Lavoro, Sacconi: "Lo Statuto va riformato Tutele essenziali, ma più peso alle parti sociali"

Il ministro del Welfare rilancia la propria idea: al di là di uno zoccolo inderogabile di diritti di legge, si deve operare "per diritti organizzati flessibilmente, duttilmente e sulla base della
sussidarietà con le parti sociali". Tutto questo per produrre
le condizioni per "maggiori e migliori posti di lavoro"

Roma - Passare dallo "Statuto dei lavoratori" allo "Statuto dei lavori". Con questo slogan il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, illustra il piano triennale del lavoro allo studio del suo dicastero. L'obiettivo è "liberare il lavoro per liberare i lavori". Dunque, produrre le condizioni per "maggiori e migliori posti di lavoro". L’idea di Sacconi è che, al di là di uno zoccolo inderogabile di diritti di legge, si debba operare "per diritti organizzati flessibilmente, duttilmente e sulla base della sussidarietà con le parti sociali".

Basta rigidità centralistiche Sacconi ha parlato più volte della necessità di liberare il lavoro dalla rigidità centralistica. Il risultato dovrà essere un provvedimento "leggero" che disciplinerà i diritti fondamentali nel lavoro che vanno riconosciuti a tutti. Mentre le parti sociali avranno un ruolo decisivo per adattare ai territori, ai settori, alle aziende l’organizzazione delle tutele.

Legge contestata dai comunisti In questi giorni, in vista dell’approssimarsi dei quarant’anni dello Statuto dei lavoratori, il ministro ha anche tenuto a ricordare come all’epoca la legge fu voluta dai riformisti e contestata dai comunisti. "Basta andare a rileggere la posizione parlamentare del Pci, e soprattutto le fortissime critiche rivolte allo stesso Statuto dalla rivista giuridica della Cgil - ha detto in una recente intervista - per capire come, anche allora, la sinistra politica e sociale di radice comunista perse il treno e non partecipò ad uno strumento che per molti anni si è rivelato utile a produrre un lavoro di qualità".

Immigrazione, piano sicurezza e integrazione "Nei prossimi giorni il governo produrrà il piano nazionale per la sicurezza e l’integrazione, che sono due facce della stessa medaglia: non c’è integrazione senza rispetto delle regole e per la sicurezza occorrono buone politiche per l’integrazione". Così il ministro Sacconi in un videomessaggio inviato al Forum delle associazioni familiari in occasione del convegno "Famiglie a color" svoltosi a Roma.