«Gli italiani hanno affogato Cristo nel Po»

(...) nelle fogne del “Dio-Po”. Berlusconi regna, Bossi governa. A margine dei risultati elettorali. Una nota di don Paolo Farinella» è il titolo di quella che è diventata una lettera simbolo di buona parte di quelli che si schierano contro la Chiesa: sul sito dell'Uaar (Unione Atei e Agnostici Razionalisti) è stata incorniciata e don Farinella è stato proclamato loro indiscusso Papa. Le parole del don parlano infatti chiaro: «Queste elezioni sono la sconfitta del cristianesimo e particolarmente del cattolicesimo che rinnega i principi costitutivi della sua stessa esistenza: i cristiani che hanno votato Bossi hanno consegnato e affogato Cristo nelle fogne del “dio-Po”. Ne guadagna la gerarchia che ora presenterà il conto del finanziamento delle scuole private con buona pace dell'art. 7 della Carta costituzionale».
Ma la lunga lettera non finisce qui. Diversi i richiami alla lettera che la Madonna di Lourdes aveva scritto a tutti i fedeli prima delle elezioni per ragguagliarli su come scampare dalla barbarie berlusconiana. «Il popolo è sovrano e ha scelto. Ne prendo atto. Ammetto la sconfitta elettorale e politica, ma non posso cedere alla sconfitta morale perché nemmeno il voto plebiscitario è fondamento di verità». E contro quei leader - aveva scritto la Madonna farinelliana - che ottengono voti da cristiani indegni di ricevere tanto l'Eucarestia quanto l'assoluzione dai peccati, ora don Paolo scrive senza mezzi termini: «Il popolo italiano ha affidato la cassa di famiglia ad un evasore e ladro. Ha consegnato la legalità alla mafia che ha incoronato legislatore. Ha affidato i precari e i poveri alla elemosina dei miliardari. L'Italia tornerà in guerra e alla grande in Iraq, mentre in Afghanistan aumenterà la presenza a danno forse del Libano. Viene la voglia di dire: chi si contenta gode. I cattolici o più in generale i cristiani hanno consegnato a mani giunte il loro senso del “bene comune” e la loro strutturale solidarietà alla xenofobia e al particolarismo della Lega di Bossi». Insomma, sono tornati i «lanzichenecchi», così li apostrofa il sacerdote genovese che si sente, in mezzo a loro, come un «extracomunitario moralmente e spiritualmente»: «Ha vinto uno che si è dichiarato “anarchico” riguardo ai temi etici, ha vinto il populista, il vuoto, l'effimero, l'impresentabile, l'amorale. Ha vinto la feccia d'Italia».
Non mancano attacchi a quella sinistra che ha reso l'Italia in siffatto modo: «Sarebbe bene che oggi questi tizi ex sinistri tacessero e andassero a coltivare zucchine: ci risparmino per favore le loro analisi e i loro mestrui pseudo-intellettuali». E neppure chi ha disperso il voto nei partitelli è risparmiato dal giudizio apocalittico farinelliano: «Coloro che si sono dispersi in mille rivoli o hanno disertato le urne, ubriachi di se stessi, oggi hanno perso il diritto di parola, di critica e di protesta: possono solo tacere. Coloro che hanno favorito il «regno» di Berlusconi devono tacere per la durata dell'intera legislatura. Lo esige la decenza». Parola di don Paolo.