Tre riflessioni sul caso Mandela

La storia del nostro titolo sbagliato e della malafede di molti internauti

La storia del nostro titolo sbagliato sulla morte di Nelson Mandela merita delle riflessioni. La prima è la più ovvia: è stato un errore. “Morto Mandela, padre dell’apartheid” è uno sbaglio evidente. Avremmo potuto dire - e qualche lettore particolarmente buono l’ha anche detto - che in fondo è una leggerezza, tipo quelle dei ragazzi che per strada chiedono una “firma per la droga”, intendendo ovviamente una firma contro la droga. Non l’abbiamo fatto. Abbiamo corretto l’errore e chiesto scusa ai lettori. Scuse non per il contenuto che era chiarissimo: in tutto l’articolo, e peraltro anche nel sommario sotto al titolo, Mandela era giustamente e correttamente definito l’eroe della lotta all’apartheid. Le scuse le abbiamo fatte per l’errore in sé. Punto.

La seconda riflessione è però sulla reazione del mondo dei social network. Il Giornale è stato attaccato, accusato non di un errore pratico e concreto, ma di chissà quale piano editorial-culturale evidentemente razzista (questo era il sottotesto di molti tweet). Una valanga di insulti proseguita anche dopo le scuse per lo sbaglio. Qualcuno, per la verità, si è complimentato per il nostro intervento e per l’ammissione dell’errore (cosa non fatta da altri giornali, ma ne parleremo dopo), ma la gran parte degli utenti Twitter e Facebook che hanno scritto dell’argomento ha continuato ad attaccarci, sfogando tutta la rabbia possibile contro la nostra testata e i nostri giornalisti.

Questo mi fa arrivare alla riflessione numero tre. Il titolo sbagliato ce l’avevano Il Giornaleil Messaggero, il Mattino. Eppure il diluvio di insulti e ironie è piovuto solo su di noi. Strana storia, questa. Lo stesso errore non provoca medesime reazioni. Gli influencer di Twitter che hanno ricordato anche le altre testate cadute nell’infortunio sono stati scavalcati da una massa di commenti che aveva come obiettivo soltanto il Giornale. Il Post ha correttamente pubblicato anche gli screenshot delle pagine dei tre quotidiani, ma niente, nel mondo dei social il problema e la vergogna eravamo sempre e solo noi.

Ancora questa mattina Gad Lerner, per dirne uno, ci attaccava (solo e soltanto noi) immaginando chissà quale strano disegno ideologico-capitalista ci fosse dietro quel titolo. Chi ci ha accusato di ignoranza evidentemente l’ha fatto per coprire la propria malafede. Dimostrazione evidente è stato qualche buontempone che ha pubblicato a sua volta lo screenshot della pagina del Giornale con il titolo sbagliato e l’ha accuratamente tagliata, lasciando fuori il sommario che, essendo in contrasto con il titolo stesso, spiegava da solo lo sbaglio. Una cialtroneria che si commenta da sola. Chi è peggio? Noi che sbagliamo e l’ammettiamo o chi si rende conto che è un errore, ma gli dà apposta un’altra interpretazione e per farlo tarocca anche le foto?

È bello e interessante vedere che la faziosità attribuita a noi ogni secondo appartiene a tanti nel mondo dei social. È triste che l’ammissione di un errore venga presa da molti (non da tutti, grazie al cielo), come un fallimento e come pretesto per darci degli ignoranti. Per me è stato un gesto di coraggio, oltre che di onestà intellettuale. Pensavo che i giornali autori dello stesso errore, ma che non si sono scusati, avrebbero passato una notte e una mattina peggiore della nostra. Invece no, il contrario. Mi illudevo evidentemente che Twitter fosse un luogo più libero dagli schemi del passato, più virtuoso, più dignitoso. Non è così. Noi abbiamo commesso un errore, ma non abbiamo perso la faccia. Altri, invece, sì.

Commenti

Cianu100

Ven, 06/12/2013 - 14:31

Siete stai fraintesi (cit. vostro Kapo)

ex d.c.

Ven, 06/12/2013 - 15:24

Non è per il tiolo su mandela che 'il giornale' è attaccato. E' per altri motivi che tutti conosciamo. Purtoppo anche la reta è stata occupata per buona parte dalla sn. forse perchè chi è in questo schieramento lavora molto mneno e dedica più tempo alle proteste ed alle contestazioni, tanto li paghiamo sempre noi!

Ritratto di bassfox

bassfox

Ven, 06/12/2013 - 15:35

De Bellis, sono d'accordo con lei, ma per capire che il problema dei razzisti esiste così solo qui, basta leggere alcuni commenti agghiaccianti...

Ritratto di deliziosagrc

deliziosagrc

Ven, 06/12/2013 - 16:25

Questo è il giornale del "demonio B." Mandela è solo un pretesto, ogni scusa è buona per scatenare i mastini rossi aizzati da una campagna d'odio senza precedenti.

strettara

Ven, 06/12/2013 - 16:32

"... non abbiamo perso la faccia." Non si può perdere quello che non si ha. Vai a leggere i commenti dei razzisti sul vostro sito, pubblicarli non è libertà di opinione ma tacito consenso a quello che dicono.

Ritratto di frank.

frank.

Ven, 06/12/2013 - 18:40

Magari hanno letto i commenti dei vostri lettori tutti intenti a dare del komunista negro a Mandela...magari...

benny.manocchia

Ven, 06/12/2013 - 18:58

Hanno voglia a c...re stronzate. In Italia il comunismo non attecchira'mai.MAI. un italiano in usa

marco m

Ven, 06/12/2013 - 19:56

egregio De Bellis, per quanto sia spesso critico con il Giornale considero un errore come quello del titolo una banale distrazione, probabilmente le scuse sono state persino troppo, e son rimasto ammirato dal fatto che le abbia pubblicate in prima pagina, mentre altri giornali, come giustamente scritto, han fatto finta di nulla. L'episodio e' una distrazione, come si capisce leggendo l'articolo, e strumentalizzarlo una porcata, lo dico senza problemi. Detto questo, se vuole sapere da dove nasce l'astio contro il giornale, provi a leggere i commenti all'articolo, roba da raccapriccio, oppure alcuni degli articoli apparsi nei giorni scorsi contro Serra, reo di sgridare il figlio quando sporca in casa invece di pagare una colf per pulire o come quello che ridicolizza il NCD per l'estetica del simbolo.

Beaufou

Sab, 07/12/2013 - 08:16

@ strettara : pubblicare i commenti, anche quelli come il suo, è invece proprio libertà di opinione. Non credo che Il Giornale sia "tacitamente consenziente" a quel che lei dice, ad esempio. Quanto alla faccia, non vedo perché Il Giornale non abbia una faccia dignitosa almeno (penso più, ma è opinione personale) quanto quella dei "politicamente corretti" Repubblica, Corriere e via discorrendo. Ha un difetto, o pregio: è di destra, ma quando uno lo sa, può anche risparmiarsi di postare commenti acidi e qualunquisti come il suo. Anzi, può risparmiarsi di leggerlo, così si salva anche il fegato.