Il super manager perfetto? Si è laureato ad Harvard

Il maggior numero di capitani d'azienda esce dall'università americana, poi c'è Tokyo, ma nei primi 10 atenei 3 sono francesi. E l'Italia? Arranca

Harvard, Oxford o Berkeley? O meglio restare in Italia scegliendo fra la Bocconi di Milano, il Politecnico di Torino o la Sapienza di Roma? Quale Ateneo forgia il supertop manager, l'amministratore delegato (Chief executive officer, Ceo) perfetto? Se il vostro sogno è scalare le vette dei gruppi economici mondiali, che vantano fatturati da centinaia di miliardi di dollari, allora potreste darvi una chance iscrivendovi all'Università giusta. Ma dovete essere in grado di pagare rette che in molti casi (ma non tutti) sfiorano i 40.000 euro all'anno.

Times Higher Education, che stila classifiche sui sistemi universitari di tutto il mondo, in tempi di crisi economica e globalizzazione punta l'obbiettivo sulle potenzialità di carriera. Dove si sono laureati i 500 amministratori delegati delle più grandi aziende mondiali? Scorriamo l'Alma Mater Index: Global Executive e scopriamo così (e non è una sorpresa) che ad allevare il maggior numero di manager di successo mondiale è l'università americana di Harvard seguita da quella di Tokio. Nell'ateneo Usa più prestigioso, frequentato in passato da John F. Kennedy e Barack Obama, si è laureato il 5 per cento dei 500 top Ceo, 25 in tutto mentre l'Università di Tokyo ne ha forgiati 13, il 3%. Tra i primi 10 dominano gli Usa con quattro istituzioni con un alto numero di graduati al top del bussines mondiale: Harvard (25), Stanford (13), University of Pennsylvania (9), Massachusetts Institute of Technology (9). Al secondo posto l'Europa grazie alla Francia. Tre atenei tra i primi dieci: l'Ecole Polytechnique (12), Hec Paris (10), Ena (9). Sale e si potenzia la posizione del Giappone con due istituzioni: Tokyo (14), Keio (8). L'Inghilterra si piazza "solo" al 21mo posto grazie ad Oxford (5). E se sono sempre gli Usa a dominare la classifica dei primi 100 con 38 istituzioni la Cina accelera il passo con 15 università nella lista. L'Italia c'è grazie alla Bocconi di Milano ed alla Sapienza di Roma, 3 “superCeo“ per ciascun Ateneo. Presente tra i primi cento anche il Politecnico che ha insegnato a cavalcare con successo il business a due attuali Ceo. Tra loro John Elkann, a capo dell'Exor Group, laureato in Ingegneria al Politecnico; il Ceo delle Assicurazioni Generali, Mario Greco, laurea in Economia alla Sapienza e quello di Intesa Sanpaolo, Enrico Tommaso Cucchiani, laurea alla Bocconi ed Mba a Stanford.

Un altro dato che emerge è quello della altissima specializzazione. I top al top vantano Mba e dottorati. Su 500 Ceo 113 hanno un Mba e 53 un dottorato o un Phd. Certo in pochi possono permettersi di spendere 50.000 dollari all'anno (39.000 euro) per mandare un figlio ad Harvard ma i ricercatori invitano a non disperarsi visto che tra i capi delle le prime dieci società più ricche non ci sono laureati ad Harvard. Per esempio all'ottavo posto si è piazzato Akio Toyoda che guida la Toyota Motor ed ha una laurea in legge presa alla Keio University che richiede una retta da “soli“ 10.000 euro annui.

Commenti

il gotico

Gio, 05/09/2013 - 09:48

infatti mentre all'estero hanno leader e capitani d'industria, il massimo esponente da noi si chiama monti... e penso non ci sia altro da aggiungere su quell'incompetente... la notizia non giunge come una novità, semmai rafforza il parere degli italiani, le nostre università producono mostri.

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cangrande17

Gio, 05/09/2013 - 10:06

Direi che John Elkann non fa testo. Sarebbe in quel ruolo anche con la terza elementare...

wizardofoz

Gio, 05/09/2013 - 10:51

Questo articolo dice l'ovvio e cioè che un'università prestigiosa e alte specializzazioni aprono molte porte. Non dice però molte altre cose: aprire le porte non basta; un buon titolo può facilitare ad ottenere il posto, ma non garantisce una carriera che richiede capacità individuali che nessuna scuola insegna. Proprio nella patria di Harvard, gli USA, si discute da tempo se valga veramente la pena spendere centinaia di migliaia di dollari per una laurea presso università che, più che una istruzione di qualità -che comunque offrono- sono dei brand costosissimi che hanno portato il debito accumulato dagli studenti per frequentarle (gli student loans) a cifre nell'ordine dei trilioni di dollari. Infatti, la stampa americana sta da tempo suggerendo molti college e università meno note, meno care e pure di qualità. Se frequentando queste ci si rivela dei genietti, non sarà difficile emergere. Aggiungo, in quanto non detto, che gli atenei svizzeri, in particolare i politecnici di Zurigo e Losanna, così come l'università di Zurigo, sono di valore mondiale a costo pressochè zero (a parte vitto e alloggio sia ben chiaro). Non è difficile entrarvi (premessa la conoscenza del tedesco e del francese), ma è difficile uscirvi. Una loro laurea apre le porte del mercato locale (la disoccupazione in Svizzera è di circa il 3%!) che, in termini di accessibilità e livello di compensazione è al top mondiale.

Cinghiale

Gio, 05/09/2013 - 11:04

Il problema è che da noi i "manager" o sono di famiglia o sono compagni politici. O hai la spinta giusta o te ne vai a lavorare da un'altra parte. Evviva i raccomandati!

orso bruno

Gio, 05/09/2013 - 11:06

Ma in Italia abbiamo gli ex Cuem e gli studenti fiancheggiatori dei no Tav. Chiaramente, con una base cosi fallimentare non si può avere alcun futuro.

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gzorzi

Gio, 05/09/2013 - 11:29

Il problema è che di soli "manager" non si vive e se sono al livello di Monti e simili siamo a posto.

mainardi2000@gm...

Gio, 05/09/2013 - 14:42

giamai Carissima Francesca Angeli, ma al momento di citare i tre "italiani" era sobria?. Cosa voleva dimostratre?. Con tutto il rispetto, i signori in questione avrebbero potuto ambire alle nomine indipendentemente dall'università frequentata (vista la provenienza). Guardi perfino Montezzemolo ha incarichi prestigiosi che non sono certo corrispondenti alle capacità dimostrate. La realtà è che l'Università italiana è stata distrutta dal sessantotto con buona pace della sinistra e di tanti soloni. Il problema è che da noi non esiste la MERITOCRAZIA, ma solo le raccomandazioni.

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stenos

Gio, 05/09/2013 - 16:49

Ma da noi la laurea non serve, devi essere figlio di, compare di, servo dei politici e cosi diventi magnager all'italiana. Se poi sei ladro e farabutto aiuta.