Sulle scuole private l'assurdo razzismo della sinistra cieca

A Bologna il referendum per eliminare i fondi agli asili paritari: la sinistra si accanisce contro ciò che non è statale

Il professor Stefano Rodotà interviene ieri sul Corriere della Sera e appoggia il referendum bolognese col quale si chiede ai cittadini di abolire i finanziamenti pubblici alle scuole private (paritarie).

Egli si appella alla Costituzione che recita: sì all'istruzione non pubblica a condizione che essa non comporti oneri per lo Stato. Più chiari di così si muore. E aggiunge: rispettare i principi fondanti la Repubblica anche se ciò può creare problemi al bilancio. La convenienza è l'ultima cosa che conta.

Quella di Rodotà è un'opinione. Quindi discutibile. Infatti il professore sorvola su una questione non secondaria. Tutti gli italiani - in teoria - sono obbligati a versare le tasse. Con i proventi delle quali si provvede ad alimentare la macchina complessa dello Stato, comprese le rotelle arrugginite dell'istruzione: dalla materna all'università. In altri termini, dalla fiscalità generale si prelevano i quattrini per retribuire gli insegnanti, tenere in ordine gli edifici e dare impulso alle attività didattiche.

Domanda rivolta a Stefano Rodotà: se io scelgo di iscrivere i miei figli a un istituto privato, e saldo la retta annuale fino all'ultimo centesimo, di fatto togliendomi dal carrozzone pubblico (statale o comunale), perché oltre a quell'istituto privato devo pagare anche la quota d'imposta relativa al funzionamento del carrozzone su cui ho rifiutato di salire? Se la scelta della scuola è facoltativa, come previsto dalla Costituzione, e io opto per quella - poniamo - religiosa, giusto che mi carichi personalmente della retta. Fin qui ci siamo. Ma perché dovrei pagare anche le tasse per contribuire a tenere in piedi la scuola pubblica di cui non usufruisco?

Immagino la sua risposta: affari suoi. Nossignori. È iniquo il fatto che io paghi due scuole quando ne utilizzo una sola. O ne pago una o pago l'altra. Ecco perché finora lo Stato ha finanziato le private, pochi soldi in verità: si trattava (si tratta) di compensare almeno in parte il disavanzo provocato dalla non completa copertura delle spese gestionali degli istituti privati mediante le rette sborsate dai genitori dei ragazzi che li frequentano. E questo sarebbe un onere per lo Stato? È solo un parziale indennizzo, un contentino finalizzato a non fare pesare tutti i costi sulle tasche delle famiglie.

Lei professore obietterà che i genitori non sono costretti ad affidare l'educazione dei propri figli ai preti. Allora le dico che la libertà d'istruzione non è tale se esercitandola in favore del settore privato sono tenuto a pagare non solo questo, ma anche quello pubblico. Facciamo una cosa: lo Stato mi solleva dai tributi che mi preleva per il mantenimento del settore pubblico e io ne girerò il corrispettivo a quello privato che mi fornisce un servizio a me più gradito. Solo così si possono cancellare i finanziamenti. Le farei notare, caro Rodotà, che nel campo della sanità vige un sistema che andrebbe adottato anche dall'istruzione.

Se mi ammalo, ho due possibilità: farmi curare in un ospedale pubblico oppure in uno privato. In entrambi i casi, per effetto delle convenzioni, non sarò io a onorare le fatture delle prestazioni, bensì la mutua (la Regione). Mi spieghi perché ciò non debba valere per le opzioni scolastiche? È incomprensibile questo accanimento contro ogni tipo di istruzione che non sia quella, pessima, statale.

Non si trascuri poi una considerazione ovvia ma basilare. Gli asili sono stati inventati dalle parrocchie. Lo sanno tutti. I comuni sono arrivati anni e anni dopo, e con risultati penosi sia dal punto di vista economico sia da quello qualitativo. E lei, privando quelli che vanno bene di un piccolo contributo, li cancella o ne addossa tutte le spese ai genitori? Le sembra un'operazione intelligente? Socialmente apprezzabile? Immagino infine sia consapevole che se domani mattina, in seguito a un referendum esiziale, si eliminasse a livello nazionale ogni istituto privato, si paralizzerebbe l'intero ambaradan educativo italiano. Già. Lo Stato non è in grado di supplire... alla supplenza dei preti e delle monache. Che sono più bravi, oculati ed efficienti della pletora di insegnanti e bidelli (a che servono i bidelli?) pubblici. Parola di miscredente.

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mer, 22/05/2013 - 11:09

Alla sinistrata scuola pubblica l'educazione sessuale è orientata al preservativo, ma per fortuna che esiste la scuola privata, specialmente quella cattolica, dove si insegna la castità.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mer, 22/05/2013 - 11:10

Alla sinistrata scuola pubblica l'educazione sessuale è orientata al preservativo, ma per fortuna che esiste la scuola privata, specialmente quella cattolica, dove si insegna la castità.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mer, 22/05/2013 - 11:54

Certi i insegnanti comunisti, per chi crede nella morale cristiana, sono i soliti sporcaccioni.

ZIPPITA

Mer, 22/05/2013 - 15:14

Sti comunisti fanno tanto i populisti e, ad incominciare da Letta, non ce n'e' uno che ha frequentato le scuole pubbliche e che ha mandato i propri figli alle scuole pubbliche. Sono veramente una contraddizione unica.

Silvano Poma

Mer, 22/05/2013 - 15:28

I motivi per essere contrari alla soppressione delle sovvenzioni, benchè parziali, alla scuole private sono su diversi livelli. In primo luogo è sbagliato parlare di scuole private, in realtà si tratta di scuole pubbliche non statali. Che lo stato contribuisca alle spese sembra logico visto se esse assolvono una funzione che altrimenti lo stato dovrebbe gestire in prima persona con costi decisamente superiori. Quindi lo Stato sostenendo economicamente le scuole paritarie ci guadagna. Il punto principale però è un altro. Con l'eliminazione delle scuole paritarie, non necessariamente religiose, si vanifica il sacrosanto diritto di impostare nel modo più gradito l'educazione dei giovani obbligandoli ad una cultura omologata a visione unica. Non per nulla l'eliminazione delle scuole "private" è stato il primo provvedimento di tutti i regimi totalitari che si sono tragicamente succeduti nel secolo scorso. Il procedere in questo senso ora anche da noi è un pessimo presagio su dove ci vorrebbero avviare, e già lo stanno facendo. Poma

BlackMen

Mer, 22/05/2013 - 15:30

Se non vi sta bene cambiate la Costituzione. E' lei a sancire che gli istituti privati e parificati non debbano avere accesso a risorse pubbliche...mica la sinistra.

linoalo1

Mer, 22/05/2013 - 15:43

E,quando, un Referendum per sapere se gli Italiani sono contenti di come è andata a finire la vicenda del Monte Dei Paschi?Nessuno ne sa più niente!E' stata,forse,messa a tacere perché erano coinvolti dei PDuisti?Se fosse vero,sarebbe molto strano,perchè non è mai successo che dei Magistrati coprissero le marachelle dei PDuisti!!Lino.

gigi0000

Mer, 22/05/2013 - 15:49

L'onere per lo stato vi sarebbe soltanto se il contributo pubblico alla scuola privata fosse superiore al costo del servizio reso dalla pubblica. Ma stante il fatto che la disastrata scuola pubblica ha un costo spaventoso, mentre la scuola privata riceve somme di gran lunga inferiori per lo stesso risultato, non vi sarebbe alcun onere per lo stato, bensì un risparmio. E' proprio necessario essere un SINISTRO BUFFONE per non saper fare nemmeno 2+2. Oppure questo è il risultato della scuola pubblica?

Tergestinus.

Mer, 22/05/2013 - 16:01

Blackman (già indicativo il fatto che per lo pseudonimo uno si rivolga alla "lingua bastarda dei servi": vuol dire che non si sente veramente italiano, o che è disposto a barattare la cultura nativa per quella del vincitore di turno): la costituzione dice che possono esistere scuole non statali purché queste non comportino oneri per lo stato. Ora è evidente - ed è in malafede chiunque lo neghi - che se venissero a mancare i contributi statali tutte le scuole private chiuderebbero. Ma siccome una volta chiuse la scuole private non è che gli alunni spariscano assieme ad esse, è chiaro che tutti gli ex-alunni delle scuole private si riverserebbero obtorto collo sulla scuola di stato, l'unica rimasta disponibile. Questo aumento improvviso del numero di allievi comporterebbe la necessità immediata per lo stato di assumere nuovi insegnanti, nuovi segretari, nuovi bidelli, di reperire nuovi edifici in cui sistemare tutte queste persone fornendoli pure della necessaria suppellettile ecc. ecc. E siccome lo stato è sprecone è chiaro che gli oneri derivanti da questa situazione sarebbero di gran lunga superiori a quelli cui esso va attualmente incontro nel dare il contributo alle scuole private. Questo è un dato oggettivo, non un'opinione.

Ritratto di gattomannaro

gattomannaro

Mer, 22/05/2013 - 16:01

Si cerca di camuffare per dettato costituzionale quello che è semplice avversione ideologica. C'è addirittura chi va a scomodare Calamandrei. La realtà dei fatti, ben conosciuta dai genitori bolognesi di ogni estrazione sociale e di ogni confessione, è ben diversa e del tutto sconosciuta ai dotti commentatori (?) a distanza. Sul versante economico non c'è competizione: ogni piccolo frequentatore delle parificate costa al Comune, quale contributo, meno di un DECIMO di quanto costa nel pubblico. A Bologna, grazie ad una politica lungimirante degli amministratori (anche i comunisti di una volta, sì, proprio quelli) si ha un sistema misto pubblico-parificato che garantisce il posto alle materne al 98% (novantottopercento) dei piccoli...con rette praticamente equivalenti (altro che scuole riservate ai ricchi borghesi, che baggianata) e con una qualità di servizio di livello eccellente. Venire a constatare per credere. Spiace vedere personaggi come Rodotà o Augias, (lasciamo stare i Guccini o gli Scamarcio) appoggiare una scelta meramente ideologica. Persino Merola o Luigi Berlinguer, che di destra non sembrano, si oppongono a chi vuole eliminare il finanziamento, dimostrando pragmatismo e buonsenso. E vorrei chiedere a chi ritiene che nelle materne 'confessionali' vengano inculcati ai bimbi principi poco laici (a mia nipotina, al secondo anno di asilo è stata insegnata l'Ave Maria, un vero scandalo) se sono proprio sicuri che nelle scuole pubbliche non vengano inculcati principi esattamente contrari. Io ho potuto constatarlo di persona. Infine, perchè demolire un sistema che a Bologna offre risultati eccellenti (ripeto 98% di copertura), se non per avversione ideologica? Ma qualcuno ha fatto i conti prima di parlare?

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Mer, 22/05/2013 - 16:11

le scuole private tutte chiuse migliaia di docenti e lavoratori in cassa integrazione licenziamo tutto quello che è privato e non gradito all'Unione Europea ovvero l'alias territoriale del Nuovo ordine mondiale. Solo i dipendenti statali potranno vivere avendo lo stipendio garantito dai loro padroni comunisti politicanti filo-massoni

Roberto Casnati

Mer, 22/05/2013 - 16:26

L'articolo non fa una grinza! Personalmente ho fatto frequentare ai miei figli la Scuola Europea di Ispra (Varese), una scuola di elite, molto costosa ma europea. Anche in quel caso io mi sono trovato a pagare triple tasse per l'istruzione dei miei figli; una tassa per la scuola italiana da loro non frequentata, una tassa all'Europa che, non dimentichiamocelo, rastrella soldi anche per l'istruzione della quale nesssun cittadino italiano usufruisce, e la retta salatissima della scuola. Pretendo di pagare solo per i servizi di cui usufruisco oltre ad avere libera scelta rispetto dell tipo di istruzione da impartire ai miei figli!

bruna.amorosi

Mer, 22/05/2013 - 16:27

mi sembra giusto altrimenti i poveracci scansafatiche dei maestri kompagni come farebbero ad indottrinare i figli dei scemi.kompagni??

BlackMen

Mer, 22/05/2013 - 16:41

Tergestinus. allora sono in malafede....ho prestato servizio civile presso una scuola privata cattolica per un anno...le assicuro che non avevano alcun bisogno dei contributi che invece puntualmente arrivavano. Vuole sapere le rette annuali??? Dai 5.000 della materna fino ai 12.000 delle superiori...moltiplicato per mille studenti circa. Non scherziamo e riveda il suo concetto di malafede

lifeherbal2009@...

Mer, 22/05/2013 - 16:58

BENE ABBIAMO FATTO A NON SOSTENERE IL RODOTA'. ORA DIMOSTRA PER L'ENNESIMA VOLTA DI CHE PASTA E' FATTO

Klark

Mer, 22/05/2013 - 16:58

Che ragionamento ridicolo, signor Feltri. Con la stessa logica lo stato dovrebbe finanziare cose come le cliniche private e chi usa l'auto invece dei mezzi pubblici. Anche qui varrebbe la stessa domanda perché che finanzia i dottori privati e auto private dovrebbe pagare la quota di tasse per quelli pubblici? Anche qui questa gente non graverebbe sui costi della collettività.

lifeherbal2009@...

Mer, 22/05/2013 - 17:01

BLACKMEN SECONDO LEI LA SCUOLA PRIVATA E' UN ENTE DI BENEFICENZA? NO CERTO? MA ALLORA PERCHE' HA BISOGNO DEI CONTRIBUTI DELLO STATO? A QUESTA DOMANDA NECESSITA UNA RISPOSTA RAZIONALE NON SETTARIA GRAZIE

Ritratto di corvo rosso

corvo rosso

Mer, 22/05/2013 - 17:07

E' così chiaro, come nella sanità, se ho una assicurazione privata ,pago anche la mia quota di tasse per la sanità pubblica. Quindi se vado in una scuola privata, oltre a pagare la retta devo poter convogliare le tasse che pago per la scuola pubblica che non utilizzo, a questo punto togliete pure il contributo pubblico! Ma se succederebbe, dove andrebbe a finire la scuola pubblica, già così malconcia e piena di fancazzisti? Comunque, ora arriva il soccorso rosso per proteggere il loro serbatoio di voti comunisti.

Ritratto di moshe

moshe

Mer, 22/05/2013 - 17:11

Se la sinistra fosse solo cieca saremmo ancora fortunati, la cecità non è un male che ottenebra il cervello, ci sono ciechi intelligentissimi che svolgono attività di impegno; il problema della sinistra è la demenza conclamata!

Ritratto di Cinghiale

Cinghiale

Mer, 22/05/2013 - 17:45

Rodotà ormai è andato, non connette, deve avere un baco con la rete neuronale.

gneo58

Mer, 22/05/2013 - 17:57

chi manda i figli ad una scuola privata lo fa per tanti motivi e comunque PAGA 2 VOLTE - una volta con le tasse ed un'altra perche' deve pagare una retta. I motivi possono essere molteplice dalla vicinanza dell'istituto al fatto che magari ci sono insegnati migliori o non ci sono scioperi - spesso lo si fa a fronte di svariati sacrifici - Io non capisco cosa vuole sta gente - chi manda il figlio ad una scuola privata NON PESA SULL'ISTRUZIONE PUBBLICA ergo ....diatriba sterile e stupida

motofrera

Mer, 22/05/2013 - 18:00

qui emerge con inequivocabile evidenza tutta la "sinistra" cultura che va dichiarando in ogni dove che le "diversità" sono una ricchezza per la società......sempre in alto bandiera rossa!

milo del monte

Mer, 22/05/2013 - 18:01

commenti ridicoli... la scuola s se' privata si finanzia con le rette private

Walter68

Mer, 22/05/2013 - 18:06

Chi vuole mandare i figli alla scuola privata, faccia pure, ma se la paghi da se. Non possiamo tagliare fondi alle scuole pubbliche per darle ai figli dei ricconi.

BlackMen

Mer, 22/05/2013 - 18:09

lifeherbal2009@... infatti non ne ha bisogno. si mantiene tranquillamente con le rette degli studenti.

Boccato

Mer, 22/05/2013 - 18:20

NO,NO, SIGNOR FELTRI...SCUSA MA CORREGO IO: NON È "RAZZISMO" PERO SÍ ALTRA ROBA DI NOME, RELATIVISMO DI CLASSE ! LA SINISTRA UTTILIZA IL RELATIVISMO PROPRIO PER INVERTERE A LORO FAVORE QUELLO CHE LA LOGICA E LA MORALE DELLO SENSO COMUNE POSSA CONDANNARE .

mariolino50

Mer, 22/05/2013 - 18:46

Silvano Poma IO direi che la visione unica te la danno invece i preti, di qualsiasi religione siano, io sono stato dalle suore e mi ricordo ancora le vettate nelle gambe con un rametto se non facevi il bravo o sbagliavi le preghiere, sono loro che mi hanno fatto diventare di sinistra, perchè le imposizioni non mi piacciono. La scuola dovrebbe aprirti la mente, non metterti dei precisi confini da pensiero unico, più di quello dove lo trovate.

Ritratto di Antonosofiro

Antonosofiro

Mer, 22/05/2013 - 19:09

Bisognerebbe invece togliere i fondi alla scuola pubblica, frequentata da comunisti figli di comunisti nipoti di comunisti .... licenziare tutti gli insegnanti comunisti e trasferire i pochi rimasti nell'alveo della scuola privata dove troverebbero maggiori soddisfazioni. in questo modo i piccoli futuri comunisti resterebbero analfabeti e non potrebbero fare troppi danni .... purtroppo è solo un sogno .... ma chissà

Ritratto di bracco

bracco

Mer, 22/05/2013 - 19:39

Lo si può anche capire, come farebbero a formare gli insegnanti come quella di Caserta e nutrirli con l'odio verso aversario politico

grattino

Mer, 22/05/2013 - 19:57

@linoalo1 Chissa come mai anche il giornale non fa' piu' articoli sul monte paschi.. te lo sei mai chiesto? E' comunque questo articolo parla di scuola pubblica e privata...

peuceta

Mer, 22/05/2013 - 20:21

Se la scuola privata non deve ricevere denaro pubblico in quanto è giusto che si finanzi con le rette degli alunni, ogni genitore che sceglie la scuola privata non dovrebbe nemmeno pagare tasse per finanziare la scuola pubblica dalla quale non riceve servizio alcuno. E' difficile, se non impossibile, essere liberale in Italia....

chiara 2

Mer, 22/05/2013 - 20:23

Sono proprio razzisti

Giampaolo Ferrari

Mer, 22/05/2013 - 20:49

Le scuole private vanno finanziale nella stessa misura di quelle pubbliche,il genitore sceglie dove mandare i propri figli a scuola in base alle referenze positive dell'istituto.Dove hanno governato i comunisti e dove governano la prostituzione è a livelli di indecenza donne e bambini si prostituiscono per mangiare.Il capitalismo ha i suoi difetti ma il comunismo è peggio dell'AIDS.Debellare quella scuola di pensiero è obbligo per tutte le persone di buona volontà.

federossa

Mer, 22/05/2013 - 21:22

Chissà come è contenta la Brindi e tutti quei cattocomunisti! Buffoni e Farabutti!

Tergestinus.

Mer, 22/05/2013 - 23:48

BlackMan per una scuola privata cattolica con 1000 alunni, che immagino si trovi in una città grande o grandissima, ce ne sono decine, cattoliche e no, che hanno non più di qualche centinaio di studenti e con rette certamente non così alte. In una città medio-piccola non sarebbe possibile trovare 100 famiglie con figli in età scolare in grado di versare 12.000 euro di retta. Poniamo pure che ogni alunno versi 5.000 euro all'anno, in tutto 500.000 euro. Le tasse ne portano via almeno 200.000, restano 300.000 con cui bisogna mandare avanti la baracca. 100 alunni vuol dire 5 classi, a una media di 28 ore settimanali sono 140 ore settimanali, che significa circa 8 insegnanti, ognuno dei quali alla scuola costa 25.000 euro (stima ottimistica), siamo a 200.000. Restano 100.000 e tra personale di segreteria, di sorveglianza e spese correnti (elettricità, telefono, pulizia, assicurazione, norme di sicurezza, ecc. ecc.) fanno presto ad andarsene.

Luigi Farinelli

Gio, 23/05/2013 - 00:19

La difesa ad oltranza della scuola statale è attuata dalla sinistra poichè è lì che inizia l'indottrinamento delle giovani generazioni al politicamente corretto, al progressismo e al laicismo neo-gnostico e neo-malthusiano massonico. Cosa sarà dei nostri figli e nipoti educati nella futura scuola statale potremmo scoprirlo una volta tanto subito se i media dedicassero solo due righe ai programmi della nuova ministra alle cosiddette Pari Opportunità, Genovefa Idem la quale ha accolto in toto le direttive della Commissione Europea in materia di sessualizzazione dei bambini nelle scuole, appoggio alle richieste del LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali) per l'indottrinamento (coinvolgendo scolari, professori e dirigenti) per trasmettere l'assuefazione alle problematiche del mondo omosessuale (con programmi eseguiti da appartenenti all'LGBT); legalizzazione dell'efebofilia (adolescenti fino a 14 anni che possono andare con adulti di qualsiasi età senza il consenso dei genitori) con spinta ad abbattere tali limiti come da tempo richiedono i Radicali, sbolognando di fatto la pedofilia (basti vedere in tal senso le "indicazioni" della fondazione George Soros al governo di sinistra croato per spacciare programmi che hanno anche la pedofilia come orizzonte di insegnamento: condizione senza la quale la Croazia non potrebbe aspirare ad entrare nel "paradiso" dell'Unione Europa); propaganda all'aborto e alle istanze ultralaiciste europee e massoniche ed eventi storici e politici col filtro politicamente corretto "progressista". Nella scuola statale la massoneria confida, così da poter lavare il cervello delle nuove leve e prepararle al mondo che verrà, pieno di androgini asserviti al potere mercantilista "illuminato" della società nichilista del consumismo illimitato che dirigerà ogni cosa, e della quale le sinistre vendoliane post-sessantottine costituiscono l'appoggio migliore e la quinta colonna. Per far abbandonare l'educazione in famiglia dei figli e lasciarla allo Stato attraverso i suoi programmi di indottrinamento, si sta rafforzando la campagna per mandare (lo vogliano o no) le donne al lavoro, mettendo loro in testa che "la maternità è un handicap della natura nei loro confronti che non permette loro di fare carriera e che figli e marito le hanno sempre oppresse"; che le "quote rosa" (sempre snobate dalle donne nonostante i milioni spesi in campagne pubblicitarie) sono una "conquisa sociale" e istigando all'odio antimaschile attraverso il radical femminismo per impedire al padre (volutamente esautorato dal processo educativo nel fondamentale periodo dell'iniziazione adulta alla vita, attraverso una campagna denigratoria antimaschile durata decenni su giornali, tv, film e romanzi). Questo è il compito della scuola statale, massonica e femminilizzata per raggiungere lo scopo: sostituire la famiglia ed educare i ragazzi ad essere zombies imbelli e acritici e col cervello lobotimizzato dal lavaggio del cervello sinistrese. Possibilità alternative all'indottrinamento di Stato sono sempre osteggiate (vedere gli scioperi selvaggi ad ogni tentativo di riforma che non sia "progressista"), adducendo puerili amenità a sostegno di questa tesi. E vanno poi a criticare le scuole fasciste o comuniste come se le nostre fossero il massimo esempio di coltivazione del libero pensiero per le giovani menti! Ma andate a c..re!

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Gio, 23/05/2013 - 00:50

Alla sinistra NON INTERESSA IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI. Pur di continuare a proporre le loro marce ideologie stataliste se ne fregano dei problemi delle famiglie ed insistono con la loro cocciuta ottusità. L'URSS è morta ma qui da noi vive ancora nei cervelli dei trinariciuti.

Sapere Aude

Gio, 23/05/2013 - 07:25

Odiano e combattono tutto ciò che non possono o pensano di non poter fagocitare: è l'immagine che hanno della democrazia. E' inutile sottolineare tale carattere con i fatti: chi non vuol capire non lo capirà mai!

gabriel maria

Gio, 23/05/2013 - 07:35

Alla chiesa gli sta bene!!Ma sapete che la netta maggioranza dei preti odia Silvio e va a nozze con la sinistra.Ben gli sta.!!Tutti soppressi gli asili parrocchiali!All'asilo statale si canterà bandiera rossa e si studierò il Corano.Evviva!!!IO VOTEREI SUBITO A FAVORE:Una cosa vorrei aggiungere,attualmente il giornale fa un pò il bugiardino e censura molte notizie...la cosa non mi piace.....e il tg5 lo segue a ruota!!!!MAH...gatta ci cova.....

Ritratto di stock47

stock47

Gio, 23/05/2013 - 08:25

Non si tratta di razzismo ma di semplice voglia di prendere il controllo totale dell'istruzione pubblica e creare nuovi e futuri adepti della sinistra, un controllo del potere attraverso la subornazione metodica e continua. I comunisti avevano visto lungo, su questo, fin dai tempi di Togliatti. Hanno gestito sia la pubblica istruzione che la magistratura e i frutti avvelenati li possono vedere, oggi, tutti quanti.

Silvio B Parodi

Sab, 01/06/2013 - 15:46

stock47 mi hai tolto le parole di bocca. ciao