"L’Area C ha dimezzato gli affari, pronti a pagare 5 euro per i clienti"

I commercianti del centro vanno all’attacco dopo il conteggio delle perdite La proposta dell’Unione: il ticket rimborsato a chi spende almeno 30 euro

Non ce la fanno veramente più. Sono i negozianti della Cerchia dei Bastioni che dopo una sola settimana di Area C vedono all’orizzonte il lastrico: serrande abbassate, sfratti, dipendenti licenziati. Inutile girarci intorno: pur di non pagare l’ennesima gabella dell’amministrazione Pisapia i cittadini rinunciano ad andare in centro. E se il discorso incide meno sui milanesi, che hanno a disposizione alternative al trasporto, diventa problematico per i potenziali clienti dell’hinterland, che rinunciano del tutto a venire a Milano per lo shopping, con buona pace dei negozianti.
A mali estremi...ecco l’idea: i negozianti si offrono di pagare Area C ai clienti. Non solo quelli del centro storico, attenzione, perché lo tsunami al negativo (-45mila ingressi al giorno) ha investito tutti: c’è meno passaggio. La proposta che a breve l’Unione del Commercio lancerà alla cittadinanza è appunto questa: con un minimo di 30 euro di spesa circa il network dei negozianti pagherà Area C al cliente. Ancora da definire alcuni dettagli - come la detraibilità fiscale dell’operazione - ma la categoria conta di partire entro febbraio.
A Palazzo Marino, in particolare all’assessore al Commercio Franco D’Alfonso, che due giorni fa ha promesso «faremo di tutto per sostenere il commercio», chiederanno un aiuto pubblicitario, ovvero la possibilità di pubblicizzare l’iniziativa sugli spazi comunali. «È importante che la nostra promozione venga conosciuta in città, ma soprattutto nell’hinterland - spiega Roberto Meazza - da dover provengono la maggior parte dei clienti del centro». Come pensate che l’amministrazione, che ha promosso Area C, sostenga un’iniziativa che invita a usare l’auto per fare shopping? «In città c’è un tale sommossa per l’introduzione del ticket antitraffico, tutti i commercianti sono esasperati, la rabbia e il terrore del fallimento stanno scaldando l’atmosfera - osserva Meazza -. Spero che il comune capisca le nostre ragioni e ci aiuti». Il riferimento voluto è all’invio di una busta con pallottole e ai volantini di insulti lasciati davanti alla Prefettura indirizzati al sindaco giusto la settimana scorsa.
A lanciare il grido di dolore, dopo l’uscita ufficiale del presidente della Camera di Commercio Carlo Sangalli, è la Fratelli Meazza Ferramenta, bottega storica con sede all’interno della Cerchia dei Bastioni (nella foto), dietro piazza Mentana. Non si venga a parlare di crisi, qui si tratta di crollo dei passaggi, di ingressi in centro. Un calo a picco che abbiamo riscontrato in una settimana, ovvero dall’entrata in vigore di Ecotass. Difficile dare torto ai numeri forniti da Amat: si parla di una media di -45mila ingressi ovvero - 37%. «Ho fatto i conti proprio l’altro giorno - racconta Roberto Meazza - ho fatturato in una sola settimana il 20% in meno. Io vendo oggetti grandi e pesanti, che vanno trasportati in auto. Così i miei vicini, sono antiquari, mobilieri, artigiani, che vengono prodotti impossibili da trasportare con i mezzi - hanno già perso tra il 30 e il 70%. p vogliamo paralre delle autorimesse? Il titolare di via Ariberto ha perso il 70% dei clienti». Nel centro storico si trovano un centinaio di botteghe che saranno le prime a scomparire di questo passo. Chi risarcirà il valore di un pezzo di città, quella più antica, che muore?
«Io sono fortunato perché i muri del negozio sono di mia proprietà, ma pensiamo a chi invece è in affitto, nel giro di qualche mese - spiega ancora Meazza - con un calo del fatturato di questa portata non saranno in grado più di pagare. Il risultato? Dovranno prima licenziare il personale e poi falliranno definitivamente per merito di una giunta di sinistra. I canoni di affitto nel centro storico sono altissimi, come faranno?». Si parla di prezzi medi che oscillano tra 150 e i 300 euro al metro quadro annui. «Il danno ricadrà anche sulle spalle dei proprietari dei negozi, che saranno costretti ad affittarli a canoni molto più bassi se vorranno trovare inquilini in grado di pagarli». L’effetto domino produrrà così un ulteriore desertificazione del centro.