L'Eurostat smentisce le cassandre della sinistra Il Pil italiano va meglio degli altri...

Secondo i dati Eurostat sulla crescita del Pil nel secondo trimestre 2011 l'Italia segna un +0,3% contro il -0,3% del Giappone, la crescita pari a zero della Francia e quella scarsa della Germania (+0,1%)

Milano - A sfatare le critiche e le invettive dell'opposizione per quanto riguarda la crescita del nostro Paese ci ha pensato l'Eurostat. Infatti, secondo l'istituto europeo di statistica, i dati del secondo trimestre sulla crescita del Pil fotografano una realtà europea omogena nella sua criticità. E anzi, a dirla tutta, proprio l'Italia sarebbe il paese che è cresciuto maggiormente. Di poco, ma pur sempre cresciuto. Infatti, se il Giappone segna un -0,3 per cento, la Francia una crescita pari a zero, la Germania un +0,1%, idem l'Olanda, la Spagna +0,2% così come la Gran Bretagna, l'Italia invece, insieme con gli Usa, segna un +0,3 per cento.

Frena la crescita tedesca In sostanza, frena bruscamente la crescita economica della Germania che nel periodo aprile-giugno segna un misero +0,1% dopo un rialzo dell’1,3% nel primo trimestre (dato rivisto al ribasso dal precedente +1,5%) e contro stime di un +0,5%. "I dati sul Pil tedesco sono certamente una delusione", ha detto a Bloomberg il capo economista di Citigroup per l’eurozona, Juergen Michels. "Tutti i dati puntano verso una stagnazione in Eurolandia nel secondo trimestre", ha aggiunto. Le cifre deludenti sulla crescita tedesca sono in effetti una fotocopia di quelle francesi, snocciolate la settimana scorsa, e che hanno evidenziato una crescita nulla per la Francia nel secondo trimestre, dopo il +0,9% del trimestre precedente.

Pil nelle Ue a -17 In Italia, sempre nel secondo trimestre, il Pil è cresciuto dello 0,3% su base congiunturale e dello 0,8% su base tendenziale. In Spagna la crescita è rallentata allo 0,2% dallo 0,3% del primo trimestre, mentre su base tendenziale ha visto un rialzo dello 0,7%. A soffrire sono dunque tutti i Paesi dell’eurozona. Complessivamente, secondo i dati diffusi da Eurostat, il Pil nella Ue-17 nel secondo trimestre è cresciuto solamente dello 0,2% rispetto al +0,8% del trimestre precedente, segnando il risultato peggiore dalla fine del 2009 quando la regione uscì dalla recessione innescata dalla crisi dei mutui subprime. Insomma alla fine non c'è sicuramente da esultare, però si potrebbe evitare il catastrofismo a senso unico...