Il jazz è sempre più«pop», e scende in piazza

Una rassegna per avvicinare la gente a un «genere» ritenuto troppo intellettuale

Il jazz esce dai teatri più importanti di Milano per entrare nelle piazze, nelle università, in luoghi storici che neanche i milanesi conoscono per essere direttamente a contatto con la gente: dal 22 gennaio al 15 aprile in varie località si terranno dieci lezioni-concerto guidate dal critico musicale e musicologo Maurizio Franco che di volta in volta incontrerà ospiti diversi. «Lo scopo dell’iniziativa è quello di creare delle lezioni-incontro – commenta Franco - quindi ci saranno momenti di dialogo e altri di musica, tipo un’intervista radiofonica. Ovvio che ogni momento profondamente diverso dall’altro, ogni jazzista fa caso a sé». È chiaro, suonare jazz significa improvvisare conoscendo la musica, partecipare a un dialogo: «saranno incontri anche “teatrali” perché i jazzisti sono sempre molto vicini al pubblico, con cui creano ogni volta un rapporto stretto».
La volontà di questa rassegna è quella di avvicinare la gente al jazz, genere che spesso viene visto come «materiale da intellettuali». Ad assistere non sarà quindi soltanto un pubblico di intenditori e appassionati, ma anche di spettatori qualsiasi, che forse avranno così la prima occasione per sentire i grandi jazzisti. La musica viene portata «in luoghi più lontani dal centro – dice l’assessore Ombretta Colli - Milano è tutta: non si può pensare sia solo piazza San Babila e Porta Romana».
Aprirà il calendario di incontri Lino Patruno (il 22 gennaio all’Auditorium delle Betulle, realizzato nel quartiere Olmi, e sorto alla fine degli anni ’80: è al primo piano di una grande struttura teatrale-cinematografica, il Cam, in via delle Betulle 7), per passare a Franco Cerri ed Enrico Intra, uno dei fondatori del Derby, locale che testimonia il vivace passato jazzistico milanese (il 15 febbraio al Teatro della Quattordicesima, via Oglio 18), e il grande Rosario Giuliani (il 26 febbraio in via Lesiona 20, al “Cam Lessona”, che si trova all’interno di una palazzina posta di fronte al parco di Villa Scheiber a Quarto Oggiaro). Tony Arco e Stefano Bagnoli suoneranno, l’11 aprile, nell’Ex Chiesetta del Parco Trotter che sorge sul lato interno del parco compreso tra l’ingresso di via Mosso e il corpo dell’ex Convitto; il 15 aprile Tullio De Piscopo sarà al Politecnico. Ancora il 7 febbraio suonerà Bebo Ferra all’Auditorium Falcone-Bosellino di Cassina Anna, zona Bruzzano (via Sant’Arnaldo 17): si tratta di una struttura che risale ai primi del novecento e faceva parte del Castello dei Taverna (XI secolo).
Tutti illustri jazzisti che, proprio perché tali, non vogliono stare isolati: il target a cui ci si rivolge è amplissimo, dai più giovani agli anziani, da chi conosce il jazz a chi non ne ha mai sentito parlare. Ogni lezione-concerto è a ingresso gratuito fino ad esaurimento posti e gli argomenti trattati saranno i più diversi, come «La tromba e la storia del jazz», o «Il pianoforte nella musica afroamericana». Info: www.comune.milano.it, 02/95334292.