Leonardo, il corpo umano si mette in tavola

«Il pittore deve osservare con metodi e considerazioni scientifiche la natura ed i suoi fenomeni e copiarli fedelmente, poiché la natura è di una bellezza ineguagliabile, inesauribile e squisita», scriveva Leonardo. Tra i fenomeni da dipingere e comprendere che maggiormente catalizzarono l'interesse del da Vinci ci fu l'uomo e la complessa macchina del suo corpo. Allo studio anatomico di Leonardo e agli sviluppi dell'anatomia come scienza medica è dedicata la mostra «I segreti del corpo» organizzata dall'Università degli Studi Milano Bicocca in occasione del decennale della sua fondazione nelle sale panoramiche del cortile della Rocchetta al Castello Sforzesco. Scelta felice, considerato che proprio al Castello è conservata la Raccolta Vinciana, la più grande biblioteca specialistica sull'opera del Da Vinci.
La mostra ha il suo fulcro nella Sala del Tesoretto dove sono esposti due volumi originali dei Fogli di Windsor di Leonardo e alcune riproduzioni del Codice Atlantico. Pubblicati sul finir dell'Ottocento, i Fogli di Windsor rappresentano la dimostrazione delle avanzate ricerche di Leonardo in campo scientifico: dobbiamo a Giovanni Piumati, studioso dell'opera del Da Vinci, e al principe russo Teodoro Sabachnikoff, che finanziò il lavoro, la prima trascrizione, riproduzione e pubblicazione dei manoscritti di Leonardo che, lasciati in eredità dal genio rinascimentale all'allievo prediletto Francesco Melzi d'Eril, subirono alterne vicende e furono in parte conservati nella Biblioteca Reale di Windsor. Fotografando e ricalcando i disegni di Leonardo di muscoli, scheletri e organi interni e soprattutto «traducendo» la sua difficilissima scrittura (da destra a sinistra, con una molteplicità di simboli e abbreviazioni), Piumati segnò una tappa importante nella storia della medicina.
Le trentadue tavole anatomiche leonardesche ora esposte al Castello insieme a testi della Biblioteca Trivulziana dedicati all'anatomia storica costituiscono la parte più suggestiva di questa esposizione che si snoda lungo un percorso cronologico dagli albori della medicina ai giorni nostri. La ricerca anatomica affonda le sue radici nell'antica Grecia e negli studi di Galeno e Ippocrate per poi perdersi nei meandri dell'alchimia e della magia professata nel Medioevo e nel Rinascimento: basti pensare che l'Università di Padova inaugurò le lezioni di anatomia solo pochi anni prima della morte di Leonardo, avvenuta nel 1519.
Il metodo scientifico di vivisezione ed analisi, anticipato da Leonardo nei Fogli di Windsor, comincia a farsi strada nel Settecento: in mostra, numerosi microscopi storici provenienti dall'Università La Sapienza di Roma dimostrano la fortuna di questo strumento di osservazione del corpo umano. Organizzata in collaborazione con l'Accademia dei Lincei, la mostra «I segreti del corpo» si chiude sugli scenari più moderni della ricerca, in un suggestivo parallelo tra i disegni di Leonardo e le tecnologie, come la tac, usate oggi in medicina.
I segreti del corpo
Castello Sforzesco
Fino al 31 luglio
Ingresso libero