Letizia Moratti: "E' uno spazio simbolo di Milano"

Il sindaco, nel suo intervento alla cerimonia d'inaugurazione della nuova Bocconi sottolinea lo "slancio all'innovazione" con "l'architettura che una volta di più da forma e spazio allo spirito che attraversa Milano". "Una città città del sapere, città del lavoro, città d’arte"

«Milano vive oggi una giornata speciale, perché alle autorità e in particolare alla più alta autorità dello Stato, al Presidente della Repubblica, presentiamo molto più di un nuovo edificio. Oggi inauguriamo uno spazio simbolo della nostra città, un luogo che attraverso l’architettura mostra i caratteri essenziali della nostra Città, della sua capacità di un rinnovamento continuo, ma fedele alla sua identità e al suo spirito più profondo».

Il sindaco Letizia Moratti è intervenuta qalla cerimonia di inaugurazione della nuova sede dell’Università Bocconi e sottolinea come «Milano è costellata di esempi di questa capacità di coniugare la sua missione economica e del sapere con la dimensione estetica, in tutte le sue forme ed in particolare per quanto riguarda l’architettura. Pensiamo a interpreti dello spirito milanese come il Piermarini, capace di realizzare un simbolo della cultura come la Scala e un simbolo delle Istituzioni come Palazzo Reale. Allo stesso modo architetti come Camillo Boito, Luca Beltrami e Luigi Broggi, tra 1860 e 1920 hanno saputo interpretare, da un lato, le richieste di una Milano capitale industriale, finanziaria e, dall’altro, di una città della cultura dell’Italia unita».

«Non a caso i loro progetti - ha sottolineato il sindaco - hanno portato a realizzare opere come piazza Duomo e piazza Cordusio, la sede della banca Commerciale e le case di Foro Buonaparte. Allo stesso modo, in un percorso di continuità culturale, l’Università Bocconi, sede del sapere scientifico mostra la capacità di confrontarsi con il tema estetico, rinnovando nello stesso tempo la propria vocazione alla formazione nella conoscenza». «Una capacità di raccogliere e interpretare questo genere di sfide che è propria alla natura degli imprenditori, dei lavoratori, degli scienziati e dei cittadini milanesi che seguono sempre la stella polare del riconoscimento del merito. Non è un caso, infatti, che la Bocconi nasca per l’intraprendenza di una famiglia milanese e prosegua la sua opera scientifica come istituto privato dedicato ad un servizio pubblico».

«L’edificio che inauguriamo - ha spiegato ancora - esprime le caratteristiche pubbliche e sociali della vita accademica, la sua capacità di coltivare relazioni con la città e il mondo circostante. Traduce, cioè, visivamente e materialmente la vocazione di apertura e modernità che oggi caratterizza l’Università Bocconi. Esprime lo slancio all’innovazione, ad un continuo rinnovamento. Una volta di più l’architettura da forma e spazio allo spirito che attraversa la nostra città. La Bocconi lo testimonia in modo eccezionale oggi come già nella sua sede storica, realizzata tra 1938-41 ad opera di Giuseppe Pagano, e che rimane un importantissimo esempio del razionalismo italiano. Quella sede traduceva bene, infatti, la diffusa convinzione che un vero progresso economico si sarebbe potuto realizzare solo investendo sul capitale umano».

Letizia Moratti si è poi rivolta al presidente Napolitano parlando di «un’immagine compiuta della nostra città. Una città che sa ancorarsi alle proprie radici, segnate in modo così profondo dall’impegno privato e personale, ma che continua a intrecciarsi all’impegno pubblico e a guardare al futuro senza timori. Sempre pronta a misurarsi con nuove sfide. Milano, dunque, come città del sapere, città del lavoro, città d’arte. Una città che sa tradurre nel concreto i sogni per noi, ma soprattutto, per le future generazioni».