«Io, tradito dalla Vincenzi, mi faccio un partito»

«Marta Vincenzi ci ha deluso». Così Maurizio Sernissi, proprietario del Caffè San Giorgio vicino a Piazza Banchi, già candidato alle scorse elezioni con la Lista Civica «Nuova Stagione» affiliata alla sindaco poi eletta. «C'era un programma molto bello, per questo io ed altri avevamo deciso di candidarci e appoggiarlo, ma poi dopo un anno nulla si è concretizzato...». Sernissi parla in particolare del cosiddetto «Corridoio 21» per i trasporti e di altre idee che lo avevano colpito. «Ma ormai è tempo di cambiare pagina. L'attuale classe politica ci ha stufato. Ed ora noi proponiamo un nuovo movimento dei cittadini». Il nome che ha pensato è «Usp» ovvero Unione per la Sovranità Popolare, ma - precisa subito il commerciante - «è un'idea ancora in embrione». Alle prossime politiche saranno ancora spettatori, ma poi vogliono attivarsi in vista di futuri appuntamenti elettorali, Ma quali sono le motivazioni di Sernissi? «La gente ha meno soldi. Lo vedo da come vanno gli affari qui al bar e dai colleghi vicini. I partiti, invece, sono gonfi di privilegi e non vanno incontro alle esigenze civiche». E così, tra i 19 punti stilati e distribuiti a tutti i cittadini che transitano dalla sua zona, spiccano l'abrogazione di immunità e vitalizi parlamentari e varie riforme dell'organizzazione delle Istituzioni. Altre proposte riguardano il federalismo fiscale, ma non mancano le note più colorate, come la proposta dell'abrogazione della Legge Merlin e conseguente riconoscimento della professione di prostituta, con tanto di iscrizione alla Camera di Commercio ed emissione di regolare fattura deducibile dalle tasse. «Tutti quelli che sottoscrivono le nostre idee devono accettare una condizione - precisa infine Sernissi - chi di noi venisse eletto deve dare un terzo del dividendo all'Associazione ed un altro terzo in beneficienza ad un istituto italiano». Dubbio che può nascere: ma si tratta di un altro Beppe Grillo? «No. Se Grillo fosse interessato può cercarmi, ma noi non cercheremo lui. Grillo invita a non andare a votare o a strappare la scheda. Io invece dico alla gente di andare e, se proprio volete annullare una scheda, non scriveteci parolacce, ma una frase d'amore».