Lesbica diventa uomo. E si scopre gay

Si chiamava Katherine, era bellissima, faceva la modella, piaceva a
tutti ma preferiva le donne. Poi un giorno decise di sottoporsi a
un’operazione radicale e diventò Adrian. Sorpresa: adesso va pazzo per
gli uomini...

Katherine Adrian Dalton è un tipo indeciso a tutto. Come?, direte voi, due nomi, uno femminile e l’altro maschile? Sì, proprio per questo, il personaggio viaggia a due velocità, è indeciso a tutto. Storia made in United Kingdom, lungo le dolci colline di Cotswolds, parte centrale dell’Inghilterra. Qui vide la luce, in una famiglia borghese tanto perbene, in una dimora piena di stanze e di balocchi, Katherine, bimba dagli occhi vispi e i biondi capelli. La piccola Ketty cresceva giocando con le bambole, elementare Barbie, la borsetta del trucco, ballava e cantava mentre le sue compagne di scuola praticavano la pallacanestro, l’atletica leggera, il nuoto, roba troppo dura e faticosa per lei.

Eppure per quelle stesse compagne provava una strana attrazione, le guardava, anche troppo, senza abbassare gli occhi, la studiava, così come studiava le fotografie e i filmati di Brigitte Bardot, di Kylie Minogue della Marilyn o di Kate Moss, pupe favolose, procaci, provocatrici, idoli da imitare, nelle pose, nel colore del rossetto, dello smalto per le unghie. Katherine, di colpo quasi, si innamorò di una compagna di classe, la loro relazione andò avanti per un bel po’ senza che nessuno se ne accorgesse.

Fu quello il segnale che la vita e il corpo di miss Dalton stavano trasformandosi. La famiglia si trasferì al sud, nella capitale, Londra. Katherine era corteggiata di mattino e di sera, piaceva a tutti e tutti gli occhi erano per lei, portava i capelli biondissimi e lunghi, indossava abiti aderenti, andava sinuosa, si sentiva femmina ma in percentuale, dentro, infatti, come un demone, prendeva sostanza e anima la sensazione di essere un uomo. E, a dirla tutta, non era per niente una brutta sensazione.

Respingeva qualunque tentativo di abbordaggio, i ragazzi restavano in off side, ma come? Ti presenti in minigonna e fai la furba? Aveva vent’anni, Katherine, quando arrivò la crisi di identità: prese a bere, di tutto, robaccia comunque, finì in psicoterapia, i medici le spiegarono che l’alcool era soltanto un mezzo, Katherine era transessuale. Ketty odiava ormai il proprio corpo, davanti allo specchio voltava lo sguardo da un’altra parte, quasi inorridita per il seno, per le curve sui fianchi. Intanto, lavorando in banca, qualcosa doveva pur spiegare, non ai clienti investitori, ma almeno ai colleghi di sportello e al direttore che ogni tanto aveva strizzato l’occhio.

Prese il toro per le corna, anzi le forbici in mano e andò di taglio, zac, via i capelli, lunghi, biondi, poi fascia strettissima al seno, per mascherare la misura seconda, scarsa ma comunque ambigua. «Chiamatemi Adrian», scelse pure il nome, facile. Ma restava il problema: da femmina a maschio, mica pizza e fichi.
Il dicembre del 2005 segnò la svolta. Katherine, sorry, Adrian, si sottopone a una mastoplastica riduttiva, da quel giorno, ogni settimana, si inietta dosi di testosterone. Cambia la sua voce, si fa roca, più bassa, davanti allo specchio Adrian è felice, non ancora del tutto, il seno si è sgonfiato, i fianchi sono più larghi, non c’è più un solo filo di trucco sulle labbra e sugli occhi, dunque al mattino si sciacqua la faccia che è un piacere.

Ma. Ma, sono ormai passati due anni, Adrian si sottopone alla prima operazione che cambia la sua vita: isterectomia, asportazione dell’utero. Passano sei settimana e va in Belgio, presso una clinica specializzata di Gand, per la falloplastica, i medici prelevano del tessuto dalle sue braccia per perfezionare l’intervento. Adrian è vicino alla meta desiderata. Tra un anno subirà una nuova operazione per avere la capacità erettile. Per il momento si accontenta. Ma. Ci risiamo. Prima “le” piacevano le bionde, adesso “gli” piacciono i biondi.

Cambiando l’ordine dei fattori o delle fattrici è cambiato il prodotto. Katherine Adrian ha mutato sesso e, insieme, desiderio, ribadendo, comunque, la propria omosessualità, lesbica o gay, la sua vita prosegue, da Barbie a Ken, traslocando dall’Inghilterra all’Australia. Ha deciso di vivere liberamente: «Lascio le porte aperte». Prima di entrare, informarsi, please.