L'ex moglie di Bocchino: "Macchina del fango? No, Italo è un traditore"

Gabriella Buontempo si sfoga e accusa l'ex marito di averla sempre tradita. La storia con la Began è una trappola? "No, è tutto vero"

Guai in vista per Italo Bocchino. Non bastano le querele all'attrice Sabrina Began, rea di aver diffuso gli sms che il vicepresidente di Fli gli ha mandato quest'estate. Si è difeso parlando di "trappola", di "macchina del fango", ma non ha mai convinto. Ora a confermare i sospetti arriva persino l'ex moglie, Gabriella Buontempo, che in un'intervista al Corriere svela un lato inedito di Bocchino. "Ho subìto ripetuti tradimenti, ai quali ho sempre cercato di reagire pensando alla famiglia. È stata una sofferenza lunghissima", sostiene. E al giornalista che le chiede se la storia con la Began è  stato solo un modo per incastrarlo risponde: "Non credo. Credo invece sia tutto vero, come dice lei. Vero che lui le ha chiesto il numero di telefono, vero che l'ha invitata, vero che sono andati a Ravello con l'auto blu..."

Il flirt con Mara Carfagna o quello con la Began, quindi, non sono casi isolati. Ed è proprio verso il ministro per le Pari opportunità che si concentra il livore della Buontempo, che le ha causato "tre anni di dolore". Una storia per una donna che, a suo dire, "poverina, è quella che è: le scriveva tutto Italo. Non sa parlare in italiano. Usare soggetto verbo e predicato". Bocchino "la usava come un giocattolo" e intanto mandava alla moglie "decine di lettere" in cui dichiarava che la Carfagna per lui non contava nulla".

La storia è andata avanti per tre anni fino alla goccia che ha fatto traboccare il vaso, "quando alle Regionali lui le ha portato tutti quei voti, e lei ha dichiarato di essere un soggetto politico. Mi sono incazzata, pur non essendo mai stata femminista".

Tre anni sono tanti anche per la più devota delle mogli. Perché andare avanti nonostante si sappia di essere traditi "non solo con la Carfagna ma anche con altre che non mi dicono per carità cristiana"? "Lo ammetto: ho vissuto a lungo in soggezione psicologica, come tante donne. Italo ha sempre sostenuto che il mio dovere era sopportare, così come le nostre nonne e le nostre mamme avevano sempre incassato il tradimento in nome dell'unità familiare". Ma una volta decisa la separazione, è andata dritta per la sua strada e si fa ora paladina dei diritti delle donne: "Il problema non è solo la Carfagna, ma il messaggio che si manda con quelle deputate elette solo perché carine, frequentatrici di feste o perché hanno concesso dei favori. Questo velinismo machista l'ho sempre contestato".

Una presa di posizione che l'ha fatta accostare a Veronica Lario, che lo stesso Bocchino "criticò". E la la Buontempo accetta di buon grado questa associazione: "Mi sento molto vicina alla sua situazione. Perché la sbandata per una migliore di te la accetti. Però se vieni tradita con una che, per stessa ammissione di tuo marito, è una nullità, beh, è dura. Si può tradire con rispetto. Invece lui mi ha messo in bocca a tutti".

Dalle sue parole traspare un duro giudizio. "Soffre della dinamica dell'abbandono", le sue sono "robe da psicanalisi", "soffre di cretinismo da separazione", "è ingenuo e machista". Parole probabilmente inasprite dalla fine del matrimonio non ancora superata, anche se la Buontempo si definisce "finalmente libera, anche dai suoi condizionamenti". Sì, perché pare che Bocchino sia anche "un po' egocentrico": "Quando stava scrivendo il suo ultimo libro, a Panarea, spesso voleva silenzio e mi diceva: sto scrivendo il testo della mia vita. Oppure un'altra sua frase classica, quando litigavamo, era: così danneggi la collettività. Io sono un protagonista politico, lo capisci? Oggi mi dice che non troverò mai più nessuno come lui". La soluzione? Fini. "Spero riporti Fli sulla strada iniziale", dice la Buontempo, "E confido che anche Italo si svegli da questa ubriacatura. Sa, queste donnine ti minano e ti fanno sentire onnipotente".