinistra politicamente corretta e dal femminismo

Luigi Farinelli

Mer, 29/01/2014 - 21:04

I messaggi si interrompono durante la scrittura e vengono inviati non completati. Pur apprezzando l'articolo, vorrei concludere il mio messaggio interrotto dicendo che non sono d'accordo che il proliferare dei single "non dee creare allarme". Ne deve creare tantissimo perché la conseguenza è il crollo della natalità, causa principe della crisi economica (e morale) dell'Occidente

Totonno58

Mer, 29/01/2014 - 21:44

Non è affatto vero che la politica litiga sui "matrimoni gay", Angelo Mellone ha saltato troppi passaggi..la politica fa finta di litigare sulle "unioni civili2 (in primis etero) perchè siccome ai nostri parlamentari sono riconosciute per contratto, gettano un po' di fumo con surreali discorsi sulle "radici cristiane", sulla "famiglia tradizionale" che loro per primi non vivono...ma la favola del "voto cattolico" evidentemente tira ancora...

Ritratto di stock47

stock47

Mer, 29/01/2014 - 21:47

Il fenomeno single è dovuto alle scelte ideologiche di attaccare la famiglia e di renderla facilemnte frantumabile. A tutto ciò si unisce l'edonismo ed egoismo personale di molti attratti dalle mode e da impossibili finalità che arrivano rapidamente a capolinea. Il guaio è che tornare indietro non si può, una volta avviatisi su questa china. Indubbiamente occorre prevedere politiche sociali per i single ma il Governo dovrebbe cercare, soprattutto e in tutti i modi, di rafforzare le famiglie che sono rimaste o quelle di nuova formazione altrimenti l'Italia è bella che finita come popolo autoctono.

Ritratto di Ivano Colzani

Ivano Colzani

Gio, 30/01/2014 - 07:58

L'analisi dell'articolo è correttissima ma affronta la situazione alla stessa stregua del pensiero dominante attuale: c'è un problema quindi nascondiamo la testa sotto la sabbia o al massimo cerchiamo di mettere più vasellina possibile in attesa dell'evento. E invece non si deve fare così: se c'è una deriva negativa essa deve essere combattuta per raddrizzare la baracca. Qualche semplice proposta ci sarebbe: per riavviare la famiglia e troncare la moda,perchè tale trattasi nella maggior parte dei casi, delle separazioni e dei divorzi basterebbe invertire l'articolo del codice civile che obbliga alla comunione dei beni in caso di matrimonio e ci consente la separazione solo su esplicita richiesta delle parti; occorrerebbe dare vigore di legge ai patti prematrimoniali; istruire sempre e a costi moderati e definiti la separazione con addebito (che solo al termine delle indagini diverrebbe consensuale) affidandola ai giudici di pace o ad altri intermediari con poteri effettivi e riconosciuti; modificare in senso restrittivo la normativa sulle pensioni di reversibilità conteggiando con precisione gli anni di effettiva convivenza ed in presenza di divorzio riducendone l'ammontare almeno del 50%; occorrerebbe anche fissare per legge i parametri stipendiali e di reddito per il calcolo degli alimenti così sconfiggendo l'italica abitudine che da questa parte del fiume ti chiedo 100 e dall'altra 250. Se venissero applicati questi piccoli e semplicissimi accorgimenti la famiglia mononucleare sarebbe già ridotta della metà. E non mi dilungo a parlare degli incentivi per la procrezione e per la tutela delle persone anziane accudite in famiglia.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Gio, 30/01/2014 - 12:15

Il problema di reversibilità,di "buone uscite",di beghe,in fase di separazione,esiste,è grande,come è grande quello sulla gestione/educazione dei figli.In mancanza di questi ultimi,le cose toccano sostanzialmente la sfera "economica",che potrebbe anche essere risolta,con una forma "volontaria assicurativa",sottoscritta dalla "coppia",all'inizio del rapporto, gestita dall'INPS,articolata ad hoc,per salvaguardare la parte più danneggiata,dalla eventuale separazione,in ordine a diversi casi ipotizzabili,e con diversi livelli/premi.In presenza di figli,le cose si complicano assai,ed all'aspetto economico,si aggiunge anche il profilo "umano-affettivo-pratico",anche qui,meglio se regolato sin dall'inizio(nell'ipotesi di...),da prevedere,nel "pacchetto" assicurativo.

migrante

Gio, 30/01/2014 - 13:49

la storia delle "coppie di fatto" e` una bischerata colossale, innanzitutto la stragrande maggioranza di queste coppie sono "etero" che quindi non avrebbero alcun "intoppo" qualora volessero unirsi ufficialmente in matrimonio...se non lo fanno probabilmente avranno i loro buoni motivi...o no ?...alora perche` si vogliono attribuire, "per forza", loro i "diritti" delle coppie sposate ?...mah, verrebbe da dire...ed invece mi sa che un "motivetto" ci sia ! Per quanto rigurda invece le coppie gay, esse potebbero risolvere facilmente la cosa, tranne le pensioni di reversibilita`, andando dal notaio !!!..ed invece no...si vogliono sdoganare i matrimoni gay...perche` ?...sara` mica un esperimentino di ingegneria sociale che si ricollega al "problema" esposto nell'articolo ?...guardate che "da soli" e` dura...soprattutto per il partafogli !!!

Mechwarrior

Mar, 18/02/2014 - 15:00

sposarsi? a che pro? per farsi spennare dalle donne ultratutelate in caso di divorzio? per fare figli che costano un botto e non hanno un futuro? il matrimonio è roba da ricchi o da ritardati :-P