L’influenza fa paura, medici di base "precettati" nel week end

I pronto soccorso a rischio intasamento. L’Asl corre ai ripari e invita i dottori a visitare i pazienti a casa anche nel week end<br />
Il sindacato: «In corso una psicosi senza precedenti. Noi disponibili a dare una mano, ma ci pagano solo 10 euro a controllo»

Lavorare nel week-end. Dare la propria disponibilità a effettuare soprattutto le visite domiciliari il sabato e la domenica. È quanto ha chiesto la direzione generale della Asl di Milano a tutti i medici di famiglia presenti in città. Con una lettera inviata ieri e firmata dal direttore Walter Locatelli, la Asl ha invitato tutti i medici a un’azione di responsabilità per riuscire a fronteggiare il picco della pandemia. Scopo: evitare ancora una volta di intasare le corsie dei pronto soccorso nei due giorni più a rischio della settimana, quando il medico di famiglia non c’è, appunto. Un invito che ha preso tutti in contropiede. «È un’iniziativa della Asl che non mi risulta concordata con nessuno degli interlocutori coinvolti», ha commentato Fiorenzo Corti segretario regionale della Fimmg il sindacato medici di base. Quella della Asl è naturalmente un invito e non un obbligo, ma servirebbe a sfoltire le persone che colpite dall’influenza si presenteranno in ospedale. «È vero che spesso in questi giorni è sufficiente tranquillizzare i propri pazienti al telefono - spiega ancora Corti -. La gente ci chiama anche quando vede il termometro segnare 37,5. È chiaro che è in atto una psicosi senza precedenti». E il carico di lavoro aumentato lo sta a dimostrare. Da un sondaggio proposto dalla stessa Fimmg ai propri iscritti è risultato che negli ultimi quindici giorni ogni medico di famiglia ha ricevuto almeno il 50 per cento in più delle telefonate, il 30 per cento in più di visite in ambulatorio e altrettante ne ha effettuate a domicilio. Ma l’emergenza c’è. E nel fine settimana rischia di farsi sentire ancora di più con l’aggiunta di code e disagi per tutti gli utenti. «La possibilità di farsi visitare dal proprio medico di famiglia a casa ridurrebbe di almeno un terzo le accettazioni in pronto soccorso - dicono alla Asl -. Ma non solo. Il medico di famiglia conosce bene i propri assistiti e dunque saprebbe valutare perfettamente chi meriterebbe un approfondimento in ospedale e chi invece no». Un invito che «valuteremo - continua Corti -. È una decisione presa unilateralmente. Dall’Asl ci hanno fatto sapere che ogni visita verrebbe retribuita 20 euro, 10 al netto. Non vogliamo buttarla sul lato economico, ma visto che ci viene richiesta una disponibilità sette giorni su sette, ci aspettavamo qualcosa di più. Comunque se la situazione lo richiederà non ci tireremo indietro». Gli ultimi dati dell’osservatorio sulla nuova influenza sono tutt’altro che rassicuranti. La Lombardia nella settimana che si è conclusa il 1º novembre ha avuto un’incidenza di 13,48 (ogni mille assistiti) di contagi. La settimana prima era stata pari a 11,2. Ed è la seconda regione dopo la Campania (incidenza 14,66) ad essere più colpita in Italia.