«Io orfano e scapolo incallito per il Comune tengo famiglia»

Gent.ma dott.sa Santina Galante, funzionario responsabile del Comune di Milano. Grazie, dottoressa; grazie, perché in virtù della sua lettera, che respingeva la mia richiesta di riduzione tassa rifiuti in quanto mi ritenevo unico occupante dell'immobile, ho appreso di non essere più solo. Io, orfano e scapolo incallito, finalmente ho una famiglia, o almeno un ospite fisso, insomma qualcuno che mi tenga stabilmente compagnia. Strano, perché a Milano non ho né parenti, né una o un (non si sa mai) convivente. E neppure un cane, un gatto o un criceto. Grazie per avermi informato di non essere solo al mondo; però, nonostante la sua lettera, io questa altra persona che abiterebbe con me non l'ho trovata. E sì che ho cercata dappertutto: sotto il divano, negli armadi, nei cassetti e nella cappa del camino. Niente, anzi nessuno. Mi piacerebbe, quindi, sapere quali dati siano in possesso dell'Ufficio anagrafe del Comune di Milano per dirmi che ho un nucleo familiare «di più di una persona». Ma forse la chiave del mistero è molto semplice: all'anagrafe io sono registrato come Giampiero Giuseppe Bruno ed ecco che l'attentissimo funzionario o impiegato ha scoperto subito il mio sordido sotterfugio per risparmiare sulla tassa. «Perbacco, si deve essere detto, con tale Giampiero abitano anche Giuseppe e Bruno: sono pertanto tre in quella casa e quindi la richiesta di riduzione va sicuramente respinta».
Saluti dottoressa Galante e mi mandi al più presto notizie di Giuseppe e di Bruno, così, magari, divido con loro la spesa della tassa rifiuti. Firmato: .