Iva sulla benzina «sterilizzata» dal 2007

Paolo Giovanelli

da Milano

Sterilizzare l’Iva sulla benzina, garantire la sicurezza degli approvvigionamenti del gas e rendere più facile attraverso incentivi la costruzione di centrali elettriche e rigassificatori: sono i tre obiettivi del nuovo provvedimento del governo sull’energia che interessano in maniera più immediata i consumatori. Più in generale ieri il ministro per lo Sviluppo, Pier Luigi Bersani, ha varato un pacchetto, approvato dal Consiglio dei ministri, che punta a completare il processo di liberalizzazione del mercato dell'energia separando le reti di distribuzione dai produttori e aumentare la concorrenza; rilanciare l'efficienza e le fonti rinnovabili e infine ridefinire i poteri dell'Authority.
Ai consumatori è rivolta la misura che riguarda la sterilizzazione a partire dal primo gennaio 2007 dell'Iva sulla fiscalità energetica per evitare, ha spiegato il ministro, «che lo Stato sia cointeressato all'aumento dei prezzi dei carburanti. Ogni centesimo in più per l'aumento del prezzo della benzina - ha affermato Bersani - viene restituito al consumatore o direttamente o attraverso tagli ad altre tasse. Questo avverrà dal primo gennaio 2007». In pratica, si instaura un meccanismo di accisa mobile che consente di variare le aliquote delle accise sugli oli minerali in aumento o in diminuzione, in modo da compensare la conseguente incidenza dell'Iva sugli oli minerali. «Le risorse drenate dall'Iva - prevede il pacchetto - possono essere utilizzate per ammortizzare il prezzo sulla benzina alla pompa, per le compensazioni territoriali destinate agli enti locali che accettano le infrastrutture energetiche e per il solare termico. Le risorse da destinare agli enti locali sono comunque immediatamente disponibili dal momento dell'entrata in vigore del disegno di legge grazie a un fondo ad hoc costituito presso il ministero dello Sviluppo pari a 50 milioni di euro l'anno». Due provvedimenti, quelli della sterilizzazione dell’Iva e quello degli incentivi per chi accetta impianti energetici, che erano stati sostenuti dall’ex ministro Antonio Marzano.
Il ddl stabilisce inoltre che l'Autorità per l'energia definisca le condizioni standard di erogazione del servizio e indichi i prezzi massimi di riferimento. Sempre allo scopo di completare il processo di liberalizzazione, il ddl intende promuovere la concorrenza nelle forniture di gas dall'estero riformulando i tetti Antitrust all'import di gas, in funzione, ha spiegato il ministro, «dell'andamento del mercato ma anche di quello del processo di liberalizzazione degli altri Paesi. I tetti si possono alzare, mantenere o anche ridurre». Secondo Bersani, l'effettiva concorrenza va promossa «anche rafforzando le misure relative alla separazione tra le imprese operanti nelle attività del trasporto e della distribuzione di energia e le imprese operanti nelle attività di produzione». In altri termini, un rilancio della separazione di Snam Rete Gas dall’Eni. Sul fronte della sicurezza, Bersani punta ad accordi per l'utilizzo condiviso tra più Stati di stoccaggi di gas.
Il pacchetto punta quindi al rilancio del risparmio dell'efficienza energetica e le fonti rinnovabili. Tra gli strumenti, la promozione dell'utilizzo di autoveicoli efficienti da un punto di vista energetico. Il ministro ha quindi chiarito di non «aver mai parlato di superbollo per i Suv».