L’anima dell’acqua

R isparmiare l'acqua è senza dubbio un dovere: per chi vedrà «L'anima dell'acqua. Simboli, sogni, visioni», la mostra che si inaugurata ieri a Palazzo Reale e che resterà aperta sino al 15 marzo, diventerà anche un piacere, o perlomeno un'azione non solo eticamente ma anche esteticamente motivata. L'acqua infatti non è solo un bene primario e insostituibile, ma anche un simbolo di rigenerazione che accomuna tutte le civiltà e attraversa l'intera storia dell'arte, dall'antichità ai nostri giorni. Su questo presupposto si basa il progetto EnergiAcqua, ideato dalla Fondazione DNArt con l'assessorato Reti, Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile della Regione Lombardia, nel cui ambito rientra la mostra a Palazzo Reale. Il progetto nasce dall'esigenza di fornire motivazioni culturali alle esigenze di risparmio idrico: il valore ambientale dell'acqua può essere riscoperto anche attraverso iniziative che ne evidenzino le implicazioni artistiche, storiche e antropologiche, oltre alla sua importanza nella vita di tutti i giorni. Il programma di EnergiAcqua prevede quindi di affiancare alla mostra una serie di laboratori didattici per bambini, che si terranno alla Casa dell'Energia e all'Acquario Civico, e un simposio scientifico dedicato ad «Acqua, Sole ed Energia», che si svolgerà in gennaio presso una sede istituzionale ancora da definire. L'evento centrale del progetto è comunque «L'anima dell'acqua», una mostra che ha la peculiarità di essere allo stesso tempo divulgativa e scientificamente accurata, ma ha soprattutto il pregio di svelare il comune retroterra simbolico di opere appartenenti a stili ed epoche agli antipodi. Lo spettro temporale a cui appartengono i lavori esposti spazia dalla preistoria agli ultimi decenni del Novecento, mentre i linguaggi espressivi variano dalla scultura, alla pittura, alla videoinstallazione. La mostra, curata da Elena Fontanella e Cosimo Damiano Fonseca, è strutturata in sei sezioni. La prima si concentra sugli aspetti cosmologici della dimensione idrica, a partire dai miti di teogonia acquatica delle antiche civiltà sino alle ipotesi sull'origine del mondo formulate dalla filosofia presocratica. Nella seconda sono raccolte le opere in cui l'acqua è vista come emblema della Madre, cioè dell'archetipo generativo, che nella storia della pittura occidentale ha come iconografia di riferimento la «Madonna del Latte». La terza indaga il rapporto tra acqua e bellezza del corpo: le opere raccolte in questa sezione, come «Venere e Amore sul mare» di Luca Cambiaso del 1565 o "L'Amore alla fonte della vita" di Giovanni Segantini del 1896, sono tra le più significative della mostra. La quarta si sofferma sul tema del «viaggio per acqua» e sulle sue connessioni con i riti di passaggio, la quinta sui fenomeni di trasformazione e la sesta sui riti di purificazione associati alla condizione idrica. Anche in queste sezioni non mancano pezzi di rilievo, come una «Testa di Odisseo» del I secolo a. C., «L'ultima cena» di Tintoretto del 1581 e i cinque video che compongono la serie «The Reflecting Pool», realizzata da Bill Viola tra il 1977 e il 1979.