L’astronauta Paolo Nespoli sarà a bordo della navetta americana che, dopo otto anni dall’incidente del Columbia, ripartirà il 9 agosto 2007 Un milanese riporta lo Shuttle nello spazio

Il suo compito è quello di «specialista» di missione

Marco Guidi

Un milanese nello spazio, per la prima volta. Paolo Nespoli, astronauta dell’Agenzia spaziale europea (Esa), prenderà parte alla missione «STS-120» e partirà a bordo dello shuttle Atlantis il 9 agosto 2007.
La missione di Nespoli dovrebbe durare dodici giorni. Quella che si prepara ad affrontare è considerata una tra le missioni più complesse dello Shuttle. Lo scopo è di portare in orbita il «Nodo 2» (di costruzione italiana), che sarebbe un elemento di connessione fra i tre moduli della Stazione spaziale internazionale (Iss). Grazie al Nodo 2 saranno collegati fra loro, nello spazio, il laboratorio europeo Columbus, il laboratorio statunitense Destiny e quello giapponese Kibo. Per fare questo i sette membri dell’equipaggio guidati da una donna, il colonnello dell’Air Force Pamela Melroy, dovranno compiere ben tre «passeggiate» spaziali. Nespoli sarà il regista.
L’astronauta milanese ricoprirà il ruolo di «specialista» di missione e, in particolare, dovrà coordinare le attività extraveicolari e manovrare il braccio robotizzato per controllare lo stato dello shuttle durante il volo. Appassionato di informatica, immersioni subacquee e volo (ha anche un brevetto per pilotare aerei da turismo) Paolo Nespoli, nato a Milano il 6 aprile 1957, ha diviso i suoi studi fra l’Italia e gli Stati Uniti. Dopo aver conseguito, alla fine degli anni Ottanta, il «Bachelor of science» e il «Master of science» in aeronautica e astronautica presso la Polytechnic University di New York, torna in Italia e si laurea, nel 1990, in Ingegneria meccanica a Firenze. Nel 1991 comincia a lavorare all’addestramento degli astronauti europei presso il centro dell’Esa a Colonia. Collabora alla preparazione dei computer di bordo della stazione spaziale russa Mir. Trascorre gli ultimi otto anni negli Usa, dove si addestra, in previsione di un volo sullo shuttle, al Johnson space center della Nasa.
Il blocco delle missioni, deciso dopo il disastro del Columbia del febbraio 2003, lo costringe a rimandare i suoi piani. Da ieri, però, il sogno di Nespoli diventa realtà. Potrà così osservare la terra dallo spazio, come non ha mai fatto prima. E come nessun milanese ha mai avuto la possibilità di fare nel corso della storia.