Legambiente e le bugie «tendenziose» sull’acqua

Qualche settimana fa a «La radio ne parla», programma di Radiouno (Rai), si parlava di depuratori. L'immancabile rappresentante di Legambiente, una certa signora Venturi, parlando della situazione di Milano si è lasciata andare a fantasiose affermazioni che rivelano, quanto meno, superficialità, approssimazione e supponenza. Dopo aver elargito massicce dosi di gratuito sarcasmo sulla «cosiddetta efficienza milanese», ha affermato che Milano è largamente inadempiente per quanto riguarda la depurazione delle acque reflue. La signora ha raccontato infatti che gli impianti attuali servirebbero un bacino di utenza di appena trecentomila abitanti.
Le cose, naturalmente, non stanno così. Milano ha cominciato a depurare acque reflue per 350mila abitanti equivalenti già nel 2003. Da gennaio del 2004 il bacino servito è diventato di 700mila abitanti, saliti a 1,7 milioni nel luglio dell’anno scorso e a due milioni 250mila tre mesi dopo. Infine dal marzo scorso Milano depura il 100 per cento delle acque reflue, per un bacino di 2 milioni 550mila abitanti equivalenti. Questi sono i fatti, facilmente verificabili per chi abbia buona volontà, buona fede e serietà professionale.
E invece la signora Venturi dai microfoni del servizio pubblico ha raccontato delle balle grossolane. Perché? L'ipotesi migliore: per pura negligenza e superficialità. La peggiore: per malafede a scopo propagandistico. Legambiente, organizzazione notoriamente di sinistra, non può accettare che in fatto di depurazione la Milano governata dal centrodestra faccia meglio, molto meglio, ad esempio, della Roma veltroniana.
Un caso, questo della disinvolta signora Venturi, che pone però un problema più generale e grave. Qual è la reale attendibilità scientifica di un'organizzazione «politica» e quindi potenzialmente tendenziosa come Legambiente? E perché viene sempre e da tutti consultata e citata - da sinistra ma anche da destra - come un infallibile oracolo dell'ambientalismo. Ogni anno, ad esempio, quotidiani e telegiornali dedicano ampi spazi alle classifica sulla balneabilità delle nostre spiagge. Una graduatoria compilata, con l'ausilio delle famose bandierine blu e nere, dopo una bella crociera dei nostri legambientalisti lungo le coste italiane a bordo della famosa Goletta verde. Ma qualcuno si è preso la briga di accertare la validità scientifica di quelle rilevazioni? O dobbiamo credere per un puro atto di fede?
Infine, se volete una dimostrazione ulteriore della tendenziosità dell'attività di Legambiente, andate il 21 novembre prossimo nella nuova bellissima sede del quotidiano Il sole-24 ore, per la presentazione del rapporto «Ecosistema urbano 2006», naturalmente a cura di Legambiente. Chi presenterà il rapporto, chi sarà la star della giornata, in via Monte Rosa a Milano? Ma naturalmente il sindaco di Roma Walter Veltroni, fulgido modello di politica ambientalista. Chiaro, no?