L’euro è un mezzo, non un fine

Ma tu sei favorevole o contrario al­l’euro? Mi chiede un lettore. Odio le semplificazioni con l’accetta e non voglio morire per l’euro, ma nem­meno per abbatterlo

Ma tu sei favorevole o contrario al­l’euro? Mi chiede un lettore. Odio le semplificazioni con l’accetta e non voglio morire per l’euro, ma nem­meno per abbatterlo.

Vi parlerò non da economista ma col senso comune aiutato dalla filosofia. Le monete sono un mezzo, non un fine. Non potete identificare un fine - l’Euro­pa, i popoli, la tutela delle sovranità – con un mezzo.

L’euro, si sa, nacque male. Dal punto di vista simbolico e ideale, ma non solo, il suo peccato originale fu di non avere come fonte e paradigma l’oro, la riserva aurea. Se fosse nato aureo oggi forse sa­rebbe meglio. Invece lo si agganciò alla moneta più forte d’Europa, il marco, che ebbe un rapporto alla pari con l’eu­ro, e questo rese i tedeschi più potenti di prima. Noi invece accettammo il rappor­to di uno a due ( circa duemila lire per un euro) e fu un guaio. Ma se il giogo vale la candela...

Invece l’euro ha acuito le lacerazioni europee, ha drammatizzato i debiti na­zionali, ha fatto collassare le economie, ci ha reso più schiavi di banche, finanze e agenzie di rating. Insomma, non ci ha reso più europei ma più disperati.

Dunque, lo aboliamo? Sarebbe una scorciatoia assai popolare, ma non mi giocherei un processo europeo per un vantaggio elettorale. Anche il voto è un mezzo, non un fine. È più importante l’Europa, e l’Italia, che un partito e un leader.Allora dico:provate a salvare nel­l’euro l’Europa, a partire dai popoli. Ma non sacrificate i popoli alla moneta. Per­ché lo scopo non è salvare la moneta, ma salvare i popoli. I mezzi non distrugga­no i fini.

Commenti
Ritratto di gianpaolo.barsi

gianpaolo.barsi

Ven, 22/06/2012 - 20:43

Il Suo buonsenso è chiarissimo. Tutte le monete dovrebbero essere un mezzo, ed invece sono diventate un fine. O meglio, più che le monete, è il denaro, nume tremendo e incontrastato, il nostro fine e padrone. Si potrebbe dire "Il denaro è grande, e la finanza è il suo profeta". Sto leggendo un libro, non l'ho peraltro finito, che tratta l'argomento con un profumo di seria utopia. Si tratta di "La morte del denaro - Una rivoluzione possibile" del prof. Pierangelo Dacrema, edizioni Christian Marinotti, - 2003. Mi piacerebbe conoscere il Suo parere nel merito, se vorrà ed avrà tempo e voglia di leggerlo. Valeva la pena per questo postare un commento anche se prematuro. Grazie, e complimenti come sempre per la sottigliezza della Sua filosofia e del Suo umorismo.

lunisolare

Sab, 23/06/2012 - 10:10

"Le monete sono un mezzo, non un fine", quando ero ragazzo risposi nella mia ingenuità che i soldi servono noi e non siamo noi che serviamo i soldi, Veneziani alla luce di quanto è accaduto possiamo affermare che i soldi sia che lo chiami euro oppure dollaro sono il fondamento della civiltà così intesa, siamo in balia di manovre speculative che ci costringono a sacrifici nell'economia reale e non riusciamo a saltarci fuori, le uniche preoccupazioni che leggo è la formazione delle liste elettorali per le prossime elezioni senza uno straccio di proposta per il futuro poichè è chiaro che si affidano alla clemenza dei mercati cioè al denaro. Il capitalismo è giuto all'apice della sua avidità fagocita se stesso pur di sopravvivere, ma in questo auto cannibalismo rovina milioni di persone ignare di queste dinamiche finanziarie che si svolgono sulle loro teste.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 23/06/2012 - 10:21

Sa, Dr. Veneziani, quale torto faccio principalmente all'euro? Quello di non essere poetico. Un tempo dicevo: "non c'è più una lira" e, pur triste, aveva un senso, aveva un suono. Ora dico:"non c'è più un euro" e mi fa solo burocrazia, rabbia e avvilimento!

Ritratto di Luca Scialò

Luca Scialò

Sab, 23/06/2012 - 10:44

Il problema è chi ci ha speculato fin dall'inizio senza alcun controllo: i commercianti raddoppiando i prezzi e lo Stato aumentando le tasse. A dieci anni abbiamo tutti le tasche più vuote. Una soluzione semplice e immediata sarebbe stata quella di fare 1 e 2 euro di carta, rispetto alle monetine ci si rende più conto di spenderli.

traliccio70

Sab, 23/06/2012 - 14:07

@lunisolare mio nonno diceva sempre: "ricordati, l'ignoranza non è una scusa". le faccio una domanda semplice semplice: prima di accusare (come tutti) la speculazione come causa di tutti i mali, sa spiegarmi cos'è la moneta? quando avrà fatto le sue ricerche per rispondere, sa spiegarmi se la moneta esisteva prima degli stati e delle banche centrali? quando avrà risposto a queste due domande, capirà da solo dove sta effettivamente il problema. saluti

lunisolare

Sab, 23/06/2012 - 14:39

L'ignoranza è la mia fonte di conoscenza, la moneta è una merce di scambio che mi procuro lavorando e che mi consente di scambiarla nel "baratto" con altre merci per sostenermi, dal cibo all'abitazione all'auto. La moneta che circola nelle mie tasche è il mio lavoro mal retribuito perchè non riconosciuto adeguatamente, perchè una parte è il profitto del datore di lavoro. Molto semplicemente senza moneta non si cantano messe. Se poi lei cercasse delle spiegazioni tecniche si rivolga ad un economista, di fatto senza la moneta non è possibile condurre una vita decente e dignitosa e quando qualcuno che è in grado di gestire flussi di capitale ingenti ci specula sono guai anche per me che sono un ignorante.

ferrante

Sab, 23/06/2012 - 15:48

lunisolare lei scrive che l'ignoranza è la sua fonte di conoscenza. In tal caso la sua presunzione supera le più alte vette dell'Himalaya, ed il suo lavoro è mal retribuito per il solo fatto che la pagano. La moneta ufficiale per coloro che usano l'ignoranza col martello- cito Nietsche - dovrebbe essere la squisita ricotta di Foggia. Saluti dalla Brianza

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Sab, 23/06/2012 - 19:46

#3 rosario.francalanza# Un inno alla lira genuino, che ha il sapore e il buon odore della casa natia. Complimenti –Rosella-

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Sab, 23/06/2012 - 21:06

#3 rosario.francalanza# Un inno alla lira genuino che ha il sapore e il buon odore della casa natia. Complimenti –Rosella-