Suor Esperanza ha infranto un giuramento «disumano»

diMa come si fa a dare addosso alla Piccola Discepola di Gesù? Non c'è dubbio: la suora che a Rieti ha appena partorito un bambino, oltre che avere commesso un «peccato», ha infranto un voto solenne, cioè un giuramento di castità. Da un punto di vista puramente etico si tratta di alto tradimento.
Però. Però chiedere un simile giuramento è sovrumano, per non dire disumano. Significa uccidere un istinto basilare di ogni essere vivente. La Chiesa cattolica chiede ai suoi questo sacrificio e inevitabilmente ne paga le conseguenze. E non solo lei. La ferita più palese e grave inferta alla società viene dai preti pedofili, e non sappiamo quanti diventino preti perché pedofili, e quanti preti diventano pedofili perché in fondo, per loro, si tratta dell'approccio più facile, meno - paradossalmente - compromettente con la sessualità. Oltre a questi casi estremi, non sapremo mai quante nevrosi, quanti disordini del comportamento, quanti danni provoca la castità del clero. Sono gli stessi fedeli che pagano, così, la grande forza di una Chiesa che in teoria dispone di un esercito completamente dedito alla sua missione.
La maggior parte delle cosiddette «vocazioni» (non tutte le vocazioni sono senza virgolette) viene ormai dal terzo mondo povero e poverissimo, dall'Africa, dal Centro e dal Sud America, dall'Asia. Spesso la vera vocazione è sfuggire alla miseria e alla fame. E poi proprio le popolazioni africane e dell'America Latina - la nostra suorina viene dal poverissimo e bollente El Salvador - vivono la sessualità in un modo meno filtrato dalla cultura occidentale, da Sant'Agostino e San Tommaso D'Aquino. I sacerdoti che hanno una normale vita sessuale più o meno mascherata, in Brasile o in Congo, sono molto più che in Belgio o in Campania. Se è un problema per il Vaticano, lo è tanto più per chi ha scelto una missione/professione senza saperne o volerne rispettare tutte le regole.
Che all'origine del caso ci sia la povertà o il desiderio, la suora-mamma, chiamiamola Esperanza, è caduta in tentazione, e si capisce. In Italia da quando aveva 16 anni (già vocata?), probabilmente l'unica possibilità di gettare la tonaca era buttarsi nel mercato delle badanti e affrontare, del tutto impreparata, la lotta per la vita. Piccola Discepola di Gesù, Esperanza svolgeva la sua missione in una casa di riposo per anziani a Rieti, e non devono essere un luogo di lavoro e un'attività allegri. Un giorno, come dicono le fonti religiose, ha potuto andare in visita alla sua famiglia, in Salvador, sole grande come una scodella, corpi seminudi ovunque, e ovunque sentore di musica, ballo, desideri.
È caduta, cara Esperanza. Deve avere passato mesi terribili, con quella pancia che cresceva e nel rimpianto di quel che aveva vissuto nella sua terra. Ma si è redenta, ha voluto tenere il bambino, è tornata fra noi. Per quanto lo conosco, sono sicuro che il suo Dio la benedice e le sorride, contento.
@GBGuerri