Toh, anche lo Stato evade

Lo Stato non paga i contributi per le pensioni pubbliche. Falle emerse da quando l’Inps controlla anche la previdenza degli statali

Roma - Controllore inflessibile con tutti tranne che con se stesso, guardiano di un mercato del lavoro rigido e burocratico, dove la riforma dell’articolo 18 non è nemmeno ipotizzata, ma, allo stesso tempo, datore sciatto e un po’ evasore. Gli italiani sono, e non da ora, pericolosamente abituati ad avere uno Stato a due facce, ma non si può non rimanere sorpresi quando si scopre che l’amministrazione pubblica alle prese con normali procedure che riguardano la posizione contributiva dei suoi dipendenti, diventa svogliata e pasticciona, se non peggio.
Qualche lume su come ha funzionato fino ad oggi la previdenza pubblica arriva adesso che l’Inps si è dovuta fare carico (oltre che dell’Enpals) anche dell’ex Inpdap, l’Istituto che fino all’anno scorso raccoglieva i contributi e pagava le pensioni ai dipendenti dello Stato e di tutti gli enti pubblici. Qualche accenno qua e là durante le audizioni parlamentari dei vertici Inps, lascia intendere che l’incontro tra la pensioni private - che si sono messe al passo con i tempi già da qualche anno - e quelle pubbliche - una specie di Germania dell’Est previdenziale - non è affatto facile.
Emerge ad esempio che in un biennio, tra il 1996 e il 1998, c’è un «vuoto informativo» sui contributi che la pubblica amministrazione ha versato ai suoi dipendenti, tale da rendere difficile se non impossibile il calcolo esatto dell’assegno per le pensioni miste e anche per quelle interamente contributive. Mentre aziende e datori di lavoro privati si facevano in quattro per adeguarsi al nuovo metodo, lo Stato si dimenticava di farlo. Questo significa che buona parte delle pensioni pubbliche sono state calcolate in modo approssimativo. Proteste non pervenute perché probabilmente nessuno ci ha rimesso, tranne forse i contribuenti.
Non è escluso che emergano nuovi «buchi informativi» man mano che l’Inps riuscirà a mettere mano al mare di carte della previdenza pubblica. Eh sì, perché l’istituto guidato da Antonio Mastrapasqua si è informatizzato e ha costretto i datori a fare altrettanto, le informazioni che riguardano la previdenza sono comunicate per via telematica, le aziende le inviano periodicamente all’Inps che le elabora. È così dal 2009, quando fu creato il sistema UniEmens, che registra assunzioni, cessazioni e tutti i cambiamenti che possono modificare la situazione contributiva dei lavoratori. Le comunicazioni dello Stato avvengono invece ancora quasi tutte alla vecchia maniera: moduli e cartelline cartacee che ogni ente pubblico tiene gelosamente dentro i cassetti dei rispettivi uffici previdenziali, fino a quando il dipendente non va in pensione. E lì parte un complesso calcolo che, a differenza di quanto avviene nel privato, può durare anni. Altro effetto della mancata informatizzazione, l’operazione trasparenza sui contributi alla quale sta lavorando l’Inps nel pubblico è per il momento impossibile. Anche in questo caso, proteste non pervenute. Forse perché a nessuno viene in mente di fare calcoli per difetto.
Orgogliosa arretratezza, si dirà, di una amministrazione pubblica che non ha intenzione di essere trattata come un’azienda in nessun campo. Ma non c’è solo un problema di informazioni carenti nelle pensioni di Stato. Ricostruendo la storia previdenziale di qualche dipendente pubblico i sindacati si sono ritrovati di fronte a buchi contributivi veri e propri. In sostanza l’ente pubblico non ha pagato il dovuto all’Inpdap. Quando lo fa un privato, finisce nei guai, non è dato sapere cosa sia successo ai pubblici evasori. Difficile anche individuarli. Si parla addirittura di una prefettura, di un’amministrazione centrale (non un ministero) e di una provincia di medie dimensioni. Impossibile sapere di più.
L’accorpamento Inps-Inpdap ha come scopo quello di adeguare la previdenza pubblica agli standard ai quali il privato è abituato da tempo. Ma la fusione si farà sentire sui conti dell’istituto di previdenza privata. La nota di variazione al preventivo 2012 dell’Inps, approvata nell’aprile scorso ha quantificato il peso dei pubblici sui conti dell’istituto. La gestione finanziaria di competenza del 2012 evidenzia nel complesso una perdita di 5,97 miliardi di euro, con un peggioramento di 5,2 miliardi rispetto alle previsioni del bilancio originario 2012. Quello precedente alla fusione aveva previsto una perdita di 736 milioni di euro. Il disavanzo è il risultato dei saldi della gestione di parte corrente per (-4,8 miliardi) e di quella in conto capitale per (1,137 miliardi) «interamente ascrivibile», spiega il rapporto annuale Inps, «al disavanzo finanziario di competenza dell’ex Inpdap pari a meno 6.224 milioni» di euro. La gestione economica presenta una perdita di 4,86 miliardi contro i 370 milioni pre fusione. Anche in questo caso il rosso è dovuto all’Inpdap.
Commenti

rikkà

Mar, 05/06/2012 - 08:59

Scommetto che questi grandissimi dirigenti ora percepiranno una lauta pensione e saranno stati liquidat con liquidazioni milionarie......mandateli a spalare macerie!

Cinghiale

Mar, 05/06/2012 - 09:13

Quando Salvini dice "governo ladro" e poi mi scappa l'occhio su questi articoli, mi vien da pensare che forse un pò di ragione ce l'ha.

giovanni PERINCIOLO

Mar, 05/06/2012 - 09:20

Una cosa sola si puo' certificare fin da ora : nessuno é responsabile e nessuno sarà chiamato a pagare! Vero signor patroni griffi??? la casta degli statali non si tocca e gli statali alzeranno altre e alte lodi al loro santo "PATRONI"!!

GilbertoVR

Mar, 05/06/2012 - 09:33

Si tratta forse di una delle memorabili riforme del Ministro Brunetta?

druso

Mar, 05/06/2012 - 10:29

#4 GilbertoVR - Se qui ci fosse il rag. Ugo Fantozzi le direbbe:" ...ma come e' spiritoso lei....."

bob82

Mar, 05/06/2012 - 10:39

Che lo stato sia il più ladro di tutti si sà da sempre....l'italia è il paese dove si scopre costantemente l'acqua calda....da una vita non rimborsa le aziende non ritorna le multe e così via da quando ho iniziato ad intendere e volere sò che qualunque cifra lo stato debba restituire la si può considerare perduta.......non sequestrano neppure i beni ai criminali perchè sono la maggior parte delle volte amici parenti o conoscenti dei governanti stessi....ma ci siete o ci fate!?!?!

killkoms

Mar, 05/06/2012 - 10:41

una volta,le società di credito al consumo(finanziarie)prima di erogare il prtestito,per accertarsi sulla"serietà"del richiedente il prestito,gli chiedevano di portargli delle bollette! se tale criterio fosse adottato per il"cliente pubblico"(enti,comuni,provincie,regioni)altro che credit crunch!

AnnoUno

Mar, 05/06/2012 - 10:52

#4GilbertoVR: il buco 1996-1998 non è che vada ascritto a qualche governicchio di sinistra? Comunque, inutile azzuffarsi.La questione è sempre la stessa.Tutto ciò che è pubblico è marcio alla radice, da sempre.Ed infatti la soluzione non può che essere la solita: pagano gli sfigati! Certo, i lavoratori privati che con le loro tasse mantengono milioni di nullafacenti (e spesso arroganti) dipendenti pubblici ora ne pagheranno anche le pensioni.E i dirigenti incapaci di quei dipendenti pubblici prenderanno anche delle ragguardevoli pensioni.Alla faccia di chi ha lavorato una vita senza tutele ed ora riceve un'elemosina.Per non parlare di chi quell'elemosina non si può permettere neanche di sognarsela! Ma sì, auguriamoci il paradiso comunista. Proprietà privata inesistente, patrimonio personale illegale, lavoro di Stato per tutti areddito da sopravvivenza, idem per la pensione. E tanti appartamentini-ini dove consumare allegramente le nostre tristi vite. A parte i membri del politburo..

italo zamprotta

Mar, 05/06/2012 - 11:18

"...Eh sì, perché l’istituto guidato da Antonio Mastrapasqua si è informatizzato...". Mi chiedo dove viva questo giornalista.All'inizio degli anni '80,quando lui frequentava la scuola dell'obbligo.l'INPS era già pioniere dell'informatizzazione degli uffici pubblici, seguito a ruota dall'INAIL.Quindi non ha dovuto certamente aspettare Mastrapasqua nè nessun altro.L'artefice principale dell'informatizzazione fu il prof.ing.Gianni Billia, dirigente dell'INPS,poi passato in RAI e infine presidente INAIL. Ah,ce ne fossero ancora in circolazione dei manager come Gianni Billia!Comunque,Signorini,impari la storia dell'informatizazione pubblica in Italia!

Dario40

Mar, 05/06/2012 - 11:22

ai vertici di questi Enti Previdenziali dello Stato ci sono, e ci sono stati, dei manager super pagati. Perchè no far pagare a loro la loro inefficienza ? E' il minimo che un Governo,degno di tale nome, dovrebbe fare. Ma sicuramente Monti non muoverà un dito. Tanto, buco più o buco meno, lui la rendita a vita da senatore se l'è assicurata !

Alessia_1970

Mar, 05/06/2012 - 11:31

E' da novembre che siamo alle prese con l'INPS per una pensione ai superstiti. Ci hanno rimbalzato all'INPDAP di Milano e poi a quella di Cremona. Abbiamo ripresentato nuova domanda portando documentazione "ritrovata" a Cremona. In INPS dopo appuntamento e dietro presentazione di un documento del ministero del tesoro dove i fondi dovevano essere in INPS dal '93 ci hanno detto che verrà liquidata "QUANDO TERMINERANNI I CONTEGGI" ... la domanda sorge spontanea : "ma questa gente, perchè è libera di lavorare come capita, senza che ci si possa rivalere nei loro confronti in nessun modo, ma solo "attendere" ? ! Buona giornata

The Father

Mar, 05/06/2012 - 11:43

che lo stato fosse il primo delinquente si sapeva già che lo stato rappresenta la vera mafia lo si sapeva già si è scoperta l'acqua calda

sauzer

Mar, 05/06/2012 - 11:51

Che schifo di paese.... la barzelletta d' Europa, Ladri e fanulloni che a sua volta son difesi a spada tratta, se chi e' assunto facesse il proprio dovere e cioe' lavorare non ci sarebbero stati problemi... Ma si sa, il 90% degli statali lavorano in media 2 ore al giorno, poi c'e' il 5% che ogni 15 giorni sta a casa in malattia inventata, la piu' in voga e' quella dello stress lavorativo 15 giorni a casa, con la possibilita' di raggiungere i propri parenti, al paesello, vero statale che leggi? poi c'e' il restante 5% che si sobbarca la mole di lavoro accantonato negli anni e in piu' porta avanti quello odierno e per aiutarli vengono affiancati da personale esterno delle coperative. Assurdo! Quanti soldi pubblici buttati. Poi in tv ti mandano il messaggino.. Pagare le tasse e' un bene per tutti... Magari si potrebbe correggere con meno fannulloni = meno spese. Un saluto al restante 5% che lavora, avete tutta la mia ammirazione. un saluto al restante 95% ladri di stipendi.

Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 05/06/2012 - 13:40

Anche lo Stato evade? Non è una meraviglia. Evade e ruba a mani basse, specie con le mani della Casta.

Ritratto di ALESSANDRO DI PROSPERO

ALESSANDRO DI P...

Mar, 05/06/2012 - 14:35

L' Italia è sempre stato, almeno da quando regna la Repubblica, un paese PIENO DI BORDELLI ! Tutto ciò è dipeso e dipende dalla COMPLETA IGNORANZA E CAPACITA' di tutti Partiti Politici passati e presenti le cui DIRIGENZE hanno solo pensato ai loro interessi di partito e soprattutto personali. Alla luce degli eventi ROVINOSI E CATASTROFICI ora gli stesi partiti cercano in ogni modo di CAMBIARE FACCIA anche truccandosi interamente dai piedi alla TESTA. Come si fa con le MASCHERE DEL CARNEVALE... ma si ricosnosce SUBITO che dietro queste MASCHERE ci sono sempre LORO che non intendono MOLLARE la preda. Non si rendono conto che questo "IMBELLETTAMENTO"... FA SOLTANTO RIDERE !!!

Ritratto di romy

romy

Mar, 05/06/2012 - 15:57

Con una persona forte al comando,e gli altri ad eseguire senza spartizioni di potere,non saremmo finiti ad essere un colabrodo d'inefficienza.La verità,per come la vedo io,che conosco e capisco come funzionano le cose,con il sistema politico di oggi,quello dei partiti attuali.......,quello che comandano tutti e non comanda nessuno,quello che butti la pietra e nascondi la mano,quello che fai il danno,ma poi ci si riesce a nascondersi dietro ad un dito,con questo sistema nemmeno 300 anni basterebbero per raddrizzare in parte la baracca,che fà acqua da tutte le parti per volontà umana,si faccia il Presidenzialismo,quello crudo e rude,ed un po' di speranza ritornerà sicuramente, che so'nel giro di 30/40 anni e forse vivranno in un altra Italia.

Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 05/06/2012 - 16:50

Anche lo Stato evade? Non è una novità. Evade e ruba a mani basse, specie con le mani della Casta.