L’acqua di Milano? «Ottima»

Se l’acqua che i cittadini dell’hinterland possono attingere gratuitamente dagli appositi gazebo supera a pieni voti i controlli di qualità e bontà, i milanesi non hanno nessun motivo per invidiare i propri vicini che vivono in periferia: dai loro rubinetti di casa sgorga infatti acqua meno cara di quella che abitualmente acquistano al supermercato e persino più buona. Metropolitana Milanese, che ne gestisce l’erogazione, garantisce l’assoluta bontà dell’acqua potabile meneghina attraverso 22mila controlli all’anno, più di 60 campionature giornaliere. Tradotto, significa che l’acqua che arriva nelle case dei milanesi subisce tre minuziosi controlli microbiologici e chimici all’ora.
Ricca di carbonati di calcio e di magnesio: ecco come si presenta alle analisi l’acqua che scorre attraverso gli oltre duemila chilometri della rete idrica. Anche ad un’analisi più minuziosa, i risultati sono sempre abbondantemente al di sotto dei limiti fissati per legge: secondo una ricerca di Altroconsumo del febbraio scorso, l’acqua di Milano ha una durezza compresa tra i 27 e i 33 gradi francesi (il valore di legge è compreso tra 15 e 50), un grado di acidità pari a 7 (il valore deve essere compreso tra 6,5 e 9,5) e nessuna presenza di «metalli indesiderati». E anche sui tanto pubblicizzati «valori di residuo fisso» e «presenza di sodio», l’acqua di Milano non ha nulla da invidiare alle acque minerali in vendita nei supermercati: la presenza di sodio oscilla tra 11 e 20 milligrammi al litro, quando la legge impone una concentrazione massima pari a 200, mentre il residuo fisso non supera mai i 439 milligrammi per litro (il valore massimo stabilito è di 1500). In breve, l’acqua di Milano non è affatto nociva alla salute; lo è - al massimo - per le tubature a rischio incrostazioni.