Via libera del Pdl ad Annibale Marini numero 2 del Csm al posto di Mancino

Roma Per il presidente della Repubblica il parlamento deve eleggere entro luglio gli 8 laici del Csm (5 di maggioranza e 3 d’opposizione) e la politica non può pretendere di scegliere il vicepresidente, che dev’essere eletto dai 26 nuovi membri di Palazzo de’ Marescialli, per la maggioranza togati (16).
Giorgio Napolitano, che è anche numero 1 dell’organo di autogoverno delle toghe, sa bene che l’impasse delle Camere dipende soprattutto dai giochi attorno al nome del successore di Nicola Mancino, tra tatticismi e veti incrociati tra e dentro i poli.
Per il ruolo di vicepresidente in pectore fino a pochi giorni fa le quotazioni del centrista Michele Vietti, già membro Udc del Csm, sembravano le più solide, superate le resistenze degli ex popolari nel Pd. E si parlava di disponibilità da parte del Pdl.
Ma ora il nome dell’ex presidente della Consulta Annibale Marini sembra più accreditato. Il centrodestra vorrebbe riappropriarsi della poltrona numero 2 di Palazzo de’ Marescialli e punta su una figura istituzionale e non di partito. Marini è sempre stato vicino ad An e a Fini, ma senza tessere né ruoli politici. Ora è molto appoggiato da Maurizio Gasparri e ha uno potente sponsor nel sottosegretario Gianni Letta. «Non ci possono essere veti - dice il capogruppo al Senato Gasparri - soprattutto su nomi autorevoli come quello di un presidente emerito della Consulta». Concorda il capogruppo alla Camera, Cicchitto e il suo vice Quagliariello. La decisione spetta al plenum del Csm, riconosce lo stesso Marini: «Ma c’è la mia disponibilità, perché ritengo di poter ancora servire lo Stato, nell’interesse esclusivo del Paese».
Al Csm una figura istituzionale potrebbe trovare molti consensi, ma per le correnti delle toghe è importante quale «squadra» l’accompagna. Tra i nomi che si fanno per la maggioranza - la leghista Ventura Sarno, il finiano Lo Presti, gli azzurri Gargani e Biondi, Caruso e Borea, i giuristi Scordamaglia, Trapani e Patrono mentre si è autoescluso Pecorella - ci sono «falchi» e «colombe». E per le toghe è importante che prevalgano le seconde. Per il centrosinistra si parla degli avvocati Calvi e Petrucci e dei professori Grevi e Giostra, mentre escono Giuseppe Fanfani e Sergio Mattarella. Vietti ci spera molto. Forse aspettava un sms importante l’altro giorno a Torino, dove l’hanno visto assorto sul cellulare in via Maria Vittoria mentre rientrava nel suo studio legale.