L'ANGOLO DEI TASSISTI 2 Raccontaci la tua protesta

Tassisti sul piede di guerra contro le liberalizzazioni del governo: le mail inviate al Giornale.it. Raccontateci la vostra protesta e scrivete alla redazione: <strong><a href="mailto:segnala@ilgiornale.it" target="_blank">segnala@ilgiornale.it</a></strong>

Vorrei rispondere a Gianfranco Napolitano che dice che: le licenze andrebbero restituite al comune al raggiungimento dell’età pensionabile. E' proprio questo il punto, io sono a tutti gli effetti un dipendente del comune, che svolge un ruolo pubblico con tanto di regole, orari di lavoro e prezzi imposti ma, senza le più elementari agevolazioni (ferie pagate, malattie, tredicesima tfr). Come tale in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, il prestatore di lavoro ha diritto ad un trattamento di fine rapporto. La parola "subordinato" significa prestato alle dipendenze del datore di lavoro, unita alla principale da cui dipende. In questo caso il comune. Ma il comune questo non l’ha mai fatto ed è per questo che che chiudeva un occhio fino oggi sulla vendita delle licenze. Ma a fatto di più; Per aggirare l’ostacolo qualche anno fa ha pensato bene di inserirci con una manovra ad arte nella categoria commercio, costringendoci no si sa bene sotto quale voce, a munirci ogni anno tra i tanti documenti, anche, appunto del certificato della camera di commercio. Ma è possibile che non riuscite a capire, che sono tutte manovre studiate a tavolino, per favorire le grandi lobbi? che non siamo certamente noi comuni mortali, che lavoriamo per poter tirare avanti e non ci possiamo permettere nessun tipo di lusso. Questo che segue è uno sfogo mio personale tassista di Napoli: Una cosa è prendere l’auto per recarsi con essa in un punto di lavoro e chiuderla là. Un’atra cosa è dover "vivere" nella propria auto, e dover affrontare continuamente le insidie e i pericoli del traffico quotidiano, sapendo bene di essere una categoria odiata da tutti che viene sfidata ad ogni angolo di strada, ad ogni incrocio, ad ogni semaforo. Manco se fossimo dei Niki Lauda. A Napoli si dice in mezzo a noi tassisti, che per poter scendere a lavorare la mattina abbiamo bisogno di fare una trasfusione, e cioè togliere il sangue e mettere l’acqua, altrimenti dovremmo stare sempre a litigare, anche con i vigili che non hanno certo pietà di noi. Ed è mortificante a volte tornare a casa senza essere riuscito a guadagnare abbastanza, perché il guadagno è condizionato da tanti fattori, non ultima la sorte.
Domenico

Sono un lavoratore dipendente figlio di lavoratori dipendenti, tutti elettori di centrodestra. Sono anni che paghiamo (a partire dall'ultima "botta" sulle pensioni che mi costringe a pagare una baby sitter perchè il nonno di mio figlio non mi potrà più aiutare a tenerlo perchè deve lavorare altri tre anni). Non mi commuovono queste proteste. Tutti devono rinunciare a qualcosa. Ora tocca anche a loro. Non accetto che qualcuno non rinunci a questo giro.
Andrea

Monti lasci perdere i taxi e rivolga la sua "attenzione" ai grandi monopoli e ai grandi gruppi che impediscono la crescita del Paese.La smetta di tartassare i poveri cristi e portare il popolo alla fame. Oltretutto è "pericoloso".
Mario Famà

Non credo che sia questo il metodo per creare occupazione. Immaginate un paradosso, sarebbe come dire: siccome il presidente della Repubblica guadagna 100, ed è troppo, mettiamone 2 così avremo un altro lavoratore occupato, che guadagnerà anche lui 50.
Esposito Domenico

Tutto il mio appoggio alle famiglie dei tassisti, vittime di una politica che per togliere un mal direste vuole decapitare il paziente. Questo sul problema dei taxi e su tutto il resto, senza la minima capacita di agire su burocrazia, costi statali e apparato burocratico, dimentico se non addirittura nemico dell'unica cosa Che ci può salvare, lo spirito di iniziativa libera e di sacrificio della gente comune.
Mail firmata

Questa mattina dovevo prendere il taxi a Milano per raggiungere la stazione di San Cristoforo. La mia giornata sarebbe dovuta iniziare con una piccola trasferta a Mortara per motivi di lavoro. Dopo essermi accorto di avere la macchina guasta, ieri sera pronotato tramiti il numero 026969 un taxi che sarebbe dovuto passare alle 06.10 da casa mia per portarmi in stazione. Il giorno seguente alle 06.20 vedo che il taxi non arrivava e cosi ho chiamato di nuovo il numero 026969. Intanto alle 06.00 mi arrivava un sms con il numero del taxi in arrivo. Niente di più falso. Io posso anche capire la protesta, anche se, le licenze di questi signori in realtà appartengono al comune. Detto questo mattinata rovinata e ho dovuto rimediare arraggiandovi con mezzi pubblici anche loro quasi al colasso.
Daniele Keshk

Come professionista, monomandatario, faccio una fattura unica a fine mese e quindi mi è preclusa ogni possibilità di evadere. In compenso, ogni tanto vorrei avere un minimo di fatture per lavoro da portare in detrazione. Quest'anno festeggio esattamente 30 anni senza MAI essere riuscito a farmi fare una fattura vera da un tassista. Ho chiesto alla Finanza, per sapere se sono obbligati ad emetterle: nessuna risposta certa e univoca. Mi sono abbarbicato al sedile. Al massimo, e dopo insistenza, fanno un bigliettino, usualmente sponsorizzato da "Polleria da Mario o simili", vedendo il quale di solito il commercialista si mette a ridere. Ma invece di "liberalizzare" tanto non sarebbe sufficiente obbligare i tassisti ad emettere ricevuta fiscale e, a richiesta, regolare fattura? Ogni problema, come d'incanto sparirebbe. Però questa è stranamente, l'unica cosa che nelle liberalizzazioni non c'è. Il resto è semplicemente fumo negli occhi. E' proprio un caso che i tassisti in italia non accettano le carte di credito?
Luca, Firenze