L’ala radicale esulta, l’Udeur minaccia gli alleati

Mastella: "Iniziativa pretestuosa". Di Pietro: Bruxelles si occupi di paradisi fiscali. Imbarazzo nell’Ulivo

Roma - Se il centrodestra si presenta compatto in difesa della Chiesa, senza troppe sorprese il centrosinistra vede esplodere al suo interno le visioni contrapposte delle anime laiche e cattoliche che compongono la maggioranza.

Così in maniera ovvia quanto stridente con l’ala massimalista, arriva la difesa dell’Udeur, in primis dal segretario, Clemente Mastella, secondo cui è «del tutto evidente il carattere pretestuoso della presunta violazione delle norme della libera concorrenza». E mentre il guardasigilli spera che «non si alzi il solito polverone anticlericale», Mauro Fabris minaccia anche conseguenze politiche nel caso dietro l’iniziativa europea si nascondessero un «soggetto italiano» o «esponenti della maggioranza» nel qual caso bisognerebbe aprire un serio confronto all’interno dello schieramento. E sul punto dice di non voler «garantire privilegi», vista «la disponibilità a verificare e censire le attività no profit che è giusto trattare alla stregua di quelle di Legambiente e dei sindacati», sbarrando però la porta a «qualsiasi tentativo di intervenire in modo vessatorio in Finanziaria».

E perentoria è anche Marina Sereni, (Ulivo), quando in maniera tranchant ricorda che «gli accordi tra Stato e Chiesa e che governano i rapporti tra l’Italia e la Santa Sede sono materia che riguarda due stati sovrani». Anche se lascia la porta aperta al confronto con l’Ue: «Daremo tutti i chiarimenti necessari». Ma, sottolinea, «come avremmo e abbiamo fatto per qualsiasi altra richiesta legittimata dal fatto che l’Italia ha scelto di far parte dell’Unione europea». In soccorso arriva anche il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, che vede una «strumentalizzazione politica per mettere i bastoni tra le ruote di chi fa solo del bene». Mentre, incalza, «l’Unione Europea piuttosto che prendersela con la Chiesa, farebbe bene a dare concrete disposizioni in merito ai paradisi fiscali».

Intanto Emma Bonino, ministro per le politiche Comunitarie, glissa sulle accuse e sceglie una risposta tecnica facendo sapere che «quando arriveranno», il governo risponderà ai chiarimenti sollecitati da Bruxelles. E se il leader radicale Marco Pannella pensa sia «più serio» rispondere nel merito ai quesiti della Commissione, il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, non ha dubbi e ritiene che «anche la Chiesa debba corrispondere quando si tratta di attività che prescindono dal culto», anche perché, scherza, «io sono cavouriano, libera Chiesa in libero Stato». Serissimo invece è Maurizio Turco (Rnp), per cui lo Stato deve «cancellare le leggi che prevedono esenzioni». Un tema caro anche a Villetti (Sdi) e su cui concorda senza mezzi termini il Verde Paolo Cento per cui è giunta l’ora di un «tavolo bilaterale Stato Chiesa». Bisogna tutelare le attività sociali e religiose della Chiesa, ricorda, ma di pari passo procedere al «superamento delle attuali forme di privilegio» sulle attività strettamente economiche. Detto fatto, arriva la proposta di Angelo Bonelli che annuncia «un pacchetto di proposte da inserire in Finanziaria per eliminare l’esenzione fiscale e Ici per gli immobili ecclesiastici che hanno attività commerciali».