L’Asl lancia l’allarme popper: «È diffuso come la cocaina»

I Sert: «Inalanti e cannabis sono sempre più usati» Il Comune: «Spettacoli nei licei per fare prevenzione»

Si chiama Popper dal rumore che fa quando il gas contenuto nella boccetta di vetro si sprigiona. Il nitrito di amile o di etile ha un effetto euforizzante molto breve - 30 o 40 secondi (definito «rush») - e intenso, seguito, però, da una brusca caduta della pressione. Nato come esilarante e divenuto «famoso» nella comunità gay per i suoi effetti «afrodisiaci» ed euforizzanti, è ormai più diffuso della cocaina, soprattutto tra i giovani. A lanciare l’allarme sulle nuove droghe - o, meglio, sulle droghe poco conosciute e quindi sottovalutate, è Cristiano Gatti, direttore dei Sert di Milano, che parla di poliabuso, il mix, cioè, contemporaneo di più stupefacenti. «Milano è una città apripista - ha spiegato Gatti - le tendenze che si affermano qui tra qualche anno si diffonderanno nel resto d’Italia. Ormai il popper è diffuso come la cocaina, che a sua volta ha scalzato il primato dell’eroina come droga per antonomasia nell’immaginario collettivo». Una prova? A Milano l’8% delle persone tra i 15 e i 34 anni assumono la polvere bianca, mentre in Spagna, considerata al primo posto in Europa per il consumo di «neve», si attesta al 5,5%.
La droga più diffusa rimane, comunque, la cannabis «veramente troppo diffusa», tanto che il 43,7% degli intervistati (la ricerca è stata condotta su 365 soggetti scelti tra gli iscritti in 35 scuole guida) dichiara di avere fumato almeno uno spinello nella vita, mentre il 21,5% dichiara di aver fumato nell’ultimo mese. Al secondo posto si attesta un’altra droga «sconosciuta», i tranquillanti, che il 23% degli intervistati ha dichiarato di aver assunto nell’ultimo anno, contro l’11% che li ha presi nell’ultimo mese. Seguono gli inalanti (13% li ha provati, il 5% li ha usati nell’ultimo mese). Ulteriore elemento che gioca a favore di questi stupefacenti il fatto che né il popper (e altri inalanti) né i tranquillanti sono considerati delle droghe: sono così facilmente reperibili e sottovalutati nella loro pericolosità. «Ormai l’uso di droga è legato alla comunicazione: la gente - continua Gatti - lega gli stupefacenti a certi stili di vita e al gruppo che si frequenta».
Per far breccia tra i ragazzi il Comune ha pensato di ricorrere al teatro e al meccanismo di identificazione che genera nel pubblico: oggi e domani al Derby di via Mascagni mille studenti del liceo Manzoni assisteranno ai due spettacoli, «Fughe da fermi» e «Ragazzi permale» ideati da ragazzi della comunità di San Patrignano che hanno deciso di raccontare la propria storia, per avvertire e proteggere altri ragazzi come loro. «Il comune vuole offrire un modo nuovo di affrontare il fenomeno della tossicodipendenza che non si limiti a informare - spiega l’assessore alle Politiche sociali Mariolina Moioli - ma punti sull’educazione. In questo modo si interviene sulla famiglia nel suo insieme».